|
ricky__78
|
mercoledì 22 aprile 2026
|
film carico di spunti di riflessione
|
|
|
|
Caro Pif,
ieri sera ho visto il tuo film. Mi ha suscitato varie riflessioni, ma sono certo che continuerò a rifletterci! Mi piace il tuo stile, il modo di trasmettere.. da piccolino ho partecipato ad uno spettacolo teatrale, poi non ho più avuto modo di coltivare questo desiderio.. poi sono diventato frate ed ho scritto qualche scena teatrale sul Vangelo, in dialetto, che, insieme ai miei confratelli, abbiamo recitato in alcuni contesti di fraternità. Ora non sono più frate, ma sempre mi colpiscono alcune tematiche. Mi piacerebbe interagire con te! Chissà, magari! Comunque, vorrei condividere alcune riflessioni a caldo, buttate lì ieri sera! Magari, se avrai modo di leggerle, potrai dirmi se ci ho capito qualcosa del film!!😂😂
Eccole:
Siamo capaci di aggiustarci tutto, in base alla nostra convenienza, al nostro opportunismo.
[+]
Caro Pif,
ieri sera ho visto il tuo film. Mi ha suscitato varie riflessioni, ma sono certo che continuerò a rifletterci! Mi piace il tuo stile, il modo di trasmettere.. da piccolino ho partecipato ad uno spettacolo teatrale, poi non ho più avuto modo di coltivare questo desiderio.. poi sono diventato frate ed ho scritto qualche scena teatrale sul Vangelo, in dialetto, che, insieme ai miei confratelli, abbiamo recitato in alcuni contesti di fraternità. Ora non sono più frate, ma sempre mi colpiscono alcune tematiche. Mi piacerebbe interagire con te! Chissà, magari! Comunque, vorrei condividere alcune riflessioni a caldo, buttate lì ieri sera! Magari, se avrai modo di leggerle, potrai dirmi se ci ho capito qualcosa del film!!😂😂
Eccole:
Siamo capaci di aggiustarci tutto, in base alla nostra convenienza, al nostro opportunismo... Giustifichiamo noi stessi spesso per esorcizzare il dolore del peccato ed il senso di colpa, consapevoli o non che stiamo agendo per convenienza, perché in fondo il peccato ci piace farlo, poi ne soffriamo. Arriviamo spesso a giustificare l’ingiustificabile (vedi il voler addirittura far santo Tano!), non per un vero perdono cristiano, ma perché conviene a noi, in modo prettamente terreno e materiale, giustificarlo.
Interessante questa guida spirituale del Papa, effettivamente non presente, ma che con il suo esempio è capace di entrare nel cuore e nella vita delle persone, segno di una chiesa chiamata a gesti semplici di amore, ad una vicinanza concreta ed all’accoglienza della fragilità umana.
E’ stato sottolineato in modo sarcastico il fatto che si può arrivare ad un estremismo che invece di accogliere, può ferire l’altro. D’altro canto, nella battuta finale del Papa Francesco (questa volta reale!) è evidenziato che seguire il Vangelo comporta dei rischi, anche il poter perdere il lavoro, o l’affetto dei cari ecc..
Mi verrebbe da dire che forse il film poteva anche chiamarsi “Che Dio ci perdoni tutti!” In senso ironico chiaramente, nell’accoglienza comunque di se stessi e degli altri.
Come trasmettere allora la verità di Gesù nel Vangelo senza ferire? Mi viene da pensare che spesso è molto meglio restare in silenzio e trasmettere la fede solo con piccoli gesti di amore e di accoglienza, ognuno secondo i propri limiti. Come fai a spiegare ad un altro uomo che Dio è buono, magari proprio quando è incazzato con la vita? E spesso abbiamo tutti qualcosa che non accettiamo. Come fai a dire a un uomo che è ingannato, costretto a peccare per fuggire dal suo proprio soffrire, che Dio è buono? Quando proprio perché soffre e non lo comprende, attribuisce consapevolmente o inconsapevolmente a Dio la responsabilità della propria sofferenza? Come fai? Credo solo con un gesto, un’attenzione, affinché si senta ancora amato e perdonato dal fratello, Gesù tra gli uomini. Quanto è ampio questo discorso, quanto è misterioso se pensiamo al nostro bisogno di perfezione e di amore puro, da ricevere e dare e al contempo alla nostra caducità.
