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Tra il 1950 ed il 1955 il regista Anthony Mann strinse un sodalizio con il grande James Stuart che lo portò a girare cinque pellicole western: ciascun film ebbe appunto Stuart come protagonista. L’operazione risultò fortunatissima commercialmente e di notevole valore artistico.
Questa pellicola fu la prima del ciclo e ritengo che sia anche la migliore, seguita da quella che lo chiuse “L’uomo di Laramie”: tutte le cinque pellicole nel loro complesso costituiscono una delle più riuscite espressioni del cinema western classico.
Il film segue un filo narrativo legato ad un oggetto, il fucile winchester di cui al titolo, che aggiunge interesse alla trama già molto avvincente. Uno dei punti di forza della storia, mantenuto anche nelle altre pellicole del ciclo, è la presenza di numerosi personaggi, tutti delineati con accuratezza; questo particolare arricchisce l’opera e contribuisce alla sua scorrevolezza e capacità di attrarre lo spettatore.
Mann rispetta tutti i canoni del western classico, girando una pellicola rude nello stile, di poche parole e molti fatti: giustamente a determinare l’intensità emozionale dell’opera non sono i dialoghi, comunque ben scritti in modo stringato come si conviene al genere, ma le scene d’azione, dirette in modo impeccabile e capaci di plasmare la storia e conferirle interesse.
Il cast è il più ricco di tutti i cinque film del ciclo. Il grande James Stewart è perfetto nei panni dell’uomo onesto che vuole farsi giustizia per un torto subito; l’unica donna del film è interpretata da Shelley Winters, mentre il principale antagonista è Stephen McNally. In quanto a cattivi, una parte molto ben riuscita la recita Dan Duryea, esperto nel ricoprire ruoli di questo tipo. Ci sono poi una folta schiera di straordinari caratteristi, ognuno dei quali è utilizzato perfettamente da Mann: Millard Mitchell è strepitoso come spalla del protagonista; ottime le performance anche di Charles Drake, Jay C. Flippen, John Alexander e Will Geer nei panni del mitico sceriffo Wyatt Earp, ma il migliore è John McIntire che interpreta un mercante d’armi in affari con gli indiani. Proprio tra gli indiani, nella parte del giovane capo, c’è un giovane Rock Hudson, mentre in una parte ancora più piccola (quella di un soldato) troviamo un’altra futura celebrità come Tony Curtis.
Pare che sia effettivamente reale la vicenda di un fucile winchester di produzione limitata, messo in palio in una gara di tiro a Dodge City da Wyatt Earp e passato di mano in mano per tornare infine al suo primo vincitore e legittimo proprietario, tanto che probabilmente tali lontane cronache hanno costituito ispirazione per la sceneggiatura del film.
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