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martina
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mercoledì 15 aprile 2026
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bella senz''anima
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Sebbene il film sembri voler cavalcare l'estetica e le atmosfere di serie di successo come Emily in Paris, il paragone si rivela impietoso. Laddove nel format seriale la protagonista è sorretta da un ecosistema di sottotrame e personaggi secondari ben definiti, capaci di dare spessore a temi universali come l'amicizia, la rivalità e l'amore, l'opera della Zanella si arena in una narrazione piatta e priva di slanci. La pellicola appare come un organismo autoreferenziale, vittima di una sceneggiatura piatta che privilegia la costruzione di "aforismi da Baci Perugina" a discapito di qualsiasi forma di credibilità.
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Sebbene il film sembri voler cavalcare l'estetica e le atmosfere di serie di successo come Emily in Paris, il paragone si rivela impietoso. Laddove nel format seriale la protagonista è sorretta da un ecosistema di sottotrame e personaggi secondari ben definiti, capaci di dare spessore a temi universali come l'amicizia, la rivalità e l'amore, l'opera della Zanella si arena in una narrazione piatta e priva di slanci. La pellicola appare come un organismo autoreferenziale, vittima di una sceneggiatura piatta che privilegia la costruzione di "aforismi da Baci Perugina" a discapito di qualsiasi forma di credibilità. Questo vuoto di scrittura impedisce allo spettatore di instaurare qualsiasi forma di empatia: nulla di ciò che accade sullo schermo riesce a penetrare la superficie, lasciando il pubblico in un costante stato di distacco. Particolarmente problematica risulta la gestione del tema del precariato. Trattato in modo marginale e privo di quella sensibilità che richiederebbe una conoscenza reale della materia, il film scambia la leggerezza con la superficialità. Nemmeno l'interpretazione di Peluso riesce a riscattare una regia dal sapore di "fiction televisiva", ancorata a un reiterato e stantio schema di campo-controcampo. L'unica nota di merito, quasi consolatoria, è affidata a qualche dronata che ci regala scorci di una Roma bellissima che risulta essere l'unica vera protagonista a salvarsi dal naufragio.
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nicola rossi
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lunedì 13 aprile 2026
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romanzo rosa travestito da realt
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Paradossalmente è esattamente il tipo di storia superficiale che la stessa Emma dice di detestare. Il film sembra evitare con cura qualsiasi contatto con la realtà. in particolare quando prova a sfiorare un tema concreto come il precariato. Appare evidente che la regista non abbia la menchè mininima idea di cosa voglia dire essere precari.
Paradossalmente è esattamente il tipo di storia superficiale che la stessa Emma dice di detestare. Il film sembra evitare con cura qualsiasi contatto con la realtà. in particolare quando prova a sfiorare un tema concreto come il precariato. Appare evidente che la regista non abbia la menchè mininima idea di cosa voglia dire essere precari.
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nicola rossi
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lunedì 13 aprile 2026
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romanzo rosa travestito da realt
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Paradossalmente è esattamente il tipo di storia superficiale che la stessa Emma dice di detestare. Il film sembra evitare con cura qualsiasi contatto con la realtà. in particolare quando prova a sfiorare un tema concreto come il precariato. Appare evidente che la regista non abbia la menchè mininima idea di cosa voglia dire essere precari.
Paradossalmente è esattamente il tipo di storia superficiale che la stessa Emma dice di detestare. Il film sembra evitare con cura qualsiasi contatto con la realtà. in particolare quando prova a sfiorare un tema concreto come il precariato. Appare evidente che la regista non abbia la menchè mininima idea di cosa voglia dire essere precari.
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maria
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domenica 12 aprile 2026
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un film che non inizia mai davvero
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Una sceneggiatura elementare rende il film terribilmente piatto, lineare e di una noia mortale. I personaggi sono, per lo più, macchiette mal riuscite, fatta eccezione per la protagonista che, grazie a una certa freschezza e spontaneità, riesce nell’ardua impresa di sorreggere alcune delle scenette malamente costruite. Lo stesso non si può dire di Ruffini che purtroppo rimane imbrigliato in dialoghi meccanici e forzati che (forse) dovrebbero far ridere. La regia non aiuta. Si limita a registrare, senza uno sguardo, senza una scelta. Il ritmo si appiattisce e le scene si allungano senza necessità. Manca completamente un’idea di cinema.
