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enzo70
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martedì 18 novembre 2014
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amendola indovina la mossa, quella del pinguino
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Amendola riesce sia da attore che da regista ad incarnare bene i vizi e le virtù del popolo italiano. Ottima l’idea di questo film che racconta il variegato universo della precarietà di un Paese che è diventato precario. Nessun piagnisteo, ma la storia di due ragazzi che lavorano in un’impresa di pulizie. Uno è sposato ed ha un figlio; l’altro vive ancora con il padre. Ma il sognatore è il primo, per certi profili ricorda il Walter Mitty di Ben Stiller, irresponsabile fino all’estremo, La mossa del pinguino è un film leggero, senza alcuna pretesa di dare lezioni e morali, ma riesce a dare un senso facendo sorridere lo spettatore per tutta la durata del film.
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Amendola riesce sia da attore che da regista ad incarnare bene i vizi e le virtù del popolo italiano. Ottima l’idea di questo film che racconta il variegato universo della precarietà di un Paese che è diventato precario. Nessun piagnisteo, ma la storia di due ragazzi che lavorano in un’impresa di pulizie. Uno è sposato ed ha un figlio; l’altro vive ancora con il padre. Ma il sognatore è il primo, per certi profili ricorda il Walter Mitty di Ben Stiller, irresponsabile fino all’estremo, La mossa del pinguino è un film leggero, senza alcuna pretesa di dare lezioni e morali, ma riesce a dare un senso facendo sorridere lo spettatore per tutta la durata del film. Le buone interpretazioni di Edoardo Leo e di Ricky Memphis insieme agli altri protagonisti del film aiutano Amendola nel cogliere nel segno con un film che, diciamolo, proprio perché privo di obiettivi ambiziosi coglie nel segno.
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melvin ii
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giovedì 20 marzo 2014
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il curling ti fa anche ridere
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“La mossa del pinguino” è un film del 2014 diretto da Claudio Amendola, sceneggiatura di Claudio Amendola, Edoardo Leo, Michele Alberico e Giulio Di Martino, prodotto dai Fratelli De Angelis.
Il cast è composto da:Edoardo Leo, Francesca Inaudi, Ennio Fantastichini, Ricky Memphis, Antonello Fassari.
Buona la prima, per l’esordiente regista Claudio Amendola .”La mossa del pinguino” è una commedia semplice, divertente, senza pretese e che strappa allo spettatore nel corso del film più di una risata.
Basterebbe solo questo ad Amendola e soci per stappare una bottiglia di champagne.
La storia per quanto semplice presenta comunque un lato originale e particolare.
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“La mossa del pinguino” è un film del 2014 diretto da Claudio Amendola, sceneggiatura di Claudio Amendola, Edoardo Leo, Michele Alberico e Giulio Di Martino, prodotto dai Fratelli De Angelis.
Il cast è composto da:Edoardo Leo, Francesca Inaudi, Ennio Fantastichini, Ricky Memphis, Antonello Fassari.
Buona la prima, per l’esordiente regista Claudio Amendola .”La mossa del pinguino” è una commedia semplice, divertente, senza pretese e che strappa allo spettatore nel corso del film più di una risata.
Basterebbe solo questo ad Amendola e soci per stappare una bottiglia di champagne.
La storia per quanto semplice presenta comunque un lato originale e particolare.
Bruno(Leo) è un marito innamorato della propria moglie Eva(Inaudi) ed un padre affettuoso, ma è soprattutto un eterno sognatore. Sbarca il lunario, facendo le pulizie di notte al Centro Congressi di Roma con l’amico di sempre Salvatore(Memphis).
Una sera mentre è in pausa lavoro Bruno guarda un servizio in TV e “scopre” il curling, disciplina olimpica. Nasce così “la folle idea” di partecipare alle Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Con l’aiuto dell’amico Salvatore, reclutano gli altri due giocatori necessari per fare la squadra.
“La scelta” ricade su Neno (Fassari) maestro di “bocce” e su Ottavio(Fantastichini), ex vigile in pensione.
