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onufrio
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mercoledì 1 aprile 2020
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lei non lo sa ancora..
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La protagonista Mary Henry è l'unica superstite di un brutto incidente che ha coinvolto lei e le sue amiche. Le donne, per vanità goliardica, accettano la sfida di alcuni ragazzi cimentandosi in una sorta di gara d'auto. Sfortunatamente l'auto delle donne precipita nel fiume, il trauma post incidente dell'unica sopravvissuta sarà talmente forte che la donna inizierà ad avere strane visioni ed incubi sospesi tra realtà e finzione. Sicuramente innovativo, visto l'epoca, Carnival Of Souls, può considerarsi una perla originale per questo genere di film horror.
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dandy
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domenica 19 novembre 2017
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my soul to take....
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Primo ed unico film di Herk Harvey,che interpreta il misterioso figuro.Un low-budget da 33.000 dollari che punta tutto sul tormento della protagonista,e sull'amientazione.L'uso delle locations(il luna park di Saltair a Salt Lake City)è efficace,l'atmosfera abbastanza opprimente,e funziona il ritratto della provincia americana,popolata da gente rozza e insensibile.Ma l'idea finale è assai prevedibile,e una volta svelata ci sono troppe cose che non quadrano,troppe cose che sono successe prima e che non avrebbero dovuto succedere.Per gli standard odierni poi,il ritmo lento,quasi catatonico rende ardua la visione,che si ravviva solo negli ultimi minuti.Resta un esperimento curioso,per i tempi notevole,che dopo il flop all'uscita ha acquistato pian piano la fama di cult(in patria),e secondo alcuni sarebbe uno dei modelli non dichiarati per registi come David Lynch e George Romero.
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Primo ed unico film di Herk Harvey,che interpreta il misterioso figuro.Un low-budget da 33.000 dollari che punta tutto sul tormento della protagonista,e sull'amientazione.L'uso delle locations(il luna park di Saltair a Salt Lake City)è efficace,l'atmosfera abbastanza opprimente,e funziona il ritratto della provincia americana,popolata da gente rozza e insensibile.Ma l'idea finale è assai prevedibile,e una volta svelata ci sono troppe cose che non quadrano,troppe cose che sono successe prima e che non avrebbero dovuto succedere.Per gli standard odierni poi,il ritmo lento,quasi catatonico rende ardua la visione,che si ravviva solo negli ultimi minuti.Resta un esperimento curioso,per i tempi notevole,che dopo il flop all'uscita ha acquistato pian piano la fama di cult(in patria),e secondo alcuni sarebbe uno dei modelli non dichiarati per registi come David Lynch e George Romero.Da noi è arrivato solo nel 2009.Nel'98,Wes Craven ne ha prodotto un pessimo remake.
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fedeleto
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lunedì 9 maggio 2016
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mary nel paese dei morti...
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Mary è un organista della chiesa.Dopo un violento incidente con la sua amica,cade con la macchina nel lago.Misteriosamente ne esce salva,ma non ricorda nulla.Nel frattempo un uomo inquietante la perseguita con allucinazione spaventose.Forse Mary dovrà ancora scoprire un atroce verità.Herk Harvey firma il soggetto e la regia di questo cult movie horror,dove l'atmosfera onirica esce gradualmente e inquieta lo spettatore.Finale spiazzante.Uno di quei capolavori che non si scordano,anche se girato con un budget ridotto,la bravura si vede.Originale come pochi.
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nino pell.
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giovedì 13 giugno 2013
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ottimo horror d'epoca
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Sopravvissuta ad un mortale incidente d'auto, Mary si trova improvvisamente costretta a condurre un'esistenza sospesa tra due dimensioni. La ragazza trova un impiego come suonatrice d'organo presso una Chiesa di un paesino americano ed è spesso ossessionata dalla misteriosa presenza di un individuo dall'aspetto cadaverico che la costringe spesso ad isolarsi dal nuovo contesto sociale in cui ella viene a trovarsi. La risposta ai suoi interrogativi la troverà presso un'area isolata del paese, un tempo adibita a Circo. Una sorta di riminiscenza surreale di un qualcosa di già vissuto o comunque che non può essere spiegato dalle leggi razionali di questa vita. Horror d'epoca particolarmente suggestivo e forte di una regia straordinariamente riuscita.
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Sopravvissuta ad un mortale incidente d'auto, Mary si trova improvvisamente costretta a condurre un'esistenza sospesa tra due dimensioni. La ragazza trova un impiego come suonatrice d'organo presso una Chiesa di un paesino americano ed è spesso ossessionata dalla misteriosa presenza di un individuo dall'aspetto cadaverico che la costringe spesso ad isolarsi dal nuovo contesto sociale in cui ella viene a trovarsi. La risposta ai suoi interrogativi la troverà presso un'area isolata del paese, un tempo adibita a Circo. Una sorta di riminiscenza surreale di un qualcosa di già vissuto o comunque che non può essere spiegato dalle leggi razionali di questa vita. Horror d'epoca particolarmente suggestivo e forte di una regia straordinariamente riuscita. E' di indubbia consapevolezza che questo film abbia influito molti film horror successivi. Resterei in attesa di un adeguato remake che ne ricalchi l'originario livello di impressionabilità e non come il famoso rifacimento di qualche tempo fa che purtroppo non ne ha eguagliato lo stile.
