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zeruel97
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giovedì 19 novembre 2015
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steve buscemi per fargo
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Solitamente steve buscemi si ritaglia ruoli marginali e spesso molto strani nei suoi film. In Fargo però la capacità esperssiva particolare dell'attore gli permetee in qualche modo di diventare il simbolo del film .Buscemi interpreta un criminale nevrotico sempre in agitazione e molto scapestrato che però risulta essere quella parte di comicità che i coen inseriscono in ogni loro film anche drammatico.
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pie9701
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lunedì 13 luglio 2015
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ciò che conta
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. Così Marge parla allo psicopatico Gaear, facendoci capire , che in fondo ciò che conta nella vita non sono i soldi, le donne e il potere, ma la freschezza che si sente in una bella giornata invernale piuttosto che la soddisfazione della vincita della gara del marito Norm.Essa ci mostra la morale del film in un'unica frase, facendosi spazio tra coloro che non comprendono il valore di ciò che hanno e di ciò che la vita offre.
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. Così Marge parla allo psicopatico Gaear, facendoci capire , che in fondo ciò che conta nella vita non sono i soldi, le donne e il potere, ma la freschezza che si sente in una bella giornata invernale piuttosto che la soddisfazione della vincita della gara del marito Norm.Essa ci mostra la morale del film in un'unica frase, facendosi spazio tra coloro che non comprendono il valore di ciò che hanno e di ciò che la vita offre.
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great steven
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giovedì 2 luglio 2015
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thriller attivo in grado d'instaurare la tensione.
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FARGO (USA, 1996) diretto da JOEL & ETHAN COEN. Interpretato da FRANCES MCDORMAND, WILLIAM H. MACY, STEVE BUSCEMI, PETER STORMARE, KRISTIN RUDRUD, HARVE PRESNELL, TONY DENMAN, GARY HOUSTON, JOHN CARROLL LYNCH, LARRY BRANDENBURG, SALLY WINGERT, LARISSA KOKERNOT, KURT SCHWEICKHARDT
Un concessionario spiantato, sposato con una ricca ereditiera il cui padre è pruprietario della catena automobilistica presso cui lavora, organizza il rapimento della moglie insieme ad una coppia di rapinatori, uno mingherlino e imbranato, l’altro laconico e spietato. Le cose non procedono però come i due malfattori e il loro contribuente sperano, e tre persone rimangono uccise su una strada innevata.
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FARGO (USA, 1996) diretto da JOEL & ETHAN COEN. Interpretato da FRANCES MCDORMAND, WILLIAM H. MACY, STEVE BUSCEMI, PETER STORMARE, KRISTIN RUDRUD, HARVE PRESNELL, TONY DENMAN, GARY HOUSTON, JOHN CARROLL LYNCH, LARRY BRANDENBURG, SALLY WINGERT, LARISSA KOKERNOT, KURT SCHWEICKHARDT
Un concessionario spiantato, sposato con una ricca ereditiera il cui padre è pruprietario della catena automobilistica presso cui lavora, organizza il rapimento della moglie insieme ad una coppia di rapinatori, uno mingherlino e imbranato, l’altro laconico e spietato. Le cose non procedono però come i due malfattori e il loro contribuente sperano, e tre persone rimangono uccise su una strada innevata. Nel pieno di un inverno surreale e gelido, una paziente e perseverante poliziotta indaga su questo sequestro di persona e, ricostruendo le delittuose vicende tassello dopo tassello, riesce a far luce anche sulle morti violente che seguono e a far trionfare la giustizia, aiutata dagli abili colleghi e dagli informatori e sostenuta da un buon marito che stravede per lei. Opus numero sei dei fratelli Coen (Joel alla regia, Ethan alla produzione, entrambi sceneggiatori unici della storia), è un thriller ambizioso e avvincente, ricco di colpi di scena, mai noioso né tantomeno volgare, capace di emozionare anche uno spettatore apatico e prevenuto e dotato del miglior genere di tensione drammatica che un film di suspense sa confezionare senza inciampare in assurdità o forzature ideologiche. Potrebbe apparire a prima vista come un panegirico celebrativo del giusto contro lo sbagliato, del bene contro il male o anche della diplomazia contro la crudeltà, ma si rivela ben presto un’opera finalizzata ad esaminare nel profondo le dinamiche delle menti criminali insieme ad un’autentica, efficiente e meticolosa analisi dei rapporti di giustizia che intercorrono fra persone che scelgono di percorrere strade esistenziali diverse. D’altronde, come accade spesso, quando ad un copione ci