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giulia gibertoni
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lunedì 4 dicembre 2006
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oliver e la ricerca di un posto nel mondo
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Quanta pazienza pare avere il piccolo Oliver Twist, mai sfiorato da dubbio o da paura autentica e fino alla fine autarchicamente rinserrato nel suo candore, segno d’elezione: la sua parabola è una variazione sul tema di Cenerentola.
Orfano tra gli orfani, maltrattato dai suoi pari e ancor di più dai ricchi in cerca di rivalsa e di chiarezza di censo, eccolo che prende il fagottino e giunge a Londra.
La città, allora più tentacolare di oggi, lo riceve tramite alcuni ottimi rappresentanti della criminalità organizzata, anzi organizzatissima: un’associazione con scopo di lucro e organigramma piramidale, presso cui il giovane Oliver potrà ottenere l’attenzione che merita e un valido tirocinio formativo, quel che si dice contatti e opportunità.
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Quanta pazienza pare avere il piccolo Oliver Twist, mai sfiorato da dubbio o da paura autentica e fino alla fine autarchicamente rinserrato nel suo candore, segno d’elezione: la sua parabola è una variazione sul tema di Cenerentola.
Orfano tra gli orfani, maltrattato dai suoi pari e ancor di più dai ricchi in cerca di rivalsa e di chiarezza di censo, eccolo che prende il fagottino e giunge a Londra.
La città, allora più tentacolare di oggi, lo riceve tramite alcuni ottimi rappresentanti della criminalità organizzata, anzi organizzatissima: un’associazione con scopo di lucro e organigramma piramidale, presso cui il giovane Oliver potrà ottenere l’attenzione che merita e un valido tirocinio formativo, quel che si dice contatti e opportunità. Peccato che a questo punto i buoni propositi non bastino più, nelle società più civili vige la meritocrazia e Oliver è evidentemente poco dotato per il borseggio.
Nonostante la stilizzazione del protagonista e una divisione “dantesca” più che manichea tra i personaggi (buoni, non-buoni, non-buoni con possibilità di riscatto), Polanski e Harwood riescono a rendere la vicenda interessante e paradossalmente attuale, così come lo sono la tematica dello sfruttamento dell’infanzia e quella più universale della ricerca di un proprio posto nel mondo.
Segno che il racconto di Charles Dickens è ancora vivo e pulsante nonostante i rimproveri di conformismo vittoriano e ha certamente un senso richiamarlo in scena, anche dopo l’elegante, insuperato antecedente di David Lean (1948) e le numerose trasposizioni a seguire (tra cui un musical e un cartone di Walt Disney).
Merito della capacità ironica dell’autore, merito dell’efficace semplicità dell’intreccio, sia come sia Polanski non ha avuto bisogno di aggiungere praticamente nulla. L’operazione è stata semmai di sottrazione (ad esempio i primi 9 anni di Oliver e l’agnizione finale, il bambino è in realtà nipote di Bronlow) mentre lo sforzo creativo più evidente è stato rivolto a illuminazione e fotografia. Leggermente fuori tono il finale riservato a Fagin (un ottimo Ben Kingsley), perdonato all’ultimo secondo da un Oliver piccolo Lord: evidenzia la recitazione un po’ fredda del protagonista e la trasposizione, dicevamo, volutamente piatta dello sceneggiatore.
Che anche Roman Polanski risulti invisibile dietro la macchina da presa è un dato di fatto, né il regista pretende di aver fatto molto per esibire il tocco autoriale di un tempo: stabilito il brand, si è assestato su una logica di galleggiamento. Ma non fa mancare niente al film. Accanto alla visione, resta saldo il mestiere che gli consente di svolgere in pratica un lavoro su commissione con un ottimo risultato.
Questa volta, il regista 70enne trasferisce lo sguardo e l’immedesimazione dal piano tecnico-registico a quello biografico: lui, fuggito dal ghetto di Varsavia, orfano, ci suggerisce di essere sempre stato, come Oliver, tetragono alla cattiva sorte.
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weach
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domenica 27 febbraio 2011
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un oliver twist introspettivo ed aricolato
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Il film è trasposizione cinematografica del romanzo di Charles Dichens.Al su esordio il film fu osannato subito dalla critica d’oltre oceano mentre fu snobbati dai “ pensatori Inglesi” che preferirono piuttosto continuare “a gustare il loro the”.
