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molenga
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martedì 20 marzo 2012
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l'obbligo naturale
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Julie ha perso il figlio e il marito in un incidente e non vuole più impegnarsi a vivere...lascia tutto quello che ha, si trasferisce in una casetta e semplicemente, vorrebbe andare avanti per inerzia, ma la natura umana non glielo consente, il ricordo allucinato della figlia e il dovere di prendere decisioni la faranno tornare alla vita, limitante ma degna.
Da molti reputato tronfio, film blu è il primo eella trilogia di kieslowski, permeato dal suo gusto morale e disegnato dalle musiche intorno alla bravisima juliette Binoche: "libérté" è qui proprio la rinuncia alla mancanza di limiti- memorabile la scena in cui l'anziana si reca alla raccolta differenziata- e regole.
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Julie ha perso il figlio e il marito in un incidente e non vuole più impegnarsi a vivere...lascia tutto quello che ha, si trasferisce in una casetta e semplicemente, vorrebbe andare avanti per inerzia, ma la natura umana non glielo consente, il ricordo allucinato della figlia e il dovere di prendere decisioni la faranno tornare alla vita, limitante ma degna.
Da molti reputato tronfio, film blu è il primo eella trilogia di kieslowski, permeato dal suo gusto morale e disegnato dalle musiche intorno alla bravisima juliette Binoche: "libérté" è qui proprio la rinuncia alla mancanza di limiti- memorabile la scena in cui l'anziana si reca alla raccolta differenziata- e regole.
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fedeleto
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venerdì 13 gennaio 2012
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la liberta' inaspettata di julie
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Julie e' una donna sposata con una figlia,un giorno mentrei sta viaggiando (quasi fosse il viaggio verso il cambiamento) ,la macchina sbanda e finisce contro un albero.La donna sopravvive ma suo marito e sua figlia no.Vorrebbe uccidersi ma non ne ha la forza,ricominciera' una vita cancellando la precedente,e vivra' in un altra zona dove tentera' di soffocare questa sofferenza,ma i ricordi non riescono a morire e la scoperta che suo marito aveva messo incinta un'amante e' il momento definitivo per chiudere con un passato e lasciare che gli avanzi di questo squallido passato continuino il loro percorso.Kieslowski dirige un grande film,inspirato ai colori della bandiera francese,dunque il primo della trilogia(gli altri saranno appunto film bianco e rosso).
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Julie e' una donna sposata con una figlia,un giorno mentrei sta viaggiando (quasi fosse il viaggio verso il cambiamento) ,la macchina sbanda e finisce contro un albero.La donna sopravvive ma suo marito e sua figlia no.Vorrebbe uccidersi ma non ne ha la forza,ricominciera' una vita cancellando la precedente,e vivra' in un altra zona dove tentera' di soffocare questa sofferenza,ma i ricordi non riescono a morire e la scoperta che suo marito aveva messo incinta un'amante e' il momento definitivo per chiudere con un passato e lasciare che gli avanzi di questo squallido passato continuino il loro percorso.Kieslowski dirige un grande film,inspirato ai colori della bandiera francese,dunque il primo della trilogia(gli altri saranno appunto film bianco e rosso).Il film si incentra sulla prima tematica della liberta'(gli ideali francesi) e la rappresentazione di questa liberta' emerge solo alla fine del film.Prima di tutto la tecnica e i simbolismi di Kieslowski abbondano,dall'inizio della ripresa sotto la macchina e la benzina che perde(lricorda il decalogo 2,dove appunto quel lento gocciolare significava una linfa che perde il suo liquido vitale),all'abile scena della zolletta di zucchero che si tinge del nero del caffe'(la purezza del bianco come l'anima diventa l'oscurita' del nero),oppure la scena dell'ospedale dove Julie rompe un vetro per distrarre l'infermiera e rubare i medicinali per farne un'indigestione provocandosi una morte forse liberatoria,ma non ne ha il coraggio,La vita di Julie da questo momento e' una non-vita o meglio ancora un esistere senza esistere,un non provare emozioni,Julie non piange non si dispera senplicemente azzera ,vende la villa i suoi beni che poi alla fine lascera' all'amante del marito e al suo(o meglio loro) bambino,solo alla fine un mezzo sorriso nascera' nel viso di Julie ,perche' solo ora la liberta' puo' uscire e mostrarsi visto che il compito di una continuazione verso il marito e' dato dal figlio dell'amante e Julie non ne e' piu' immischiata,ma anche la stessa Julie ha un'amante ora che e' morto il marito e non tarda a esaurire questa necessita' fisica o spirituale che ha ,e del resto la continuazione che porta Julie del marito e' solo l'opera musicale che aveva scritto anche se sara' modificata dai due che in un'altra sequenza molto particolare nel momento in cui tocca lo spartito le note prendono vita.Un film sulla liberta' che racconta dunque non come arrivarci ma come poter capire cosa sia la liberta' e come la si possa vivere anche se sembra impossibile che arrivi proprio quando meno lo si pensa e soprattutto in queste tragiche situazioni,ma del resto l'essere capisce di essere solo quando il non essere scompare,e si fonde dunque in quel blu ,che e' la piscina oppure quel lampadario a collane che si trova al confine con il nero(l'oscurita' dunque della tragedia che mangia l'anima a Julie) e il celeste(il colore della liberta' della purezza).Magistrale.