Il film segue gli allenamenti del “team” e le vicende umane dei protagonisti, alternando con sapienza momenti ironici e quelli melanconici e amari.
Lo spettatore così scoprirà il mondo del curling e le sue regole. Uno sport “atipico”, ma che ha comunque un suo seguito e una sua dignità.
Amendola ci mostra Roma, coprotagonista del film, con alcuni belli squarci della periferia
La regia di Amendola è semplice, ma curata e attenta. Il film ha un buon ritmo e solo nel finale, forse, perde di vivacità.
La sceneggiatura è ben scritta, ariosa e con degli spunti interessanti, solo nel finale appare scontata e un pò retorica.
I dialoghi sono divertenti, realistici e quasi sempre riusciti.
Edoardo Leo conferma d’essere non solo l’attore del momento, ma soprattutto un autore interessante oltre che regista(l’anno scorso diresse l’apprezzabile “Buon giorno papà).
Personalmente mi ha convinto di più qui che nell’acclamato”Smetto quando voglio”.
Il resto del cast è altrettanto convincente. Non voglio fare una graduatoria di merito.
Memphis,Fantastichini e Fassari danno spessore e profondità ai loro personaggi, risultando credibili.
Una menzione speciale, mi permetto di “darla” a Francesca Inaudi.
Mi ha convinto nel ruolo di moglie e di madre. E’ “maturata” artisticamente rispetto alle ultime prove.
Ben riuscita ed intensa la scena in cui Eva scopre “il segreto olimpico” del marito.
Lo spettatore segue e si appassiona a questo manipolo “di sportivi per caso”.
“La mossa del pinguino” vuole essere un invito a non smettere di sognare ed a non dare nulla per scontato.
Lo spettatore esce dalla sala con il sorriso, ma soprattutto con una domanda in testa “Ma sta a “minchia” di curling come si gioca esattamente?”.
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fabio1957
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mercoledì 18 marzo 2015
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carino
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Carino e disinvolto,questo film minimalista ma garbato, semplice ma non semplicistico, appassiona per la naturalezza dei suoi interpreti.La storia è delicata e piacevole, a tratti commovente.Notevole l'interpretazione del piccolo protagonista,depositario di grande saggezza e intuito,fondamentale per la svolta di maturità del padre,ricorda "l'enfant prodige" di "Sole a catinelle" di Zaloniana memoria. Dialoghi spiritosi,sceneggiatura scorrevole e puntuale.Leo attore sempre più credibile e ottimo esordio di Amendola alla regia.
Insieme possono fare buone cose.
Da vedere
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flyanto
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martedì 26 agosto 2014
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a cosa non si arriva per inseguire i propri sogni
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Film in cui si racconta di un giovane padre di famiglia, alquanto sognatore ed immaturo, il quale al fine di migliorare economicamente la propria condizione di vita insegue di continuo progetti e sogni strampalati e poco realizzabili. Questo comportamento porta ovviamente il protagonista a grossi dissapori e litigi con la propria consorte che ciò nonostante però non riesce mai a farlo desistere dai suoi intent. L'ultimo di una lunga serie prevede di partecipare insieme ad un caro amico e ad altri due individui più anziani, ma anch'essi in una situazione economica di precariato, di partecipare a Torino alle gare olimpiche di curling, uno sport che nessuno dei quattro componenti sa realmente giocare ma che, qualora ruscissero a vincere, li porterebbe a guadagnare un'ingente somma di denaro.
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Film in cui si racconta di un giovane padre di famiglia, alquanto sognatore ed immaturo, il quale al fine di migliorare economicamente la propria condizione di vita insegue di continuo progetti e sogni strampalati e poco realizzabili. Questo comportamento porta ovviamente il protagonista a grossi dissapori e litigi con la propria consorte che ciò nonostante però non riesce mai a farlo desistere dai suoi intent. L'ultimo di una lunga serie prevede di partecipare insieme ad un caro amico e ad altri due individui più anziani, ma anch'essi in una situazione economica di precariato, di partecipare a Torino alle gare olimpiche di curling, uno sport che nessuno dei quattro componenti sa realmente giocare ma che, qualora ruscissero a vincere, li porterebbe a guadagnare un'ingente somma di denaro. Dopo moltissime vicissitudini il protagonista ovviamente non riuscirà appieno nel suo programma ma rimarrà soddisfatto in quanto ci ha provato.
