Di questo film ognuno di noi può pensare quel che vuole - Sergio Leone a parte, l'italiano medio non ha mai avuto la cultura del film d'azione di qualità - ma di una cosa sono convinto: non avevo mai visto descrivere Rio de Janeiro in quel modo; sarà stato un commento sonoro assolutamente
inusuale, o un'aura di mistero che solo un "primo impatto" reale potrebbe trasmetterci, di fatto quella non è una Rio da cartolina, statene certi.
Le sequenze dell'addestramento del novello "uomo di coltello" non sono messe lì a caso, corrispondono in tutto e per tutto, perfino nella terminologia, all'antica scuola italiana della scherma, un aspetto misconosciuto della nostra storia; fateci caso, quando Hermes dice "in guardia!" in realtà è stato mal tradotto: vuole dire "inquartata", un'azione schermistica internazionalmente definita in italiano.
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Di questo film ognuno di noi può pensare quel che vuole - Sergio Leone a parte, l'italiano medio non ha mai avuto la cultura del film d'azione di qualità - ma di una cosa sono convinto: non avevo mai visto descrivere Rio de Janeiro in quel modo; sarà stato un commento sonoro assolutamente
inusuale, o un'aura di mistero che solo un "primo impatto" reale potrebbe trasmetterci, di fatto quella non è una Rio da cartolina, statene certi.
Le sequenze dell'addestramento del novello "uomo di coltello" non sono messe lì a caso, corrispondono in tutto e per tutto, perfino nella terminologia, all'antica scuola italiana della scherma, un aspetto misconosciuto della nostra storia; fateci caso, quando Hermes dice "in guardia!" in realtà è stato mal tradotto: vuole dire "inquartata", un'azione schermistica internazionalmente definita in italiano.
Questa tradizione così antica è segnata, nelle scene di addestramento, dal suono di un tamburo: guarda caso nel 1400/500 si usava accompagnare le lezioni con musiche di quel genere; ma poco prima, quando Hermes iniziava a istruire il novizio, l'unico suono di fondo era quello del traffico stradale di Rio... come a voler stratificare epoche diverse in uno stesso spazio... mi venga un colpo se questo non è il Brasile.
Un po' "scomoda", ma solo per i palati più bigotti, la concezione della vendetta in funzione "terapeutica" e introspettiva.
Benché la trama sia cucita insieme da diversi stupri, tonnellate di cocaina e dagli omicidi di stampo psicopatologico, il regista riesce a attrarre l'attenzione dello spettatore su tematiche esistenziali a prima vista del tutto estranee all'ambientazione.
Incomprensibilmente brutte le sequenze boliviane, a metà film, mentre quelle iniziali, le demolizioni di Rio vecchia, contribuiscono all'atmosfera inquietante che si respira a ogni fotogramma.
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