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gianleo67
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sabato 11 maggio 2013
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il sesto senso ...di harvey
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Graziosa e abile suonatrice d'organo sembra essere l'unica sopravvissuta di un incidente d'auto in cui muoiono annegate due sue amiche. Dopo essersi ripresa, abbandona la cittadina in cui vive, accettando un lavoro presso la parrocchia di un altra città dove inizia a soffrire di strane e terrificanti visioni ed avvertire una misteriosa attrazione per i vicini ruderi di un'antica fiera circense abbandonata. Non ostante l'aiuto di uno psichiatra e l'invadente corteggiamento di un suo coinquilino, la sua ossessione ed suo senso di isolamento crescono sempre più fino ad una tragica e macabra consapevolezza finale.
Percorso dal brivido sinistro della spettrale melodia di una sonata per organo, il dramma fantastico di Herk Harvey si tinge delle atmosfere cupe e bizzarre di una straziata reminesceza di vita mortale, del tragico limbo di una vita sospesa tra il luccicante splendore del mondo reale e l'inesorabile dominio di un oscuro presagio di morte.
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Graziosa e abile suonatrice d'organo sembra essere l'unica sopravvissuta di un incidente d'auto in cui muoiono annegate due sue amiche. Dopo essersi ripresa, abbandona la cittadina in cui vive, accettando un lavoro presso la parrocchia di un altra città dove inizia a soffrire di strane e terrificanti visioni ed avvertire una misteriosa attrazione per i vicini ruderi di un'antica fiera circense abbandonata. Non ostante l'aiuto di uno psichiatra e l'invadente corteggiamento di un suo coinquilino, la sua ossessione ed suo senso di isolamento crescono sempre più fino ad una tragica e macabra consapevolezza finale.
Percorso dal brivido sinistro della spettrale melodia di una sonata per organo, il dramma fantastico di Herk Harvey si tinge delle atmosfere cupe e bizzarre di una straziata reminesceza di vita mortale, del tragico limbo di una vita sospesa tra il luccicante splendore del mondo reale e l'inesorabile dominio di un oscuro presagio di morte.
Produzione a basso budget da un soggetto dello stesso regista, è un interessante esempio di quel cinema minore e misconosciuto in cui all'originalità di uno spunto eccentrico si unisce l'ispirata vena realizzativa in cui confluiscono gli echi di una provincia americana rurale e puritana (il regista è di Lawrence-Kansas che Capote definiva bonariamente e ironicamente 'Laggiù') ed il gusto gotico per un climax costruito sulle suggestioni del non detto e di una sottile allusività, piuttosto che sull'uso (pure parsimonioso) degli effetti speciali. Pure nell'ingenuità di fondo del meccanismo narrativo e negli evidenti limiti estetici dovuti alla pochezza dei mezzi tecnici e artistici, il fim ha un qualche valore nella capacità non banale di sostituire al patetico l'orrido fantastico alimentando il senso latente di un'angoscia esistenziale che trova momenti di efficace resa espressiva (soprattutto in alcune azzeccate scelte di montaggio).
Dal punto di vista formale agli indizi allarmanti sparsi tra le righe di uno script di banale linearità fanno da contappunto le soluzioni visive un po naive di una percezione alterata della realtà fisica (fino alla tragica inconsistenza/incomunicabilita della protagonista coerentemente con il registro di un certo cinema fantastico americano alla Roger Corman) alla macabra suggestione di una luogo spettrale e abbandonato quale irresistibile richiamo scenografico per un funereo rendez-vous di anime in pena.
Di particolare efficacia le scene della profana e lugubre sonata intonata nella sacralità di un tempio cristiano, la disperata e impossibile fuga dalla stazione dei bus (il sonoro in soggettiva prevale in uno straniente effetto di distanza rispetto agli attutiti rumori d' ambiente) e la tragica allegoria dell'inseguimento finale tra il fondale sabbioso del luna park abbandonato: piccole raffinatezze di un rudimentale cinema artigianale. Attori misconosciuti tranne la più quotata Candace Hilligoss, attrice teatrale prestata al cinema ed alla televisione che dimostra una insolita e attraente eleganza. Film circolare: quello che sapevamo all inizio lo scopriamo alla fine di una storia in cui il fiume restituisce il relitto fangoso di una carcassa arrugginita ed il suo tragico carico di morte.
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