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six
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lunedì 23 gennaio 2006
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in chiesa dicono che bisogna perdonare... il perdo
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Leggendo diverse recensioni di questo film pare che in italia i "critici" se così vogliamo chiamarli non apprezzino tanto quanto in altri stati (USA in primis). Dobbiamo comunque ricordare che sono pareri personali che possono variare di persona in persona. Personalmente questo film mi è piaciuto moltissimo forse non sarò di grandi pretese ma generalmente film un po' lunghetti non li sopporto, invece in Man on Fire sono rimasto con piacere incollato davanti allo schermo e mi ha coinvolto in pieno nella trama. Certo forse non sarà originale ed articolata ma secondo me riesce nel suo intento di intrattenere lo spettatore ed in certi momenti a colpirne la sensibilità con scene molto forti. Altrettanto forti sono alcune scene di violenza giustificate dalla rabbia e dalla voglia di giustizia del protagonista comunque a mio modesto parere non stonano ma anzi mi hanno soddisfatto facendo pensare "Se l'è meritata".
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Leggendo diverse recensioni di questo film pare che in italia i "critici" se così vogliamo chiamarli non apprezzino tanto quanto in altri stati (USA in primis). Dobbiamo comunque ricordare che sono pareri personali che possono variare di persona in persona. Personalmente questo film mi è piaciuto moltissimo forse non sarò di grandi pretese ma generalmente film un po' lunghetti non li sopporto, invece in Man on Fire sono rimasto con piacere incollato davanti allo schermo e mi ha coinvolto in pieno nella trama. Certo forse non sarà originale ed articolata ma secondo me riesce nel suo intento di intrattenere lo spettatore ed in certi momenti a colpirne la sensibilità con scene molto forti. Altrettanto forti sono alcune scene di violenza giustificate dalla rabbia e dalla voglia di giustizia del protagonista comunque a mio modesto parere non stonano ma anzi mi hanno soddisfatto facendo pensare "Se l'è meritata".
Se avete la possibilità di vedere questo film sfruttatela a meno che odiate proprio del tutto i film d'azione. Se invece siete dei fan del genere o comunque volete vedere un bel film andate tranquilli.
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paolo ciarpaglini
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domenica 25 febbraio 2007
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bello.
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'Man of Fire' è la storia di un uomo, perduto in un passato dal quale intende fuggire, uscire a tutti i costi. L'alcool non è più sufficiente a reprimere i suoi ricordi, la frustrazione di una vita che sembra non avere più senso. Jhon Creazy (Denzel Washington), è un ex agente della CIA deciso a farla finita, ma il destino gli parla chiaro quando tenta il suicidio, il proiettile non esplode. C'è ancora qualcosa per cui vale la pena 'attendere'. Sarà l'affetto di una splendida biondina, Pita, una bambina figlia di un ricco uomo cui il padre ha lasciato apparentemente un impero, ma in realtà sull'orlo del tracollo finanziario. Siamo in America Latina, dove il rapimento dei figli di uomini facoltosi, sembra essere un giro di affari, cui vi sono implicati politici, poliziotti corrotti e molto altro.