lavorano solo in due, il risultato emerge in superficie con una potenza espressiva senza precedenti, ed è proprio il caso dei due fratelli che ogni volta ce la fanno a sorprendere senza mai infilarne una sbagliata: la vicenda che costruiscono sarcasticamente inserendo pathos, autoironia, divertimento caustico, umorismo sardonico e un pungente odor di morte, presenta una struttura insensibile ad ogni breccia perbenista e inappuntabile dal punto di vista logico o narrativo. F. McDormand si è meritata a pieno titolo un Oscar per la miglior attrice, ed effettivamente la sua agente tenace, inarrestabile e coerente è un esempio di interpretazione convincente da qualunque prospettiva la si guardi, non soltanto sul piano recitativo o filmico. Ma c’è anche un comparto maschile da urlo, con quattro personaggi principali i cui interpreti si impegnano con l’anima per consegnare al pubblico una galleria di mascalzoncelli che si buttano a capofitto in un affare più grande di loro per uscirne danneggiati o, come succede ad alcuni di loro, addirittura morti. I Coen sanno raccontare storie originali che trovano un posto d’onore in pellicole che ambiscono ad essere capolavori e sovente ci azzeccano, sebbene poi i due fratelli abbiano l’accortezza di non farsi travolgere dalla megalomania e cerchino puntualmente di tenere sottomano la materia del racconto per evitare di spadroneggiare o di mettere in campo avventure inverosimili e sproporzionate. I contributi tecnici aiutano a ritrarre un Minnesota che raramente si vede nei film: coperto da una coltre di neve che sembra non sciogliersi mai, animato da loschi figuri che commettono apparentemente indisturbati i loro crimini e accolto dalla scultura del suo fondatore all’ingresso nei suoi confini. Notevole anche la colonna sonora, che dà un tocco di sensazionale maestria specialmente nei momenti in cui l’attesa terrorizzante esplode in una caterva che comprende al suo interno sia la brutalità che il desiderio di riscatto e di pentimento.
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il befe
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lunedì 9 marzo 2015
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capolavoro
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(di folgore94)
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trammina93
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sabato 10 maggio 2014
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geniale, assurda storia
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Uno dei più dei film dei Coen! Se la gioca con Non è un paese per vecchi pere il film dei Coen che mi è piaciuto di più. La storia è agghiacciante. E' un film tragicomico. A tratti ridi, a tratti hai paura, poi ridi, poi c'è suospance. Ti appassiona dal primo all'ultimo minuto. Già l'inizio è intrigante con la premessa della storia vera che rende tutto più interessante sapendo che è realmente accaduto, poi si viene a sapere da subito che un marito vuole far rapire la moglie così da prendersi i soldi del riscatto da spartire coi rapinatori. Poi il furto avviene e da lì una lunga serie di disastri che portano un affare, che doveva essere pulito, all'essere una vera tragedia.
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Uno dei più dei film dei Coen! Se la gioca con Non è un paese per vecchi pere il film dei Coen che mi è piaciuto di più. La storia è agghiacciante. E' un film tragicomico. A tratti ridi, a tratti hai paura, poi ridi, poi c'è suospance. Ti appassiona dal primo all'ultimo minuto. Già l'inizio è intrigante con la premessa della storia vera che rende tutto più interessante sapendo che è realmente accaduto, poi si viene a sapere da subito che un marito vuole far rapire la moglie così da prendersi i soldi del riscatto da spartire coi rapinatori. Poi il furto avviene e da lì una lunga serie di disastri che portano un affare, che doveva essere pulito, all'essere una vera tragedia. Ad ogni morto rimani sempre più sconvolto. Gli attori che interpretano i rapinatori sono stati bravissimi. Hanno uno la faccia più da delinquente dell'altro. Il tutto accompagnato da una poliziotta di paese molto perspicace, con grande intuito che come dimostra nel finale ha capito tutto nella vita, perchè non è interessata a quattro biglietti di banca ma alla semplicità della vita, le piccole cose. Ben meritato l'Oscar a Frances Mc Dormand, sicuramente. Anche il marito interpretato da william H. Macy è stato bravo, dà proprio l'idea Di un uomo fallito, disperato che perde il controllo di sè e la situazione gli sfugge sempre più di mano mettendolo nei guai, mettendosi una corda al collo che gli sta sempre più stretta. Ben meritato anche l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, ovviamente. Se non avete ancora visto questo film, dovete affrettarvi assolutamente!!! Ne vale la pena!
