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jonnylogan
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martedì 23 settembre 2025
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ritorno al thriller
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L’opera prima del cofondatore della casa di produzione Wildeside: Marco Martani, fino a quel momento noto per le numerose sceneggiature dei film di Natale, quali Natale sul Nilo (id.;2002) e Natale in India (id.;2003), segna il ritorno del cinema di casa nostra ad ambientazioni decisamente cupe. Co-sceneggiato assieme al regista Fausto Brizzi, collega in Wildeside, e all’allora esordiente Luca Poldelmengo, la pellicola ci restituisce un Giorgio Faletti che abbandonati temporaneamente i panni dello scrittore di successo e del professor Martinelli, di Notte Prima degli Esami (id.; 2006) rincontra Nicolas Vaporidis, come antagonista non più nelle vesti di un suo allievo ma nel ruolo di un truffatore che vive di espedienti.
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L’opera prima del cofondatore della casa di produzione Wildeside: Marco Martani, fino a quel momento noto per le numerose sceneggiature dei film di Natale, quali Natale sul Nilo (id.;2002) e Natale in India (id.;2003), segna il ritorno del cinema di casa nostra ad ambientazioni decisamente cupe. Co-sceneggiato assieme al regista Fausto Brizzi, collega in Wildeside, e all’allora esordiente Luca Poldelmengo, la pellicola ci restituisce un Giorgio Faletti che abbandonati temporaneamente i panni dello scrittore di successo e del professor Martinelli, di Notte Prima degli Esami (id.; 2006) rincontra Nicolas Vaporidis, come antagonista non più nelle vesti di un suo allievo ma nel ruolo di un truffatore che vive di espedienti.
La figura bieca, e solo all’apparenza molto calma, del Primario, porta al centro della pellicola una ventata di terrore che si concentra con precisione sulle spalle di Diego (Vaporidis) e della sua ragazza Asia, impersonata da Carolina Crescentini, costringendoli a fare i conti con un avversario del tutto inaspettato al quale è meglio non pestare i piedi, neppure per errore. I due coprotagonisti riescono a svolgere il loro compito senza particolari sussulti, mentre osservare il compianto Faletti aggirarsi con fare calmo e violenza chirurgica, fa molto riflettere in merito a un immenso talento che il cinema di casa nostra non ha saputo sfruttare appieno.
Tutta l’impalcatura della pellicola, si regge attorno a una sceneggiatura cupa e sulfurea, dalla prima all’ultima scena, funzionando come un meccanismo a orologeria e di ottima fattura. Riuscendo a richiamare nemmeno troppo velatamente le ambientazioni delle pellicole firmate da Quentin Tarantino e pescando a piene mani nella letteratura Pulp. Completando il proprio arco narrativo anche su carta stampata, riuscendo a ispirare romanzo omonimo edito da Mondadori e firmato a quattro mani da Sandro Dazieri e dallo stesso Martani, capaci di recuperare le ambientazioni periferiche della pellicola per restituirle a nuova vita.
Un film che alla fine lascia lo spettatore incollato alla poltrona dall’inizio alla fine e al quale la figura di Ninetto Davoli, nel ruolo di un meccanico ricettatore, offre ancora di più l’idea di periferia e di terra di confine al quale di rado (recentemente) siamo stati abituati dal cinema di casa nostra.
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luigi chierico
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giovedì 3 marzo 2016
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uno specchietto per le allodole
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Un film sulla violenza e sull’abuso, sul malcostume diffuso in tanti ambienti. Sulla prepotenza e mal affari a tutti i livelli. Non siamo in Sicilia,non c’ è la mafia, siamo a Roma invasa dal cemento armato dietro cui si nascondono tanti loschi individui e traffici che arricchiscono i delinquenti rendendoli più potenti delle stesse autorità preposte a cercare e a punire i colpevoli. Un ottimo film se si rimane nel testo ed in quello che il regista voleva portare sullo schermo. Ci riesce bene anche perchè si avvale di attori che mostrano di essere in grado di reggere la sceneggiatura. Molto buona la fotografia e meglio ancora la bella musica; per rimanere in tema si ascolta la canzone “Senza fiato”, perché senza fiato infatti si rimane.