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'Man of Fire' è la storia di un uomo, perduto in un passato dal quale intende fuggire, uscire a tutti i costi. L'alcool non è più sufficiente a reprimere i suoi ricordi, la frustrazione di una vita che sembra non avere più senso. Jhon Creazy (Denzel Washington), è un ex agente della CIA deciso a farla finita, ma il destino gli parla chiaro quando tenta il suicidio, il proiettile non esplode. C'è ancora qualcosa per cui vale la pena 'attendere'. Sarà l'affetto di una splendida biondina, Pita, una bambina figlia di un ricco uomo cui il padre ha lasciato apparentemente un impero, ma in realtà sull'orlo del tracollo finanziario. Siamo in America Latina, dove il rapimento dei figli di uomini facoltosi, sembra essere un giro di affari, cui vi sono implicati politici, poliziotti corrotti e molto altro. Un amico di vecchia data (Cristopher Walken, indimenticabile premio oscar de 'Il cacciatore'), riesce a procurare a Jhon un lavoro come guardia del corpo della piccola. Ma proprio il padre, imbastirà assieme al suo losco avvocato( Michey Rourcke),un falso rapimento. Le cose non andranno come previsto, è l'inizio dell'incubo. Pita è adesso in mano ad uno spietato malavitoso chiamato 'la voce'. Jhon, nello scontro a fuoco per evitare il rapimento, resta gravemente ferito, ma si abbatterà sui responsabili come una furia. Proprio a causa loro 'il piano' del padre della piccola è saltato, la guerra è iniziata, e Jhon è un'arma letale poichè non teme la morte, anzi la desidera. In quella piccola ed intelligente creatura Jhon ha ritrovato una ragione di vita e lentamente, nonostante la sua iniziale durezza, riesce a far breccia nel suo cuore. Il film è impeccabile. aiutato da una giornalista 'd'assalto', Jhon riuscirà passo dopo passo a risalire ai rapitori. Ma l'epilogo è amaro, quì non si tratta dell'eroe eternamente vincente, ma di un uomo che si ritrova, pur dovendo pagare infine con il prezzo più alto, 'la sua vita'. Non vi è modo di arrivare a Pita se non con una proposta di 'scambio'. Washington è un attore eccezionale, e quì da prova, se ve ne fosse ancora bisogno, del suo talento. Ho letto su una recensione questa frase: 'non si capisce cosa ci stia a fare lì Giancarlo Giannini'. Io rispondo con una semplice domanda:'Cosa ci state a fare voi critici!'. Spesso e volentieri acclamate, decantate film orribili come capolavori, dovreste tornare ogni tanto sul pianeta Terra e scendere dal pulpito. Detesto la sfacciataggine di simili affermazioni, provocatorie, insulse, ed estremamente maleducate. Il film va interpretato a vari livelli; il dramma di un uomo stanco di vivere, lo strapotere della corruzione contrapposto alla nobiltà di 'pochi' uomini, che spesso hanno pagato con la vita il loro impegno. Giannini è a mio avviso il tramite, il limite ultimo che separa la legalità, la moralità, da un circolo vizioso invisibile, ma ben radicato in ogni società. Trovo la sua presenza non solo 'piacevole', ma intelligente. Tutto ha un prezzo, anche i 'favori puliti'. Prima di sentenziare a destra e a manca, farebbe bene possedere un tantino in più di umiltà, nonchè rispetto verbale.
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silver
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lunedì 1 giugno 2009
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toccare il cielo con un dito.
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Questo film è pura poesia immersa in un fango di violenza e corruzione.
Per me è stato difficile non emozionarmi, nonostante la crudezza di alcune scene. Sarà per il contrasto così marcato fra umanità e depravazione, che mette in risalto una spiritualità complessa e per certi versi tangibile del protagonista; o forse per il percorso emotivo tratteggiato dalla sceneggiatura in modo così volutamente progressivo ma al contempo malfermo e profondamente mistico. Ad ogni modo questa pellicola ha rappresentato per me un viaggio che ha valorizzato l'arte che è in grado di elargire il cinema. Un'arte che è basata in gran parte sul fattore visivo, ma che dimostra di poter attingere a ricettività ben più complesse delle immagini fini a se stesse.
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Questo film è pura poesia immersa in un fango di violenza e corruzione.
Per me è stato difficile non emozionarmi, nonostante la crudezza di alcune scene. Sarà per il contrasto così marcato fra umanità e depravazione, che mette in risalto una spiritualità complessa e per certi versi tangibile del protagonista; o forse per il percorso emotivo tratteggiato dalla sceneggiatura in modo così volutamente progressivo ma al contempo malfermo e profondamente mistico. Ad ogni modo questa pellicola ha rappresentato per me un viaggio che ha valorizzato l'arte che è in grado di elargire il cinema. Un'arte che è basata in gran parte sul fattore visivo, ma che dimostra di poter attingere a ricettività ben più complesse delle immagini fini a se stesse. Un po' come accade nella pittura, per intenderci; dove non sempre è semplice carpirne il messaggio, ma quando ci riusciamo è come toccare il cielo con un dito.