Ho riflettuto anche quando il Papa risponde a Pif che è addolorato e dice di non poter vivere senza Flora. Die io la amo e perché dovrebbe andar via? Beh, poi compare Flora e l’amore tra loro va avanti. È sempre così? Dio, perché hai amato, perché hai compiuto i gesti da Lui voluti, realizza i tuoi desideri? Non è sempre così. Dio vede e ascolta tante cose che a noi sfuggono. E spesso, non ci è dato comprendere tutto, ci è dato di vivere fidandoci, affidandoci a Qualcuno che vuole il nostro bene e davvero ci ama. Altrimenti, pensaci, non dovremmo esistere; ognuno, nel suo mondo, fa peccati umanamente ingiustificabili.
Ti abbraccio
Riccardo
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a ricky__78 »
[ - ] lascia un commento a ricky__78 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
xerox
|
mercoledì 22 aprile 2026
|
dio perdona a tutti, ma...
|
|
|
|
...non a chi chiama gli arancini, arancinE!!!
1)Pierfrancesco carissimo, una sola stella per la querelle sugli arancini. Caro Pierfrancesco, e cari amici palermitani, non potremmo chiuderla qui la storia di arancini e arancine? Da voi le arancine si chiamano così perché sono rotonde e ricordano l'agrume. Da noi a Catania GLI ARANCINI si chiamano così perché sono fatti a forma di cono e ricordano "a muntagna", cioè l'Etna. Potrei anche ricordarvi che Camilleri ha scritto "Gli arancinI di Montalbano" e non "le arancinE di Montalbano". Non potremmo tenerci ognuno gli arancin* suoi?
2) Sono sconvolto dalla quantità di dolci che ti vedo mangiare!!! Tra Caro Marziano e questo film ti ho visto mangiare TUTTI i dolci che IO ho mangiato in tutta la mia vita! Solo che io adesso ho il diabete, buttana miseria! Ma tu cos'hai al posto del pancreas, una pila atomica????
3) I nostri IMPAREGGIABILI cattolici! Caro Pierfrancesco, la Chiesa cattolica ha duemila anni.
[+]
...non a chi chiama gli arancini, arancinE!!!
1)Pierfrancesco carissimo, una sola stella per la querelle sugli arancini. Caro Pierfrancesco, e cari amici palermitani, non potremmo chiuderla qui la storia di arancini e arancine? Da voi le arancine si chiamano così perché sono rotonde e ricordano l'agrume. Da noi a Catania GLI ARANCINI si chiamano così perché sono fatti a forma di cono e ricordano "a muntagna", cioè l'Etna. Potrei anche ricordarvi che Camilleri ha scritto "Gli arancinI di Montalbano" e non "le arancinE di Montalbano". Non potremmo tenerci ognuno gli arancin* suoi?
2) Sono sconvolto dalla quantità di dolci che ti vedo mangiare!!! Tra Caro Marziano e questo film ti ho visto mangiare TUTTI i dolci che IO ho mangiato in tutta la mia vita! Solo che io adesso ho il diabete, buttana miseria! Ma tu cos'hai al posto del pancreas, una pila atomica????
3) I nostri IMPAREGGIABILI cattolici! Caro Pierfrancesco, la Chiesa cattolica ha duemila anni. Nessuna istituzione umana può durare tanto se nei suoi principi non sostiene tutto e il contrario di tutto. A seconda delle varie vicende della storia si sostiene una tesi, e dopo si sostiene tranquillamente l'opposto. TUTTE le religioni nascono dalla paura della morte, e per questo durano secoli. La paura della morte è un evergreen della vicenda umana.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a xerox »
[ - ] lascia un commento a xerox »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nest
|
mercoledì 15 aprile 2026
|
far finta di non credere
|
|
|
|
Non c'è più credente di chi si dice agnostico. O meglio si potrebbe dire che "agnostico è un credente che si vergogna di esserlo". Oppure per restare in tema di zucchero "l'agnostico sta alla fede come chi è a dieta sta a un vassoio di succulenti dolci di ricotta". In altre parole, l’«agnostico»vuol dare l'impressione di oggetività e distacco, ma poi lo scopri a non pensare ad altro che ai dolci e di nascosto si ingozza di gustosissime cassate siciliane. Così vedo il vezzo di chi non prende una posizione e fa finta di non volersi schierare, ma sotto sotto è più estremista del Papa in persona e in chiesa ci andrebbe volentieri tutte le domeniche e pure di più se gli altri non se ne accorgessero.
