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slowfilm.splinder.com
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mercoledì 24 giugno 2009
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bellissimo film comico-anarchico
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Lo dico subito: Radio Rock rischia di diventare mitologia. Una roba non dico al livello de I Blues Brothers, ma di Animal House sì (per molti versi gli è superiore, ma Belushi fu Belushi). E dagli episodi e le invenzioni migliori di Animal House (e dai personaggi di M.A.S.H.) prende parecchio, questo film per propria vocazione obbligato a tornare agli anni ’60, dove si può cazzeggiare combattendo il governo e i matusa, prima che si ritiri l’onda e si rischi di incontrare l'amara autodistruzione di Hunter Thompson.
Radio Rock è un’emittente pirata britannica, con sede su una nave che galleggia malamente sulle acque del Mare del Nord. A volere la sua chiusura il ministro Dormandy, interpretato da un divertente Branagh, figura analoga al rettore del film di Landis.
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Lo dico subito: Radio Rock rischia di diventare mitologia. Una roba non dico al livello de I Blues Brothers, ma di Animal House sì (per molti versi gli è superiore, ma Belushi fu Belushi). E dagli episodi e le invenzioni migliori di Animal House (e dai personaggi di M.A.S.H.) prende parecchio, questo film per propria vocazione obbligato a tornare agli anni ’60, dove si può cazzeggiare combattendo il governo e i matusa, prima che si ritiri l’onda e si rischi di incontrare l'amara autodistruzione di Hunter Thompson.
Radio Rock è un’emittente pirata britannica, con sede su una nave che galleggia malamente sulle acque del Mare del Nord. A volere la sua chiusura il ministro Dormandy, interpretato da un divertente Branagh, figura analoga al rettore del film di Landis.
Ovviamente tanta musica, ma non preponderante come si potrebbe credere; è la cornice e il completamento di una delle migliori sceneggiature da commedia comica (non voglio usare la parola goliardica, perché è brutta, ma sarebbe la più adatta) degli ultimi non pochi anni, supportata da un'ottima regia, dinamica nei cambi di velocità e anche attiva nella ricerca dell'immagine che meglio possa costruire l'epica derisoria del film.
Ogni speaker è un personaggio sopra le righe ma completo, ognuno dotato di propria vita, fisicità e di una rara nobiltà anarchica. Sulla nave ci si confronta e ci si conforta, con quella cattiveria surreale di un'opera che non ha paura di dichiarare i suoi modelli ed ha trovato l’arte necessaria per farli rivivere.
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ceciliacor
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giovedì 18 giugno 2009
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colpo di fulmine a colpi di rock
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Nel 1966 la BBC trasmetteva solo due ore di rock and roll alla settimana. Ma radio ‘pirata’ trasmettevano musica rock e pop da barche al largo della Gran Bretagna, 24 ore al giorno. E 25 milioni di persone – più di metà della popolazione britannica – ascoltavano questi pirati ogni giorno."
Così inizia questo film, con questa didascalia, che da uno spunto reale dà vita alla storia di Carl, ragazzo ventenne espulso da scuola, che viene mandato dalla madre (Emma Thompson in uno splendido cameo) a "redimersi" su una nave in mezzo al Mare del Nord, capitanata dal suo padrino Quentin.
La nave non è altro che Radio Rock, radio pirata su cui lavorano un manipolo di dj, in mezzo a rock, droghe, sesso e zero morale.
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Nel 1966 la BBC trasmetteva solo due ore di rock and roll alla settimana. Ma radio ‘pirata’ trasmettevano musica rock e pop da barche al largo della Gran Bretagna, 24 ore al giorno. E 25 milioni di persone – più di metà della popolazione britannica – ascoltavano questi pirati ogni giorno."
Così inizia questo film, con questa didascalia, che da uno spunto reale dà vita alla storia di Carl, ragazzo ventenne espulso da scuola, che viene mandato dalla madre (Emma Thompson in uno splendido cameo) a "redimersi" su una nave in mezzo al Mare del Nord, capitanata dal suo padrino Quentin.