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alextr
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venerdì 21 aprile 2006
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la rabbia dei giusti
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un film non certo originale, tuttavia Il grande Denzel e la mostruosa bravura della bambina Dakota fanning, rendono il film più che apprezzabile. la storia come detto non brilla certo per originalità. e' infatti la classica storia di uno sconfitto che trova inaspettatamente un motivo per contuniuare a vivere. ex agente ormai alcoolizzato viene ingaggiato come guardia del corpo per una bambina di una famiglia apparentemente benestante. lottare con tutte le sue forze per proteggerla, ma nonostante ciò verra rapita ed uccisa. con la morte della bambina muore anche lo scopo della sua vita e ciò innesca la furiosa vendetta di un uomo addestrato ad uccidere.. ovviamente ci sono diversi colpi di scena.
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un film non certo originale, tuttavia Il grande Denzel e la mostruosa bravura della bambina Dakota fanning, rendono il film più che apprezzabile. la storia come detto non brilla certo per originalità. e' infatti la classica storia di uno sconfitto che trova inaspettatamente un motivo per contuniuare a vivere. ex agente ormai alcoolizzato viene ingaggiato come guardia del corpo per una bambina di una famiglia apparentemente benestante. lottare con tutte le sue forze per proteggerla, ma nonostante ciò verra rapita ed uccisa. con la morte della bambina muore anche lo scopo della sua vita e ciò innesca la furiosa vendetta di un uomo addestrato ad uccidere.. ovviamente ci sono diversi colpi di scena... e il tutto non è così lineare come sembrerebbe.
il film sebbene riico di luoghi comuni riesce a tenere lo spettatore incollato alle poltrone, adrenalinico è in grado di far nascere sentimenti molto contrastanti. a mio giudizio un gran bel film, non un capolavoro sia chiaro, ma tuttavia da gustare.
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johnny
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lunedì 28 febbraio 2005
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...bello
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L'ho preso solo per una promozione e non mi aspettavo tanto, in vece Scott ha fatto un ottimo lavoro, quello che Vi apparira' e' un uomo perso nel suo passato, un uomo finito (Denzel..) che si rifugia nel new mexico , luci rosse, tramonti infiniti, il calore che sale dalla strada, il ritmo caotico di una citta' sudamericana.Denzel , grazie all'energia e alla semplicita' di una bimba stupenda (Dakota) ritrova una ragione di vita, ritrova il sorriso (bella la scenetta con lei che vuole farlo ridere).IL rapimento pero' riesalta le caratteristiche del nostro Denzel, un uomo della morte, il mestiere migliore che sa fare....e quindi "compie il suo capolavoro" anche con molta cruenza.
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yawgmoth
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lunedì 21 agosto 2006
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fattibile.....
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Tony Scott confeziona questo film, un film incentrato su uno dei temi più classici e cari al cinema: la vendetta.
Seguendo il più classico dei copioni troviamo il protagonista (un sempre bravo Denzel Washington) nella sua ora più buia: è un ex-agente, alcolizzato, sfiduciato che addirittura tenta il suicidio (è salvato solo dal malfunzionamento della pistola), viene assunto da una famiglia americana che vive in Messico come guardia del corpo della figlia (la bimba prodigio Dakota Fanning) pian piano con la sua dolcezza/gentilezza/sorrisi smaglianti la bambina fa breccia del cuore del duro e scontroso Denzel facendogli riscoprire la gioia di vivere, e questo è, sempre secondo la più classica delle impostazioni, il momento in cui succede il fattaccio.
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Tony Scott confeziona questo film, un film incentrato su uno dei temi più classici e cari al cinema: la vendetta.
Seguendo il più classico dei copioni troviamo il protagonista (un sempre bravo Denzel Washington) nella sua ora più buia: è un ex-agente, alcolizzato, sfiduciato che addirittura tenta il suicidio (è salvato solo dal malfunzionamento della pistola), viene assunto da una famiglia americana che vive in Messico come guardia del corpo della figlia (la bimba prodigio Dakota Fanning) pian piano con la sua dolcezza/gentilezza/sorrisi smaglianti la bambina fa breccia del cuore del duro e scontroso Denzel facendogli riscoprire la gioia di vivere, e questo è, sempre secondo la più classica delle impostazioni, il momento in cui succede il fattaccio.
