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ultimoboyscout
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lunedì 31 gennaio 2011
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il nuovo dialetto!
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Ma quant'è lungo! Film carino fino a un certo punto, finchè non si perde in lungaggini assurde e chiacchiere a non finire. Sandler su tutti, Tea Leoni è irritante al punto giusto ma quella fantastica è Cloris Leachman, autentica sorpresa. Il film indaga senza esagerare e senza troppi patemi sul rapporto famiglia americana-immigrato latino, ma in tono nè pesante, nè ammorbante ma col tono della commedia. Alla lunga come detto si contorce un pò.
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elgatoloco
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martedì 14 luglio 2020
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film che crea(?)un neologismo
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Bisognerebbe interrogare un linguista è la Noam Chomsky pe saepre se"Spanglish"(film di James L.Brooks, autore totale, ossia regia, soggetto, sceneggitura e unico, 2004(per sapere se l'espression"spanglish"nasca ocn il titolo del film(inutile, pletorico, assurdamente maschilista la traduzione italian"Quando in famiglia sono troppi a paralre", che cosa vuole/vorrebbe dire, tra l'altro?)oppure gli sia pre-esistente. Certamente il fatto, ossia l'impasto linguistico dei latinos presenti in Texas è una realtà-parlando ancora male l'inglese(meglio l'american english, che ne è una sottospecie), era già un fatto e il film, che peraltro non verte se non parzialmente su ciò(e tutto questo va un po'perso, nella versione italiana, ça va sans dire , ma non poteva essere/andare diversamente, peraltro.
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Bisognerebbe interrogare un linguista è la Noam Chomsky pe saepre se"Spanglish"(film di James L.Brooks, autore totale, ossia regia, soggetto, sceneggitura e unico, 2004(per sapere se l'espression"spanglish"nasca ocn il titolo del film(inutile, pletorico, assurdamente maschilista la traduzione italian"Quando in famiglia sono troppi a paralre", che cosa vuole/vorrebbe dire, tra l'altro?)oppure gli sia pre-esistente. Certamente il fatto, ossia l'impasto linguistico dei latinos presenti in Texas è una realtà-parlando ancora male l'inglese(meglio l'american english, che ne è una sottospecie), era già un fatto e il film, che peraltro non verte se non parzialmente su ciò(e tutto questo va un po'perso, nella versione italiana, ça va sans dire , ma non poteva essere/andare diversamente, peraltro...), dov invece il tema è il rapporto tra"padroni"Made in USA e domestici(anzi dometsiche, al femminile), rapporto che diventa anche, ben presto, amoroso, con il padrone di casa, un super.chef di grande successo e ila domestica, mentre la padrona di casa se la spssa con un altro... Adam Sandeler, tra il faceto e il serio(prevalendo, ma non troppo, il secondo elmento, motivo per il quale rovescio i termini tradizionali), Théea Leoni, certo bravi, ma anche decisamente Paz Vega, dallo sgurado magnetico e dalla resa interpretativa ottima, son o interpreti eccelsi, in una commedia che rimanda anche, ma con "dolcezza", tender, diremmo , a problemi che vanno ben oltre la trama, il plot e (banalemtne)la storia del film stesso. Stiamo attenti/e a possibili remake, a un"number two"e alla possibile serializzazione che forse c'è stata, ma senza che la cosa sia stata molto pbblcizzata o abbia comunque colpito molto l'opionione pubblica.Musiche di Hans Zimmer sempre assolutamente adeguate al film, dato che la musica non è"opprimente"o"eccessiva"ma realmente accompagna il film, il suo svolgersi, anche in dettaglio, ma senza un"pedinamento"troppo minuzioso quanto eccessivo... El Gato
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paolp78
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domenica 19 aprile 2026
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gioca sulle incomprensioni
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L’esperto di commedie James L. Brooks gioca con incomprensioni linguistiche e culturali che danno brio e motivi di interesse a questa gradevole pellicola che punta anche sui sentimenti e sulle complesse dinamiche del rapporto madre figlia.
I dialoghi ben scritti, sono un po’ troppi e troppo verbosi; tuttavia si segnalano perché particolarmente divertenti quelli che prevedono la traduzione dall’inglese (italiano nella versione doppiata) allo spagnolo e viceversa. La sceneggiatura, anch’essa curata da Brooks, si distingue per un’azzeccata combinazione di elementi leggeri con altri più seri ed emotivamente impegnativi.
