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brian77
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martedì 19 giugno 2012
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buono
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Niente di straordinario, ma un buon film medio che sa prendere una storia apparentemente convenzionale e la sa raccontare con la giusta tensione, bella atmosfera, ottima recitazione. Insomma, il buon cinema americano, quello che ci manca così tanto da quando Hollywood è finita nell'inferno dei blockbuster fumettari inguardabili e soporiferi. Qui non c'è montaggio clippato, non ci sono inseguimenti tediosi, non c'è la ripetitività action... Certo, non è James Gray, ma resta un buon film.
[+] lo specchietto retovisore le paludi della morte
(di desdemona77)
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donni romani
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venerdì 15 giugno 2012
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indagini nelle paludi dell'anima
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Avventurarsi nel difficile, oltretutto sfruttatissimo, territorio del poliziesco con caccia al serial killer, soprattutto se si è la figlia di Michael Mann, è sicuramente una scelta ardua, ma Ami Canaan Mann ci prova ugualmente, scegliendo come location le paludose terre del Texas, e ci si dedica con metodo e dedizione, ma rischia talvolta di impantanarsi un po'. La trama è da manuale, una serie di ragazze morte, una scomparsa nel nulla, una giovane in pericolo e due poliziotti un po' sgualciti nell'anima che indagano. Il contorno semmai è più interessante, una palude sociale fatta di famiglie più che disfunzionali, di prostitute, spacciatori, reticenze e sottoboschi che difficilmente fanno penetrare alcunchè, sia pure la ferrea volontà dei due agenti di far luce sugli orrendi delitti.
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Avventurarsi nel difficile, oltretutto sfruttatissimo, territorio del poliziesco con caccia al serial killer, soprattutto se si è la figlia di Michael Mann, è sicuramente una scelta ardua, ma Ami Canaan Mann ci prova ugualmente, scegliendo come location le paludose terre del Texas, e ci si dedica con metodo e dedizione, ma rischia talvolta di impantanarsi un po'. La trama è da manuale, una serie di ragazze morte, una scomparsa nel nulla, una giovane in pericolo e due poliziotti un po' sgualciti nell'anima che indagano. Il contorno semmai è più interessante, una palude sociale fatta di famiglie più che disfunzionali, di prostitute, spacciatori, reticenze e sottoboschi che difficilmente fanno penetrare alcunchè, sia pure la ferrea volontà dei due agenti di far luce sugli orrendi delitti. I personaggi sono ben delineati, le sottili lacerazioni che un mestiere del genere comporta lasciate a primi piani composti e a silenzi espressivi, ma non c'è mai un guizzo di novità, non c'è niente che non sappia di già visto, e alla lunga il gioco del poliziotto stanco che scende negli abissi della società per salvare l'adolescente simbolo di speranza e rinascita risulta ridondante e stucchevole. E le mille trappole narrative che dovrebbero allargare il ventaglio di piste e sospetti riescono solo ad appesantire il sentiero principale ( se poi si sceglie per il ruolo di un serial killer un attore abbinato ai ruoli negativi lo spettatore dopo circa cinque minuti saprà già chi è il copevole e infatti così si rivela essere). La mano ferma della regia fa sperare di meglio per il futuro, ma al momento queste paludi sono molto simili alle tante altre paludi in cui dei serial killer ben più carismatici di quelli che la Mann confeziona per noi, si sono avventurati in altri centinaia di film simili. Non proprio un saldo di fine stagione ma quasi, del resto si sa, i thriller si addicono all'estate cinematografica.
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lionora
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giovedì 7 giugno 2012
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thriller classico/atipico
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Un thriller classico d'atmosfera,lontano da quelle che sono al giorno d'oggi le aspettative dei patiti del genere: poco sangue,niente adrenalina al cardiopalma, tempi lenti(tipici del tocco Mann padre). Eppure o, proprio per questo, il film funziona bene e coinvolge grazie all'ottima interpretazione dei tre protagonisti, la completezza dei due personaggi maschili diametralmente opposti, ma soprattutto le inquietanti paludi di morte.Una volta tanto non servono scritte informative: si sente a tatto che è una storia vera, forse è questa la causa dello sviluppo incompleto di alcune tracce della storia, che causano però un leggero senso d'insoddisfazione.
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cenox
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lunedì 31 dicembre 2012
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il thrilling c'è, la trama no!
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Il film girato e ambientato in Texas è un thriller/poliziesco che vede per protagonisti due agenti di polizia che indagano su di una serie di omicidi brutali che vedono sempre come vittime delle donne o ragazze e come luogo del delitto le paludi, rinominate appunto "paludi della morte". Gli attori che completano il cast sono più che buoni, ma è la trama qui a latitare..infatti non si capisce affatto come sono collegati gli omicidi, chi siano i veri killer (si vedono due killer scollegati tra loro, comprese le loro storie e di uno non si capisce nemmeno che fine fa..) e tante altre cose che se non vengono spiegate approfonditamente non rendono giustizia al film stesso e lascaino allo spettatore un profondo senso di incompletezza.
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Il film girato e ambientato in Texas è un thriller/poliziesco che vede per protagonisti due agenti di polizia che indagano su di una serie di omicidi brutali che vedono sempre come vittime delle donne o ragazze e come luogo del delitto le paludi, rinominate appunto "paludi della morte". Gli attori che completano il cast sono più che buoni, ma è la trama qui a latitare..infatti non si capisce affatto come sono collegati gli omicidi, chi siano i veri killer (si vedono due killer scollegati tra loro, comprese le loro storie e di uno non si capisce nemmeno che fine fa..) e tante altre cose che se non vengono spiegate approfonditamente non rendono giustizia al film stesso e lascaino allo spettatore un profondo senso di incompletezza.
