Lo Spietato

Un film di Renato De Maria. Con Riccardo Scamarcio, Sara Serraiocco, Alessio Pratic˛, Alessandro Tedeschi (II).
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 107 min. - Italia 2019. - Nexo Digital uscita lunedý 8 aprile 2019. MYMONETRO Lo Spietato * * 1/2 - - valutazione media: 2,79 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
rosmersholm domenica 11 luglio 2021
mediocre Valutazione 1 stelle su cinque
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Che dire? La mediocre regia affoga ogni velleità del film, in una sequela di scene stanche e didascaliche. Occasione perduta. 

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rescart domenica 11 luglio 2021
non c''Ŕ due senza tre Valutazione 4 stelle su cinque
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Il padre di Santo è un miracolato, perchè il suo sgarro da pecoraio calabrese non è stato punito con la morte ma con l’esilio a Milano ed in questa debolezza della criminalità organizzata s’inserisce il figlio, che, finito al carcere minorile Beccaria per un nonnulla in occasione dei festeggiamenti di un  capodanno meneghino di fine anni Sessanta, inizia la sua carriera di delinquente incallito e, a differenza dei veri ‘ndranghetisti’, spietato. Perche Santo è anche un bravo attore che sa fare il Vincenzo - quello “troppo stupido per vivere” della canzone di Fortis - e sa trattenere i “bollenti spiriti”, tranne quelli del maschio latino. [+]

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lizzy venerdý 28 maggio 2021
ša va sans dire... Valutazione 3 stelle su cinque
100%
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Un bel film, fatto bene, recitato bene, belle ambientazioni e bei vestiti/auto/scene.
Forse un po' troppo romanzato. Forse.
Ovviamente la realtà è sempre più squallida e banale, quindi per non far scappare uno spettatore qualcosa ce la si deve inventare.
Eppure qua non c'è un granchè che ti faccia gridare al capolavoro: come molti han sottolineato, e come non posso far a meno di ribadire, siamo in presenza di un clone di un altro clone di un altro clone.
E qua torniamo, come da chiusura del cerchio, all'affermazione di prima: la realtà è sempre banale e questi "fatti della mala" sono fotocopie uno dell'altro. [+]

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dandy martedý 27 aprile 2021
l''henry hill de milan. Valutazione 3 stelle su cinque
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Dal libro-saggio "Manager Calibro 9" di Piero Colaprico e Luca Fazzo,un'altra storia di malavita nostrana che il regista(che co-sceneggia) sa raccontare con il giusto tono spigliato e ironico.Nulla di nuovo rispetto ai precedenti esempi da "Romanzo criminale" in poi ma il ritmo è scorrevole e l'impostazone da Scorsese de noartri(voce over del protagonista,uso ironico delle musiche,come "Malamore" del compianto Enzo Carella che fa da sottofondo alle gesta di Santo,della quale c'è anche un'ottima cover di Riccardo Sinigallia sui titoli di coda)gestita senza presunzione.Scamarcio funziona nel ruolo del criminale dal sud che si atteggia a milanese raffinato ma è a disagio nei luoghi "in"("ca va sans dire" ripete dopo averlo sentito dalla sua nuova donna francese senza nemmeno conoscerne bene il significato). [+]

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stefano73 venerdý 23 aprile 2021
roba giÓ vista Valutazione 2 stelle su cinque
100%
No
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La vita di Salvo Russo dalla Calabria a Buccinasco è descritta nel dettaglio dalla voce narrante di Riccardo Scamarcio.
Pare di seguire un film che tifa per la malavita organizzata degli anni 70/80 a Milano.
E' un tipo di film già visto anche se le interpretazioni e le ambientazioni sono curate.
La gente onesta pare non esista nemmeno...e se la si vede pare quella parte di popolazione ingenua ,indifesa e cagasotto.
L'interpretazione della moglie delusa e sola poi diventa insopportabile verso la seconda parte di film.
Il contrasto tra il criminale e la Milano snob,colta e modaiola diventa un pò banale.
Diciamo che si può vedere ma senza pretese. [+]

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hulk1 giovedý 5 marzo 2020
non male Valutazione 3 stelle su cinque
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Il Riccardo nazionale si sta specializzando nei ruoli adatti al noir, dal proletario  infame ,al borghese bastardo , ha interpretato una manciata di opere degne di nota, perlomeno non le solite commedie da ballatoio, o tra cucina e tinello, per non menzionare le miccinaggini varie .
Come attore si è scavato una nicchia che lo tiene al riparo dal cinema medio italiota,   ed anche bravo, in questo film sfoggia un accento polentone , degno del Kim Rossi di Vallanzasca.
Insomma il film merita una visioene e l'abbonamento a netflix 

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felicity martedý 11 febbraio 2020
una crime-story tradizionale con tono dark comedy Valutazione 3 stelle su cinque
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Scamarcio/Santo fa cose terribili, ma gestisce tutto con stile, come se fosse un manager, una specie di imprenditore del crimine, con un debole per gli abiti fatti su misura e la Francia: “ça va sans dire” è il suo intercalare preferito.
Il tutto con grande umorismo, perché Santo non prende sul serio nessuno, mai.
Se la prima parte scorre alla grande, è quando il film deve raccontare il passaggio di Santo ormai arricchito dalla strada alla malavita degli affari che è meno coeso.
La potenza del film è in quello sguardo annoiato e senza tensione, che pensa all’assassinio e non lo giustifica come evento necessario, bensì lo legittima e lo identifica come un movimento erotico, che se non ha senso o gusto, allora non va commesso e non va consumato. [+]

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mae mercoledý 1 maggio 2019
lo spietato e la spietata Valutazione 2 stelle su cinque
33%
No
67%

Salve,
credo che in questo film chi merita di piu' l'aggettivo di Spietata sia la moglie del protagonista, da donna dimessa e pia a donna manager forse piu' del marito, alla fine totalmente( e non a torto) incurante del destino di questi, abbandonato in carcere e sbeffeggiato con il suo stesso modo di parlare!
Cosa ne pensate?

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jeros martedý 30 aprile 2019
occasione mancata. bravo scamarcio Valutazione 2 stelle su cinque
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No
100%

Da un buon libro una discreta sceneggiatura ma una produzione povera che non tenra minimamente di connotare storicamente una bellissima storia. Poveri i costumi, inesistente la scenografia(Milano era sporca e grigia, non luccicante come oggi...), minimo il lavoro sul dialetto, espedienti fotografici da film tv. Il regista ha lavorato bene con Scamarcio, ma non basta. Spero in un prossimo migliore...

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jl lunedý 29 aprile 2019
biografia criminale Valutazione 3 stelle su cinque
75%
No
25%

Ispirato dal romanzo del pentito di ‘ndrangheta Saverio Morabito, Renato De Maria completa la sua trilogia del mondo della mala con una pellicola che arriva dopo La prima linea, basata sulle memorie dell’ex terrorista Sergio Segio, e il documentario Italian Gangsters, dedicato alla parabola dei malviventi di casa nostra, con un film che vede sugli scudi Riccardo Scamarcio che de La prima linea fu protagonista e che questa volta fra slang simil lumbàrd da meridionale trapiantato nella city, per la precisione a Buccinasco, decise, nei panni di un ragazzo di Calabria, di scalare le gerarchie della malavita quasi a sfregio nei confronti di un padre incapace di proteggerlo da una prima, ingiusta carcerazione. [+]

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