gianni
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martedì 14 agosto 2007
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lettere da imparare a memoria.......
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Un film assolutamente da vedere e da far conoscere ed anche da programmare nelle scuole per far capire che cosa vuol dire guerra e morire ma con onore e rispetto, magari piuttosto che studiare le guerre puniche....
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(di ottaviano della bitinia)
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ottaviano della bitinia
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sabato 11 agosto 2007
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gli americani nel ruolo dei cattivi
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prima di tutto è contro gli stereotipi della seconda guerra mondiale ,ma quando mai un giapponese avrebbe curato un soldato americano e avrebbe fraternizzato.per chi ha detto che è un film non americano lo comprendo pienamente stavolta i cattivi sono ritratti nella bandiera a stelle e striscie.tranne questo è un buon film,certo non c'è lo spettacolo e la suspense dei grandi film di guerra alla soldato ryan o caccia a ottobre rosso,però è un bel film.una cosa che non mi è piaciuta è che viene fatto riferimento piu volte nel film il codice dell'onore dei giapponesi dei banzai e l'esempio dei disertori o quello del cane ucciso dal tenente macellaio e questo mi ha stuccato il film che diventa parecchio monotono e ripetitivo ,comunque è guardabile anche se non vi credete chi sa cosa perchè non
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prima di tutto è contro gli stereotipi della seconda guerra mondiale ,ma quando mai un giapponese avrebbe curato un soldato americano e avrebbe fraternizzato.per chi ha detto che è un film non americano lo comprendo pienamente stavolta i cattivi sono ritratti nella bandiera a stelle e striscie.tranne questo è un buon film,certo non c'è lo spettacolo e la suspense dei grandi film di guerra alla soldato ryan o caccia a ottobre rosso,però è un bel film.una cosa che non mi è piaciuta è che viene fatto riferimento piu volte nel film il codice dell'onore dei giapponesi dei banzai e l'esempio dei disertori o quello del cane ucciso dal tenente macellaio e questo mi ha stuccato il film che diventa parecchio monotono e ripetitivo ,comunque è guardabile anche se non vi credete chi sa cosa perchè non è poi cosi bellissimo cosa invece che gli altri che hanno scritto le recensioni non saranno d'accordo con me
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andrea giusti
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martedì 7 agosto 2007
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gli occhi dell'altro
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In un modo radicalmente diverso Eastwood si immerge in una lettura insolita di una delle tante pagine sanguinose del Secondo Conflitto Mondiale. Allo spettatore spetta il ruolo insolito di mettersi nei panni del "nemico",in un ribaltamento dei soliti schemi convenzionali,tipici dei film di guerra. In effetti,il lavoro di Eastwood lo si può definire più che altro un monito alle letture superficiali degli eventi,e lancia un segnale chiaro e mai assolutamente retorico sull'inutilità e le barbarie che ogni conflitto porta inevitabilmente con se. Assolutamente da non perdere.
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chicomarx
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domenica 5 agosto 2007
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un maestro
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giusto paragone con il film di kubrick "paths of glory"
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cineofilo92
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sabato 28 luglio 2007
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l'altra faccia di iwo jima
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Prima con gli americani, ora coi giapponesi. Due diversi punti di vista, la stessa storia. "Flags for our fathers" e "Letters from Iwo Jima" sono una bilogia, si completano uno con l'altro. Sono prequel e sequel allo stesso tempo. Il primo capitolo non vi ha soddisfatto? Con questo si rimane atterrito. Sempre meno posto per le speculazioni filosofiche o per i momenti strappalacrime, lo spettatore si trova in mezzo al macello grigio di Iwo. Tra soldati terrorizzati e ufficiali che aderiscono al codice di difesa della patria senza il minimo scrupolo, che fanno a pezzi chiunque dica cose "blasfeme", ci si smarrisce continuamente. Brilla la scelta di recitare il film in giapponese con i sottotitoli.
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Prima con gli americani, ora coi giapponesi. Due diversi punti di vista, la stessa storia. "Flags for our fathers" e "Letters from Iwo Jima" sono una bilogia, si completano uno con l'altro. Sono prequel e sequel allo stesso tempo. Il primo capitolo non vi ha soddisfatto? Con questo si rimane atterrito. Sempre meno posto per le speculazioni filosofiche o per i momenti strappalacrime, lo spettatore si trova in mezzo al macello grigio di Iwo. Tra soldati terrorizzati e ufficiali che aderiscono al codice di difesa della patria senza il minimo scrupolo, che fanno a pezzi chiunque dica cose "blasfeme", ci si smarrisce continuamente. Brilla la scelta di recitare il film in giapponese con i sottotitoli. Clint sarà anche vecchio ma non ha perso la volgia di girare. E lo fa egregiamente. Se si sente la mancanza di Sergio Leone, si può sempre rimediare.
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el mandorlo in fiore
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venerdì 27 luglio 2007
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cinesi hanno tutti la stessa faccia
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L'ho visto dopo aver letto alcune recensioni su questo sito e devo dire che mi è piaciuto molto, film lento ma che si lascia scorrere dolcemente lasciando tempo alla mente di incamerare tutto, quasi pronti anche noi ad aspettare l'attacco. ho fatto un po di fatica a scindere i due generali perchè mi sembrano tutti uguali sti cinesi...