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Un film sulla violenza e sull’abuso, sul malcostume diffuso in tanti ambienti. Sulla prepotenza e mal affari a tutti i livelli. Non siamo in Sicilia,non c’ è la mafia, siamo a Roma invasa dal cemento armato dietro cui si nascondono tanti loschi individui e traffici che arricchiscono i delinquenti rendendoli più potenti delle stesse autorità preposte a cercare e a punire i colpevoli. Un ottimo film se si rimane nel testo ed in quello che il regista voleva portare sullo schermo. Ci riesce bene anche perchè si avvale di attori che mostrano di essere in grado di reggere la sceneggiatura. Molto buona la fotografia e meglio ancora la bella musica; per rimanere in tema si ascolta la canzone “Senza fiato”, perché senza fiato infatti si rimane.. Un film all’americana con tanti morti ma senza inseguimenti. Roma non è New York e lo si vede all’inizio quando in tante strade,ponti,cavalcavia in cemento armato le auto sono ferme in una lunga fila per il traffico convulso. Ed è proprio questa l’occasione che dà vita al film che segue. Se non fosse stato rotto anche lo specchietto di una Mercedes,uno status symbol per “ le allodole”, non ci sarebbe stato motivo di dare una caccia spietata all’autore di tale misfatto, un abuso, una mancanza di rispetto contro l’autorità costituita della malavita, per il quale è ben poca cosa violentare una dolce fanciulla responsabile di essere molto graziosa. Purtroppo il film riporta uno specchio di vita vera in certe città ed in certi ambienti. Chi ne fa le spese in definitiva sono le donne: la madre e la fidanzata di Diego. Lui è Nicolas Vaèporidis, Asia è la bella e brava Carolina Crescentini, nata per amare e sorridere e non già per subire,soffrire e piangere. Entrambi nei ruoli del cattivo ragazzo e della brava ragazza alle prese con qualcosa di gran lunga più grande di loro. La storia di una sproporzionata reazione ad un episodio di micro delinquenza non regge sebbene dia occasione ad una spettacolare vicenda di massima criminalità. Non regge il rapporto tra chi sta a capo di tutta la delinquenza romana, un tale Franco Zorzi, detto il Primario e l’agente Cola, non regge soprattutto la mancata reazione di Asia dopo gli abusi e la violenza subita in commissariato proprio dall’agente Cola, talpa del Primario. Sebbene possa far piacere il finale, tuttavia è una beffa ai danni dell’autorità arrivata in extremis, come dire ancora “arrivano i nostri”, ad arrestare i colpevoli. La scena veramente buona che salva il film è quella della corsa di Diego per tentare di salvare sua madre. Una lunga e disperata corsa per le strade mentre l’assassino è attende che la corsa dell’ascensore su cui è salito si arresti e lo conduca a compiere un feroce inutile delitto. C’è veramente suspense in quei drammatici momenti, nella scoperta e nell’esecuzione che ne segue. In definitiva un film che racconta tante verità di cui non si vorrebbe parlare. Piacevole la presenza,anche se odiosa la sua parte,dell’ottimo scrittore Giorgio Faletti a due anni dalla sua morte, che in questo film pare voglia dire,come ha scritto,”Io sono Dio”,”Io uccido”.chibar22@libero.it
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enzo70
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mercoledì 23 dicembre 2015
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un offesa al cinema italiano
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Così si fa male al cinema italiano, un film pretenziosamente cattivo, un thriller in cui tutto si può immaginare sin dalla prima scena, scontato e poi diretto ed interpretato da tutti gli attori in maniera sciatta. Non funziona Faletti, a dir poco stretto nella parte, malissimo Vaporidis, così difficilmente andrà oltre il compagnone bello e vanesio, pessima la Crescentini, e anche qua non basta essere bella e saperlo di esserlo. Questo film lo si vede fino alla fine per capire se è così brutto fino alla fine, sembra incredibile che sia stato prodotto, realizzato e distribuito un film così; ed il finale è il punto più basso di un film pessimo.
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Così si fa male al cinema italiano, un film pretenziosamente cattivo, un thriller in cui tutto si può immaginare sin dalla prima scena, scontato e poi diretto ed interpretato da tutti gli attori in maniera sciatta. Non funziona Faletti, a dir poco stretto nella parte, malissimo Vaporidis, così difficilmente andrà oltre il compagnone bello e vanesio, pessima la Crescentini, e anche qua non basta essere bella e saperlo di esserlo. Questo film lo si vede fino alla fine per capire se è così brutto fino alla fine, sembra incredibile che sia stato prodotto, realizzato e distribuito un film così; ed il finale è il punto più basso di un film pessimo.
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stefano bruzzone
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giovedì 15 agosto 2013
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peccato
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è un'apprezzabile tentativo di fare del cinema noir in italia. apprezzabile perchè non è nemmeno fatto malissimo, peccato solo per la scelta degli attori. si salvano N.Davoli e la Crescentini. Vaporidis sempre sopra le righe e, francamente, con quella faccia da belloccio, il ruolo del ladruncolo teppistello sbandato non gli si addice proprio. faletti invece è a dir poco pessimo. dario cassini non è un attore. vedibile nulla più.
