The Green Hornet

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Un film di Michel Gondry. Con Seth Rogen, Jay Chou, Cameron Diaz, Christoph Waltz, Chad L. Coleman.
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Azione, Ratings: Kids+13, durata 120 min. - USA 2011. - Sony Pictures uscita venerdì 28 gennaio 2011. MYMONETRO The Green Hornet * * 1/2 - - valutazione media: 2,95 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Il pungiglione del calabrone colpisce a dovere. Valutazione 3 stelle su cinque

di Great Steven


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martedì 16 settembre 2014

THE GREEN HORNET (USA, 2011) diretto da MICHEL GONDRY. Interpretato da SETH ROGEN – JAY CHOU – CHRISTOPH WALTZ – CAMERON DIAZ – TOM WILKINSON – EDWARD JAMES OLMOS – ANALEIGH TIPTON – EDWARD FURLONG – JAMES FRANCO § Erede di una potente famiglia a capo di uno dei giornali più importanti della città, lasciato orfano dalla madre quand’era piccolo e di nuovo alle prese col lutto paterno in età adulta, Britt Reid è di colpo obbligato a combinare qualcosa nella sua vita, dopo aver vissuto a lungo di baldorie inconcludenti. Grazie all’aiuto di Kato, un suo coetaneo talentuoso e straordinariamente inventivo che il padre sottoutilizzava come meccanico, si trasformerà nel Calabrone Verde (bel nome! Ma in inglese ha più stile: “The Green Hornet!”, gli fa pronunciare il doppiaggio italiano per giustificare il cambio di lingua), un giustiziere che si finge criminale per combattere meglio il crimine. Sebbene non sia capace di alcunché e lasci fare tutto a Kato, lo stesso Reid riuscirà a infastidire il boss più boss di tutti della malavita metropolitana e smascherare un complotto a cui suo padre aveva partecipato, utile a favorire la rielezione del procuratore distrettuale. Schizofrenico nello slancio dell’azione e anfetaminico nel montaggio delle sequenze, è un film delirante e a tratti eccessivo nella degradazione dell’umorismo in favore di un becero consumismo scandalistico che in parte decade nel ridicolo involontario, ma sfodera un’energia che si vede raramente nei film d’azione incentrati sulle figure dei supereroi, i personaggi che per antonomasia sono sempre più difficili da rappresentare sullo schermo per il rischio di ripetitività e di plagio, ma qui, a parte qualche richiamo troppo esplicito a Il cavaliere oscuro e in generale alle ultime raffigurazioni filmiche di Batman, il carattere dell’eroe imbranato, sballato e sbandato è portato in scena con sufficiente credibilità e con un’originalità suo malgrado creativa. Passiamo ora a parlare degli attori: il tuttofare Rogen è a suo agio nei panni del giustiziere mascherato assolutamente incapace e inaffidabile, nonostante si auto-compiaccia un po’ troppo nel descrivere la parabola soprattutto cascante e discendente di un derelitto che si atteggia a paladino della giustizia che infrange la legge pur di convincere gli altri a rispettarla rigorosamente; J. Chou è un esperto di arti marziali sulle cui spalle grava tutto il peso delle attività di rodaggio e meccanismo inerenti alla sfera supereroica del suo trasandato e imbecille compagno, che rivela doti incredibili nella meccanica e nella tecnologia, per non parlare dei giochetti che fa con coltelli e bicchieri; C. Diaz è probabilmente il punto debole del film, in quanto il suo personaggio dalla labile femminilità appare come quello più spaesato, e il suo disagio si palesa nelle scene in cui entra a contatto con la strana coppia di cui fa parte il protagonista, ed è un peccato che in questa pellicola non riesca a sfoderare un’interpretazione fuori da ogni ordinario come spesso le capita di fare in contesti meno ingarbugliati e più coerenti; C. Waltz, recentemente premiato con un secondo Oscar sempre grazie al suo benefattore Tarantino, compare in numerose scene pur ricoprendo un ruolo di secondo piano, e lo fa con stile, mestiere e sapienza recitativa, dimostrando ancora una volta e appieno le sue doti da vecchia volpe della cinematografia austriaca di cui si erge ad ambasciatore, rivelando un carisma divistico non troppo narcisistico ma specialmente un’abilità straordinaria nel rivestire la parte di un cattivo non convenzionale anche se non fortissimo; T. Wilkinson (ben doppiato da Michele Gammino, 1941, doppiatore di lungo corso) è un genitore possessivo, il tipico esempio di padre-padrone citato ed elogiato tanto dalla psicanalisi freudiana quanto dalla letteratura del primo Novecento, che abbandona il figlio per potersi dedicare anima e corpo e notte e giorno ai suoi progetti imprenditoriali, e il suo risulta il più riuscito fra i personaggi di contorno, per via di un’avidità seccante e di una forza espressiva non proprio senza pari ma certamente sorprendente. Divertente fin che si vuole, ma un po’ carente nella struttura registica (nonostante M. Gondry si impegni per nascondere le deficienze direttoriali col ricorso a battute, situazioni e gag di uno stampo umoristico non troppo raccomandabile, in vero) e altalenante nei successi conseguiti dalla sceneggiatura, qua e là mancante di nerbo e con qualche rotella fuori posto. Ma per chi vuole divertirsi senza stare a riflettere troppo su temi politici e filosofici, è l’ideale. Infatti, al botteghino non ha mancato di trovare una folla pagante di spettatori appassionati di film di supereroi e commedia demenziale allo stato brado. Il montaggio e la scenografia sono due punti salienti della discreta riuscita di un’opera intermedia ma pur sempre onesta con sé stessa e che raggiunge lo scopo che s’era prefissa, senza traviare in alcun modo verso altre direzioni o altri registri espressivi. A modo suo, è un film d’autore o almeno personale. Rogen l’ha prodotto, scritto (con Evan Goldberg) e interpretato con la maschera del calabrone verde, adattandosi a un personaggio radiofonico del 1936, poi travisato in fumetti, cinema e televisione seriale. È in coppia con l’acrobatico J. Chou al quale affida il compito dell’azione violenta. Lavora sulla comicità con la medesima satira tritageneri di un Quentin Tarantino o di un Kevin Smith. Grazie alla regia di Gondry, francese con passaporto statunitense, lascia spazio agli altri personaggi, gioca con la contaminazione dei generi, lo split-screen, gli effetti speciali, le scene avventurose mozzafiato, le parolacce, la tematica pop. Distribuisce Sony. 

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