Una delle recensioni più condivisibili è quella di Mick Lastella del San Francisco Chorincle che pedissequamente riportiamo .”Roman Polanski che si ritrovò da solo a Parigi senza i genitori durante la seconda guerra mondiale chiaramente capisce lo smarrimento provato da Oliver .
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Il film è trasposizione cinematografica del romanzo di Charles Dichens.Al su esordio il film fu osannato subito dalla critica d’oltre oceano mentre fu snobbati dai “ pensatori Inglesi” che preferirono piuttosto continuare “a gustare il loro the”.
Una delle recensioni più condivisibili è quella di Mick Lastella del San Francisco Chorincle che pedissequamente riportiamo .”Roman Polanski che si ritrovò da solo a Parigi senza i genitori durante la seconda guerra mondiale chiaramente capisce lo smarrimento provato da Oliver ..L’esperienza personale del regista,però non gli fa enfatizzare i parallelismi biografici , e nemmeno lo fa precipitare nel sentimentalismo più melenso. Al contrario, il fatto che Polanski sappia che cose di questo genere possano succedere realmente ad un ragazzo, lo hanno portato a trattare il romanzo in una maniera maggiormente adulta ”.
Aggiungiamo per completezza che esistono dei chiari parallelismi di sofferenza fra quelli sopportati dal romanziere Charles Dichens e quelli di Roman Polanski ;che comunque questi analogie di vita vissuta non hanno obbligato Polanski a dare una lettura del romanzo Oliver Twist tradizionle e scontata ne tantomeno sbiadita ;anzi direi che Polanski ha avuto la forza di rivisitare il romanzo con piglio personale dando un nuovo peso ai personaggi chiave : ad esempio il crudele gobbo ebreo Fagin , impersonato mirabilmente da un irriconoscibile Ben Kingsley, assume connotazioni psicanalitiche dove sembra trasparire un uomo crudele si ma che soffre nella consapevolezza di essere intimamente crudele ma anche per il suo inconscio desiderio di essere padre mancato; Polanski trasforma insomma il truce Fagin in qualcosa di più articolato dove il male ed il bene lottano fra loro per individua un percorso di vita comunque sofferto ed ondivago . Anche il “profilo” di Oliver cambia e gli slanci verso i sentimentalismi si fanno più contenuti esplicitando la sofferenza accumulata ed una ‘anima in affanno e circospetta con il “resto “.
Mirabile il lavoro del grande Pawel Edlman nel ricostruire una Londra Vittoriana interamente girando per le vie Praga.
Molto bravo è il piccolo Barney Clark nella parte di Oliver Twist .
Per conclude un film eccellente da quattro stelle d’oro .
Garantisce
Weach illuminati
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darko
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domenica 30 aprile 2006
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polanski in declino,non perde comunque maestria
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Anche per chi non ha mai letto integralmente il celebre romanzo ottocentesco di Charles Dickens è palese che il nuovo film di Polanski si discosti notevolmente dal testo e trovi l'occasione di raccontare e soffermarsi su aspetti più nascosti e involuti del romanzo, tralasciando altri particolari e non mancando di riferimenti autobiografici del regista. OLIVER TWIST pur rimanendo un'opera minore nella filmografia polanskiana è meglio del PIANISTA perchè nonostante duri 2 ore e 10 non vi è mai un solo momento in cui la tensione e allo stesso tempo la godibilità della pellicola scemino. Quindi chiunque dica che il film è "noioso" (definizione che comunque contraddistingue all'istante il tipo di pubblico che sta parlando e che invece dovrebbe limitarsi a "guardare".
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Anche per chi non ha mai letto integralmente il celebre romanzo ottocentesco di Charles Dickens è palese che il nuovo film di Polanski si discosti notevolmente dal testo e trovi l'occasione di raccontare e soffermarsi su aspetti più nascosti e involuti del romanzo, tralasciando altri particolari e non mancando di riferimenti autobiografici del regista. OLIVER TWIST pur rimanendo un'opera minore nella filmografia polanskiana è meglio del PIANISTA perchè nonostante duri 2 ore e 10 non vi è mai un solo momento in cui la tensione e allo stesso tempo la godibilità della pellicola scemino. Quindi chiunque dica che il film è "noioso" (definizione che comunque contraddistingue all'istante il tipo di pubblico che sta parlando e che invece dovrebbe limitarsi a "guardare"...) non sa evidentemente raccogliere tutte le informazioni che il film vuole dare a livello sia contenutistico che di stile.
