Pina 3D

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Un film di Wim Wenders. Con Pina Bausch, Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante, Rainer Behr.
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Titolo originale Pina. Documentario, durata 100 min. - Germania 2011. - Bim uscita venerdì 4 novembre 2011. MYMONETRO Pina 3D * * * 1/2 - valutazione media: 3,99 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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zadig domenica 22 gennaio 2012
pina o la danza dell'anima Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Se nella poesia una parola è una parola, la danza di Pina Bausch è stata il superamento escatologico di questo limite. La danza attraversa l'anima dei suoi interpreti, li cattura, si "traveste" nel/con il corpo e libera ogni recondito pensiero che affligge. Ogni gesto, atto, movimento è parola oltre la parola, significante nel silenzio che svela la solitudine entro cui ciascuno di noi si dibatte. Omaggio alla danza in senso lato, a Pina in senso stretto perché supera ogni concetto classico di danza, questa docufiction di Wenders utilizza un forse inutile 3D, perché è in noi connaturata la pluridimensionalità delle sensazioni.

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zadig domenica 22 gennaio 2012
pina o la danza dell'anima Valutazione 0 stelle su cinque
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No
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Se nella poesia una parola è una parola, la danza di Pina Bausch è stata il superamento escatologico di questo limite. La danza attraversa l'anima dei suoi interpreti, li cattura, si "traveste" nel/con il corpo e libera ogni recondito pensiero che affligge. Ogni gesto, atto, movimento è parola oltre la parola, significante nel silenzio che svela la solitudine entro cui ciascuno di noi si dibatte. Omaggio alla danza in senso lato, a Pina in senso stretto perché supera ogni concetto classico di danza, questa docufiction di Wenders utilizza un forse inutile 3D, perché è in noi connaturata la pluridimensionalità delle sensazioni.

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corri-fuliggine giovedì 8 dicembre 2011
un vero film, senza parole Valutazione 5 stelle su cinque
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No
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giuseppe simeone martedì 29 novembre 2011
da un sensazione, ecco la danza! Valutazione 5 stelle su cinque
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Si rimane travolti e disorientati dalla cascata di emozioni e sensazioni che colpisce dritto come un pugno gli occhi e la mente degli spettatori attraverso immagini di rara bellezza che inevitabilmente lasciano il segno: è uno spettacolo eccezionale ed unico. E Wim Wenders è bravissimo nel dare quel valore aggiunto che solo il cinema poteva dare, girando in esterni dei pezzi eseguiti da alcuni dei ballerini della compagnia di Pina che altro non sono se non che un tributo ed un ultimo regalo personale a questa grandissima ed ispirata artista del nostro secolo.
Le invenzioni visive dei balletti sono "sensazioni" che nascono da una parola, un concetto, che fa scaturire in noi un idea che solo attraverso la danza può essere espressa: la rappresentazione dell'impossibile, della "luna", quello che Pina chiedeva alla sua compagnia. [+]

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gioinga sabato 26 novembre 2011
uno spettacolo unico Valutazione 4 stelle su cinque
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Non sono mai stato ad un balletto di Pina Bausch, ma devo dire che vederlo sullo schermo è stato splendido ed emozionante. Wenders, dopo il plof di Palermo Shooting, si è rialzato, tornando a fare cinema di grande qualità. Certo il taglio del film è indubbiamente documentaristico, ma mai banale o noioso, e alla fine il risultato è molto positivo. Il 3d convince, la fotografia, le musiche e la scenografia sono da incanto. Si resta ammaliati e turbati dalla potenza del teatro-danza di Pina Bausch che probabilmente, anche grazie a questo film, diventerà immortale. Grazie Pina e grazie Wim!