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jos d
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martedì 23 novembre 2010
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un film sulla libertà (psicologica)
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Primo capitolo della saga sui tre colori della bandiera francese, questo film è dedicato al blu, che simboleggia la libertà; tuttavia quella di cui prla kieslowski non è la libertà in senso politico e sociale cui fa riferimento la bandiera della Francia, quanto piuttosto una libertà di natura psicologica; la protagonista del film è infatti una donna che lotta con tutte le sue forze per non rimanere intrappolata nel tunnel dei ricordi e della nostalgia. Svegliatasi in un letto d’ospedale dopo un tremendo incidente d’auto, Julie (Juliette Binoche) apprende che suo marito -un famosissimo compositore- e la sua figlioletta di appena sette anni sono deceduti nel medesimo incidente.
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Primo capitolo della saga sui tre colori della bandiera francese, questo film è dedicato al blu, che simboleggia la libertà; tuttavia quella di cui prla kieslowski non è la libertà in senso politico e sociale cui fa riferimento la bandiera della Francia, quanto piuttosto una libertà di natura psicologica; la protagonista del film è infatti una donna che lotta con tutte le sue forze per non rimanere intrappolata nel tunnel dei ricordi e della nostalgia. Svegliatasi in un letto d’ospedale dopo un tremendo incidente d’auto, Julie (Juliette Binoche) apprende che suo marito -un famosissimo compositore- e la sua figlioletta di appena sette anni sono deceduti nel medesimo incidente. Come prima reazione tenta di suicidarsi, ma le manca il coraggio di andare fino in fondo. Rimessasi fisicamente in sesto Julie decide allora di cancellare tutti i ricordi dalla sua mente, cominciando col disfarsi di ogni oggetto che la possa legare al passato, dalla casa in cui aveva vissuto sino ad allora, alla catenina che portava al collo il giorno dell’incidente, fino addirittura alla bozza dell’ultima opera incompiuta di suo marito, una composizione che era stata commissionata dall’Unione Europea. Sembra a questo punto che la donna si stia trasformando in un essere apatico, senza passioni e senza scopo, tant’è che lei stessa dice alla madre -che però è così avnti con l’alzheimer da non riconoscerla nemmeno: “la mia vita adesso è fatta di niente”. In realtà Julie, che è sempre stata una persona buona e generosa, troverà nella solidarietà e nell’altruismo un qualcosa che la potrà tenere ancorata al mondo e vicina alla gente. Premiato a Venezia col Leone d’Oro -ex equo con “America oggi” di Robert Altman- ed il riconoscimento come miglior attrice protagonista alla Binoche.
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filippomazz
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venerdì 22 ottobre 2010
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intimo e meraviglioso
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Nel film iniziatore della sua magica Trilogia dei Colori (Blu, Bianco e Rosso come la bandiera francese) Kieslowski mette a nudo il dolore di una donna che ha appena perso marito e figlia in un incidente automobilistico. Julie (una splendida e sconvolta Juliette Binoche) tenta in tutti i modi di tagliare in modo netto con il passato eliminando un pò tutte le prove dell'esistenza dei cari perduti..perchè fare i conti con i ricordi è tremenamente doloroso. Ma pian paino con lo svilupparsi della trama tali ricordi non possono che riaffiorare ed anche Julie troverà una certa pace d'animo. Un capolavoro assoluto che insieme con Film Rosso (forse addirittura migliore di Blu) merita un posto tra i migliori film europei degli anni '90.