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danielsan_109
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sabato 19 aprile 2014
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fargo
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cizeta
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giovedì 6 febbraio 2014
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da vedere...
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Lo ammetto, ho una simpatia per i Coen... ma chiunque giudichi in modo negativo questa pelliccola, beh...dovrebbe farsi vedere da uno bravo!
Il film appare gelido, intenso e forte... tanta quantità di sangue (quella giusta), l'ispirazione ad una storia vera (...ma non è vero) ed il duo Joel/Ethan ci regalano un film assolutamente da vedere.
La disperazione di un uomo in difficoltà economica che le pensa tutte per riuscire ad ottenere dei soldi dal suocero... una messinscena che,da subito, sembra essere di difficilissima realizzazione ed infatti...
voto personale 7.5
mezzo voto in meno per la performance di William Macy (non mi fa impazzire.
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Lo ammetto, ho una simpatia per i Coen... ma chiunque giudichi in modo negativo questa pelliccola, beh...dovrebbe farsi vedere da uno bravo!
Il film appare gelido, intenso e forte... tanta quantità di sangue (quella giusta), l'ispirazione ad una storia vera (...ma non è vero) ed il duo Joel/Ethan ci regalano un film assolutamente da vedere.
La disperazione di un uomo in difficoltà economica che le pensa tutte per riuscire ad ottenere dei soldi dal suocero... una messinscena che,da subito, sembra essere di difficilissima realizzazione ed infatti...
voto personale 7.5
mezzo voto in meno per la performance di William Macy (non mi fa impazzire...), McDormand sublime... idem Buscemi
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panperfocaccia
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giovedì 26 dicembre 2013
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greve..
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Ha avuto l'incasso che si meritava.. al di là delle solite intenzioni di critica sociale blabla è un polpettone..
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jacopo b98
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sabato 19 ottobre 2013
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uno dei più bei film degli ultimi anni
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1987, Minnesota. Il venditore d’auto Jerry Lundegaard (Macy) fa rapire sua moglie (Rudrüd) da due balordi (Buscemi e Stormare) per chiedere al suocero (Pressnel) un milione di dollari di riscatto, ma tutto va storto e finisce in un massacro. I Coen scrivono insieme la sceneggiatura per questo noir tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto, Joel dirige e Ethan produce. La combinazione è vincente: è una commedia nerissima i cui personaggi sono tra i migliori mai creati: il maldestro e sfigato venditore d’auto, la poliziotta golosona (McDormand), il suocero tirchio e vagamente sadico, i due balordi… Interpretato benissimo da un cast di attori fenomenale (ottima McDormand, bravissimi tutti gli altri, spiccano Macy e Buscemi), è una riflessione sul significato della violenza e del crimine: Non riesco proprio a capire dice la poliziotta alla fine quando arresta Gaear (Stormare), Tutto questo per un paio di biglietti di banca: perciò la violenza è fine a se stessa ed è così assurda da non aver bisogno di giustificazione.