Pare inoltre ovvio che OLIVER TWIST di Polanski, come pure lo è il romanzo di Dickens, non è materia adatta a dei bambini in quanto estremamente crudo e sincero nel mostrare un mondo nel quale gli innocenti sono sì liberi, ma anche indifesi e quindi facilmente sfruttabili, per le peggiori cause.
C'è inoltre da dire che di tutte le versioni cinematografiche questa sia senz'altro se non la migliore quella che comunque rispetta il tono, le atmosfere e l'intento morale del romanzo; c'è poi la scelta del ragazzino che interpreta Oliver e tutti gli altri ragazzini molto azzeccata, Ben Kingsley nel ruolo di Fagin straordinario da ogni punto di vista.
Purtroppo Polanski da quando non può più girare film in America in seguito all'assassino della moglie da parte della setta di Charles Manson, ha perso qualcosa che probabilmente non ritroverà più in quanto già molto invecchiato e pieno di traumi difficili da guarire. La fortuna fatta col kolossal europeo IL PIANISTA lo ha rimesso miracolosamente a galla, ma per sfortuna Oliver Twist fa presagire una costante e triste mancanza di idee originali - si ripiega su storie e soggetti già esistenti e non frutto della sua inventiva personale ... Insomma il genio di REPULSION, L'INQUILINO DEL TERZO PIANO, ROSEMARY'S BABY e CHINATOWN è ormai un lontano ricordo. Per chi è interessato, un altro film - bello e atroce - di Polanski con Kingsley è LA MORTE E LA FANCIULLA (1997), il suo ultimo film più convincente, originale e allineato alla poetica dei suoi film più importanti.
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matteo
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sabato 7 marzo 2009
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questa volta polanski "cicca" gravemente
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Il film in sè per sè non è da buttare. Parlo come potrebbe parlare lo spettatore che non ha letto il romanzo di Charles Dickens. Ma dopo averlo letto, cambio drasticamente opinione. Infatti il film appare schifoso, deprimente rispetto al libro. La cosa che mi ha stupito maggiormente è stata l'eliminazione di un personaggio come Mr. Bumble che è fondamentale all'interno della storia. Per non parlare di sua moglie. E' stato quindi tolto un personaggio primario che ha cambiato notevolmente la storia, dando una svolta alla fine. Non si parla di Harry Maile, dell'anziana signora che infine prende in custodia Oliver e di sua zia. E questo fatto non doveva accadere per un regista grande come Polanski.
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paleutta
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mercoledì 26 dicembre 2007
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polanski ha fatto di meglio
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ho sempre amato il cinema di Polansky, dal capolavoro Rosemary's Baby, L'inquilino del terzo piano, Luna di fiele, La nona porta per citarne qualcuno tra i più famosi. I suoi film hanno sempre un impatto particolare, specialmente i primi. Inquietano senza sconvolgere, si insinuano e dicono le cose tra le righe solo come un grande regista sa fare. Questo Oliver Twist mi ha lasciato un pò perplesso. Nonostante il mestiere e il talento siano evidenti nello spessore del lavoro, sembra che anche lui, si sia fatto un pò ammorbare dalla tendenza del cinema hollywoodiano degli ultimi tempi, più attento alla potenza dell'immagine che ai contenuti. Non ho mai letto il romanzo di Dickens ma so che è una lettura che veniva consigliata ai ragazzi delle scuole.
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ho sempre amato il cinema di Polansky, dal capolavoro Rosemary's Baby, L'inquilino del terzo piano, Luna di fiele, La nona porta per citarne qualcuno tra i più famosi. I suoi film hanno sempre un impatto particolare, specialmente i primi. Inquietano senza sconvolgere, si insinuano e dicono le cose tra le righe solo come un grande regista sa fare. Questo Oliver Twist mi ha lasciato un pò perplesso. Nonostante il mestiere e il talento siano evidenti nello spessore del lavoro, sembra che anche lui, si sia fatto un pò ammorbare dalla tendenza del cinema hollywoodiano degli ultimi tempi, più attento alla potenza dell'immagine che ai contenuti. Non ho mai letto il romanzo di Dickens ma so che è una lettura che veniva consigliata ai ragazzi delle scuole. Il ritratto del piccolo orfano è perlomeno approssimativo, la sua personalità durante tutto il film è piuttosto labile ed anche indecifrabile, è più importante il contorno che gli ruota attorno. Scene di violenza gratuita e fastidiosa come il massacro a bastonate della compagna del cattivone. Un film adatto ai ragazzi, come consigliato dalla emittente televisiva, non dovrebbe far vedere certe scene di cattiveria, cazzotti nei denti ad un bambino e schizzi di sangue. E ora per favore non venitevene fuori che nei film splatter si vedono spaccare le teste e tagliare le gambe, è un altra cosa, è una violenza fine a se stessa che lo spettatore adolescente, a volte molto più sveglio di quello che si pensi, sa come collocare e cioè alla stregua di videogioco.