La nave non è altro che Radio Rock, radio pirata su cui lavorano un manipolo di dj, in mezzo a rock, droghe, sesso e zero morale.
Il capo è Il Conte (uno splendido Philip Seymour Hoffman), re delle frequenze, a cui darà filo da torcere l'arrivo di Gavin, chiamato a risollevare le sorti economiche della radio.
Si aggiungono gli altri personaggi, tutti ben delineati e caratteristici: il pingue Dave, l'hippy Bob, Kevin il lento ecc.
Sul suolo britannico intanto un agguerrito ministro lavora per trovare un cavillo legale per poter chiudere definitivamente queste radio pirata, ritenute causa dell'immoralità delle giovani generazioni.
Fra battute esilaranti, ricerca dell'amore, matrimoni, scoperta di sè, si svolge la vita sulla nave, che piano piano non sarà più una semplice radio che trasmette rock, ma darà voce alle giovani generazioni, alla libertà di espressione e pensiero, fino al sacrificio finale.
Il film è esilarante dall'inizio alla fine (da standing ovation); in una programmazione ricca di titoli da best sellers internazionali, cine panettoni in versione estiva, fantasy e action movie, spicca questo gioiello di commedia inglese di Richard Curtis (4 matrimoni e un funerale, Notting Hill).
Questa volta però niente commedia romantica, solo il racconto di un periodo di forti contrasti generazionali e sociali, di cambiamento e rivolta, fatto con un insieme di attori in ottima forma che danno vita a dei personaggi da manuale.
Inutile dire che uno dei punti forti del film è la musica, pop e rock d'annata, fatto di brani evergreen da ascoltare assolutamente anche nella versione cd della colonna musicale.
E che dire del guardaroba in perfetto stile Carnaby Street (sono assolutamente innamorata delle giacchettine strimizzite in velluto multicolor!).
Un film che è stato una rivelazione (il mio "colpo di fulmine", per citare ciak), dal cui trailer non avrei dato una cicca, che ho scelto per caso e poco convinta, ma che mi ha conquistato, con i suoi colori psichedelici, la splendita musica rock, le minigonne blu su calze verde elettrico, le battute fulminanti, gli interpreti perfetti nei loro ruoli, il finale alla Titanic.................
Tutto mi ha esaltato, anche la sigla con didascalia finale e i titoli di coda: ho sorriso nel volto e nell'anima e per un attimo ho avuto voglia di alzarmi dalla poltrona al grido di "peace & love" sulle note di "quel giovane chitarrista che ci sa fare" (Jimy Endrix).
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paioco89
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sabato 13 giugno 2009
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un film politicamente molto scorretto
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Trasgressivo e immorale. I valori che trasmette questa pellicola si possono riassumere in questi due aggettivi, che per forza non debbono rimandare ad una visione totalmente negativa. Infatti l'essere trasgressivo degli 8 deejay è una forte provocazione verso un mondo ancora ottuso e chiuso su se stesso, dove l'idea di aprirsi ad un nuovo modo di vedere le cose, di vivere la sessualità, di concepire la propria felicità è fantascienza. Ciò non vuol dire "è giusto" o "è sbagliato", ma è comunque diritto di ogni persona esprimere il proprio ideale e il proprio valore, anche se contrastante con la morale base di una nazione: libertà di pensiero prima di tutto. Questi ideale vengono trasmessi in modo incisivo e non passano inosservati grazie anche ad un cast eccezionale, dove Philip Seymour Hoffman (Il Conte) si conferma una star a livello mondiale e il resto della banda potenzia notevolmente l'efficacia del film sull'onda della comicità, dell'immoralità, del "free sex".
