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fabio mesta
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domenica 11 marzo 2012
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la frontiera di una nuova realtà indipendente
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Sono andato a vedere questo film un pò per la curiosità smossa dalle notizie trovate in rete, un pò perchè amo molto in cinema paranormale e a parte alcuni interessanti prodotti usciti in questi ultimi anni (vedi Paranormal Activity), il mio pensiero volge al Sesto Senso di M.
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Sono andato a vedere questo film un pò per la curiosità smossa dalle notizie trovate in rete, un pò perchè amo molto in cinema paranormale e a parte alcuni interessanti prodotti usciti in questi ultimi anni (vedi Paranormal Activity), il mio pensiero volge al Sesto Senso di M. Night Shyamalan, difficilmente rivedrò un film di cosi rara bellezza.
Sul fronte italiano, i medianici film sono spesso sottovalutati e piuttosto discussi, sembra quasi che al di là della commedia, non vi siano altri generi di equivalente successo. Sarebbe a dir poco inverosimile vedere tutta la band di “Immaturi” cimentarsi in ruoli fantadrammatici dopo che i loro volti sono ormai divenuti rappresentativi della comicità italiana.
John Real, regista filoamericano sia nel nome d’arte che nello stile, ha sicuramente aperto una discussione a cielo aperto sulle potenzialità del cinema indipendente e dei vari canali di distribuzione. Credo che ogni cineasta voglia la propria opera sul grande schermo ma solo in pochi riescono in tale intento e questo lo si potrebbe già considerare un grande successo. Il film del resto merita certamente l’attenzione del pubblico per una serie di considerazioni. Innanzitutto il linguaggio filmico si mostra interessante e maturo nonostante la giovane età del regista e ciò dimostra un innato talento creativo; gli elementi tecnico-narrativi sono piuttosto curati, fotografia in primis che dona a luogo un fascino misterioso e inquietante, la pregiata colonna sonora che agisce abilmente nei momenti più drammatici della storia. Le varie dinamiche e i personaggi seguono i canoni del thriller più comune, ma anche se privi di una certa caratterizzazione, riescono a rendersi credibili e funzionali. Piacevole e intrigante si presenta la scelta di creare una vena lussuriosa intorno alla protagonista, che produce ambiguità, intrigo e dilata temporalmente lo svelamento dell’identità dello spirito. I momenti di paura non mancano e producono quel salto emotivo tipico dei film horror e quindi riescono a mantenere viva l’attenzione del pubblico. A questo proposito mi urge paragonare tale opera a pellicole più costose, dove non si evince, nè sul lato registico-tecnico nè su quello attoriale, delle sostanzionali differenze di sorta. Consigliato.
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loriana rossa
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domenica 11 marzo 2012
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native film
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L'interpretazione mi ha un pò distratta, è interessante!
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alfonso nero
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giovedì 8 marzo 2012
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native all'insegna del thriller/horror
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Il Cinestar di San Giovanni la Punta ha ospitato l'anteprima dell'interessante e discusso film "Native" diretto dal giovanissimo regista John Real e prodotto da Emanuele Leone in collaborazione con la Fenice Films, distribuito in tutta Italia da Whiterosepictures.
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Il Cinestar di San Giovanni la Punta ha ospitato l'anteprima dell'interessante e discusso film "Native" diretto dal giovanissimo regista John Real e prodotto da Emanuele Leone in collaborazione con la Fenice Films, distribuito in tutta Italia da Whiterosepictures. Un opera che incuriosisce per diversi aspetti. Quando ho saputo di questo film sono stato prevenuto: il genere poco trattato , il budget del film e l'età del regista. Giovanni Marzagalli, John Real come si firma lui, ha girato questo film all'età di 21 anni. La sua età ha spinto la mia curiosità ad assistere all'anteprima e devo dire che il promettente regista mi ha sorpreso per le capacità che ho potuto ammirare all'interno della sua pellicola. Native è un thriller che si svela lentamente, con tranquillità invita il pubblico a fare chiarezza sui personaggi definendo i loro aspetti e il loro ruolo nella vita di Michela. Inizialmente il film è sembrato lento, ma subito dopo mi sono ritrovato immerso a seguire una storia che mi ha tenuto incollato alla poltrona sino alla fine facendomi sospettare di tutte le belle donne che circondano l'affascinante protagonista. Il finale in'aspettato ha distrutto ogni mia scommessa su chi fosse la donna persecutrice della giovane dottoressa interpretata da Giovanna Mandalari, giovane e be lla, è alla prima esperienza sul grande schermo. La sua performance risulta sufficientemente credibile dando al film un ritmo che non risulta provinciale, ma purtroppo un pò troppo piatto. Michela è accompagnata da un altrettanto mediocre compagno interpretato da Andrea Galatà, un personaggio un pò stereotipato, ma spalla della protagonista.
La sceneggiatura del tutto scorrevole si lega ad una regia che si concentra sui colpi di scena intervallati da forti momenti di suspense durante il fulcro centrale della trama (punto di forza assoluto del film) dando forse meno considerazione alla caratterizzazione dei personaggi secondari. Non essendo amante di questo genere, confesso però di esser saltato in aria più di una volta, in più l'angosciante ma azzeccata musica del maestro Marco Werba ha dato un tocco in più al film. Incalzante la fotografia, che rende l'atmosfera perfetta e dona al film un aspetto del tutto internazionale che si perde per qualche attimo nelle scene finali. Patetico e totalmente fuori luogo il brano di chiusura di Franco Simone presente nei titoli di coda del film. Concludendo il film risulta interessante nel suo essere e consigliabile agli amanti del genere.
