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I gatti persiani |
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Un film di Bahman Ghobadi.
Con Negar Shaghaghi, Ashkan Koohzad, Hamed Behdad, Ashkan Koshanejad, Hichkas.
continua»
Titolo originale Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh.
Drammatico,
durata 106 min.
- Iran 2009.
- Bim
uscita venerdì 16 aprile 2010.
MYMONETRO
I gatti persiani
valutazione media:
3,27
su
19
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un ragazzo e una ragazza che hanno già avuto dei guai con la giustizia iraniana decidono, una volta usciiti di prigione, di formare una band rock.
![]() Un film di denuncia, girato senza autorizzazione, dal grande valore morale e artistico |
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Giancarlo Zappoli
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Un ragazzo e una ragazza che hanno già avuto dei guai con la giustizia iraniana decidono, una volta usciiti di prigione, di formare una band rock. Si tratta di un'attività proibita dal regime e i due debbono cercare gli altri componenti cercando di non farsi scoprire. Al contempo iniziano a pianificare la fuga dal Paese che li opprime attraverso l'acquisto di passaporti falsi. Questo consentirebbe loro di avere anche la speranza di poter suonare in Europa. Ma i documenti costano cari e il rischio che la polizia interrompa brutalmente la loro attività si fa sempre più forte.
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I ragazzi di teheran.
domenica 18 aprile 2010
di laulilla
Un gruppo di giovani (fra loro anche una ragazza) di Teheran, dalla faccia pulita e dai mille sogni in tasca, vorrebbe cantare, suonare e ascoltare la musica rock di cui ciascuno di loro è appassionato, come milioni di loro coetanei in altri paesi del mondo. Purtroppo a Teheran, il regime instaurato dalla repubblica islamica, soprattutto dopo i contestatissimi risultati delle ultime elezioni, allarga senza tregua e con crescente ottusità il numero dei nemici da reprimere: non continua » |
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DVD | I gatti persianiUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 22 luglio 2010
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INTERVISTE | Parola di Bahman Ghobadi.La musica sta cambiando
venerdì 9 aprile 2010 - Marianna Cappi
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di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
L'Italia non dà asilo politico, ma il festival di Cannes sì. Ieri due cineasti interdetti in patria sono passati sugli schermi della Croisette, il kurdo-iraniano Bahman Ghobadi con I gatti persiani (Un certain regard) e il cinese Lou Ye in concorso con Febbre di primavera. La star del giorno però è Roxana Saberi, che firma la sceneggiatura del film diretto dal suo compagno, Ghobadi. Roxana, giornalista irano-giapponese-americana, accusata di spionaggio a favore degli Stati Uniti, è stata, come si sa, appena scarcerata dopo la riduzione della pena da otto a due anni con la condizionale. » |
Iran, la musica underground ti aiuta a resistere al fanatismo
di Boris Sollazzo Liberazione
Sulla mancanza di libertá in Iran sappiamo sempre troppo poco, per nostra negligenza o opportuno, e opportunista, oscuramento dell'informazione. E così il cinema spesso ci fa da breccia, da cavallo di Troia per scoprirne i confini. Si rimane attoniti quando ci si getta nel prologo di No one knows about persian cats di Bahman Ghobadi (Certain Regard), e vediamo i protagonisti alla ricerca di passaporti e visti per andare all'estero: a Teheran, infatti, non possono sfogare la loro voglia di musica (sono appena usciti di prigione per essere stati spettatori di un live di un gruppo inviso alle istituzioni), e sognano Londra per un concerto tutto loro e «magari l'Islanda, per vedere i Sigur Rós, uno dei sogni che vorrei realizzare nella vita», come confessa l'ottimo protagonista di questo gioiello musical-cinematografico, Ashkan Koshanejad. » |
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Sopresa, l'Iran è la patria del rock
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Un regista che non riesce a fare il film che vorrebbe ne gira un altro quasi per caso che parte come un rigagnolo e arriva come un fiume in piena. In Occidente sarebbe una riflessione sui mezzi e i fini di chi fa arte. In Iran è il manifesto di una generazione, la scoperta di un mond, una battaglia per la libertà d'espressione che diventa lotta per la vita tout court. Nel paese di Ahmadinejad infatti le donne non possono cantare, la musica occidentale è proibita, il rock un delitto severamente punito. » |
Due giovani iraniani in fuga per il rock
di Maurizio Cabona Il Giornale
Kasi az gorbehayeirani khabar nadareh era il titolo del film che partecipò a Cannes nel 2009. In Italia diventa I gatti persiani e sotto questa nuova identità c'è voluto un po' per identificarlo. Il premio-simbolico della giuria del «Certain Regard» gli giunse per incoraggiarne l'intento politico, nell'esiguità dei mezzi. Lo spunto –due musicisti freschi di prigione vogliono espatriare per vivere in regime di libero rock - meritava quaranta minuti e ne ha avuti cento. Nella realtà il regista Ghobadi ha poi fatto una settimana di galera, ma non per espatrio: per rimpatrio (da Cannes). » |
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