[+]
Non c'è più credente di chi si dice agnostico. O meglio si potrebbe dire che "agnostico è un credente che si vergogna di esserlo". Oppure per restare in tema di zucchero "l'agnostico sta alla fede come chi è a dieta sta a un vassoio di succulenti dolci di ricotta". In altre parole, l’«agnostico»vuol dare l'impressione di oggetività e distacco, ma poi lo scopri a non pensare ad altro che ai dolci e di nascosto si ingozza di gustosissime cassate siciliane. Così vedo il vezzo di chi non prende una posizione e fa finta di non volersi schierare, ma sotto sotto è più estremista del Papa in persona e in chiesa ci andrebbe volentieri tutte le domeniche e pure di più se gli altri non se ne accorgessero. Soltanto così si spiega certa timidezza nel trattare i temi, seppure delicati, della religione e della fede. Questo bisogno di non scontentare nessuno spacciato per rispetto per l'altro credente lo trovo nauseante come la sensazione sgradevole che ti prende dopo aver fatto un'indigestione di appetitosi cannoli siciliani. Dire che molti cosiddetti credenti sono degli ipocriti opportunisti è una roba risaputa. La verità è che in fatto di fede o sei un fanatico o sei un ipocrita. Questa favola del "cattolico democratico" o del credente liberale o progressista, questa sì è la vera ipocrisia. La smetta il PIF di voler fare il piacione a tutti i costi e allora "Reagisci PIF...Di'una cosa di sinistra...Di' una cosa anche non di sinistra'...ma di civiltà...Di' una cosa...Di' qualcosa…ma reagisci...". PIFFFFFFFFFFFFFF esci dall'oratorio una volta per tutte.
[-]
[+] dov''è la recensione?
(di giancarlo.rizzo)
[ - ] dov''è la recensione?
|
|
|
[+] lascia un commento a nest »
[ - ] lascia un commento a nest »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tozkino
|
mercoledì 15 aprile 2026
|
papa francesco: consigli d''amore
|
|
|
|
Ma che bel film ho visto durante la settimana di Pasqua:… Che Dio perdona a tutti, tratto dall’omonimo romanzo di Pif, pseudonimo del notissimo conduttore televisivo, regista e attore Pierfrancesco Diliberto. Pif riesce a confezionare una bellissima commedia, garbata e frizzante, su un tema abbastanza raro nel mondo cinematografico, una bella riflessione su argomenti che corrono tra la religiosità, la spiritualità e la coerenza cristiana. A un anno dalla morte e dall’uscita di scena di Papa Francesco, esce un film che ha la forza e la profezia di ripresentare l’opera di un Papa che ha inciso profondamente sulla vita e sulla storia contemporanea della gente: un papa forte, forse anche divisivo con uno stile assolutamente personale, particolare davvero unico.
[+]
Ma che bel film ho visto durante la settimana di Pasqua:… Che Dio perdona a tutti, tratto dall’omonimo romanzo di Pif, pseudonimo del notissimo conduttore televisivo, regista e attore Pierfrancesco Diliberto. Pif riesce a confezionare una bellissima commedia, garbata e frizzante, su un tema abbastanza raro nel mondo cinematografico, una bella riflessione su argomenti che corrono tra la religiosità, la spiritualità e la coerenza cristiana. A un anno dalla morte e dall’uscita di scena di Papa Francesco, esce un film che ha la forza e la profezia di ripresentare l’opera di un Papa che ha inciso profondamente sulla vita e sulla storia contemporanea della gente: un papa forte, forse anche divisivo con uno stile assolutamente personale, particolare davvero unico. Un Papa che la gente ha sentito vicino in modo empatico, profondo e radicale. Possiamo dire che il personaggio principale del film sia esattamente papa Bergoglio: la sequenza finale del film non è ricostruita dalla fiction, ma si tratta di immagini reali che restituiscono un fatto di cronaca: Diliberto (PIF) ebbe l’occasione di presentare al Papa il suo libro, durante un’udienza privata che Francesco concesse all’autore del romanzo, dal quale è tratto questo film. Durante tutto il film poi si vedono numerosi siparietti, scenette e dialoghi, nella forma di una lunga e, a tratti, simpatica confessione, che è una delle sequenze più belle, profonde e simpatiche del film. Un dialogo leggero e intenso, ma anche coinvolgente e puntuale nel quale passano tanti argomenti esistenziali, che toccano la vita e l’esperienza di molte persone. Mi pare che il perno della storia sia, dunque, Papa Francesco!
