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roberto giovedì 21 dicembre 2006
l'unico il solo il supremo Valutazione 5 stelle su cinque
82%
No
18%

il punto più alto del cinema: la Rivelazione del Sè.. quello che Fellini mette in scena è molto di più della sua crisi creativa: in realtà a partire da questa si aprono interi squarci nell'inconscio del regista che consentono uno sguardo che trascende la dimensione personale x inoltrarsi nei territori enigmatici della memoria collettiva e degli archetipi. E' questo che fa di 8e1/2 un'opera d'arte sublime che trascende la soggettività dell'autore x elevarsi verso una coscienza superiore. Per quanto ne sappia nessuno è riuscito come lui ad elevarsi così in alto nel cinema: le immagini sembrano scaturire da sole, senza che vi sia alcun apporto cosciente del regista, che in questo caso è più che mai un medium. [+]

[+] esatto (di mic)
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veronick sabato 7 febbraio 2009
sogno e realtà Valutazione 5 stelle su cinque
76%
No
24%

8 1/2 non si limita a raccontare la crisi del regista Guido ma anche la crisi di Guido come uomo e lo fa senza circoscrivere il racconto all'interno di una trama, ampliando i confini del film e distruggendo le barriere spazio-temporali, pur mantendendo un filo logico ben preciso:si viene proiettati direttamente nella coscienza, o meglio nell'inconscio di Guido, li' dove la dimensione reale si unisce a quella onirica senza che vi sia una reale linea di demarcazione. Da qui nasce la densità di personaggi e di emozioni che si affacciano alla mente di Guido (o forse dello stesso Fellini?) che ci stordisce e che mai avrebbe potuto prendere forma limitandosi alla dimensione reale. Ci stordisce questo regista che si dà a noi completamente,mette a nudo la sua anima, ci dona non solo il suo presente e il suo passato ma anche i suoi sogni più segreti e le sue debolezze, come la fantasia proibita di un harem tutto suo in cui tutte le sue donne vivano senza gelosie reciproche. [+]

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gianni lucini lunedì 10 ottobre 2011
rizzoli voleva lasciar perdere Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

Il film, cui ha collaborato anche lo scrittore Ennio Flaiano, è un grande e impietoso affresco d’epoca che con ironia prende di mira la volgarità dei nuovi ricchi, l’assurdità dell’aristocrazia e la mediocrità della borghesia. È un pugno nello stomaco per il pubblico milanese della “prima”, composto in gran parte dalla buona borghesia lombarda. Alla fine della proiezione i fischi superano per clamore gli applausi. Uno spettatore sputa addirittura addosso a Fellini, un altro lo sfida pubblicamente a duello. Non va meglio alla proiezione privata in casa di Angelo Rizzoli, che ha prodotto il film insieme a Peppino Amato. Di fronte a un’accoglienza così sfavorevole l’imprenditore lombardo confida agli amici: «Se potessi mi ritirerei dall’impresa. [+]

[+] è per "la dolce vita!" (di gianni lucini)
[+] postato nel film sbagliato (di gianni lucini)
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il cinefilo giovedì 24 giugno 2010
8 1/2 Valutazione 5 stelle su cinque
71%
No
29%

TRAMA: Il film racconta la crisi professionale e esistenziale di un regista di nome Guido(un grande Marcello Mastroianni)e che durante la lavorazione di un nuovo film si trova a "fronteggiare" psicologicamente i ricordi del passato e la sua stessa figura inizia a dimenarsi tra sogno e realtà...RECENSIONE: Federico Fellini,con questo film,tocca(a tutti gli effetti)l'apice del suo "surrealismo onirico" e riesce a calibrare e "mischiare" in maniera affascinante il mondo reale,il mondo dei ricordi e il mondo della pura fantasia instaurando magistralmente un immenso "vaudeville" dalle componenti fortemente "psicanalitiche" e tipicamente "Felliniane". [+]

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paolo 67 venerdì 16 marzo 2012
osmosi tra arte e vita Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%


L'astronauta Titov, il secondo uomo nello spazio, disse: “OTTO E MEZZO è più misterioso del cosmo”. Il film piacque molto in URSS tanto che vinse il primo premio al Festival di Mosca, all'unanimità. In America oltre alle 5 candidature e ai 2 Oscar vinse il primo premio al Festival di New York (il primo film della Storia a vincere i premi principali delle due superpotenze ai tempi della cortina di ferro). Fellini evoca il mondo del cinema, ma il suo universo privato, la sua “bella confusione” (il titolo che Flaiano aveva proposto per il film), è quella dell'italiano medio: i genitori, la moglie, le amanti (con le impossibilità di conciliare le diverse visioni della donna), le ambizioni riguardo il lavoro, la Chiesa mediatrice dei misteri della natura e dell'uomo tra spiritualità trascendentale che non viene messa in discussione e istituzione criticata per la sua sessuofobia. [+]

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paolo 67 lunedì 27 febbraio 2012
otto e mezzo parla di te. Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