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alfonso nero
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giovedì 8 marzo 2012
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native all'insegna del thriller horror
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Il Cinestar di San Giovanni la Punta ha ospitato l'anteprima dell'interessante e discusso film "Native" diretto dal giovanissimo regista John Real e prodotto da Emanuele Leone in collaborazione con la Fenice Films, distribuito in tutta Italia da Whiterosepictures.
Un opera che incuriosisce per diversi aspetti. Quando ho saputo di questo film sono stato prevenuto: il genere poco trattato, il budget del film e l'età del regista. Giovanni Marzagalli, John Real come si firma lui, ha girato questo film all'età di 21 anni. La sua età ha spinto la mia curiosità ad assistere all'anteprima e devo dire che il promettente regista mi ha sorpreso per le capacità che ho potuto ammirare all'interno della sua pellicola. Native è un thriller che si svela lentamente, con tranquillità invita il pubblico a fare chiarezza sui personaggi definendo i loro aspetti e il loro ruolo nella vita di Michela. Inizialmente il film è sembrato lento, ma subito dopo mi sono ritrovato immerso a seguire una storia che mi ha tenuto incollato alla poltrona sino alla fine facendomi sospettare di tutte le belle donne che circondano l'affascinante protagonista. Il finale in'aspettato ha distrutto ogni mia scommessa su chi fosse la donna persecutrice della giovane dottoressa interpretata da Giovanna Mandalari, giovane e bella, è alla prima esperienza sul grande schermo. La sua performance risulta sufficientemente credibile dando al film un ritmo che non risulta provinciale, ma purtroppo un pò troppo piatta. Michela è accompagnata da un altrettanto mediocre compagno interpretato da Andrea Galatà, un personaggio un pò stereotipato, ma spalla della protagonista.
La sceneggiatura del tutto scorrevole si lega ad una regia che si concentra sui colpi di scena intervallati da forti momenti di suspense durante il fulcro centrale della trama (punto di forza assoluto del film) dando però meno considerazione alla caratterizzazione dei personaggi secondari. Non essendo amante di questo genere, confesso però di esser saltato in aria più di una volta. Fortmente tormentato dall'angosciante ma azzeccata musica del maestro Marco Werba che ha dato quel tocco in più al film. Incalzante la fotografia del film, che rende l'atmosfera perfetta e dona al film un aspetto del tutto internazionale che si perde per qualche attimo nelle scene finali. Patetico e totalmente fuori luogo il brano di chiusura di Franco Simone presente nei titoli di coda. Concludendo il film risulta interessante nel suo essere e consigliabile agli amanti del genere.
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alfonso nero
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giovedì 8 marzo 2012
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native all'insegna del thriller/horror
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Il Cinestar di San Giovanni la Punta ha ospitato l'anteprima dell'interessante e discusso film "Native" diretto dal giovanissimo regista John Real e prodotto da Emanuele Leone in collaborazione con la Fenice Films, distribuito in tutta Italia da Whiterosepictures. Un opera che incuriosisce per diversi aspetti. Quando ho saputo di questo film sono stato prevenuto: il genere poco trattato, il budget del film e l'età del regista. Giovanni Marzagalli, John Real come si firma lui, ha girato questo film all'età di 21 anni. La sua età ha spinto la mia curiosità ad assistere all'anteprima e devo dire che il promettente regista mi ha sorpreso per le capacità che ho potuto ammirare all'interno della sua pellicola. Native è un thriller che si svela lentamente, con tranquillità invita il pubblico a fare chiarezza sui personaggi definendo i loro aspetti e il loro ruolo nella vita di Michela. Inizialmente il film è sembrato lento, ma subito dopo mi sono ritrovato immerso a seguire una storia che mi ha tenuto incollato alla poltrona sino alla fine facendomi sospettare di tutte le belle donne che circondano l'affascinante protagonista. Il finale in'aspettato ha distrutto ogni mia scommessa su chi fosse la donna persecutrice della giovane dottoressa interpretata da Giovanna Mandalari, giovane e bella, è alla prima esperienza sul grande schermo. La sua performance risulta sufficientemente credibile dando al film un ritmo che non risulta provinciale, ma purtroppo un pò troppo piatto. Michela è accompagnata da un altrettanto mediocre compagno interpretato da Andrea Galatà, un personaggio un pò stereotipato, ma spalla della protagonista.
La sceneggiatura del tutto scorrevole si lega ad una regia che si concentra sui colpi di scena intervallati da forti momenti di suspense durante il fulcro centrale della trama (punto di forza assoluto del film) dando forse meno considerazione alla caratterizzazione dei personaggi secondari. Non essendo amante di questo genere, confesso però di esser saltato in aria più di una volta, in più l'angosciante ma azzeccata musica del maestro Marco Werba ha dato un tocco in più al film. Incalzante la fotografia, che rende l'atmosfera perfetta e dona al film un aspetto del tutto internazionale che si perde per qualche attimo nelle scene finali. Patetico e totalmente fuori luogo il brano di chiusura di Franco Simone presente nei titoli di coda del film. Concludendo il film risulta interessante nel suo essere e consigliabile agli amanti del genere.
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pippicalze
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martedì 14 giugno 2011
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film native
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Grande Regista!!!!!!!!!!!!!
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