Mi ha emozionato questo bel film, mi ha divertito, mi ha fatto pensare, mi ha messo anche in crisi e anche un po' disturbato, nel superficiale modo di mettermi a giudicare l’impatto emotivo delle realtà che tutti viviamo. È stato bravo il regista siciliano, a offrire alla riflessione un argomento non semplicissimo la fede, con le sue esigenze e le sue implicanze, ma più ancora l’impatto della fede sul vissuto quotidiano di molti di noi. Pare che quando Diliberto ha iniziato a scrivere il romanzo …che Dio perdona a tutti lo abbia subito concepito come una storia da cui trarre un possibile film. Non solo, ha pure detto che la storia, e su questo possiamo togliere il dubbio, visto che a dichiararlo è lo stesso autore, gli è stata ispirata proprio da Papa Francesco (Santità, lo sto facendo per colpa sua!), che è poi diventato uno dei personaggi chiave della storia: il consulente che aiuta due mondi a incontrarsi, ad attrarsi e a realizzare uno dei bisogni più grandi che l’essere umano sperimenta: l’amore. Dal romanzo dunque è venuto fuori questo interessante e profondo racconto leggero, divertente, emozionante, che aiuta e stimola la riflessione; scaturito dalla creatività di un agnostico, ma originata dalla massima autorità dei cattolici: un Papa. Chi ha sbagliato strada? La pecorella smarrita o le altre novantanove? : è la domanda che apre il film ed è una delle sue chiavi di lettura più importanti di tutta la storia. Bella domanda, stimolante e graffiante. Una storia solo a prima vista semplice: in realtà PIF è geniale nell'ammettere che l'amore vero non può conoscere sotterfugi.. da vedere assolutamente! toz
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a tozkino »
[ - ] lascia un commento a tozkino »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
maria beatrice ravagnan
|
venerdì 10 aprile 2026
|
commedia leggera ma non banale.
|
|
|
|
Commedia che fa sorridere. Ci si perde in un mare di squisitezze siciliane.
Il tema della religione cattolica è trattato con realismo da un osservatore curioso e attento.
A ciascuno lascia le sue domande.
|
|
|
[+] lascia un commento a maria beatrice ravagnan »
[ - ] lascia un commento a maria beatrice ravagnan »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mauridal
|
giovedì 9 aprile 2026
|
picco glicemico
|
|
|
|
Quando un autore come Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif – brillante conduttore televisivo di Caro Marziano su Rai 3 e autore-regista di film come La mafia uccide solo d’estate, da sempre impegnato nel sociale e difensore della Sicilia migliore contro le mafie, nonché autore del libro Che Dio perdona a tutti – decide di interpretare e dirigere un film tratto da quest’ultimo, lo spettatore deve accostarsi all’opera con uno sguardo diverso, lontano dall’aspettativa di una semplice commedia comica o grottesca.
[+]
Quando un autore come Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif – brillante conduttore televisivo di Caro Marziano su Rai 3 e autore-regista di film come La mafia uccide solo d’estate, da sempre impegnato nel sociale e difensore della Sicilia migliore contro le mafie, nonché autore del libro Che Dio perdona a tutti – decide di interpretare e dirigere un film tratto da quest’ultimo, lo spettatore deve accostarsi all’opera con uno sguardo diverso, lontano dall’aspettativa di una semplice commedia comica o grottesca. Qui Pif, pur mantenendo la sua consueta leggerezza ironica, affronta un tema serio e profondamente personale: la fede, il senso religioso e, più in generale, i risvolti della cristianità nella nostra cultura. Il protagonista, Arturo, è un uomo maturo, agente immobiliare, non credente: non entra in chiesa da quarant’anni e considera la religione una sciocchezza, mentre attribuisce valore assoluto al calcio e, soprattutto, ai dolci siciliani, di cui è un instancabile consumatore. Nel corso del film vengono infatti presentate numerose specialità dolciarie, che Arturo divora in ogni occasione. Il racconto si sviluppa inizialmente su un piano realistico: Arturo lavora in agenzia, frequenta gli amici e gioca a calcetto. Progressivamente, però, il film cambia registro, assumendo toni surreali e paradossali. La svolta avviene quando Arturo incontra Flora, una cliente in cerca di un locale per aprire un laboratorio di pasticceria. Flora, desiderosa di affermarsi autonomamente rispetto alla rinomata pasticceria di famiglia, conquista Arturo, che se ne innamora profondamente. Flora è una fervente cattolica e questo elemento segna una svolta decisiva: Arturo, pur di stare con lei, decide di fingere e di aderire alla fede. Il paradosso inizialmente scorre leggero, ma si fa più incisivo