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(di lee wong)
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angel face/devil heart
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domenica 24 giugno 2007
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la guerra di iwo jima vista dai giapponesi!
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Un capolavoro degno di Eastwood! Un film che ti trasmette forte emozioni e fa rivivere la guerra dalla parte dei giapponesi. Grandiosa la scelta di girarlo interamente in lingua giapponese. Un film che ci mostra le paure, le battaglie e l'orgoglio ma anche l'onore, da sempre valori primari nella vita giapponese, di questi soldati che pur essendo in minoranza rispetto al nemico non si arrendono ma combattono per la loro patria e la loro liberta' e quando capiscono che non c'e modo di salvezza con molto coraggio e forza si suicidano per morire con onore e non dalle mani del nemico! Dall' altra parte gli americani non rispettano nemmeno i pochi che hanno deciso di arrendersi per salvarsi la vita e li uccidono senza alcuna pieta'.
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Un capolavoro degno di Eastwood! Un film che ti trasmette forte emozioni e fa rivivere la guerra dalla parte dei giapponesi. Grandiosa la scelta di girarlo interamente in lingua giapponese. Un film che ci mostra le paure, le battaglie e l'orgoglio ma anche l'onore, da sempre valori primari nella vita giapponese, di questi soldati che pur essendo in minoranza rispetto al nemico non si arrendono ma combattono per la loro patria e la loro liberta' e quando capiscono che non c'e modo di salvezza con molto coraggio e forza si suicidano per morire con onore e non dalle mani del nemico! Dall' altra parte gli americani non rispettano nemmeno i pochi che hanno deciso di arrendersi per salvarsi la vita e li uccidono senza alcuna pieta'. Perche quella non era semplicemente una guerra tra due potenti stati ma una guerra tra due diverse civilta' con valori diversi. Eastwood rende il tutto ancora meglio girando tutto il film con colori seppia ovvero i colori della guerra, durante la quale mancano i colori vivaci che rapresentano la vita e la pace e contrariamente prevalgono quelli della morte e della tristezza, del dolore!
Uno dei migliori film di Eastwood e degli ultimi anni! Capolavoro assoluto.
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daniele
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venerdì 1 giugno 2007
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assolutamente perfetto
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capolavoro assoluto !
uno tra i più grandi film sulla guerra mai realizzati, con uno strepitoso Ken Watanabe .........." i always will be in front of you ! "
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peg
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domenica 27 maggio 2007
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finalmente un film non americano!
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L'americano viene catturato dai giapponesi, i quali anzichè ingiuriarlo, vendicarsi, ucciderlo, lo curano, lo salvano, leggono le sue lettere, si riconoscono in lui, prendono coscienza del fatto che il soldato è come loro, come loro soffre, come loro ha dei famigliari che lo attendono, la distanza col nemico è sottile, tanto sottile da cadere.
Il giapponese si arrende al nemico americano. E' esausto, non crede più nella difesa dell'isola, non crede più nella vittoria, crede soltanto nella vita, nella salvezza, ma l'americano lo tradisce, si vendica e lo uccide.
Una lezione per il mondo intero?
Grande film
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m.grazia (estonia)
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mercoledì 23 maggio 2007
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film magnifico, e senza retorica
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Ottima l'idea di girarlo tutto parlato in giapponese, con sottotitoli in italiano. Così come mi è sembrata visivamente efficace la scelta di rendere le immagini così plumbee e cupe, con colori molto smorzati, assai vicini al bianco e nero, tranne le esplosioni e il sangue che mantengono toni vividi e accesi.
Più che dalle scene d'azione (poche e marginali), il forte impatto emotivo è dato dalle singole vicende umane dei soldati giapponesi, dai loro sentimenti di paura e di angoscia, ma anche da quell'incomprensibile (per noi occidentali) e assoluto senso dell'onore nipponico che porta alla scelta del suicidio come unico riscatto di fronte alla sconfitta (e comunque alcuni di loro entreranno in conflitto con questa scelta estrema e decideranno di arrendersi).
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Ottima l'idea di girarlo tutto parlato in giapponese, con sottotitoli in italiano. Così come mi è sembrata visivamente efficace la scelta di rendere le immagini così plumbee e cupe, con colori molto smorzati, assai vicini al bianco e nero, tranne le esplosioni e il sangue che mantengono toni vividi e accesi.
Più che dalle scene d'azione (poche e marginali), il forte impatto emotivo è dato dalle singole vicende umane dei soldati giapponesi, dai loro sentimenti di paura e di angoscia, ma anche da quell'incomprensibile (per noi occidentali) e assoluto senso dell'onore nipponico che porta alla scelta del suicidio come unico riscatto di fronte alla sconfitta (e comunque alcuni di loro entreranno in conflitto con questa scelta estrema e decideranno di arrendersi).
La guerra vista "dall'altra parte", in questo caso dalla parte dei "perdenti", di quelli che in tanti film di guerra tradizionali siamo abituati a vedere come figure stereotipate e inconsistenti. Ora questi 'nemici' hanno una dimensione più umana, reale e anche commovente.
Insomma Clint Eastwood dimostra sempre di più di essere un regista riflessivo e sensibile, attento a considerare tutti i punti di vista di una vicenda e a sviscerarne i risvolti, positivi e negativi. Senza retorica.
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