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Trasgressivo e immorale. I valori che trasmette questa pellicola si possono riassumere in questi due aggettivi, che per forza non debbono rimandare ad una visione totalmente negativa. Infatti l'essere trasgressivo degli 8 deejay è una forte provocazione verso un mondo ancora ottuso e chiuso su se stesso, dove l'idea di aprirsi ad un nuovo modo di vedere le cose, di vivere la sessualità, di concepire la propria felicità è fantascienza. Ciò non vuol dire "è giusto" o "è sbagliato", ma è comunque diritto di ogni persona esprimere il proprio ideale e il proprio valore, anche se contrastante con la morale base di una nazione: libertà di pensiero prima di tutto. Questi ideale vengono trasmessi in modo incisivo e non passano inosservati grazie anche ad un cast eccezionale, dove Philip Seymour Hoffman (Il Conte) si conferma una star a livello mondiale e il resto della banda potenzia notevolmente l'efficacia del film sull'onda della comicità, dell'immoralità, del "free sex". Un prodotto "made in Britain" dove l'aspetto tragicomico è presente dall'inizio alla fine del film: il pubblico si diverte con un'impacciato Carl che, sul punto di fare sesso con una ragazza, scopre che quest'ultima si è accomodata col meno attraente Dave, certamente più importante e famoso.
L'humour inglese pervade il film spiccando il volo come non mai, creando delle situazioni ambigue ma mai troppo volgari. La classe dirigente di sua maestà viene derisa sia nell'ottica della gestione politica che di quella familiare, ritraendo la borghesia come un gruppo di imbecilli ottusi ben vestiti. Il film fa appassionare, cala il pubblico negli anni '60 facendo quasi rimpiangere i più giovani di non esser potuti nascere prima. Un prodotto da vedere con attenzione, da analizzare, vagliare e criticare. Un prodotto certamente scorretto.
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hollygoli
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domenica 14 febbraio 2010
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nuova icona del free cinema inglese
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Arrivo fuori tempo massimo, ma a leggere i commenti di chi lo liquida con sufficienza non si può fare a meno di contribuire al ripristino della verità: questo è un signor film, un grande spettacolo, ottimamente congegnato e meravigliosamente recitato. Bisogna vederlo più e più volte per apprezzarlo appieno, aumentando il godimento ad ogni nuova visione. Al di là della rappresentazione volutamente "caotica" di una banda di anarchici rockettari, fumati e ca-doppia z-oni c'è una sceneggiatura che funziona come un orologio, in cui ogni sequenza è perfettamente funzionale allo sviluppo della storia collettiva e delle vicende individuali della miriade di personaggi a cui è impossibile non affezionarsi, tutti stupendamente tratteggiati, dai principali (il grande Bill Nighy, padrone signorilmente dandy della radio; il ragazzino spaesato - sintesi perfetta tra personaggio e spettatore - che sulla barca si "scaferà" progressivamente, la cui storia d'iniziazione sessuale, di agnizione e di maturazione fa da perno a tutte le altre; la variopinta cricca dei dj, ciascuno dei quali avrà il suo momento di gloria; il sublime Kenneth Branagh, perfetto nel ruolo di un'autorità tanto ridicola quanto odiosa al limite del disumano; il gigante Philiph Seymour Hoffman, autentica cifra del film, al quale, profeta della nuova religione, viene dato il mandato di pronunciare la benedizione finale) ai caratteristi di contorno (la cuoca lesbica, le ninfette della swing London, Emma Thompson in uno spettacolare cameo).