E pensare che era un film che Fellini non voleva più fare! Ma da questo trovò con genialità assoluta lo spunto per la storia. La straordinaria novità del linguaggio (colle ardite sperimentazioni del direttore della fotografia Giovanni Di Venanzo) lo pose all'avanguardia tanto da essere ammirato dai circoli dell'underground e dello sperimentalismo, come dai letterati dell'epoca (Calvino). Fellini è profetico nel decrivere una società che si nutre di abitudini e finzioni. Primo film a vincere contemporaneamente al tempo della guerra fredda i festival di Mosca e di New York e uno dei dieci migliori film filosofici della storia secondo la Chiesa. Un racconto di una crisi creativa, esistenziale e storica, ma ritmato da un'umorismo che in Fellini, citando Lao-Tse (“appena hai formulato un pensiero serio, ridici sopra”), assurge a una caratteristica fondamentale della sua poetica. [+]

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paolo 67 giovedì 19 gennaio 2012
la magia dell'arte/nell'arte Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Il film, che ha contribuito in maniera eccezionale al rinnovamento dell'espressione cinematografica, affronta il tema della creazione, della contraddittorietà della stessa, fatta di vezzi, astuzie, impegno, viltà, sincerità e mistificazione. Un film che Fellini non voleva più fare, quando ebbe, genialissimamente, l'intuizione: un film su un regista che voleva fare un film che non ricorda più. Non riusciva a vedere in faccia il protagonista, perchè -lo ammise solo a cose fatte e tanto tempo dopo- era lui. I suoi connotati spirituali, il suo universo sono quelli dell'italiano medio: l'educazione religiosa, i rapporti con le donne, le ambizioni attorno al lavoro. Un pregio straordinario del film -qui c'è davvero unanimità- è il linguaggio, vi sono tutti gli stili possibili e qualcuno inventato per l'occasione, assieme a soluzioni da cinema d'avanguardia, come la solarizzazione della sequenza delle terme (grande è stato il contributo di Gianni di Venanzo alla fotografia con un bianco e nero semplicemente sbalorditivo), a rappresentare l'initerrotto flusso di coscienza del protagonista (ricordi/sogni/illusioni/realtà). [+]

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frdb82 sabato 21 maggio 2005
alternativa in fellini all'autobiografia di 8 1/2 Valutazione 4 stelle su cinque
53%
No
47%

Opinione diffusa sul cinema di Federico Fellini è che oggetto immediato e unico dell'analisi e della rappresentazione sia il sè dell'autore, che ogni film di Fellini sia direttamente Fellini e nient'altro, non potendosi affatto distinguere fra realtà e autobiografia, fra esterno e interno, stante la personalità avvolgente e sviluppata oltre misura dell'autore. A mio avviso si potrebbe invece distinguere l'opera a seconda se oggetto diretto sia l'autore o la realtà che lo circonda: l'autore, coltosi nelle pulsioni più intime, nei sogni più nascosti, nel rimosso più inesplorabile, nei vertici e abissi dell'anima, la realtà, oggetto di impressioni individuali e di trasfigurazione, di deformazione e di caricatura, ma in primo luogo oggetto di osservazione e fonte a sè stante e inesauribile di stimoli. [+]

[+] notevole, davvero (di karmobolo)
[+] concordo con karmobolo! (di sgubonius)
[+] solipsismo autocompiaciuto!??? (di poggi)
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biancaritacataldi mercoledì 17 agosto 2011
la non-idea Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
100%


1963. La prigione di Alcatraz ritira finalmente i suoi artigli e viene chiusa per sempre. Martin Luther King tiene il discorso I have a dream dinanzi ad un’immensa folla, piccola parte di un’umanità che sta cambiando. In una sera di giugno, il mondo perde Giovanni XXIII. Mina canta Stessa spiaggia, stesso mare con un taglio di capelli a caschetto che ha fatto storia. E Federico Fellini gira un film che non è un film. Lo intitola provvisoriamente “8 ½” perché non gli viene in mente niente di meglio. Perché non ha un’idea precisa, per la verità. Il grande regista si è ormai lasciato travolgere da una caotica giostra di pensieri, che vortica dentro di lui e che preme, preme insistentemente contro le pareti del suo corpo per uscire. [+]

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catullo lunedì 25 ottobre 2010
il grande narciso Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
100%

Fellini che trasforma la sua crisi creativa dopo i trionfi della "dolce vita" in un film epico tra i più copiati della storia del cinema. Introduce l'onirico e la psicoanalisi nel linguaggio cinematografico lui che dai tempi de "la strada" è in psicanalisi junghiana. Ma sono convinto che il suo enorme narcisimo da grande affabulatore si serviva di questa terapia in cui cercava i segreti dei sogni e del subconscio scavando in se stesso come il cercatore d'oro scava nel letto del fiume o nelle viscere della terra. lo sappiamo che Fellini alle 10 di sera salutava tutti e andava a letto per sognare.Accusato di essere un narciso ripetitivo fellini ha coperto lo spazio di decenni con film uguali ai suoi sogni ma profondamente e fondalmentamente diversi l'uno dall'altro.

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