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raffaele
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sabato 2 settembre 2006
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mitico
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Arioso come il paesaggio - acque tranquille, cime montane quasi metafisiche, grandi spazi - su cui cavalcano, melanconici e fiduciosi insieme, gli ideali e i sogni di un western armonioso e musicale come un concerto d'altri tempi.
Lo vidi che ero bambino. Ogni volta che lo rivedo ritrovo lo spirito dell'infanzia, una "grande frontiera" aperta sull'avvenire che sembra evocare lo stesso fascino e le stesse metafore.
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gigi de grossi/red
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martedì 26 febbraio 2008
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un moderno parsifal
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Con Shane, del 1953, il mito dell'Ovest americano ripercorre le tracce di un altro mito geograficamente più lontano e cronologicamente più antico: il mito di Parsifal del "ciclo bretone", ovvero del cavaliere senza macchia, portatore di valori sacri, come la pace, la giustizia, la solidarietà, l'amore per la terra. Shane, cavaliere nomade, mette fine ai soprusi e riporta la concordia nella valle, tra le montagne incontaminate del Wyoming. Moderno Parsifal dal passato misterioso - si intuisce che ha già ucciso - crede di aver trovato il luogo eletto dove vivere e lavorare onestamente, ma sa bene che se così accadesse, ruberebbe l'amore della moglie e del figlio al leale agricoltore che gli ha dato fiducia, ospitalità e amicizia.
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Con Shane, del 1953, il mito dell'Ovest americano ripercorre le tracce di un altro mito geograficamente più lontano e cronologicamente più antico: il mito di Parsifal del "ciclo bretone", ovvero del cavaliere senza macchia, portatore di valori sacri, come la pace, la giustizia, la solidarietà, l'amore per la terra. Shane, cavaliere nomade, mette fine ai soprusi e riporta la concordia nella valle, tra le montagne incontaminate del Wyoming. Moderno Parsifal dal passato misterioso - si intuisce che ha già ucciso - crede di aver trovato il luogo eletto dove vivere e lavorare onestamente, ma sa bene che se così accadesse, ruberebbe l'amore della moglie e del figlio al leale agricoltore che gli ha dato fiducia, ospitalità e amicizia. Perciò deve andarsene: il suo cammino e il suo destino sono già tracciati dalla legge degli uomini che egli ha infranto, sia pure a fin di bene. Indimenticabile e struggente l'addio gridato del ragazzo mentre Shane si allontana, scomparendo nel nulla dal quale era venuto. Geniale e innovativa la scenografia, voluta da Stevens, della città costruita su un solo lato per accrescere il senso di desolazione, con i due alberi come porta di ingresso. Un grande Alan Ladd, malinconicamente nobile, apparentemente mperturbabile,irraggiungibile nelle sue pause e nei suoi silenzi. Bravissimi tutti gli altri attori tra cui l'esordiente Jack Palance, splendido cattivo, che Stevens mise in sella a un cavallo di piccola taglia per rendere più minacciosa la sua figura. A quanti rimproverano al film un troppo evidente accademismo o l'esaltazione di valori conservatori come la terra e la famiglia, rispondo con le parole di Woody Allen (che ama questo film): "è solo poesia".
Oscar a Loyal Griggs per la fotografia. Musica di Victor Young.
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