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Arrivo fuori tempo massimo, ma a leggere i commenti di chi lo liquida con sufficienza non si può fare a meno di contribuire al ripristino della verità: questo è un signor film, un grande spettacolo, ottimamente congegnato e meravigliosamente recitato. Bisogna vederlo più e più volte per apprezzarlo appieno, aumentando il godimento ad ogni nuova visione. Al di là della rappresentazione volutamente "caotica" di una banda di anarchici rockettari, fumati e ca-doppia z-oni c'è una sceneggiatura che funziona come un orologio, in cui ogni sequenza è perfettamente funzionale allo sviluppo della storia collettiva e delle vicende individuali della miriade di personaggi a cui è impossibile non affezionarsi, tutti stupendamente tratteggiati, dai principali (il grande Bill Nighy, padrone signorilmente dandy della radio; il ragazzino spaesato - sintesi perfetta tra personaggio e spettatore - che sulla barca si "scaferà" progressivamente, la cui storia d'iniziazione sessuale, di agnizione e di maturazione fa da perno a tutte le altre; la variopinta cricca dei dj, ciascuno dei quali avrà il suo momento di gloria; il sublime Kenneth Branagh, perfetto nel ruolo di un'autorità tanto ridicola quanto odiosa al limite del disumano; il gigante Philiph Seymour Hoffman, autentica cifra del film, al quale, profeta della nuova religione, viene dato il mandato di pronunciare la benedizione finale) ai caratteristi di contorno (la cuoca lesbica, le ninfette della swing London, Emma Thompson in uno spettacolare cameo). Un autentico film corale, genere nel quale gli inglesi sono maestri, che trova il colpo d'ala nel ripetuto riverbero di ogni singolo avvenimento della "boat", da cui si trasmette in diretta ventiquattr'ore su ventiquattro, nelle reazioni amplificate e collettive del pubblico, intimamente unito ai dj pirati ancorati in mezzo al mare del Nord attraverso i fili invisibili della musica, metafora di ogni emozione, sentimento, potere creativo e libertà espressiva incomprimibile con nessun mezzo: i rigidi funzionari governativi otterranno una vittoria di Pirro, in uno dei più commoventi ed entusiasmanti finali della storia del cinema.
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cantastorie
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sabato 2 gennaio 2010
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bisogna sempre accordarsi per tre uova
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Quando si lavora con passione, con chi ti va a genio - più o meno - si crea un ambiente di libertà e concordia. Se poi si è in un ambiente isolato la libertà appare totale: l'isolamento cancella le regole vedere, ti fa vivere a braccetto nei sogni. Come un trip di acidi tutto positivo, the Boat that Rocked trasferisce la sensazione di benessere allo spettatore. Del resto Curtis stesso ha riferito che talvolta ci si dimenticava d'essere su di un set cinematografico e tutti credevano di essere tornati nei '60.
Non è solo per la musica che torna a galla: i colori stravolgono, i dialoghi fanno stramazzare dalle risate o sorridere con imbarazzo (stiamo parlando sempre di umorismo inglese!).
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Quando si lavora con passione, con chi ti va a genio - più o meno - si crea un ambiente di libertà e concordia. Se poi si è in un ambiente isolato la libertà appare totale: l'isolamento cancella le regole vedere, ti fa vivere a braccetto nei sogni. Come un trip di acidi tutto positivo, the Boat that Rocked trasferisce la sensazione di benessere allo spettatore. Del resto Curtis stesso ha riferito che talvolta ci si dimenticava d'essere su di un set cinematografico e tutti credevano di essere tornati nei '60.
Non è solo per la musica che torna a galla: i colori stravolgono, i dialoghi fanno stramazzare dalle risate o sorridere con imbarazzo (stiamo parlando sempre di umorismo inglese!).. nasce dal contesto una complicità del tutto particolare. Siamo tutti parte di quella barca, siamo tutti ascoltatori di quella radio.
La regia non è eccezionale, ok. I personaggi ricalcano chiaramente grandi della musica e quindi niente di nuovo, ok. Non voglio accusare di poca sensibilità chi ha ritenuto il film banale e superficiale o un incitamento alla pirateria musicale o al sesso senza freni e alle droghe pesanti.
Del resto non può piacere a tutti.
Ma vogliamo parlare di Rhys Ifans? Completa rivelazione, per chi non ne fosse rimasto affascinato già in Notting Hill . O Philip Seymour Hoffman assolutamente incantevole, tanto quanto lo è stato in Truman Capote .
Allora menzionerò le scene eliminate: andatevi a cercare The Meaning of Life e Radio Sunshine.
