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Garage
Un film di Lenny Abrahamson.
Con Pat Shortt, Conor Ryan, Anne-Marie Duff, Don Wycherley, Andrew Bennet.
continua»
Commedia drammatica,
durata 85 min.
- Irlanda 2007.
- Mediaplex Italia
uscita venerdì 5 giugno 2009.
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![]() Un piccolo grande film, grigio e insieme colorato
Letizia della Luna
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Un'anonima e semi deserta cittadina irlandese. Un luogo grigio e monotono dove tutti conoscono tutti, dove il bar in cui andare la sera è uno solo. Josie potrebbe essere il classico "matto del vilaggio": vive e lavora da sempre in una stazione di servizio, ha la bontà propria dell'ingenuità e il sorriso sempre pronto. Un giorno ad aiutarlo nel lavoro arriva David, adolescente altrettanto solitario e buono. Quest'incontro cambierà per sempre la vita di Josie. |
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premi nomination |
Torino Film Festival 1 0 |
Un piccolo gioiello che va recuperato
sabato 4 aprile 2009
di cinemaleo
Un film che nel 2007 e nel 2008 ha trionfato nei più importanti festival, da Cannes a Toronto, da Londra a Torino, mietendo premi e consensi. Un film che non mi risulta sia circolato nelle nostre sale, ed è un peccato: un piccolo gioiello che va recuperato e che onora chi lo ha realizzato. Con uno stile asciutto ed essenziale al massimo, semplice e al contempo complesso, Garage è forse il miglior esponente di quello che molti critici chiamano la "new wave" del cinema irlandese (cinema poco conosciuto continua » |
Quando manca la maschera
venerdì 26 giugno 2009
di slowfilm.splinder.com
Se Josie avesse avuto la fortuna di nascere negli Stati Uniti, probabilmente avrebbe corso per migliaia di chilometri e poi sarebbe diventato ricco vendendo gamberetti. Invece è Irlandese, ha un’anca malmessa, e la sfortuna di stare in un film che rappresenta le persone, invece di idealizzare e propagandare una società. Josie lavora a una pompa di benzina, in un paese dove tutti si conoscono e ognuno incarna un personaggio, utile a coprire una natura istintivamente viziosa e distruttiva. Josie, continua » |
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Il mondo che canbia
giovedì 25 giugno 2009
di EVERYONE
L'Irlanda un agolo di verde felice per chi si accontenta di un mondo sempre uguale che non ama i cambiamenti e che nella mente di un uomo "semplice"rappresenta tutto ciò o quasi che quell'uomo mite e a suo modo in esso ben integrato desidera.Quando il vento del cmbiamento che lui non avverte ma che già soffia anche in quei luoghi apparentemente fuori dal tempo travolge lui,l'uomo semplice e innamorato della sua terra che non si può opporre in alcun modo allo sconvolgimento prossimo venturo cui continua » |
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DVD | GarageUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 25 novembre 2009
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L'infame congiura del mondo normale
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
«Vero!»: così Josie (Pat Shortt) annuisce, ogni volta che gli si dice qualcosa. Anche se gli si dà torto, è questa la risposta gentile e remissiva del protagonista di Garage ( Irlanda, 2007, 85'). Per lui non c'è possibilità di opporsi, di far valere una sua opinione. Nessuno sembra obbligarlo a questa continua resa. Semmai, quel che lo obbliga sta dentro di lui,come un'antica abitudine a cercar d'essere amato. Chi è il protagonista del film di Leonard Abrahamson, e dello sceneggiatore Mark O'Halloran? Da dove viene la sua storia di marginale? Lavora in una stazione di servizio di un vecchio compagno di scuola, Josie. » |
Quanta poesia nel mite benzinaio
di Alessandra Levantesi La Stampa
Garage» è come un racconto scritto con la matita, lieve ma impeccabile. Per un po' ci si chiede cosa stia narrando, poi si capisce che l'intento è quello di delineare un personaggio sullo sfondo di un'Irlanda semirurale. Ottimo attore, molto noto al suo paese, Pat Shortt incarna il mite e teneramente ottuso Josie che lavora a una pompa di benzina. Vive nell'ansia di perdere il suo modesto incarico, vede qualche conoscente la sera quando va al pub. Ogni tanto si intrattiene in un dialogo muto con un cavallo, solitario come lui, al quale porta delle mele. » |
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Un «Forrest Gump» all' irlandese
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Un dublinese, Lenny Abrahamson, si vendica dello stile spot con questo suo secondo film introverso, silenzioso, intimo, che ha ottenuto molti riconoscimenti tra cui il premio del festival di Torino in edizione Moretti 07. In un paesaggio sociologicamente e geograficamente desolato, vicino a una stazione di servizio che si staglia nel nulla come in un quadro di Hopper, vive Josie, disadattato, diverso, innocuo. Josie, che lavora alla pompa di benzina, rimugina la sua solitudine, la sua vita si esaurisce nel compito di guardiano in questa periferia del mondo, parte centro occidentale dell' Irlanda. » |
Nell'incubo della provincia bigotta e feroce
di Alberto Crespi L'Unità
Buttiamo lì un'ipotesi critica: in molti paesi europei sta fiorendo un cinema che potremmo definire «della crudeltà». Il teatro della crudeltà, com'è noto, fu teorizzato da Antonin Artaud negli anni '30 e non era affatto sinonimo di violenze efferate - allo stesso modo non stiamo parlando, qui, di cinema horror. Per Artaud la crudeltà era un modo di rompere la falsa realtà che copriva «come un lenzuolo» le nostre percezioni. Mostrare la vita nei suoi aspetti più estremi, a cominciare dalla follia. » |
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