Quasi amici |
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Un film di Olivier Nakache, Eric Toledano.
Con François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet.
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Titolo originale Intouchables.
Commedia,
durata 112 min.
- Francia 2011.
- Medusa
uscita venerdì 24 febbraio 2012.
MYMONETRO
Quasi amici ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
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Un (ottimo) film "che soddisfa tutti i palati"
di ale.franciniFeedback: 105 | altri commenti e recensioni di ale.francini |
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lunedì 7 maggio 2012 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Due persone, due storie, due ceti sociali distanti, apparentemente niente in comune...forse. Philippe e Driss: uno di mezza età, bianco e ricchissimo che vive nel cuore di Parigi; l'altro giovane di colore che vive in periferia e campa col sussidio di disoccupazione. Niente di nuovo quindi, storia che sembra ordinaria, soggetto che in fondo odora di già visto....forse. Sì, perchè non è tutto così scontato. Philippe è facoltoso ma tetraplegico, Driss indigente ma forte e pieno di vita. Il primo sta cercando qualcuno che lo aiuti nel quotidiano, che lo assista, che prenda il posto delle sue gambe e delle sue braccia...forse. O almeno, non solo questo. Driss si presenta nella sua grande e lussuosa villa soltanto perchè ha bisogno di una firma che gli consenta di dimostrare allo Stato che è in cerca di un'occupazione, per continuare così ad incassare i pochi soldi del sussidio. Non rimane particolarmente colpito dalle condizioni del ricco disabile, dalla sua sedia a rotelle o dal suo austero modo di fare. Ha bisogno solo di una firma e poi arrivederci e grazie. Philippe invece ha capito. Uno come Driss è ciò che cercava. Il ragazzo che viene dai “bassifondi” lo intriga perchè è diverso da tutti gli altri candidati, tutti così uguali e impacciati. Allora perchè non provarci, perchè non offrirgli un periodo di prova? Driss accetta, ma non è molto convinto, né così motivato o predisposto. Lo attirano più che altro il fatto di poter vivere finalmente in una casa meravigliosa e la bella e conturbante segretaria personale di Philippe. In compenso non sopporta affatto tanti di quei compiti che inevitabilmente spettano a chi si occupa dell'assistenza di persone tetraplegiche; ci sono cose che Driss non vuole fare per niente al mondo, non se ne parla, punto e basta. Forse. Perchè col tempo, i due cominciano a conoscersi, a parlare delle loro vite, a scherzare insieme e a condividere momenti indimenticabili. Driss non ha peli sulla lingua e molto spesso si lascia scappare battute anche “cattive” sullo stato di Philippe, che non si offende affatto ma ride di gusto e sta al gioco. Quel ragazzone a volte troppo schietto ma così dannatamente solare lo fa sentire bene, gli fa dimenticare per qualche momento la sua estrema e difficile condizione di vita. E' proprio per questo che in fondo ha voluto in casa sua proprio lui; Philippe cercava qualcuno che vedesse semplicemente una persona su una sedia a rotelle, non una sedia con sopra un handicappato da compatire. Da qui nasce la grande amicizia tra “il nero della periferia” e “il bianco dei quartieri alti”. Driss farà risvegliare nell'amico sensazioni che sembravano ormai solo parte del passato e della vita prima della sedia, gli darà la forza per reagire e non rassegnarsi ad un'esistenza senza emozioni. Un finale commovente sarà il sigillo del legame indissolubile che unirà per sempre i due amici.
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