Lo so che non è proprio corretto usare una parola del genere in una serissima critica cinematografica, ma devo dirlo: è puro fomento. La musica, i personaggi, i colori, il clima, le battute, le scene eliminate e tutti quei minuti spunti per l'immaginazione, quelli che aprono le porte alla nostra fantasia di spettatori del 2009: una ricetta favolosa per due ore e dieci di vera goduria.
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aspirantefilmmaker
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giovedì 10 settembre 2009
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i love i love radio rock
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"All Day and All of the Night!!!!!" Con questo classico dei Kinks si apre questo film rockeggiante (in tutti i sensi).
La situazione si sa: negli anni '60, il '66 precisamente, in Inghilterra, si, quella che ci ha dato Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd e Led Zeppelin, la BBC trasmetteva 2 ore alla settimana di rock, la principale novità musicale dell'epoca. Decisamente troppo poche per soddisfare un pubblico così fiero di aver creato il rock (intendo rock, non rock 'n roll). Ma nessun problema, a questo ci hanno pensato un gruppo di Dj innovativi ancorati al largo del mare del nord, sulla barca che trasmette all day and all of the night la radio pirata "Radio Rock", liberamente ispirata alla sua controparte reale "Radio Caroline".
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"All Day and All of the Night!!!!!" Con questo classico dei Kinks si apre questo film rockeggiante (in tutti i sensi).
La situazione si sa: negli anni '60, il '66 precisamente, in Inghilterra, si, quella che ci ha dato Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd e Led Zeppelin, la BBC trasmetteva 2 ore alla settimana di rock, la principale novità musicale dell'epoca. Decisamente troppo poche per soddisfare un pubblico così fiero di aver creato il rock (intendo rock, non rock 'n roll). Ma nessun problema, a questo ci hanno pensato un gruppo di Dj innovativi ancorati al largo del mare del nord, sulla barca che trasmette all day and all of the night la radio pirata "Radio Rock", liberamente ispirata alla sua controparte reale "Radio Caroline".
Ebbene, non potendo ovviamente basare un intero film solo sulla trasmissione "illegale" di musica, per quanto buona essa sia. Ed ecco che allora Richard Curtis, sceneggiatore di Quattro Matrimoni e un Funerale e Notting Hill, si appresta a quello che sa fare meglio, le commedie romantiche.
Solo che, proprio come gli altri lavori di Curtis, questa commedia romantica fa davvero ridere, buttando qua e là gag irresistibili, il regista e sceneggiatore Curtis crea una storia appassionante e oserei dire abbastanza profonda. Con l'aggiunta poi di un sacco di personaggi ben costruiti incarnati da attori bravissimi tutto si spiega. L'unico grande difetto di questo film è, purtroppo, la storia del protagonista, se così si può chiamare, un personaggio noioso e irritante.
Per il resto vale assolutamente la pena di vederlo.
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lisbeth
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mercoledì 9 settembre 2009
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"mitici" quegli anni
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Anni '60, "mitici" davvero se un gruppo, e non fu il solo, di allegri,pazzi,scalmanati amici poteva vivere su una barca
al largo delle coste inglesi e trasmettere rock 24 ore su 24 sui transistor di 25 milioni di persone, in barba al governo
che varava il Marine Broadcasting Offences Act perchè il rock, oh no! it is not politically correct,my God! Il Ministro
Dormandy (un Kenneth Branagh in gran forma, adeguatamente impettito e perfido) dichiarava convinto "Consumatori
di droga, trasgressori delle leggi e fornicatori perversi di quello che una volta era il nostro grande paese: voglio Radio
rock fuori dall'etere in 12 mesi" . Ma quella musica ha vinto e ha cambiato tante cose.Un film rock, attori rock,
sceneggiatura rock, regia rock, cosa dire di più? Forse quello che dice lo stesso Richard Curtis "Tutte le persone della
mia generazione hanno lo stesso ricordo:andavi a letto la sera e mettevi la radiolina sotto al cuscino per sentire questa
musica fantastica che non si sentiva da nessun'altra parte.