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marco
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venerdì 10 aprile 2026
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manuale pratico di come sprecare due ore
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Questo film entra a mani basse nella classifica dei film più inutili di sempre. La regia, di per se molto basica, forse è la cosa meno peggio del film. Una valanga di cliché e dialoghi forzati camuffati da perle di saggezza, situazioni improbabili, che dovrebbero far sorridere ma fanno solo tristezza, di una banalità sconcertante. La sceneggiatura è a dir poco imbarazzante ed è senza dobbio la cosa peggiore. Riesce nella difficile impresa di essere noioso, senza mai uno spunto di riflessione, una battura, un momento di tenerezza o una scena divertente. Fallisce su ogni fronte. Buona visone!
Questo film entra a mani basse nella classifica dei film più inutili di sempre. La regia, di per se molto basica, forse è la cosa meno peggio del film. Una valanga di cliché e dialoghi forzati camuffati da perle di saggezza, situazioni improbabili, che dovrebbero far sorridere ma fanno solo tristezza, di una banalità sconcertante. La sceneggiatura è a dir poco imbarazzante ed è senza dobbio la cosa peggiore. Riesce nella difficile impresa di essere noioso, senza mai uno spunto di riflessione, una battura, un momento di tenerezza o una scena divertente. Fallisce su ogni fronte. Buona visone!
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marco
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venerdì 10 aprile 2026
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manuale pratico di come sprecare due ore
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Questo film entra a mani basse nella classifica dei film più inutili di sempre. La regia, di per se molto basica, forse è la cosa meno peggio del film. Una valanga di cliché e dialoghi forzati camuffati da perle di saggezza, situazioni improbabili, che dovrebbero far sorridere ma fanno solo tristezza, di una banalità sconcertante. La sceneggiatura è a dir poco imbarazzante ed è senza dobbio la cosa peggiore. Riesce nella difficile impresa di essere noioso, senza mai uno spunto di riflessione, una battura, un momento di tenerezza o una scena divertente. Fallisce su ogni fronte. Buona visone!
Questo film entra a mani basse nella classifica dei film più inutili di sempre. La regia, di per se molto basica, forse è la cosa meno peggio del film. Una valanga di cliché e dialoghi forzati camuffati da perle di saggezza, situazioni improbabili, che dovrebbero far sorridere ma fanno solo tristezza, di una banalità sconcertante. La sceneggiatura è a dir poco imbarazzante ed è senza dobbio la cosa peggiore. Riesce nella difficile impresa di essere noioso, senza mai uno spunto di riflessione, una battura, un momento di tenerezza o una scena divertente. Fallisce su ogni fronte. Buona visone!
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marta furlan
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giovedì 9 aprile 2026
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leggerezza, cuore e verit
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Non è la fine del mondo è una piccola gemma che brilla per delicatezza e autenticità.
Il film riesce nell'impresa non scontata di raccontare la precarietà — sentimentale e lavorativa — senza cadere nel pietismo o nel cliché.
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Non è la fine del mondo è una piccola gemma che brilla per delicatezza e autenticità.
Il film riesce nell'impresa non scontata di raccontare la precarietà — sentimentale e lavorativa — senza cadere nel pietismo o nel cliché. La forza della pellicola risiede nella sua scrittura sincera e in una regia che osserva i protagonisti con un occhio empatico, quasi intimo.
Gli attori offrono interpretazioni naturali che rendono ogni dialogo credibile. È un'opera che parla di resilienza e nuovi inizi, ricordandoci che, anche quando tutto sembra crollare, c'è sempre uno spiraglio di luce. Un film fresco e profondamente umano che conferma il talento della regista nel saper catturare le sfumature della vita quotidiana.
Questo film ci insegna che ricominciare non è mai una sconfitta.
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[+] forse non abbiamo visto lo stesso film!
(di marco)
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scuffietta
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mercoledì 1 aprile 2026
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una perla di garbo
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Credo sia una perla educata nel panorama delle commedie italiane contemporanee. La regia è molto curata e riesce a mantenere un equilibrio perfetto tra il buonumore e la narrazione, offrendo un film da guardare con l'animo leggero.
I protagonisti, Emma e Pietro, sono volti perfetti per una storia che invita alla serenità.
Il film ha il grande pregio di insegnare come affrontare le situazioni spiacevoli a cuor leggero, senza farne un dramma. Un’opera equilibrata, luminosa e profondamente umana.
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Credo sia una perla educata nel panorama delle commedie italiane contemporanee. La regia è molto curata e riesce a mantenere un equilibrio perfetto tra il buonumore e la narrazione, offrendo un film da guardare con l'animo leggero.
I protagonisti, Emma e Pietro, sono volti perfetti per una storia che invita alla serenità.
Il film ha il grande pregio di insegnare come affrontare le situazioni spiacevoli a cuor leggero, senza farne un dramma. Un’opera equilibrata, luminosa e profondamente umana. Consigliatissimo.
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