8 ½

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Un film di Federico Fellini. Con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Anouk Aimée, Sandra Milo, Barbara Steele.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 138 min. - Italia 1963. MYMONETRO 8 ½ * * * * 1/2 valutazione media: 4,82 su 71 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
fabio mercoledì 6 marzo 2019
lo snaporaz che c'è dentro di noi Valutazione 5 stelle su cinque
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Fellini si racconta attraverso il suo alter ego snaporaz. E mette dentro di tutto: i ricordi da bambino e da giovane. Chiama a raccolta tutto il mondo che lo circonda: produttori, scrittori, giornalisti e via dicendo. Ma soprattutto richiama a se tutte le donne della sua vita.
Vera ossessione sono queste donne per lui, l'uomo/bambino che fantastica, ne ha paura, sente l'angoscia ma anche l'irresistibile tentazione alla quale non sa' sottrarsi.
C'è poi la satira delicata della borghesia e delle sue volgarità, della chiesa come simulacro finto, ci siamo tutti perché lui ci chiama tutti, ognuno con la sua parte.
L'ipocrisia e la falsità lo tormentano ma spesso sono il rifugio migliore. [+]

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stefanocapasso mercoledì 26 settembre 2018
surreale ricerca del bambino interiore Valutazione 4 stelle su cinque
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Guido è un regista in crisi che non sa come portare avanti il suo film di fantascienza. Il produttore incalza, il rapporto con la moglie non è buono e quello con l’amante procede stancamente. Proprio la noia e la stanchezza caratterizzano questa fase di stallo del film e della sua vita.
Fellini firma quello che è considerato il film d’autore per eccellenza, usando il dispositivo della mise en abyme, il film nel film. Nel protagonista trasferisce la sua stessa difficoltà di portare avanti quello che diventerà 8 e mezzo e lo usa per esplorare i suoi deliri onirici, i suoi rapporti familiari e amorosi; tutto è messo in discussione e in cerca di un senso perduto, che è parallelo a quello della società del tempo. [+]

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parsifal martedì 30 gennaio 2018
visioni e paure Valutazione 5 stelle su cinque
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IL Maestro Fellini, nel 1963, giunga a realizzare uno dei suoi più controvesi ed attraenti capolavori.IL titolo deriva dal fatto che il film in questione, dopo i sei diretti da solo ed i tre , condiretti con altri autori, sarebbe giustappunto l'ottavo e mezzo. Il suo intento , come disse ai produttori, era quello di mettere in scena , i pensieri , i sogni , le paure di un uomo di mezz'età raggiunto da una crisi personale e professionale.  Inizialmente ci furono delle difficoltà , il copione non esisteva ed il Maestro stesso non riusciva a dar corpo alle sue stesse idee . Poi , le cose si appianarono e conferito l'incarico a Mastroianni per interpretare Guido Anselmi, regista di mezz'età in crisi , si comincò con  la lavorazione vera e propria. [+]

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francis metal mercoledì 15 febbraio 2017
un insulto a bunuel Valutazione 1 stelle su cinque
33%
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Fellini tenta di imitare il grandissimo Bunuel ma fallisce miseramente: solo perché non fai capire un cavolo di quello che hai fatto non significa che hai fatto un capolavoro, è troppo facile essere ermetici e criptici, quello difficile è farsi capire... 

Nel surrealismo e nelle sequenze oniriche il senso c'è, è nell'inconscio, nel simbolismo invece si deducono dal contesto, invece qui vedo solo una sequela noiosissima di non sensi assoluti...

Uno dei film più sopravvalutati di sempre.