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Anni '60, "mitici" davvero se un gruppo, e non fu il solo, di allegri,pazzi,scalmanati amici poteva vivere su una barca
al largo delle coste inglesi e trasmettere rock 24 ore su 24 sui transistor di 25 milioni di persone, in barba al governo
che varava il Marine Broadcasting Offences Act perchè il rock, oh no! it is not politically correct,my God! Il Ministro
Dormandy (un Kenneth Branagh in gran forma, adeguatamente impettito e perfido) dichiarava convinto "Consumatori
di droga, trasgressori delle leggi e fornicatori perversi di quello che una volta era il nostro grande paese: voglio Radio
rock fuori dall'etere in 12 mesi" . Ma quella musica ha vinto e ha cambiato tante cose.Un film rock, attori rock,
sceneggiatura rock, regia rock, cosa dire di più? Forse quello che dice lo stesso Richard Curtis "Tutte le persone della
mia generazione hanno lo stesso ricordo:andavi a letto la sera e mettevi la radiolina sotto al cuscino per sentire questa
musica fantastica che non si sentiva da nessun'altra parte.Questo sottile senso d'illegalità è stato una delle cose che
più mi hanno fatto amare la musica".Tante cose sono successe in quegli anni, e non tutte belle, lo sappiamo bene,
ma quella musica ha vinto alla grande. Il cast del film è eccezionale, con punte di diamante come Seymour Hoffman, la
coppia Branagh-Thompson finalmente ancora insieme,e tutti, ognuno a suo modo, a riempire uno spazio costruito da
una bella regia che plasma immagini, dialogo e colonna sonora con ritmo perfetto, trascinando lo spettatore a vivere in
un sogno che diventò caparbiamente realtà.Nel '67 le cosiddette radio pirata si esaurirono, ma la rivoluzione c'era stata
e il Rock 'n roll non morirà mai .Il film "è" la sua colonna sonora, pezzi che ormai sono la storia del rock, ma quello che,
per gusto personale, sovrasta tutti è A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, con un Gary Brooker ancora oggi capace
di far venire i brividi quando la canta dal vivo.
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gabriella
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giovedì 19 novembre 2009
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l'era del vinile
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Scapigliato , scapestrato e impeccabilmente trasandato, un viaggio musicale nei mitici anni 60, questo il film di Curtis. In un' Inghilterra al tempo delle radio pirata, dove si trasmetteva musica non stop, aria di rivolta, di cambiamento sociale, generazionale, la radio costituiva veramente una grande risorsa, i dischi costavano, non tutti potevano permetterseli, cosa di meglio che ascoltarla per radio? E nel Mare del Nord un ex peschereccio trasmette musica rock a tutte le ore del giorno, il suo equipaggio , una macedonia di personaggi più o meno eccentrici, il tutto innaffiato da humor, sesso droga e naturalmente uno scatenato rock and roll. Il Conte, uno splendido Philip Seymour Hoffman, che smesso i panni di Padre Flynn, entra in quelli di un DJ made in Usa, il timoniere della nave, che però poi entra in contrasto con Kevin e qui farà seguito una divertente scena sul pennone della nave, dove i due finiranno malconci ma ritorneranno amici.
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Scapigliato , scapestrato e impeccabilmente trasandato, un viaggio musicale nei mitici anni 60, questo il film di Curtis. In un' Inghilterra al tempo delle radio pirata, dove si trasmetteva musica non stop, aria di rivolta, di cambiamento sociale, generazionale, la radio costituiva veramente una grande risorsa, i dischi costavano, non tutti potevano permetterseli, cosa di meglio che ascoltarla per radio? E nel Mare del Nord un ex peschereccio trasmette musica rock a tutte le ore del giorno, il suo equipaggio , una macedonia di personaggi più o meno eccentrici, il tutto innaffiato da humor, sesso droga e naturalmente uno scatenato rock and roll. Il Conte, uno splendido Philip Seymour Hoffman, che smesso i panni di Padre Flynn, entra in quelli di un DJ made in Usa, il timoniere della nave, che però poi entra in contrasto con Kevin e qui farà seguito una divertente scena sul pennone della nave, dove i due finiranno malconci ma ritorneranno amici. Il giovane Carl, che espulso dalla scuola viene ospitato nella nave dal suo patrigno, inizierà una fantastica avventura e perderà anche la sua innocenza, non senza qualche intoppo. Dall'altra parte della barricata, il grigio delle istituzioni ben rappresentate dallo sguardo gelido di Kenneth Branagh, dai suoi vestiti perfettamente grigi e stirati e dai suoi capelli, grigi e schiacciati sulla testa,il quale, contrario a qualsiasi idea di rinnovamento, vuole sopprimere l'invasione delle radio pirate.Seguirà una battaglia a suon di musica, e anche se la vincerà il severo e antipatico ministro british, lo squarcio generazionale è solo all'inizio e la musica di quegli anni si trasmette e si ascolta anche adesso.