La piccola viene rapita, Denzel rimane gravemente ferito e quando scopre che la sua protetta è stata uccisa chiede aiuto a un vecchio amico (un invecchiato ma sempre grande Christopher Walken) per vendicare la bambina, in parole povere ammazzare tutti quanti entrando appieno nel ruolo di vendicatore.
Senza dubbio il film non è malvagio, si guarda senza problemi e poi il personaggio del vendicatore solitario è uno dei più inossidabili della storia del cinema, senza dubbio la storia del vendicatore è fin troppo abusata e il film sostanzialmente è prevedibile ma viene riscattato se non altro dalla recitazione di Denzel e di Dakota, per il resto come ho detto ci teniamo sul classico: atmosfere torbide, tensione, violenza, sangue e l'eroe solo contro tutti. Il Messico tanto per cambiare è descritto come un luogo dove sono tutti corrotti/delinquenti e/o fanatici religiosi che pregano davanti a curiosi totem esotici.
Tanto curiosa quanto inutile la trovata delle scritte che compaiono all'improvviso sullo schermo, una rimarcatura dei dialoghi che invece di aggiungere tensione da al tutto un'atmosfera da videoclip che poteva essere evitata.
Che dire? Il film è buono, con ottimi protagonisti e si guarda senza troppi problemi, è un classico film su un classico tema che però non aggiunge niente di nuovo al genere preferendo attenersi scrupolosamente ai canoni del genere (apparte la sopracitata fastidiosa trovata delle scritte)
In conclusione un film che si guarda senza problemi, galvanizzato da Denzel e dalla giovane Dakota.
Voto = 2 stelle e 1/2
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andrea levorato
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domenica 18 settembre 2011
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delicato action sul riscatto di un uomo distrutto
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Man on fire – Il fuoco della vendetta ***1/2
Produzione: USA 2004
Genere: Azione, Drammatico
Attori principali: Denzel Washington, Dakota Fanning, Radha Mitchell, Christopher Walken, Giancarlo Giannini, Marc Anthony
Regia: Tony Scott
Trama:
John Creasy fa la guardia del corpo. Il suo servizio costa poco perché è alcolista e poco amichevole, ma il suo lavoro lo fa maledettamente bene. Viene assunto per fare la guardia a Lupita, una bambina di nove anni. Sulle prime Creasy è freddo con la ragazzina, ma alla fine Pita riesce a fare breccia nel suo cuore e l’uomo si apre alla vita.
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Man on fire – Il fuoco della vendetta ***1/2
Produzione: USA 2004
Genere: Azione, Drammatico
Attori principali: Denzel Washington, Dakota Fanning, Radha Mitchell, Christopher Walken, Giancarlo Giannini, Marc Anthony
Regia: Tony Scott
Trama:
John Creasy fa la guardia del corpo. Il suo servizio costa poco perché è alcolista e poco amichevole, ma il suo lavoro lo fa maledettamente bene. Viene assunto per fare la guardia a Lupita, una bambina di nove anni. Sulle prime Creasy è freddo con la ragazzina, ma alla fine Pita riesce a fare breccia nel suo cuore e l’uomo si apre alla vita. Un giorno la piccola viene rapita e per John Creasy è ora di vendetta.
Mini recensione:
Grazie ad una fotografia allucinata, una regia ipercinetica e alle straordinarie interpretazioni di Washington e della Fanning, “Man on fire” si candida senza troppi problemi a miglior titolo di genere. Scott riesce a fare di un vengeance movie un film contro la vendetta. Semplicemente geniale. Non disdegna nemmeno di parlare della difficile situazione del Sud America. Uno dei migliori film di Tony Scott.