Tale commedia, scritta dallo stesso protagonista Edoardo Leo insieme a Claudio Amendola, qui peraltro alla sua prima prova registica, risulta sicuramente assai improbabile per ciò che concerne il contenuto ma al contempo anche originale per il suo contesto in cui viene presentato allo spettatore il gioco, poco difuso e conosciuto, del curling con tutte le sue regole. Essendo comunque ben girata e presentando una vicenda divertente con dei personaggi ben amalgamati tra loro che, inoltre, si attirano sicuramente la simpatia del pubblico, essa si presenta come un leggero scacciapensieri, lineare negli eventi raccontati e piacevole da guardare.
Edoardo Leo si dimostra anche in questa occasione un bravo attore tale da rendere quasi credibile il proprio personaggio di padre stralunato e parecchio ingenuo. Ennio Fantastichini conferma la propria professionalità e tutti gli altri che fanno loro da contorno, da Ricky Menphis ad Antopnello Fassari ed a Francesca Inaudi, non sfigurano e soprattutto riflettono il grande e comune affiatamento vigente.
Sicuramente c'è di meglio ma anche molto di peggio.
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ultimoboyscout
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venerdì 23 gennaio 2015
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il sogno olimpico degli sfigati.
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Claudio Amendola dirige una storia che è un vero inno alla lealtà e alla fatica, qualità assolutamente necessarie per raggiungere sogni in apparenza impossibili. E il film si addice a tutti i malati di sport (ma anche di vita) delusi da quegli aspetti che purtroppo ormai tradiscono la purezza che dovrebbe essere alla base di qualsiasi disciplina sportiva. Si tratta dell'esordio alla regia per l'artista romano in una commedia agrodolce (ispirata a una storia vera) che ha per protagonista Bruno, sposato con figlio, diversi fallimenti alle spalle e poche prospettive e certezze davanti, che cerca di convincere altre tre persone a partecipare alle selezioni italiane per le Olimpiadi invernali di Torino in uno sport del tutto insolito per noi: il curling! Il film mescola spunti comico-brillanti a note amare, Amendola confeziona una commedia in stile "Full Monty" che rende omaggio allo spirito sportivo più elevato ed onesto, dove a contare è la squadra e l'unità della stessa più dei risultati, del talento e della vittoria.
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Claudio Amendola dirige una storia che è un vero inno alla lealtà e alla fatica, qualità assolutamente necessarie per raggiungere sogni in apparenza impossibili. E il film si addice a tutti i malati di sport (ma anche di vita) delusi da quegli aspetti che purtroppo ormai tradiscono la purezza che dovrebbe essere alla base di qualsiasi disciplina sportiva. Si tratta dell'esordio alla regia per l'artista romano in una commedia agrodolce (ispirata a una storia vera) che ha per protagonista Bruno, sposato con figlio, diversi fallimenti alle spalle e poche prospettive e certezze davanti, che cerca di convincere altre tre persone a partecipare alle selezioni italiane per le Olimpiadi invernali di Torino in uno sport del tutto insolito per noi: il curling! Il film mescola spunti comico-brillanti a note amare, Amendola confeziona una commedia in stile "Full Monty" che rende omaggio allo spirito sportivo più elevato ed onesto, dove a contare è la squadra e l'unità della stessa più dei risultati, del talento e della vittoria. Amendola fa centro mixando al curling amicizia e umanità, creando la sua personalissima "Armata Brancaleone" che pesca a piene mani dalla commedia all'italiana nel quale personaggi minori, dei simpatici perdenti, diventano protagonisti assoluti, grazie alle proprie virtù ma soprattutto alle proprie debolezze. meravigliosi i bisticci tra Fassari e Fantastichini, tra vecchi rancori e spicciola filosofia legata al gioco delle bocce, sono l'emblema di una pellicola che non cerca virtuosismi ma semplice umanità. E il neoregista ci riesce in pieno in questo film equilibrato che non diventa mai lamentoso apparendo fortemente ironico e spingendo nella direzione di diventare persone migliori per raggiungere i propri scopi.