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carmine antonello villani
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lunedì 22 giugno 2009
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con alcuni dj la contestazione viaggia on air
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Magia delle onde elettromagnetiche, la scatola di Guglielmo Marconi non tiene solo compagnia ma diventa persino strumento di ribellione per una generazione che cerca la propria identità tra spinelli e minigonne inguinali. Manifesto della libertà di espressione che non tollera il bavaglio dell’ordine costituito, “I Love Radio Rock” è un omaggio agli anni della contestazione, i favolosi ’60 visti attraverso l’occhio e, soprattutto, l’orecchio di alcuni dj radiofonici che vogliono cambiare il mondo con i versi dei migliori rocker. Richard Curtis, regista di “Notting Hill” e “Love Actually”, si diverte da pazzi con i musicomani che occupano le frequenze radio in barba alla Regina: oltre due ore di vecchi successi, la spensieratezza di alcuni protagonisti che vivono in una comune dove si alternano visite guidate e scambi di partner, l’allegria delle canzoni che accompagnano lo spettatore tra party e bevute no stop.
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Magia delle onde elettromagnetiche, la scatola di Guglielmo Marconi non tiene solo compagnia ma diventa persino strumento di ribellione per una generazione che cerca la propria identità tra spinelli e minigonne inguinali. Manifesto della libertà di espressione che non tollera il bavaglio dell’ordine costituito, “I Love Radio Rock” è un omaggio agli anni della contestazione, i favolosi ’60 visti attraverso l’occhio e, soprattutto, l’orecchio di alcuni dj radiofonici che vogliono cambiare il mondo con i versi dei migliori rocker. Richard Curtis, regista di “Notting Hill” e “Love Actually”, si diverte da pazzi con i musicomani che occupano le frequenze radio in barba alla Regina: oltre due ore di vecchi successi, la spensieratezza di alcuni protagonisti che vivono in una comune dove si alternano visite guidate e scambi di partner, l’allegria delle canzoni che accompagnano lo spettatore tra party e bevute no stop. Intanto il Governo fa carte false per mettere fuori legge la stazione galleggiante che spaventa per la sua carica sovversiva, ma la storia non può essere fermata con manganelli ed editti dell’ultima ora. Philip Seymour Hoffman e Bill Nighy guidano questa brigata fracassona a spasso per il mare, mentre Kenneth Branagh si rode il fegato nelle stanze del potere. La musica come antidoto alla depressione, una commedia in puro stile inglese che testimonia la forza del vinile.
Carmine Antonello Villani
(Salerno)
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burton99
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venerdì 17 settembre 2010
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we love radio rock!!!!!!!!
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I love radio rock è un film capolavoro perché ha in sé tutto quello che si può volere da un film (sopratutto se a vederlo sono amanti della musica, la buona musica anni '60 e '70 a cui si accenna nei titoli di coda): la storia è bella e i temi (la libertà di pensiero in primis)intramontabili. Mescola momenti esilaranti a momenti quasi drammatici ma sopratutto...la colonna sonora è fantastica!
Insomma: I LOVE RADIO ROCK FOR EVER!!!!!!!!!!
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