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eugenio
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lunedì 22 giugno 2026
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il dolore di due popoli
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Un insegnante in un territorio segnato dalla guerra, dentro un paesaggio che ogni giorno continua a restituire notizie ferali. Il cinema, specchio inquieto della società, non può restarne fuori. Con The Teacher, Farah Nabulsi costruisce attorno alla figura di Basem, interpretato da un intenso Saleh Bakri, un dramma politico e umano attraversato da occupazione, lutto e resistenza quotidiana. Basem è un uomo ferito, diviso tra la responsabilità verso i suoi studenti e l’impossibilità di restare neutrale davanti a una violenza che sembra non lasciare alternative. Nel rapporto con Lisa, volontaria inglese fragile e a tratti ingenua, affiora per un momento l’ipotesi di una tregua privata; ma ogni scelta personale viene presto risucchiata da una crisi più grande, destinata a esplodere con il rapimento di un giovane soldato israeliano di origine americana.
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Un insegnante in un territorio segnato dalla guerra, dentro un paesaggio che ogni giorno continua a restituire notizie ferali. Il cinema, specchio inquieto della società, non può restarne fuori. Con The Teacher, Farah Nabulsi costruisce attorno alla figura di Basem, interpretato da un intenso Saleh Bakri, un dramma politico e umano attraversato da occupazione, lutto e resistenza quotidiana. Basem è un uomo ferito, diviso tra la responsabilità verso i suoi studenti e l’impossibilità di restare neutrale davanti a una violenza che sembra non lasciare alternative. Nel rapporto con Lisa, volontaria inglese fragile e a tratti ingenua, affiora per un momento l’ipotesi di una tregua privata; ma ogni scelta personale viene presto risucchiata da una crisi più grande, destinata a esplodere con il rapimento di un giovane soldato israeliano di origine americana. Tra morte palestinese e rappresaglia israeliana, il film mette in scena il confronto tra due padri e due dolori, cercando un varco umano dentro una logica di guerra che cancella ogni riconoscimento reciproco. Non tutto è risolto: alcuni passaggi restano didascalici e la struttura narrativa mostra qualche rigidità. Eppure, The Teacher conserva una forza sincera e urgente, sostenuta dal magnetismo del suo protagonista e dalla capacità di guardare alla Palestina non come semplice scenario, ma come ferita concreta, politica e profondamente umana.
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cardclau
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martedì 16 dicembre 2025
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l''orrore fatto a sistema
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Nel film The teacher, la regista Farah Nabulsi, riesce a creare in modo originale e diretto, il senso di profonda impotenza che i Palestinesi sono costretti a subire dalla protervia, dalla pulizia etnica e genocidaria, dal totale disprezzo del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani, degli Israeliani. È un film importante perché non permette di addormentare le coscienze, come le lobby israelo-statunitensi, israelo-britanniche, israelo-ue, vorrebbero. Gli Israeliani sono talmente convinti di essere il popolo eletto, da mettersi perfino al di sopra del Padre Eterno, una superbia assoluta, convinti di avere, sempre, ragione. E chi non la pensa come loro viene prontamente bollato di essere amico di Hamas e anti-sionista.
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Nel film The teacher, la regista Farah Nabulsi, riesce a creare in modo originale e diretto, il senso di profonda impotenza che i Palestinesi sono costretti a subire dalla protervia, dalla pulizia etnica e genocidaria, dal totale disprezzo del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani, degli Israeliani. È un film importante perché non permette di addormentare le coscienze, come le lobby israelo-statunitensi, israelo-britanniche, israelo-ue, vorrebbero. Gli Israeliani sono talmente convinti di essere il popolo eletto, da mettersi perfino al di sopra del Padre Eterno, una superbia assoluta, convinti di avere, sempre, ragione. E chi non la pensa come loro viene prontamente bollato di essere amico di Hamas e anti-sionista. Il film, per le similitudini, mi ha fatto pensare al caso Collini (di Marco Kreuzpaintner). Lì (i nazisti) come qui (gli israeliani), assistiamo all’orrenda arroganza dell’invasore che non si accontenta di distruggere fisicamente il nemico fantasticato come persecutore, ma di annientarlo psicologicamente. Per far questo, lì come qui, è necessario distruggere e insozzare le relazioni familiari più intime e sacre. Lì come qui assistiamo ad una completa assenza della Giustizia, sostituita dalla legge del più forte, sostenuta da giudici marionette del potere politico. Lì come qui, l’intoccabilità degli assassini a cui tutto è permesso. Lì come qui, il bisogno di farsi giustizia da se, tacciati e condannati come criminali, nella totale assenza dello Stato (uno Stato profondamente terrorista).
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deliarighi
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giovedì 11 dicembre 2025
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film da vedere assolutamente
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Film da non perdere
da far vedere nelle scuole
in tutte le Associazioni israeliane
i giornalusti ne devono parlare e convincere ad a
ndare a vederlo
proporlo x TUTTIi premi cinematografici
Possibile che a milano sia distribution solo in due cinema?
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giovedì 11 dicembre 2025
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film stupendous da far vedere nelle scuole
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Che Signor film! Impatto emotivo indescrivibile Supera no other land! X me da Oscar, a Milano e?in un solo cinema, mettiamolo ovunQue! Facciamolo vedere ovunque, non dimentichiamolo da settimana prossima E voi recensori protege mol to! Grazie x il suo futuro impegno deliarighi
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