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flyanto
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mercoledì 25 maggio 2016
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un'estate da sogno
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In occasione del tragico anniversario della morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, esce nelle sale cinematografiche per il tempo, purtroppo limitato di solo due giorni, il film "Era d'Estate" di Fiorella Infascelli.
In esso si racconta dell'esilio forzato che i due suddetti giudici con le loro famiglie dovettero subire all'Asinara nell'estate del 1985 confinati per una minaccia di morte ricevuta nei loro confronti e ritenuta più grave del solito. Dapprima, entrambi poco ben disposti per ciò che riguarda queste misure di sicurezza, considerate da loro esagerate, poi sempre più entusiasti nel corso delle giornate trascorse nell' isola in compagnia dei propri cari più stretti, Falcone e Borsellino continuano a lavorare tenacemente a quello che poi porterà, sette mesi dopo, al grande processo contro i maggiori capi della mafia.
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In occasione del tragico anniversario della morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, esce nelle sale cinematografiche per il tempo, purtroppo limitato di solo due giorni, il film "Era d'Estate" di Fiorella Infascelli.
In esso si racconta dell'esilio forzato che i due suddetti giudici con le loro famiglie dovettero subire all'Asinara nell'estate del 1985 confinati per una minaccia di morte ricevuta nei loro confronti e ritenuta più grave del solito. Dapprima, entrambi poco ben disposti per ciò che riguarda queste misure di sicurezza, considerate da loro esagerate, poi sempre più entusiasti nel corso delle giornate trascorse nell' isola in compagnia dei propri cari più stretti, Falcone e Borsellino continuano a lavorare tenacemente a quello che poi porterà, sette mesi dopo, al grande processo contro i maggiori capi della mafia. Il tempo scorre tra gli affetti familiari ed il difficile lavoro da svolgere finchè non arriva il cessato, per il momento, pericolo di morte e la necessità impellente di ritornare a Palermo.
Quello che viene presentato da Fiorella Infascelli e che ne costituisce il pregio maggiore, è la dimensione privata e domestica che la regista da dei due noti giudici, allontanandosi dai soliti ritratti autobiografici, professionali ed esaltatori di queste due grandissime personalità. Pertanto la pellicola risulta del tutto nuova e molto interessante proprio per l'immagine approfondita e privata che vengono date di Falcone e Borsellino a contatto con i propri familiari, con i problemi quotidiani di genere domestico ed il loro rapporto di stima e di amicizia che và oltre quello puramente professionale. Ciò che più colpisce e ne costituisce anche un ulteriore merito, è l'atmosfera serena, ma anche melanconica e crepuscolare, quasi fosse di funesto presagio, che l'Infascelli riesce a trasmettere allo spettatore nel corso di una vacanza spensierata, seppure all'inizio del tutto forzata, e l'adattarsi piano piano ai ritmi lenti delle giornate trascorse al sole, nell'ozio, con la riscoperta e la volontà di godere appieno degli affetti familiari, lontano soprattutto dalla frenetica e pericolosa esistenza della quotidianità della città di Palermo.
Insomma, un toccante e bel ritratto personale, ripeto, di due grandissimi personaggi che costituisce in sè un vero e piccolo gioiello cinematografico.
Un vero peccato relegarlo però solo a due giorni di proiezione nelle sale cinematografiche.
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minnie
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martedì 30 maggio 2017
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una fiction impressionista
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Ci sono molte fiction, ormai, su Falcone e Borsellino, com'è giusto che sia ma questa colpisce proprio per la dimensione privata e per la presenza ossessiva del mare, in immagini splendide, quale una presenza falsamente rassicurante: il mare che porta i nostri due eroi lontano da Palermo ma che nello stesso tempo sottolinea, con le sue ondate, con i suoi colori, quasi fosse il destino impersonificato, come non c'è salvezza laddove non si vuole che ci sia e non si vuole in alto, in luoghi ancora non del tutto decifrati. Finora, delle fiction viste e riviste in questi giorni su questo Dramma nazionale, quella di Negrin con Zingaretti-Falcone mi sembra la più storicamente di denuncia ma anche lì, i nomi mancano, c'è un agente dei servizi segreti chiaramente delineato ma innominato.