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jonnylogan
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domenica 6 aprile 2025
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i cesaroni sul ghiaccio
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Un’avventura sportiva e una storia raccontata in flashback non per parlare di Curling ma di vita di periferia. Una vita fatta di scelte coraggiose e controcorrente. Di rancori da seppellire e di desideri da cavalcare sino all’ultimo respiro, oltre che di sogni da cercare di non fare svanire con l’arrivo dell’alba. Come la partecipazione (decisamente improbabile) di una formazione di Curling italiana alle olimpiadi. E proprio la scelta del Curling, sport di chiare estrazione nordica e perfetta crasi fra il mondo delle bocce e quello ovattato del biliardo, rappresenta una scelta vincente e capace di consentire a persone fra loro profondamente eterogenee di narrare sia una storia che parte dalla figura austera di Ottavio, ex vigile impersonato da Ennio Fantastichini, passando per lo spaccone Nazareno, interpretato dall’amico fraterno del regista, e recentemente scomparso: Antonello Fassari.
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Un’avventura sportiva e una storia raccontata in flashback non per parlare di Curling ma di vita di periferia. Una vita fatta di scelte coraggiose e controcorrente. Di rancori da seppellire e di desideri da cavalcare sino all’ultimo respiro, oltre che di sogni da cercare di non fare svanire con l’arrivo dell’alba. Come la partecipazione (decisamente improbabile) di una formazione di Curling italiana alle olimpiadi. E proprio la scelta del Curling, sport di chiare estrazione nordica e perfetta crasi fra il mondo delle bocce e quello ovattato del biliardo, rappresenta una scelta vincente e capace di consentire a persone fra loro profondamente eterogenee di narrare sia una storia che parte dalla figura austera di Ottavio, ex vigile impersonato da Ennio Fantastichini, passando per lo spaccone Nazareno, interpretato dall’amico fraterno del regista, e recentemente scomparso: Antonello Fassari. Arrivando a usare uno sport, ai più ignoto, come metafora della vita vissuta con calma e riflessione. Uno sport che sino a qualche anno or sono non era conosciuto né dal pubblico, e nemmeno agli attori. Ignari fin quasi all’ultimo, in merito a cosa li avrebbe attesi sul set. Offrendo non pochi risvolti comici, con allenamenti improvvisati e dubbi sulle regole di un’attività molto più antica rispetto ad esempio al più noto gioco del calcio.
Una felice intuizione per l’esordio dietro la macchina da presa di Claudio Amendola, che in seguito tornerà sia a parlare di temi leggeri, sia più drammatici, riuscendo a portare sul grande schermo una vicenda per la quale ha deciso di fare di Edoardo Leo il protagonista principale, causa i problemi esistenziali del suo personaggio: un adulto mai completamente cresciuto e che all’interno delle gioie della famiglia e di un gruppo di amici trovati lungo la strada, riuscirà a lasciarsi alle spalle i dubbi di una vita fatta di troppe bocciate e di troppi pochi accosti.
Da vedere se siete stati rapiti come noi, da altre pellicole riguardanti il riscatto sociale narrato sempre con venature comiche. Uno su tutti la trilogia di Smetto quando voglio, firmata da Sydney Sibilia. Soprattutto da vedere se apprezzate il clima caciarone, ma sincero, di serial sullo stile de I Cesaroni (id.; 2006 - 2014).
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fabio
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giovedì 16 agosto 2018
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una favola da eterni bambini
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Non trovo nulla di valido in questo film: il soggetto è poco interessante e lo svolgimento oscilla tra il noioso e il pasticciato. Anche gli attori recitano in modo sbrigativo. Non fa nemmeno ridere.
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