quando Flora coinvolge Arturo nelle pratiche religiose. Tra i due nasce un’intesa intensa, fatta di complicità fisica e affettiva, tra dolci e passione. Arturo si trova così costretto a partecipare alla messa e persino a una Via Crucis, dove interpreta Cristo senza conoscere le preghiere. Il racconto assume quindi una dimensione sempre più surreale, soprattutto quando Arturo deve confessare a Flora la verità: di non essere credente e di aver mentito. Flora lo lascia. Solo, Arturo reagisce ingozzandosi di dolci fino a raggiungere un tale eccesso da avere una visione: un incontro con Papa Francesco, che gli spiega cosa significhi davvero credere e vivere secondo i principi religiosi. Il film prosegue su un registro ironico e surreale, con il Papa (interpretato dall’attore Carlos Hipólito) che dialoga con Arturo. A questo punto, il protagonista si trasforma quasi in un fondamentalista, deciso a seguire rigidamente le regole della fede, ma senza un reale senso critico. Il racconto si fa così più profondo: Pif sembra riflettere, anche autobiograficamente, su un possibile incontro con la fede e denuncia l’ipocrisia di molti credenti che, pur dichiarandosi tali, agiscono in modo opposto ai precetti cristiani. Il film si avvia infine verso una conclusione più conciliante: Flora torna da Arturo, mentre i personaggi secondari – tra cui politici e potenti falsamente devoti – restano convinti che Dio li perdonerà comunque. Ne emerge un film che, attraverso l’ironia tipica di Pif, offre una riflessione critica sulla fede religiosa, sull’integralismo e, soprattutto, sulle ipocrisie di chi si proclama credente senza esserlo davvero. Ottima l’interpretazione di Pif in Arturo e Giusi Buscemi in Flora (mauridal).
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mauridal »
[ - ] lascia un commento a mauridal »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugenio
|
domenica 5 aprile 2026
|
religione glicemica
|
|
|
|
Una commedia tratta da un libro, interpretato scritta e diretto dal one man show Pif satirico ma sia mai scorretto sul tema assai delicato della fede e sui risvolti a tratti grotteschi sulla necessità di seguire i dettami del Vangelo. Esplicito omaggio a Papa Bergoglio, Che dio perdona a tutti, racconta delle vicissitudini di Arturo, agente immobiliare di Palermo, appassionato di dolci ma per converso privo di quell’affettività necessaria alla vita umana. La vita cambia con l’imprevisto amoroso di Flora (Giusy Buscemi) erede di una tradizione familiare del settore dolciario (ma tu guarda!) di cui Arturo si innamora perdutamente. Peccato che la giovane sia una cattolica credente e praticante e così, per non deluderla, Arturo, sinceramente agnostico, si traveste spiritualmente a osservante amante della natura divina.
[+]
Una commedia tratta da un libro, interpretato scritta e diretto dal one man show Pif satirico ma sia mai scorretto sul tema assai delicato della fede e sui risvolti a tratti grotteschi sulla necessità di seguire i dettami del Vangelo. Esplicito omaggio a Papa Bergoglio, Che dio perdona a tutti, racconta delle vicissitudini di Arturo, agente immobiliare di Palermo, appassionato di dolci ma per converso privo di quell’affettività necessaria alla vita umana. La vita cambia con l’imprevisto amoroso di Flora (Giusy Buscemi) erede di una tradizione familiare del settore dolciario (ma tu guarda!) di cui Arturo si innamora perdutamente. Peccato che la giovane sia una cattolica credente e praticante e così, per non deluderla, Arturo, sinceramente agnostico, si traveste spiritualmente a osservante amante della natura divina. I nodi vengono al pettine in breve e ovviamente ad Arturo non resta che, per riconquistare la donna amata, mettere in pratica i precetti e i comandamenti evangelici, provocatoriamente mutandosi in un fondamentalista fin troppo rigido alle regole, che sorprende e sconcerta la stessa Flora. Così si sviluppa la nuova commedia di Pif tra grottesche trovate, paradossali ingressi glicemici, sontuosi video di preparazione all’arte del affrontando la generale quanto provocatoria crisi della religiosità odierna. Con leggerezza, il tema della coerenza e le difficoltà di applicazione del vangelo ai nostri giorni, fa il paio con il gusto del palato dove tra cassate e vie crucis, cannoli, iris e passioni di Cristo barocche (la scena è da antologia comica), la curva glicemica sfonda la quarta parete e ci chiede: ma voi come vi comportereste?
Indicato per Pasqua, nei tempi di resurrezione umana e soprattutto spirituale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugenio »
[ - ] lascia un commento a eugenio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|