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riccardo tavani venerdì 25 novembre 2011
l'epidermide digitale e l'origine della danza Valutazione 4 stelle su cinque
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Il neologismo “rimediazione” sta a indicare il passaggio, la traslazione di un'immagine, di una rappresentazione da un medium all'altro. In questo film di Wim Wenders sulla coreografa tedesca Pina Baush abbiamo addirittura un intreccio, una tessitura vera e propria di rimediazioni. Il primo medium della rappresentazione è la danza, la quale trasla in quello del teatro, che a sua volta passa a quello del cinema, e a questo viene applicata la “rimediazione” della tecnologia digitale in 3 D. Abbiamo detto tessitura, perché non c'è un passaggio lineare dall'uno all'altro medium in modo ascendente, ma un intreccio dell'uno nell'altro, un essere di volta in volta l'uno rimediazione dell'altro. [+]

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riccardo76 lunedì 21 novembre 2011
un vortice di movimenti, espressioni ed emozioni Valutazione 4 stelle su cinque
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La stereoscopia costituisce senza dubbio una delle più importanti innovazioni nel campo del cinema, tuttavia sono veramente pochi finora i registi che sono riusciti a sfruttare al massimo le potenzialità espressive di questa tecnica. Wenders è sicuramente tra questi, e ci riesce, non con un film ordinario, ma con un documentario su una forma d’arte, il teatrodanza, finendo a sua volta per comporre arte allo stato puro.
 L’utilizzo del 3D diventa elemento essenziale alla riuscita del suo intento: portare l’arte di Pina Bausch nelle sale cinematografiche riuscendo a conservare l’emozione dell’esperienza vissuta dal vivo in un teatro. [+]

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zoom e controzoom sabato 19 novembre 2011
il cinema dentro la danza affascina i giovani Valutazione 4 stelle su cinque
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L'aver potuto assaporare nei minimi particolari lo splendore del ballo, lo si deve, in questo film, al cinema. Quanto si perde stando fermi in una platea, quanto dei preziosi e ricercatissimi e studiatissimi fino all'esasperazione movimenti del corpo all'interno di un movimento del ballo ? Lo rivela la videocamera che, in "Pina" oltre alla grandezza della ballerina coerografa, ci porta così vicino da non accorgersi che tratteniamo anche noi il respiro mentre il movimento si compie. Splendida contrapposizione della staticità delle interviste, con l'interpretazione scenica che subito dopo, mette in gioco il ballerino/intervistato. Sono (purtroppo) capitata in mezzo ad una classe di adolescenti portati al cinema da una coraggiosa insegnante : al di là dei motivi d'ilarità comprensibili rispetto alla loro età, al di là dei cellulari che i genitori continuano a lasciare ai figli nemmeno andassero anzichè a scuola nella giungla, cellulari che erano il cordone ombelicale al quale corrispondevano per ogni richiamo, al di là di ciò, tutti quanti sono rimasti letteralmente senza respiro durante le scene di ballo; un silenzio nel quale era palpabile come quella bellezza ravvicinata, li stesse facendo concentrare totalmente in qualche cosa che oltre alla bellezza era sacrificio e studio. [+]

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amici del cinema (a milano) giovedì 17 novembre 2011
una bella doppia sorpresa Valutazione 3 stelle su cinque
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Per me neofita della danza e di Pina Bausch (a parte la sua performance nel film di Almodovar) e' stata una bella sorpresa, anzi una doppia bella sorpresa... assaporare la visione concettuale della danza dell'artista tedesca e apprezzare la messa in scena cinematografica di Wenders.
Al contrario di quanto letto in giro non e' vero che e' un film noioso.. anzi in molti punti si percepisce una grande emozione, che sia quella cosi' dinamica e sensuale espressa dai corpi dei ballerini, o l'amore per Pina (gli occhi di Pina emergono in ogni frase) di Wenders e dei colleghi del corpo di ballo. [+]

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katamovies giovedì 17 novembre 2011
il film è discreto, ma magnifica è pina Valutazione 3 stelle su cinque
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Ho per Pina Bauch una ammirazione e quasi un affetto profondi. La considero artista pura, la cui opera ha prodotto bellezza, e la bellezza è benefica: dà coraggio. 
Ora, questo omaggio di Wim Wenders va preso per ciò che è, un omaggio appunto. Protagonista assoluta è la danza, la danza di Pina, raccontata attraverso gli spettacoli più noti e significativi e attraverso le parole dei ballerini che hanno lavorato con lei nella compagnia a Wuppental, in Germania. Per quanto mi riguarda, tanto è bastato per suscitarmi commozione, soprattutto con Cafè Muller e Kontacthof, che consiglio entrambi di vedere in versione integrale. Detto questo, Wim Wenders ci ha messo del suo nel taglio narrativo del film, con un impianto molto scarno, lavorando per sottrazione sia nelle scene che nelle parti parlate. [+]

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