Come in molte altre sue opere, Brooks si diverte a indagare il lato psicologico dei personaggi, che anche in questo caso sono genialmente descritti come eccentrici e alle prese con nevrosi e turbe caratteriali.
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L’esperto di commedie James L. Brooks gioca con incomprensioni linguistiche e culturali che danno brio e motivi di interesse a questa gradevole pellicola che punta anche sui sentimenti e sulle complesse dinamiche del rapporto madre figlia.
I dialoghi ben scritti, sono un po’ troppi e troppo verbosi; tuttavia si segnalano perché particolarmente divertenti quelli che prevedono la traduzione dall’inglese (italiano nella versione doppiata) allo spagnolo e viceversa. La sceneggiatura, anch’essa curata da Brooks, si distingue per un’azzeccata combinazione di elementi leggeri con altri più seri ed emotivamente impegnativi.
Come in molte altre sue opere, Brooks si diverte a indagare il lato psicologico dei personaggi, che anche in questo caso sono genialmente descritti come eccentrici e alle prese con nevrosi e turbe caratteriali. Tra tutti colpisce maggiormente quello affidato a Téa Leoni, a mio avviso la più convincente in scena insieme con l’anziana Cloris Leachman.
Nell'ultima mezzora del film sono concentrate le parti più emozionanti sul piano sentimentale: prima con il trionfo dei buoni sentimenti, nella storia d’amore abortita per il bene delle rispettive famiglie, tra i personaggi interpretati da Adam Sandler, troppo buono e comprensivo per risultare credibile, e la bella attrice spagnola Paz Vega; poi, proprio nell’ultima scena, con il toccante rapporto madre figlia, espresso efficacemente con il riuscitissimo monologo della voce fuori campo.
Tra gli altri interpreti si ricordano le attrici adolescenti Shelbie Bruce e Sarah Steele, con quest’ultima che in ossequio al politicamente corretto, per compensarne le carenze estetiche viene dotata di una saggezza superiore a quella di tutti gli adulti. Infine, seppur in una piccola parte di una sola scena, si ricorda la partecipazione di Thomas Haden Church.
Brooks eccede nella durata di almeno una ventina di minuti, appesantendo troppo l’opera, pericolo assolutamente da evitare in pellicole di questo genere.
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carlo
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sabato 19 luglio 2008
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confuso
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mah... un film che finisce come comincia, i protagonisti passano due ore a parlare, parlare, parlare e alla fine, da tutto quello che dicono non apprendono nulla.
I temi trattati sono a mio parere troppi da gestire anche i due ore di film e benche' si tiri alla lunga per poter fare chiarezza, non si arriva da nessuna parte e alla fine dopo due ore la situazione torna all'inizio con un nulla di fatto.
L'unico messaggio utile e' a mio parere mostrare come facendo affidamento solo sul tempo i problemi relazionali non si risolvono, Sandler mostra appieno quanto l'indecisione e' fisiologica ma non sempre accettabile se non si vuole perdere le occasioni della vita.
La protagonista Flor piace molto all'inizio ma scade nel finale ponendo la figlia davanti a un bivio esistenziale ' o me o loro ' dimostrando di non aver appreso nulla dall'aver avuto davanti agli occhi i risultati di rapporti gestiti con distacco e finti compromessi privi di vera comunione e liberta' di espressione.
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mah... un film che finisce come comincia, i protagonisti passano due ore a parlare, parlare, parlare e alla fine, da tutto quello che dicono non apprendono nulla.
I temi trattati sono a mio parere troppi da gestire anche i due ore di film e benche' si tiri alla lunga per poter fare chiarezza, non si arriva da nessuna parte e alla fine dopo due ore la situazione torna all'inizio con un nulla di fatto.
L'unico messaggio utile e' a mio parere mostrare come facendo affidamento solo sul tempo i problemi relazionali non si risolvono, Sandler mostra appieno quanto l'indecisione e' fisiologica ma non sempre accettabile se non si vuole perdere le occasioni della vita.
La protagonista Flor piace molto all'inizio ma scade nel finale ponendo la figlia davanti a un bivio esistenziale ' o me o loro ' dimostrando di non aver appreso nulla dall'aver avuto davanti agli occhi i risultati di rapporti gestiti con distacco e finti compromessi privi di vera comunione e liberta' di espressione.
Benche' il regista cerchi a mio parere di dimostrare l'importanza della comunicazione dimentica che le parole rimangono vane se non supportate da azioni in linea col prorio pensiero.
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[+] confuso sì, però...
(di xyx)
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