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maura
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domenica 30 ottobre 2005
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stilisticamente impeccabile ma noioso
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Mi sono seduta in sala con la semi convinzione di vedere un bel film, giacché amo sia il Polanski di Repulsion che quello del Pianista. E invece alla scritta Intervallo ho addirittura sentito il desiderio di uscire e tornarmene a casa, ma sono rimasta perché volevo vedere la fine, poiché non avevo mai letto il libro di Dickens (una pecca, forse, ma tant'è). Quel che mi stupisce, ora, è leggere recensioni così positive! Mi sono fiondata davanti al computer per cercare opinioni varie, e invece mi trovo davanti a un coro all'unisono: il film di Polanski è bello e va visto. Sono amareggiata, e non poco, se penso a quanti hanno stroncato il film di Benigni, che a me è piaciuto molto. Tanto che voglio fare un paragone (anche se i due film non hanno nulla in comune) tra le sensazioni che ho provato vedendo prima l'uno poi l'altro.
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Mi sono seduta in sala con la semi convinzione di vedere un bel film, giacché amo sia il Polanski di Repulsion che quello del Pianista. E invece alla scritta Intervallo ho addirittura sentito il desiderio di uscire e tornarmene a casa, ma sono rimasta perché volevo vedere la fine, poiché non avevo mai letto il libro di Dickens (una pecca, forse, ma tant'è). Quel che mi stupisce, ora, è leggere recensioni così positive! Mi sono fiondata davanti al computer per cercare opinioni varie, e invece mi trovo davanti a un coro all'unisono: il film di Polanski è bello e va visto. Sono amareggiata, e non poco, se penso a quanti hanno stroncato il film di Benigni, che a me è piaciuto molto. Tanto che voglio fare un paragone (anche se i due film non hanno nulla in comune) tra le sensazioni che ho provato vedendo prima l'uno poi l'altro. Aggettivi come "stucchevole" o "didascalico" li ho visti affibiati a La tigre e la neve, quando io li affibierei a Oliver Twist. E ancora: Twist definito "film che intrattiene", mentre Benigni "ripete sè stesso e annoia". Anche qui sono stupefatta, per me è l'esatto contrario: La tigre mi ha tenuta sulla poltrona fino alla fine, mi ha coinvolta, mi ha divertita, mi ha commossa, mi ha dato tante emozioni diverse. Twist invece l'ho trovato subito poco accattivante, noioso, addirittura pesante. Sicuramente non è un film per bambini, a mio avviso. Coloro che si ostinano a dire "i bambini possono imparare molto da questo film" hanno una vaga idea di cosa sia un BAMBINO? Cosa lo diverte, cosa lo annoia? Un bambino non resiste più di un quarto d'ora di fronte a una pellicola simile. Sente l'irrefrenabile impulso di scappare il più lontano possibile e di non fare mai più ritorno in un cinema. Infine, un'osservazione che non posso esimermi dal fare: Twist è un film "che fa riflettere". Quello di Benigni no? Twist è un film "che ci parla anche dell'oggi". Perché, quello di Benigni?? Più attuale di così! Il film di Benigni è una favola, una vicenda pittoresca, una storia d'amore struggente e bellissima, che ha come sfondo la guerra in Iraq. Quindi inevitabilmente fa riflettere. Oliver Twist è una storia vecchia, che appartiene a un mondo vecchio, che difficilmente si cala nel nostro contesto. D'accordo che lo sfruttamento minorile esiste ancora, ma qui si parla di un orfano dell'800 che passa dalle mani di gente grassa e ottusa, a quelle di delinquenti da strada, fino a quelle di gente onesta,per approdare a un facile e stucchevole happy ending.
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(di marcello80)
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(di donato)
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(di tino)
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[+] oliver twist
(di gabry)
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[+] se, tanti saluti e buona notte!!!
(di demolition_lovers)
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