L'angelo azzurro [1]

Film 1930 | Drammatico +16 104 min.

Titolo originaleDer Blaue Engel
Anno1930
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata104 minuti
Regia diJoseph Von Sternberg
AttoriMarlene Dietrich, Emil Jannings, Kurt Gerron, Rosa Valetti, Hans Albers, Wilhelm Diegelmann K. Huszar-Puffy, Reinhold Bernt, Eduard von Winterstein, Hans Roth, Rolf Müller, Roland Varno, Carl Balhaus, Robert Klein-Lörk, Gerhard Bienert.
TagDa vedere 1930
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,47 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Joseph Von Sternberg. Un film Da vedere 1930 con Marlene Dietrich, Emil Jannings, Kurt Gerron, Rosa Valetti, Hans Albers, Wilhelm Diegelmann. Cast completo Titolo originale: Der Blaue Engel. Genere Drammatico - Germania, 1930, durata 104 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,47 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film è del 1930. È il grande momento della Germania, della Repubblica di Weimar che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo.

Consigliato assolutamente sì!
4,47/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,95
ASSOLUTAMENTE SÌ
Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

Il film è del 1930. È il grande momento della Germania, della Repubblica di Weimar che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo. Un vero fenomeno, una sorta di Rinascimento del diciannovesimo secolo. Letteratura, teatro, pittura, design, scienze, cinema: Weimar detta nuove regole al mondo. Sono invenzioni fondamentali i cui segni rimangono vivi e attivi anche nel nostro tempo. Una delle parole chiave è "espressionismo". Un gruppo di autori di lingua tedesca come Lang, Murnau e von Sternberg trova questa nuova forma, mediata dalle arti figurative, importantissima, decisiva. Molti di questi autori, dopo il 1933, con l'avvento di Hitler, abbandoneranno il loro paese portando la corrente in tutto il mondo civile, soprattutto in America. Marlene Dietrich arrivava nel momento più opportuno, a rappresentare qualcosa di ben più vasto di una parte in un film. Catalizzava fisicamente quella tendenza. Ne era, forse inconsapevolmente, una sorta di sintesi. Veniva da ruoli insignificanti e si trovò titolare di un personaggio, Lola Lola, che avrebbe costruito un precedente imprescindibile tramandato per decenni dalla stessa Dietrich e imitato con assoluta trasparenza. I grandi segni erano: cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume. Di suo l'attrice ci mise una voce roca e profonda, una carnagione bianchissima di contrasto e due gambe notevoli. L'Angelo azzurro era tratto dal romanzo di Heinrich Mann Il professor Unrath. Protagonista il grande attore tedesco Emil Jannings. Il professore si innamora della cantante e diventa letteralmente suo schiavo. Perde, insieme al lavoro, la stima dei suoi allievi e quella di se stesso. Si rende grottesco e ridicolo. Alla fine muore nell'aula in cui, anni prima, insegnava. Fra le tante imitazioni di Lola Lola una in particolare si fa ricordare: quella di Liza Minnelli in Cabaret. Emigrata in America, insieme al suo scopritore Sternberg, Marlene divenne (come la Garbo e la Bergman) una delle grandi conquistatrici europee di Hollywood, partner dei massimi divi dell'epoca. Quasi sessantenne, mostrava ancore quelle gambe.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 18 luglio 2013
fabrizio dividi

Riscoprire di tanto in tanto un capolavoro del cinema è rigenerante. “L’angelo azzurro” è uno di quei capolavori di cui ancora oggi si nutre l’immaginario della nostra cultura ma che offre spunti sempre nuovi e di una modernità rara, ben al di là dei numeri immortali di Marlene Dietrich. La storia è nota.

mercoledì 10 febbraio 2010
G. Romagna

Immanuel Rath (Emil Jannings), rispettabile professore di ginnasio, si innamora di Lola Lola (Marlene Dietrich), bellissima ballerina dell'Angelo Azzurro, locale da cabaret di terz'ordine. Il matrimonio tra i due suscita scalpore, tantochè il docente, vittima del perbenismo imperante al tempo, perde la sua cattedra.

mercoledì 13 ottobre 2010
il cinefilo

TRAMA:Una anziano professore(l'attore è Emil Jannings)si innamora perdutamente di una stella del tabarin ma tutto si concluderà in tragedia...COMMENTO:Si tratta del film che è servito da"trampolino di lancio"per il successo dell'attrice Marlene Dietrich a livello internazionale rendendola una delle maggiori star del cinema tedesco.

giovedì 18 luglio 2013
Luca Scialo

Il Professor Immanuel Rath scopre che i suoi alunni frequentano un night, benchè minorenni. Decide così di andarli a stanare nel locale ma viene sedotto dalla bella Lola. Finisce così per innamorarsene ma viene cacciato dalla scuola, avendo perso autorità sui suoi alunni e la stima dei suoi colleghi. Viene così assunto nel locale, come pagliaccio.

mercoledì 23 dicembre 2009
Sergio Rizzitiello

Probabilmente uno dei film più belli realizzati per evidenziare il rapporto uomo-donna è "L'angelo azzurro" del 1930, diretto da Josef von Stemberg, tratto dal romanzo del fratello di Thomas Mann, Heinrich, "Professor Unrat". Devo dire, avendo letto il romanzo e visto il film, che questo è uno di quei pochi esempi in cui il film non fa rimpiangere il romanzo, anzi, per certi versi ha una capacità [...] Vai alla recensione »

martedì 29 settembre 2009
Tony71

Sicuramente non si può dire che sia un cattivo film, ne fatto male. La Dietrich tiene la scena con la sua provocante sensualità, ma la grande prova d'attore la dà senz'altro Emil Jennings, straordinario nella parte del Professore che si perde negli abissi dell'autodistruzione per amore della "sciantosa".

domenica 9 agosto 2009
Tony71

bel film, ma non capolavoro, come definito da alcuni, Emil Jennings meglio della Dietrich, che comunque spriona molta sensualità

Frasi
Sapevo che sarebbe tornato: da me ritornano tutti.
Dialogo tra Lola Lola (Marlene Dietrich) - Il professor Immanuel Rath (Emil Jannings)
dal film L'angelo azzurro [1]
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Buon segno, che il cinema cominci almeno un poco a considerare se stesso, e non soltanto i Cine-Clubs ci offrano «riprese» importanti. Ottimo segno che il solito pubblico vi risponda con prontezza, e così dica di preferire la qualità alla novità. L'esercente di una non grande sala, il quale riuscisse a «specializzarsi» nel rioffrire il meglio di quanto il cinema ha prodotto da quando esiste, farebbe [...] Vai alla recensione »

Filippo Sacchi
Il Corriere della Sera

Se si riuscisse a vincere il senso di ripugnanza che ispira, L’Angelo Azzurro sarebbe un gran film. Ma non si riesce. La storia di questo professore Emanuel Rath, zelante e rispettabile insegnante in un ginnasio tedesco, il quale, recatosi una sera a cercare certi suoi scolaracci discoli, che bazzicano un cabaret di infimo stampo, dove furoreggia Lola-Lola, canzonettista sgonnellante e venale sirena, [...] Vai alla recensione »

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