Iran, la musica underground ti aiuta a resistere al fanatismo
di Boris Sollazzo Liberazione
Sulla mancanza di libertá in Iran sappiamo sempre troppo poco, per nostra negligenza o opportuno, e opportunista, oscuramento dell'informazione. E così il cinema spesso ci fa da breccia, da cavallo di Troia per scoprirne i confini. Si rimane attoniti quando ci si getta nel prologo di No one knows about persian cats di Bahman Ghobadi (Certain Regard), e vediamo i protagonisti alla ricerca di passaporti e visti per andare all'estero: a Teheran, infatti, non possono sfogare la loro voglia di musica (sono appena usciti di prigione per essere stati spettatori di un live di un gruppo inviso alle istituzioni), e sognano Londra per un concerto tutto loro e «magari l'Islanda, per vedere i Sigur Rós, uno dei sogni che vorrei realizzare nella vita», come confessa l'ottimo protagonista di questo gioiello musical-cinematografico, Ashkan Koshanejad. [...]
di Boris Sollazzo, articolo completo (3004 caratteri spazi inclusi) su Liberazione 16 maggio 2009