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ultimoboyscout
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sabato 6 ottobre 2012
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una storia terribilmente vera.
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Micheal Mann produce, Ami Canaan Mann, sua figlia, dirige ma ne ha di strada ancora da fare per avvicinare l'illustre genitore. Si tratta di un thriller teso, estremamente lento e pensato, cupo e disturbante con venature horror, a tratti noioso che si impantana in quelle paludi spettrali dove, si scoprirà sono sparite centinaia di donne indifese. A seguire le indagini due poliziotti affiatati e diversi, ovvero Sam Worthington e Jeffrey Dean Morgan. Il primo alterna ottime interpretazioni (come in questo caso, l'ho preferito rispetto a Morgan) ad altre molto meno convincenti, mentre stupisce ancora una volta per bravura, espressività e "maturità" cinematografica Chloe Moretz che ai tempi delle riprese del film aveva appena 12 anni! La pellicola si iscrive nel genere e ne rispetta le regole con uan certa rigidità e senza invenzioni: ne esce un poliziesco accettabile che scava nel marcio e nel fango, mettendo di fronte due opposte visioni del mondo, quella cinica e brutale del detective Souder (Worthington) e quella più pacata e di stampo fortemente religioso del detective Heigh (Morgan).
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Micheal Mann produce, Ami Canaan Mann, sua figlia, dirige ma ne ha di strada ancora da fare per avvicinare l'illustre genitore. Si tratta di un thriller teso, estremamente lento e pensato, cupo e disturbante con venature horror, a tratti noioso che si impantana in quelle paludi spettrali dove, si scoprirà sono sparite centinaia di donne indifese. A seguire le indagini due poliziotti affiatati e diversi, ovvero Sam Worthington e Jeffrey Dean Morgan. Il primo alterna ottime interpretazioni (come in questo caso, l'ho preferito rispetto a Morgan) ad altre molto meno convincenti, mentre stupisce ancora una volta per bravura, espressività e "maturità" cinematografica Chloe Moretz che ai tempi delle riprese del film aveva appena 12 anni! La pellicola si iscrive nel genere e ne rispetta le regole con uan certa rigidità e senza invenzioni: ne esce un poliziesco accettabile che scava nel marcio e nel fango, mettendo di fronte due opposte visioni del mondo, quella cinica e brutale del detective Souder (Worthington) e quella più pacata e di stampo fortemente religioso del detective Heigh (Morgan). Senza voler fare confronti, Ami cerca di seguire lo stile del padre, famoso per i suoi thriller-polizieschi aspri e incalzanti. Questo film per essere aspro lo è, incalzante meno ma le scene notturne hanno qualcosa di paragonabile a quelle magnifiche di Mann Senior. Acerbo, come acerba è Ami e il suo passo ancora incerto e la mano non proprio ferma: di sicuro riesce a dare un tocco quasi delicato e molto, molto femminile a una storia che delicata non lo è affatto, ma narrativamente e stilisticamente è ancora ben lontana da livelli accettabili.
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filippo catani
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mercoledì 10 aprile 2013
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un buon thriller
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La città di Texas City viene improvvisamente sconvolta da una serie di brutali omicidi perpetrati da un serial killer. Due detective indagheranno sul caso coadiuvati dall'ex moglie di uno di loro. Ispirato a fatti realmente accaduti.
Senza dubbio ci troviamo davanti ad un buon thriller con una bella storia e dei validi interpreti. Be4ne anche la caratterizzazione dei personaggi con un detective spiccio e duro nei modi di fare (Worthinghton che si conferma su buoni livelli) e l'altro religioso ma allo stesso tempo sconfortato da quello che deve vedere nel suo lavoro. Inoltre si intuisce che l'uomo ha lasciato New York a causa di un fallimento in un caso per lui importante.
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La città di Texas City viene improvvisamente sconvolta da una serie di brutali omicidi perpetrati da un serial killer. Due detective indagheranno sul caso coadiuvati dall'ex moglie di uno di loro. Ispirato a fatti realmente accaduti.
Senza dubbio ci troviamo davanti ad un buon thriller con una bella storia e dei validi interpreti. Be4ne anche la caratterizzazione dei personaggi con un detective spiccio e duro nei modi di fare (Worthinghton che si conferma su buoni livelli) e l'altro religioso ma allo stesso tempo sconfortato da quello che deve vedere nel suo lavoro. Inoltre si intuisce che l'uomo ha lasciato New York a causa di un fallimento in un caso per lui importante. A completare il triangolo c'è la ruvida detective Chastain forse un pochino troppo sacrificata nel ruolo di comprimaria ma che comunque riesce a non sfigurare. Oltre alla trama del thriller il film si interroga e ci interroga su questi borghi americani senza arte nè parte dove la delinquenza è quasi all'ordine del giorno e dove nessuno sembra poter fare niente per migliorare la situazione che anzi rimane paludosa più che mai come le vere e intricati paludi che si trovano fuori città.
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renato volpone
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domenica 24 giugno 2012
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l'umano naufrago nella palude
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Liberamente, molto liberamente ispirato ad una storia vera, racconta di numerose ragazze disadattate in una piccola cittadina del Texas. La storia è coinvolgente, dura e violenta anche se le immagini non sono particolarmente cruente. Un po' scombinato il racconto dei rapporti tra i vari detective, tanti spunti, ma mai approfonditi, così come gli altri personaggi e la piccola, bravissima, Anne. Nel complesso ne esce un buon livello di suspense, ma i vari intrecci sono molto inverosimili. Gli sceneggiatori dovrebbero fare scuola di "giallo"
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