Voto: 5,5
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brando fioravanti
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lunedì 26 marzo 2012
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ridicolo
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Film davvero poco credibile. Due persone entrano in un ristorante mangiano e poi stuprano tranquillamente la cameriera, cosi solo perchè è carina. Senza nessuna conseguenza. Pestaggi , macchine incendiate, omicidi. tutto questo per cercare un ragazzo che ha rotto uno specchietto. Nella scena finale Faletti continua a fumare tra una sigaretta anche con una pistola puntata adosso. Attori poco convincenti ,con una banda di delinquenti sempre seri e cattivi, pure quando passeggiano. L'unico a salvarsi e Nino Davoli, bravo e spontaneo, ma non basta a risollevare un film cosi.
Brando fioravanti
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pinkblack9
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lunedì 19 marzo 2012
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l'unico vero film pulp italiano!!!!!
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film veramente straordinario...ovviamente ha delle pecche, la più palese delle quali è legata all'attore protagonista (nonostante abbia avuto il suo momento di gloria, condito da tanti "gridolini" di ragazzine ad ogni apparizione in film mediocri). Ma dovendosi cimentare in un film VERO il simpatico Vaporidis si è dimostrato non adatto al ruolo di teppista come dipinto nel libro, ne all'altezza di un film così tosto, ripeto non NOIR a mio parere ma piuttosto PULP!!! comunque sia assolutamente da vedere!!!!
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yeats
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martedì 5 aprile 2011
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un buonissimo film italiano
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Trama coinvolgente,buon ritmo capace di tenerti attaccato allo schermo.Fuori dai soliti schemi dei film italiani...
Bravi tutti gli attori,soprattutto un inaspettato Nicolas Vaporidis che riesce a calarsi perfettamente nel personaggio...
[+] ottimo film
(di fili80)
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gianluca78
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martedì 5 aprile 2011
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tanto fumo negli occhi
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Alcuni generi, tipicamente americani, vivono di credibilità e storie il meno banali possibile.Questo, se ambientate in italia, producono questo risultato.
Una commistione di facce e dialoghi imbarazzanti,laddove di credibile c'è poco o niente, a fronte di un cast, che fa rabbrividire per la sua inconsistenza.Vaporidis non ha nulla dell'attore,Carolina Crescentini inespressiva come tante, Faletti, anche lui, purtroppo inadatto in un ruolo in cui ci crede poco, e al film,forse non ha mai creduto.Vorrebbe essere un noir d'altri tempi, invece non fa che rimpiangere i polizieschi anni 70, sicuramente più coinvolgenti, e poi se basta un banale pretesto come lo specchietto rotto di un'auto,per provocare un tale putiferio; allora credo che siamo nella comicità(involontaria)pura.
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Alcuni generi, tipicamente americani, vivono di credibilità e storie il meno banali possibile.Questo, se ambientate in italia, producono questo risultato.
Una commistione di facce e dialoghi imbarazzanti,laddove di credibile c'è poco o niente, a fronte di un cast, che fa rabbrividire per la sua inconsistenza.Vaporidis non ha nulla dell'attore,Carolina Crescentini inespressiva come tante, Faletti, anche lui, purtroppo inadatto in un ruolo in cui ci crede poco, e al film,forse non ha mai creduto.Vorrebbe essere un noir d'altri tempi, invece non fa che rimpiangere i polizieschi anni 70, sicuramente più coinvolgenti, e poi se basta un banale pretesto come lo specchietto rotto di un'auto,per provocare un tale putiferio; allora credo che siamo nella comicità(involontaria)pura.Tanto fumo negli occhi, da far piangere il più distratto spettatore.
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peppe97
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lunedì 28 marzo 2011
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una pellicola "poco impressionante"
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Posso giustificare il disinteresse che questo film crea attravero alcune motivazioni: per prima cosa,l'assenza di effetti speciali; poi le scarse presatazioni del cast e,per finire la trama,che può essere considerata ripetitiva dal punto di vista critico,visto che molti film utilizzano le stesse basi della suddetta pellicola (la malavita,la gente giovane sottomessa,ed altri soliti elementi).
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alessia.mary.j
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giovedì 20 gennaio 2011
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film decente, se visto senza aver letto il libro
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Consiglio: se volete gustarvi il film non leggete il libro. Ho fatto l'errore di leggerlo prima, e ne sono rimasta oltremodo delusa. Il libro ti prende, ti coinvolge, ti fa sognare, ti fa dare dei visi e delle intonazioni particolari ai personaggi, che sono tutte tue. Il film è proprio il calco del libro, da cui ricava pari pari le parole: oserei aggiungere che sono ricavate male, perché Vaporidis non riesce a calarsi appieno nella parte del giovane teppista. Meglio il boss Faletti, anche se con qualche pecca. La Crescentini ci sta meglio.
Poteva essere un ottimo film, se recitato nel modo giusto!
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