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1987, Minnesota. Il venditore d’auto Jerry Lundegaard (Macy) fa rapire sua moglie (Rudrüd) da due balordi (Buscemi e Stormare) per chiedere al suocero (Pressnel) un milione di dollari di riscatto, ma tutto va storto e finisce in un massacro. I Coen scrivono insieme la sceneggiatura per questo noir tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto, Joel dirige e Ethan produce. La combinazione è vincente: è una commedia nerissima i cui personaggi sono tra i migliori mai creati: il maldestro e sfigato venditore d’auto, la poliziotta golosona (McDormand), il suocero tirchio e vagamente sadico, i due balordi… Interpretato benissimo da un cast di attori fenomenale (ottima McDormand, bravissimi tutti gli altri, spiccano Macy e Buscemi), è una riflessione sul significato della violenza e del crimine: Non riesco proprio a capire dice la poliziotta alla fine quando arresta Gaear (Stormare), Tutto questo per un paio di biglietti di banca: perciò la violenza è fine a se stessa ed è così assurda da non aver bisogno di giustificazione. Memorabili alcune scene: in particolare il finale in cui Stormare tritura Buscemi nel trita-legna. Sette nomination agli Oscar (nell’anno de Il paziente inglese) e due statuette: attrice e sceneggiatura originale. Premio per la regia a Cannes e ai BAFTA. La McDormand sul set era veramente incinta di Joel Coen.
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fabal
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martedì 15 ottobre 2013
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un assurdo maledettamente realistico, targato coen
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Jerry, direttore vendite di una concessionaria, è al verde: per ottenere quattrini decide di ingaggiare due malviventi per rapire la moglie e far pagare il riscatto al facoltoso suocero. Il piano però viene gestito in modo grossolano e si trasforma ben presto in tragedia.
Con Fargo si ha la sensazione che i fratelli Coen pongano una stesura dei capisaldi del loro cinema, caratteristico e diretto, guadagnandosi anche (ma non solo) un Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Le situazioni e i personaggi oscillano in un manicheismo labile, in cui gli equilibri, sempre precari, alternano sconfinamenti di stile e di tono: le linee tra il comico e il tragico, tra il calcolo e la casualità, tra buoni e cattivi, sono così sottili da permettere una continua compenetrazione di (non) valori, in cui nessun personaggio riesce ad esprimere una valenza davvero positiva.
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Jerry, direttore vendite di una concessionaria, è al verde: per ottenere quattrini decide di ingaggiare due malviventi per rapire la moglie e far pagare il riscatto al facoltoso suocero. Il piano però viene gestito in modo grossolano e si trasforma ben presto in tragedia.
Con Fargo si ha la sensazione che i fratelli Coen pongano una stesura dei capisaldi del loro cinema, caratteristico e diretto, guadagnandosi anche (ma non solo) un Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Le situazioni e i personaggi oscillano in un manicheismo labile, in cui gli equilibri, sempre precari, alternano sconfinamenti di stile e di tono: le linee tra il comico e il tragico, tra il calcolo e la casualità, tra buoni e cattivi, sono così sottili da permettere una continua compenetrazione di (non) valori, in cui nessun personaggio riesce ad esprimere una valenza davvero positiva. La visione della realtà che ne emerge non può nemmeno essere definita caricaturale, perché i registi non cadono mai nella tentazione del macchiettismo, nemmeno con la coppia di malviventi che pure si presterebbe all'ennesima riproposizione del gatto e della volpe. Buscemi e Stormare invece, condividono qualcosa con i ladri di Mamma ho perso l'aereo, ma possono diventare "tarantiniani" in qualsiasi momento, con il ricorso alla forza sempre in agguato. A differenza di Tarantino, però, per i Coen la violenza non è finalizzata all'eccesso visivo, ma costruisce un universo di immoralità più sfaccettato, del quale anche il sereno distacco di Marge e il cinismo di Jerry Lundegaard fanno parte. Interpretato da un ottimo William Macy, il personaggio, con la continua pretesa di essere più furbo degli altri, risulta quasi irritante e non suscita nemmeno la tenerezza del pasticcione. Non esiste un eroe: il premio Oscar McDormand è una poliziotta atipica, serena e senza un passato tormentato, né è mossa da una catartica sete di giustizia. Si trova, semplicemente, in una giornata di lavoro come tante altre, tra una mangiata e un pensiero al marito.
Di indubbia originalità, i personaggi di Fargo sono il frutto di una sceneggiatura brillante in cui gli eventi, consapevolmente, si dipanano più per congiunture che per progetti. Il risultato è una vacuità di fondo al limite dell'assurdo. Ma un assurdo dai tratti maledettamente realistici.
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