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Nel film iniziatore della sua magica Trilogia dei Colori (Blu, Bianco e Rosso come la bandiera francese) Kieslowski mette a nudo il dolore di una donna che ha appena perso marito e figlia in un incidente automobilistico. Julie (una splendida e sconvolta Juliette Binoche) tenta in tutti i modi di tagliare in modo netto con il passato eliminando un pò tutte le prove dell'esistenza dei cari perduti..perchè fare i conti con i ricordi è tremenamente doloroso. Ma pian paino con lo svilupparsi della trama tali ricordi non possono che riaffiorare ed anche Julie troverà una certa pace d'animo. Un capolavoro assoluto che insieme con Film Rosso (forse addirittura migliore di Blu) merita un posto tra i migliori film europei degli anni '90. Regia incredibile..davvero pochi registi al mondo riescono ad eguagliare Kieslowski.
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luca scialò
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venerdì 6 agosto 2010
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una storia struggente in parte
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In un incidente d'auto in cui resta illesa, Julie perde il marito e la figlia. Una doppia perdita che ovviamente la sconvolge, ma con forza e determinazione cerca di rifarsi una vita, ricostruendo man mano a fatica i suoi pezzi. Aiutato da un collaboratore del marito, Olivier, si convincerà anche di completare un'opera del marito compositore, scritta in occasione della nascita dell'Unione europea, chiamata appunto “Concerto per l'Europa”.
Krzysztof Kieslowski cerca di proporre un film struggente, dall'andatura lenta e toccante...ma con scarsi esiti.
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paolo
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venerdì 13 marzo 2009
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la scorza dello spirito oggettivo
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perchè Sofocle, con la sua Antigone, è un nostro contemporaneo? Fuori di metafora, quante donne oggi, adesso, in una qualche parte del mondo stanno vegliando a terra un padre, un figlio, un fratello, uno sposo rimasto insepolto, a terra, causa la barbaria di altri uomini.
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luciano
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sabato 7 marzo 2009
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ciofecata solenne
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una ciofecata solenne, noiosa, pesante
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sinkro
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martedì 14 ottobre 2008
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cheppalle!
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Abbandonando ogni poesia, tralasciando il significato e ogni spunto aulico non ho paura a dire che questo film è riassumibile in due parole: tremendamente palloso.
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valeriamonti
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giovedì 15 maggio 2008
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la libertà di scegliere il nulla
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Il tema della libertà nella trilogia di Kieslowsky è affrontato con il lacerante tono del distacco e della separazione.
Con un linguaggio essenziale e asciutto viene narrata la vicenda di una giovane donna che in un tragico incidente automobilistico perde gli unici affetti, il marito - un famoso compositore - e la piccola figlia.
Al dolore della perdita subentra abbastanza presto il desiderio del nulla. E' necessario separarsi da ogni cosa, affinchè il vuoto interiore trovi anche una sua dimensione esterna. E malgrado il mondo continui a girare con le sue emergenze e le su necessità (ci sono scorci di vita vissuta veramente eccezionali) il silenzio che pervade la protagonista è totale, eccetto rari momenti di tragica musicalità.
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Il tema della libertà nella trilogia di Kieslowsky è affrontato con il lacerante tono del distacco e della separazione.
Con un linguaggio essenziale e asciutto viene narrata la vicenda di una giovane donna che in un tragico incidente automobilistico perde gli unici affetti, il marito - un famoso compositore - e la piccola figlia.
Al dolore della perdita subentra abbastanza presto il desiderio del nulla. E' necessario separarsi da ogni cosa, affinchè il vuoto interiore trovi anche una sua dimensione esterna. E malgrado il mondo continui a girare con le sue emergenze e le su necessità (ci sono scorci di vita vissuta veramente eccezionali) il silenzio che pervade la protagonista è totale, eccetto rari momenti di tragica musicalità.
La libertà di scegliere il nulla e il vuoto alla fine verrà minacciata da un amico innamorato che farà emergere verità ignorate e spartiti creduti distrutti. Così torna il suono di una sinfonia non piu' minacciosa ma compagna e persino figlia.
E forse quel nulla verrà poco per volta riassorbito dalla forza di una vita che chiede di essere presa per quello che è, tutto sommato.
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marco
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sabato 8 dicembre 2007
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libertà?
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Molto si può dire di questo film ma una cosa voglio mettere in evidenza.
Non esiste libertà. Questo è il messaggio del regista.
Più viene ricercata e più il passato torna preponderante a colpire.
la libertà è solo un illusione, una fantasia.
[+] come puoi dire che non esiste la libertà?
(di angy)
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