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angelino67 venerdì 27 maggio 2016
la perfezione del nulla Valutazione 5 stelle su cinque
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Otto e mezzo parla di te, del tuo lavoro, dei tuoi rapporti con le donne... almeno per una intera generazione questo é stato il film, che racconta una situazione esistenziale così come faceva "La dolce vita", questa volta concentrandosi sul privato, e maturando le intuizioni e le geniali soluzioni cinematografiche del film precedente, con il quale costituisce una cerniera di capolavori nella filmografia felliniana, che, almeno in quegli anni, non aveva pari nel mondo. Il film é una eccezionale prova di linguaggio cinematografico, che, quando non usa soluzioni da cinema d'avanguardia, utilizza al massimo i contributi di talenti straordinari come il fotografo Gianni di Venanzo, l'ultimo dei grandi del bianco e nero, incoraggiato a sperimentare, il fido Nino Rota, che compone una delle sue colonne sonore celebri in tutto il mondo, lo scenografo e costumista Piero Gherardi che raddoppia l'Oscar già conseguito con "La dolce vita". [+]

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jekyll domenica 20 dicembre 2015
il teatro della vita Valutazione 5 stelle su cinque
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Il procede su due livelli, reale e fantastico. Fellini scopre la finzione, l'inganno di quello che viene proposto come reale attraverso la scena del bagno, facendo sentire il rumore delle luci di scena. In questo momento crollano i confini tra fantasia e realtà, che erano stati nettamente definiti dallo stacco tra la prima sequenza chiaramente onirica alla successiva chiaramente realistica. Non vediamo mai il film che Guido voleva realizzare, perchè esso è la sua vita. Egli agisce da regista solo alla fine del film, accettando e riconciliandosi con tutti e con tutto. Fellini racconta una crisi esistenziale privata che dall'autobiografismo si allarga fino a una riflessione su quella dell'uomo contemporaneo. [+]

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no_data mercoledì 29 aprile 2015
rappresentazione dell'anima Valutazione 5 stelle su cinque
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Sogno, realtà, ricordi, visioni si intrecciano e cercano di delineare la soggettività, i tormenti, l'indecisione e la visione del mondo di Guido alias Federico, artista confuso immerso nell'Italia del boom. Il regista, con un progetto che non riesce ad ultimare, è soffocato dalle continue richieste da parte della sua troupe (attrici, produttore, tecnici) e dalle pressioni dell'amante e della moglie (è evidente il contrasto tra sogno e realtà). Per difendersi Guido fugge, mente spudoratamente e si rintana in sé stesso, nei suoi ricordi, nei suoi sogni. Quella di Guido (un Mastroianni fantastico) è la parabola dell'artista disilluso, che ha perso la gioia di vivere con gli altri; è Federico Fellini che mostra con sincerità le sue paure, i suo pensieri; è l'artista che, intrappolato nel traffico della società, spicca un volo irrazionale e viene riportato a terra bruscamente dalla realtà; è un sognatore ingenuo e sincero che desidera un harem dove amanti, mogli e puttane vadano d'accordo; è l'individuo che infine capisce l'importanza del vivere insieme, nel bene e nel male, cercando di cogliere il ritmo di quella danza che è la vita. [+]

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mrmassori mercoledì 4 febbraio 2015
capolavoro immortale Valutazione 5 stelle su cinque
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Non solamente un Film, ma un'opera d'arte a 360°. E' un Capolavoro Immortale ed una pietra miliare della storia del Cinema. Senza alcun dubbio è tra i miei 15 film preferiti in assoluto.

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noia1 lunedì 5 gennaio 2015
il classico per eccellenza Valutazione 5 stelle su cinque
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Un regista è in procinto di girare un film manca però la sceneggiatura.
Non so da dove cominciare, fin da subito salta all’occhio la bravura del regista con una sequenza onirica angosciante, così effettivamente è la vita di Guido Anselmi, regista all’apice del successo ora però in crisi, non una crisi artistica o esistenziale ma l’insieme di quelle più altre che lo prendono. Tramite l’esempio del regista, personaggio che di per sé è circondato da una marea di persone, Fellini mette in mostra quella che è la situazione dell’uomo contemporaneo, una persona piena di impegni e doveri spesso senza alcun senso come ad esempio l’impalcatura, una gigantesca struttura senza ruolo per il film in progetto. [+]

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la minni martedì 25 novembre 2014
mah!? Valutazione 1 stelle su cinque
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Al suo confronto la "Corazzata Potiomkin" è un capolavoro

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