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Ci sono molte fiction, ormai, su Falcone e Borsellino, com'è giusto che sia ma questa colpisce proprio per la dimensione privata e per la presenza ossessiva del mare, in immagini splendide, quale una presenza falsamente rassicurante: il mare che porta i nostri due eroi lontano da Palermo ma che nello stesso tempo sottolinea, con le sue ondate, con i suoi colori, quasi fosse il destino impersonificato, come non c'è salvezza laddove non si vuole che ci sia e non si vuole in alto, in luoghi ancora non del tutto decifrati. Finora, delle fiction viste e riviste in questi giorni su questo Dramma nazionale, quella di Negrin con Zingaretti-Falcone mi sembra la più storicamente di denuncia ma anche lì, i nomi mancano, c'è un agente dei servizi segreti chiaramente delineato ma innominato. Questa di Infascelli ha indubbiamente un tocco femminile, qui si vede bene lo smarrimento dei due protagonisti ma anche delle loro famiglie, non dimenticando che Francesca Morvillo, oltre a essere moglie di Giovanni Falcone, era a sua volta magistrata. Oltre la fiction, c'è la storia, ma con il cinema si possono dire molto bene le verità che la storia tace.
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elgatoloco
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mercoledì 31 maggio 2017
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eroi del"quotidiano"
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AMMESSO CHE ESISTA UNA DIMENSIONE DEFINIBILE COME"DEL QUOTIDIANO", ESSA è BEN EVIDENZIATA NEL FILM"ERA D'ESTATE"DELLA iNFASCELLI(2016)DOVE SIA fALCONE SIA bORSELLINO, DA AMICI OLTRE CHE COLLEGHI QUALI ERANO(SIA SIA, VOGLIO DIRE)TRASCORSERò, DA"QUAsi reclusi"all'Asinara un'estate(quella del 1985)per preparare il maxi-processo "Against Mafia", dunque ben(ben?)sette anni prima dell'estate del 1992, con i tragici attentati che li uccisero entrambi. Scelta filmica(e da film -TV, con un'estetica filmica e televisiva che ormai tende alla fusione...)azzeccata, cogliengo gli aspetti più quotidiani(ma non"pedestri")nella vita di due"eroi", dove non è necessario, ma rimane utile, ri-citare il detto brechtiano"Beato il popolo che non ha più bisogno di eroi", in quanto aPPImo non solo quaNTO è ACCADUTO NEL CITATO '92 MA ANCHE COME DA ALLORA LA STORIA DELLA REPRESSONE(MEGLIO LOTTA)CONTRO LA MAFIA SI SIA SOSTANZIALMENTE NON DICO AFFIEVOLITA MA ABBIA PERSO DI VIGORE, SALVO IN OCCASIONE DELLE PUR IMPORTANTI RICORRENZE RELATIVE AGLI EVENTI CHE SONO OGGETTO ANCHE DI QUESTO FILM.
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AMMESSO CHE ESISTA UNA DIMENSIONE DEFINIBILE COME"DEL QUOTIDIANO", ESSA è BEN EVIDENZIATA NEL FILM"ERA D'ESTATE"DELLA iNFASCELLI(2016)DOVE SIA fALCONE SIA bORSELLINO, DA AMICI OLTRE CHE COLLEGHI QUALI ERANO(SIA SIA, VOGLIO DIRE)TRASCORSERò, DA"QUAsi reclusi"all'Asinara un'estate(quella del 1985)per preparare il maxi-processo "Against Mafia", dunque ben(ben?)sette anni prima dell'estate del 1992, con i tragici attentati che li uccisero entrambi. Scelta filmica(e da film -TV, con un'estetica filmica e televisiva che ormai tende alla fusione...)azzeccata, cogliengo gli aspetti più quotidiani(ma non"pedestri")nella vita di due"eroi", dove non è necessario, ma rimane utile, ri-citare il detto brechtiano"Beato il popolo che non ha più bisogno di eroi", in quanto aPPImo non solo quaNTO è ACCADUTO NEL CITATO '92 MA ANCHE COME DA ALLORA LA STORIA DELLA REPRESSONE(MEGLIO LOTTA)CONTRO LA MAFIA SI SIA SOSTANZIALMENTE NON DICO AFFIEVOLITA MA ABBIA PERSO DI VIGORE, SALVO IN OCCASIONE DELLE PUR IMPORTANTI RICORRENZE RELATIVE AGLI EVENTI CHE SONO OGGETTO ANCHE DI QUESTO FILM. iL MERTIO PRINCIPLAE DEL FILM, DUNQUE, è PROPRIO QUELLO DI AVER EVIDENZIATO COME I DUE GIUDICI, ALTROVE RICORDATI COME EROI, FOSSERO ANCHE "SEMPLICEMENTE"PERSONE NELLA PIENEZZA DEL TERMINE. fILM(tv-mOVIE, VOLENDO, MA CFR.SOPRA...)ANTI-RETORICO, DUNQUE, MOLTO SIGNIFICATIVO, PER RIEQUILIBRARE I TERMINI DELLA COSA, DA EVIDENZIARE, CON UN POPOLIIZIO E UN fIORELLO VERAMENTE BRAVI E CAPACI DI RENDERE IN PIENO DE PERSONAGGI IL CUI PESO STORICO VA CRESCENDO, NEGLI ANNI, NELL'IMMAGINARIO COLLETTIVO... eL gATO
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honz
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venerdì 28 novembre 2025
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intenti palese corruzione, film.
