Si alza il vento

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Un film di Hayao Miyazaki. Con Hideaki Anno, Jun Kunimura, Mirai Shida, Shinobu Ohtake, Hidetoshi Nishijima.
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Titolo originale Kaze Tachinu. Animazione, durata 126 min. - Giappone 2013. - Lucky Red uscita sabato 13 settembre 2014. MYMONETRO Si alza il vento * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

SI ALZA IL VENTO DELL'OSCAR? Valutazione 3 stelle su cinque

di Cristina T. Chiochia


Feedback: 1005 | altri commenti e recensioni di Cristina T. Chiochia
martedì 16 settembre 2014

"L'arco di durata di una vita creativa è di un decennio" , così come un novello Virgilio , il personaggio disegnato italianissimo dell’Ingegner Caproni (personaggio realmente esistito) parla al protagonista ( anche lui realmente esistito )Hiro Horikoshi che diventerà Ingegnere , del colorato film di animazione Si alza il vento, tratto dal un fumetto giapponese e sceneggiato e disegnato dallo stesso regista del film Miyazaki ed ispirato da un romanzo dallo stesso titolo (tratto da una poesia del poeta francese Valery) Tatsuo Hori. Con questa frase il regista, vincitore si ricorda di un premio oscar nel 2003 per un altro capolavoro di animazione "la città incantata", sembra quasi chiedere il permesso per ritirarsi, chiedendo scusa per aver girato questo film (che, si badi, lui non voleva girare) e, nello stesso tempo, pare confermare il suo ritiro con la promessa quasi solenne che non ne disegnerà altri.I tempi di quando si alzava il vento Ghibli, insomma (lo studio di animazione Ghibli che ha fondato il regista prende il  nome proprio  da una parola che in Libia significa” il vento caldo del Sahara”, ed omaggia anche il lavoro del padre del regista con gli aerei, dato che è il nome di molti aerei italiani avevano durante la seconda guerra mondiale ed a cui tutto il film trae ispirazione) sono lontani.
E questa scena, letta in tal modo, appare davvero un testamento spirituale: basta osservare le sagome dei disegni, tenacemente fatti a mano, dove il passaggio di fotogramma in fotogramma, realizzato da centinaia di migliaia di disegni per movimenti sempre piu’ complessi, trovano in questa, come in altre scene ad onor del vero anche piu’ complicate graficamente (per esempio la scena del sogno e del volo iniziale) differenze e sottolineature che nessun computer del mondo o addetto ai colori potrà mai fare meglio, almeno per sottolineare la psicologia dei personaggi: solo l'oscar alla carriera che gli verrà assegnato l'8 di novembre, probabilmente farà la differenza tra l'addio e l'arrivederci definitivo a questo modo di intendere l'animazione.
I movimenti della macchina da presa fanno da padrone in questo bel film di animazione ambientato senza strappi narrativi tra oriente ed occidente: tra Tokyo anni 20 ed una campagna giapponese sfavillante di luce in attesa di emanciparsi e riprendere dalla grande depressione e la Germania in procinto di entrare in guerra, fredda e scostante già in mano ai militari.
Cosi come i colori, che dividono nettamente in due i piani del racconto: uno reale, uno irreale.
Quello irreale fatto di vento e nuvole perse in oceanici cieli blu e prati verdissimi durante i sogni del protagonista e nelle scene d'amore con la bella e dolce Naoko Satomi, personificazione quasi del vento stesso durante la loro struggente e tragica storia d'amore.
Quello reale: fatto di nero e rosso, che diventa cenere e grigio piatto durante la guerra o matite fredde quasi muffa durante il terremoto.
Come in tutti i suoi film, i movimenti della camera sono per il regista discreti e si susseguono solo nel sottolineare lo scorrere del tempo ed i rumori fatti con una tecnica sviluppata nel 2006 con voci umane e registrazioni in mono e non in stereo, altro punto fondamentale che permettono per esempio, alla scena della neve soffice sotto i piedi del protagonista di "parlare" insieme alla musica creata dal fedele Joe Hisaishi.
L’arco temporale del film è lungo, copre quasi 30 anni in 4 stagioni ed il senso del viaggio, quasi in un’ottica futurista, è implicito in tutto.
Visivamente il simbolo del tempo è il treno che accompagna costrantemente il protagonista: in quell’incedere del treno in orizzontale da destra a sinistra (solo il ritorno in sanatorio della moglie del protagonista verrà accompagnato dalla macchina da presa nella direzione opposta a quella del treno del protagonista, da destra verso sinistra quindi) quasi a sottolineare la voglia di correre in fretta verso un futuro che è già presente perchè in corsa per una guerra inevitabile, la seconda guerra mondiale.
E poi, a livello di grafica, la brillantezza della tavolozza nei momenti in cui il protagonista è al lavoro.
Forse questo bel clima di lavoro nella ditta in cui collabora e fa carriera il protagonista, rimanda al probabile clima di complicità dello studio Ghibli: tutto è sogno ostinato ed un appuntamento fisso per tutti, e tra tutti lui, il protagonista, Jiro Horikoshidisegnatore abituato a faticare per ore ed ore su appunti o su di un foglio da disegno (forse autobiografica la scena al tavolo quando al protagonista fanno i complimenti per come disegna?.
Poetico  e fantastico  ecco il mondo del film “Si alza il vento”, sicuramente non girato solo per gli amanti del genere manga.
Questo film può essere definito bello anche solo per questo. Per questa immensa gioia del piacere di vivere.  Di inseguire un sogno. Delle difficoltà per realizzarlo. Ma è anche un monito di come il sogno di qualcuno possa poi diventare l’incubo di altri.
Si alza il vento, bisogna tentare di vivere" ("Le vent se lève... II faut tenter de vivre!")è la frase del poeta Valery che si legge nei titoli iniziali del film e che il protagonista ripete durante il primo incontro con quella che diventerà poi la sua sposa, ma è anche la risposta allo struggimento di fronte a qualcosa di bello, bellissimo che finisce, per lasciare spazio a chissà cosa, chissà.
Una curiosità. Subito dopo aver visto il film, istintivamente, mi dirigo in  via Mecenate, a Milano, dove c’e’ un posto speciale chiamato “Le officine del volo” .
Sono gli ex stabilimenti proprio di Caproni, celebrato nel film e disegnato con baffetti e panciotto ed una decina di figli, pioniere dell’aviazione mondiale.
Il pioniere reale in questione è proprio quel G.B.Capronidi questi stabilimenti. E di lui si favoleggia che il Presidente americano Truman disse incontrandolo, indicando una sua fotografia messa accanto a quella di Wright nel gabinetto presidenziale: “ le ho trovate qui, il Presidente Roosevelt le ha lasciate per l'intera durata della guerra, ed io non le ho rimosse. Voi due siete i creatori dell'Aviazione mondiale e l'America ve ne rende onore.”  Mi fermo  appena prima di quello  che forse era un varco di ingresso e che corrisponde  più o meno al n. 76 della via. Somiglia all'ingresso del luogo di lavoro di Jiro Horikoshi nel film. Sorrido prima di ritornare indietro. Se davvero questo sarà l’ultimo film del genio di Hayao Miyazaki , il testamento spirituale è chiaro: la consapevolezza (e la capacità) di aver  fuso la finzione dei cartoni animati con la realtà fatta di persone reali, e per un disegnatore che ha fatto sognare intere generazioni cresciute con i suoi cartoni animati (tra cui Lupin III, Anna dai Capelli Rossi, Conan ed Heidi), non è poco fare la differenza  tra un sogno ed il vederlo realizzato.

Cristina T. Chiochia

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