Interpretazioni:
Denzel Washington ****
Dakota Fanning ***
Radha Mitchell ***
Christopher Walken ***
Giancarlo Giannini ***
Marc Anthony ***
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levo95
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martedì 10 maggio 2011
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strano esperimento emotivo
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Particolare pellicola con protagonista Denzel Washington in veste action. John Creasy è una guardia del corpo che si può definire tutt'altro che socievole: silenzioso, vive nel suo mondo e affoga la deprssione nell'alcool. Per lavoro gli viene affidata una bambina, Pita (Dakota Fanning), che si intestardisce sulla questione taciturno, riuscendo a stringere amicizia con la burbera guardia del corpo. Per circa un'ora il film fila così. Una commedia dai buoni sentimenti che tratta anche argomenti importanti come l'alcolismo. Poi avviene la svolta, Pita viene rapita e le trattative per il rilascio prendono una brutta piega e la bambina viene uccisa. Così tutto volta completamente registro e diventa una vendetta violenta e senza scrupoli, dove non mancheranno i colpi di scena.
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Particolare pellicola con protagonista Denzel Washington in veste action. John Creasy è una guardia del corpo che si può definire tutt'altro che socievole: silenzioso, vive nel suo mondo e affoga la deprssione nell'alcool. Per lavoro gli viene affidata una bambina, Pita (Dakota Fanning), che si intestardisce sulla questione taciturno, riuscendo a stringere amicizia con la burbera guardia del corpo. Per circa un'ora il film fila così. Una commedia dai buoni sentimenti che tratta anche argomenti importanti come l'alcolismo. Poi avviene la svolta, Pita viene rapita e le trattative per il rilascio prendono una brutta piega e la bambina viene uccisa. Così tutto volta completamente registro e diventa una vendetta violenta e senza scrupoli, dove non mancheranno i colpi di scena. Un riuscitissimo esperimento emotivo che ci fa prima calare nella parte di Creasy, per poi provare esattamente ciò che lui stesso prova: rancore, desiderio di giustizia. In più "Man on fire" per tutta la sua durata ci riesce a far sperare in ogni secondo che ci sia ancora una speranza per la piccola Pita. Immagini e suoni strazianti contribuiscono alla resa finale, il più grande film di Tony Scott.
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dario
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martedì 21 settembre 2010
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scorretto
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E' una storia che non sta in piedi, pretestuosa e banalmente violenta. Nel segno di quest'ultima, il film si scatena con riprese di buona scuola, senza le quali andrebbe del tutto cestinato. La vendetta privata ha stancato, se funziona ancora al botteghino, se costringe talenti a rifugiarsi lì, c'è da pensare seriamente al grado civile della nostra società. La violenza attrae ancora molto? Beh è sicuramente una tragedia culturale. Sconsigliato ai diabetici il rapporto fra la bambina e il gigante buono (un Washington di maniera, ripetitivo, scontato) e semplicemente allucinante la scena finale: da vedere per non credere ai propri occhi e alla propria intelligenza. Crudelissima, ricattatoria, la presenza della bambina a tanta stupida nefandezza.
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E' una storia che non sta in piedi, pretestuosa e banalmente violenta. Nel segno di quest'ultima, il film si scatena con riprese di buona scuola, senza le quali andrebbe del tutto cestinato. La vendetta privata ha stancato, se funziona ancora al botteghino, se costringe talenti a rifugiarsi lì, c'è da pensare seriamente al grado civile della nostra società. La violenza attrae ancora molto? Beh è sicuramente una tragedia culturale. Sconsigliato ai diabetici il rapporto fra la bambina e il gigante buono (un Washington di maniera, ripetitivo, scontato) e semplicemente allucinante la scena finale: da vedere per non credere ai propri occhi e alla propria intelligenza. Crudelissima, ricattatoria, la presenza della bambina a tanta stupida nefandezza.
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vedelia
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lunedì 6 giugno 2005
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tanta violenza per nulla...
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Se, secondo Farinotti, un film risibile come "Saw!" dovrebbe spingerci al sadismo, il ben più realistico "Man on fire" dovrebbe convincerci a ripristinare la pena di morte, almeno per punite tutti i reati di violenza ai minori o, peggio ancora, a farci vendetta da soli, come nel far west...
Da "man on fire" trapela sfiducia nelle istituzioni (tutti sono corrotti), mancanza di fede (gli assassini pregano davanti a esotici altaroni), assenza di calore materno (ma quella mamma soffriva solo se non aveva la piega a posto?) e soprattutto è un film grondante di inutile violenza...Meglio vedere uno stupido e improbabile horror...
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(di giacomo)
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