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Storia di perdizione della lealtà, in un tempo non lontano
i due paladini venivano per così dire
trucidati da un conmplotto di criminali organizzati che
sotto la carrozzeria, nel
fondo della macchina avevano trovato il modo di mettere uno di quei
loro ordigni d'arbitrariato eliminandoli dal palcoscenico della legalità
tentando di farsi strada, conquistato con capacità appunto e al momento
rubatogli dalle corruttele evidenti della
delinquenza atocrata della criminalità,
fu però soltanto il round di quei criminali che
tentavano di fare per sè il loro regolamento. Scommettendo contro lo stato di diritto,
contro la storia, commentando contenti come se fosse lecito quel
palese modo arbitrario di operare,
scrivendosi poi pizzini a titolo loro come se qualcuno di loro
non si fosse accorto di qualcosa,
servendosi di qualche
triste maggiordomo per così dire che
corrotto da scommesse e affari illeciti sembrava
assecondare quell'aggressione alla legalità
privando il cittadino di compiacersi della libertà aottenuta sin dal
dopoguerra nel 45-46 malgrado tutto e seppur
con gli sforzi dell'unione sovietica e americana, che
non potevano più tollerare quelle chiacchiere
da bar, togliendo quella triste contentezza e specie
di pseudoorgogliosità di quelle
figure cui non interessava una soluzione pacifica
per via dei loro loschi affari e per non compormettere il
loro latente operare, al posto delle
loro scommesse ai cavalli, che come abbiamo
visto aribitravano a piacimento e non toccavano mai quelli che
correvano per loro, facendogli un multino in caso da far divertire
i polli.
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Storia di perdizione della lealtà, in un tempo non lontano
i due paladini venivano per così dire
trucidati da un conmplotto di criminali organizzati che
sotto la carrozzeria, nel
fondo della macchina avevano trovato il modo di mettere uno di quei
loro ordigni d'arbitrariato eliminandoli dal palcoscenico della legalità
tentando di farsi strada, conquistato con capacità appunto e al momento
rubatogli dalle corruttele evidenti della
delinquenza atocrata della criminalità,
fu però soltanto il round di quei criminali che
tentavano di fare per sè il loro regolamento. Scommettendo contro lo stato di diritto,
contro la storia, commentando contenti come se fosse lecito quel
palese modo arbitrario di operare,
scrivendosi poi pizzini a titolo loro come se qualcuno di loro
non si fosse accorto di qualcosa,
servendosi di qualche
triste maggiordomo per così dire che
corrotto da scommesse e affari illeciti sembrava
assecondare quell'aggressione alla legalità
privando il cittadino di compiacersi della libertà aottenuta sin dal
dopoguerra nel 45-46 malgrado tutto e seppur
con gli sforzi dell'unione sovietica e americana, che
non potevano più tollerare quelle chiacchiere
da bar, togliendo quella triste contentezza e specie
di pseudoorgogliosità di quelle
figure cui non interessava una soluzione pacifica
per via dei loro loschi affari e per non compormettere il
loro latente operare, al posto delle
loro scommesse ai cavalli, che come abbiamo
visto aribitravano a piacimento e non toccavano mai quelli che
correvano per loro, facendogli un multino in caso da far divertire
i polli. Demandando poi le opportunità del
servizio nazionale per la visione e la condivisione
della squadra della legalità a servizi di
figure estere magari assoldate per quel triste spettacolo. Considerando
che con i soldi del malaffare magari oltre al lusso,
e la corruzione, compravano
combattenti che potevano
essere il cugino o la sorella dei vessati costretti a
pagare come tasse quel profitto dedito anzichè alla
diplomazia e qualche progetto di pace e legalità, alla
loro pseudoguerra e personale di raccomandati per non essere
scontenti come le persone a cui tentavano di
affibbiare quel loro dubitevole regolamento, lo stato sennò
dunque era determinato a fargli
pagare qualcosa incarcerandoli in qualche modo con
qualche operazione speciale e un resort per le forze dell'ordine. Per
cui collocare tale argomento non sembra neanche semplice,
nonostante sia di svago per la spettacolizzazzione del film.
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