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nicolò
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sabato 16 giugno 2007
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tornano gli agenti della "missione impossibile"
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Trent'anni dopo, torna la squadra dell'agenzia "Impossible Mission Force" creata negli anni '60 da Bruce Wagner in una serie Tv di successo. Con l'ausilio degli effetti speciali della Industrial Light & Magic e della compagnia di interpreti all-star, De Palma, che si concede forse per la prima volta ad un blockbuster su commissione, regge il gioco, e bene, inserendo in alcune sequenze la suspense dei suoi primi thriller anni '80. Il piattoforte del film è Tom Cruise che, atletico e scattante per la parte che gli è stata affidata, pur recitando con tutto il corpo nelle scene d'azione, nei dialoghi è capace di muovere solo la mascella. Eppure il buon vecchio Jon Voight, seppur bravo, non gli tiene testa e neanche la Béart che è, rispetto alle sue interpretazioni in Francia, fin troppo sacrificata al sensazionalismo delle sequenze in cui appare.
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Trent'anni dopo, torna la squadra dell'agenzia "Impossible Mission Force" creata negli anni '60 da Bruce Wagner in una serie Tv di successo. Con l'ausilio degli effetti speciali della Industrial Light & Magic e della compagnia di interpreti all-star, De Palma, che si concede forse per la prima volta ad un blockbuster su commissione, regge il gioco, e bene, inserendo in alcune sequenze la suspense dei suoi primi thriller anni '80. Il piattoforte del film è Tom Cruise che, atletico e scattante per la parte che gli è stata affidata, pur recitando con tutto il corpo nelle scene d'azione, nei dialoghi è capace di muovere solo la mascella. Eppure il buon vecchio Jon Voight, seppur bravo, non gli tiene testa e neanche la Béart che è, rispetto alle sue interpretazioni in Francia, fin troppo sacrificata al sensazionalismo delle sequenze in cui appare. Stesso discorso vale per Jean Reno, la cui parte è ambigua sì, ma poco interessante. Cosa resterà, quindi, di questo thriller d'azione in perfetto stile De Palma? I primi 30' di sicuro, specialmente l'intrusione di Cruise e Scott-Thomas nella sala computer sotto la festa a Praga, che poi culmina con la morte dell'intera quadra dell'IMF. E poi, preso direttamente dalla serie originale, il tema musicale, ancora attuale e accattivante, di Lalo Schrifin.
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nick castle
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giovedì 17 marzo 2011
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adattamento riuscito!
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Strano a dirsi ma questo adattamento è più riuscito di quello che si possa pensare a un primo avviso. Il punto è che funziona quasi tutto, De Palma in forma, sfodera tutto il suo armamentario d'annata, David Koepp e Robert Towne, in un connubio tra vecchio e nuovo stile nello sceneggiare, cuciono una tela resistente e ben tesa, Barum, Hirsh ed Elfman, rispettivamente fotografia, montaggio e musiche (grandi musiche a proposito!), fanno il resto. Gli attori non contano molto, se si pensa che i migliori se ne vanno quasi subito (intendo Emilio Estevez, Kristin Scott Thomas e Jon Voight che riapparirà), rimangono invece in campo Cruise, che come attore vale poco niente, salvato per la maggior parte nella versione italiana dal suo doppiatore Roberto Chevalier, ottimo appunto, Emmanuelle Beart che un po' impacciata in un film diverso dai suoi standard e sopratutto girato in inglese se la cava senza gloria nè infamia, Jean Reno perfettamente calato nel ruolo e Ving Rhames un po' in disparte.
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Strano a dirsi ma questo adattamento è più riuscito di quello che si possa pensare a un primo avviso. Il punto è che funziona quasi tutto, De Palma in forma, sfodera tutto il suo armamentario d'annata, David Koepp e Robert Towne, in un connubio tra vecchio e nuovo stile nello sceneggiare, cuciono una tela resistente e ben tesa, Barum, Hirsh ed Elfman, rispettivamente fotografia, montaggio e musiche (grandi musiche a proposito!), fanno il resto. Gli attori non contano molto, se si pensa che i migliori se ne vanno quasi subito (intendo Emilio Estevez, Kristin Scott Thomas e Jon Voight che riapparirà), rimangono invece in campo Cruise, che come attore vale poco niente, salvato per la maggior parte nella versione italiana dal suo doppiatore Roberto Chevalier, ottimo appunto, Emmanuelle Beart che un po' impacciata in un film diverso dai suoi standard e sopratutto girato in inglese se la cava senza gloria nè infamia, Jean Reno perfettamente calato nel ruolo e Ving Rhames un po' in disparte. La produzione Cruise/Wagner (la Wagner è la sua agente...) costrinse a De Palma a fare degli estenuanti primissimi piani a Cruise per tutto il film, sia piani che sghembi, lasciando agli altri qualche primo piano sporadico. Pecca, del dipartimento attori è Henry Czerny, che dopo "Sotto il segno del pericolo" viene assunto quà in un ruolo adiacente, ma con risultati abbastanza "inespressivi". Da antologia il colpo a Langley nel computer centrale e l'inseguimento treno-elicottoro finale.
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