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enrico riccardo montone
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venerdì 17 luglio 2026
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quando il mito diventa umano
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Dopo la guerra di Troia, Ulisse affronta un viaggio lungo e insidioso per tornare a Itaca, attraversando mostri, tentazioni e naufragi. Ma nell'Odissea di Christopher Nolan il ritorno non è soltanto geografico: è soprattutto una lenta riconquista della propria identità, di ciò che resta di un uomo dopo la guerra e dopo le scelte che lo hanno definito.
Più che un adattamento del poema di Omero, Nolan realizza una riflessione sul peso della memoria, sulla responsabilità e sulla difficoltà di trovare una casa quando si è cambiati per sempre. La componente mitologica non scompare, ma viene ridimensionata: gli dèi osservano e sfiorano gli eventi più di quanto li determinino.
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Dopo la guerra di Troia, Ulisse affronta un viaggio lungo e insidioso per tornare a Itaca, attraversando mostri, tentazioni e naufragi. Ma nell'Odissea di Christopher Nolan il ritorno non è soltanto geografico: è soprattutto una lenta riconquista della propria identità, di ciò che resta di un uomo dopo la guerra e dopo le scelte che lo hanno definito.
Più che un adattamento del poema di Omero, Nolan realizza una riflessione sul peso della memoria, sulla responsabilità e sulla difficoltà di trovare una casa quando si è cambiati per sempre. La componente mitologica non scompare, ma viene ridimensionata: gli dèi osservano e sfiorano gli eventi più di quanto li determinino. È l'umanità dei personaggi a guidare davvero la narrazione. Le divinità diventano quasi l'eco di paure, desideri e sensi di colpa, mentre il destino prende forma attraverso decisioni profondamente umane. È una lettura che dialoga con il presente, in un'epoca in cui si cercano continuamente forze esterne a cui attribuire responsabilità, dimenticando che sono spesso le scelte individuali a orientare la storia.
Questa centralità dell'uomo trova piena espressione anche nel cast. Matt Damon costruisce un Ulisse stanco, vulnerabile e insieme ostinato, distante dall'eroe invincibile e molto più vicino a un reduce segnato dall'esperienza della guerra. Anne Hathaway dona a Penelope una forza silenziosa che evita qualsiasi stereotipo, mentre Tom Holland restituisce a Telemaco il tormento di una generazione costretta a crescere nell'assenza. Anche il ricco cast di supporto contribuisce a dare spessore a un mondo in cui ogni incontro lascia una traccia emotiva prima ancora che spettacolare.
Sul piano tecnico, Nolan conferma la sua idea di cinema come esperienza fisica. La fotografia di Hoyte van Hoytema, girata interamente in IMAX 70 mm, sfrutta il grande formato non come semplice esercizio estetico, ma come linguaggio: paesaggi sconfinati e dettagli dei volti convivono in immagini di straordinaria profondità, restituendo la sensazione di trovarsi dentro il viaggio. Il risultato è un kolossal che privilegia la materia, la luce e gli elementi naturali rispetto all'artificio digitale.
Con Odissea, Nolan dimostra che i grandi miti continuano a parlarci non perché raccontino gli dèi, ma perché raccontano noi: esseri fragili, imperfetti e in costante ricerca di un luogo da poter finalmente chiamare casa.
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[+] scusa ma cosa hai visto ?
(di papi)
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[+] una cupa riflessione sul peso delle scelte umane
(di antonio montefalcone)
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[+] concordo al 102%
(di finmat92)
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alex2044
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martedì 21 luglio 2026
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finch? c''? nolan c''? speranza
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Se non è un capolavoro siamo nei paraggi . In altre mani avremmo, forse, assistito alla solita baracconata un po' crepuscolare e di maniera . Non sono un appassionato dei film storico- mitologici e nemmeno delle riletture pedestri delle opere oriìginali . Quindi ho guardato il film come se fosse una rappresentazione a se stante che prende spunto , si ma in dosi assolutamente leggere dal capolavoro di Omero , insomma solo un'ispirazione .Nolan è un gran regista al punto di trasformare, nella mia mente , i 172 minuti del film .in un'attesa di 100 minuti , con le scene che si inseguono quasi senza soluzione di continuità .Come quando si legge un libro e non si è ancora finito una pagina e si pensa già a quella successiva per vedere cosa succederà .
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Se non è un capolavoro siamo nei paraggi . In altre mani avremmo, forse, assistito alla solita baracconata un po' crepuscolare e di maniera . Non sono un appassionato dei film storico- mitologici e nemmeno delle riletture pedestri delle opere oriìginali . Quindi ho guardato il film come se fosse una rappresentazione a se stante che prende spunto , si ma in dosi assolutamente leggere dal capolavoro di Omero , insomma solo un'ispirazione .Nolan è un gran regista al punto di trasformare, nella mia mente , i 172 minuti del film .in un'attesa di 100 minuti , con le scene che si inseguono quasi senza soluzione di continuità .Come quando si legge un libro e non si è ancora finito una pagina e si pensa già a quella successiva per vedere cosa succederà .La regia è impeccabile e tecnicamente perfetta , gli attori sorprendenti ed intensi ., con una citazione di merito per Anne Hathaway , una Penelope iconica , dolente ma determinata . Matt Damon un Ulisse impeccabile sia da giovane che da più anziano . Robert Pattison un cattivo che più insopportabile non si può . Bravi tutti gli altri anche nelle parti più minimali . Le ambientazioni sono lussureggianti nella loro maestosità , i trucchi poco evidenti e quindi credibili . Le musiche ammiccanti e ammaglianti e si posano nelle tue orecchie con dolcezza e forza a seconda delle scene che accompagnano .
Ho visto il film in un cinema di periferia , la sala era esaurita e all'uscita una coda paziente attendeva di entrare . Gli spettatori erano in prevalenza giovani e festosi , una buona notizia per il cinema tutto .
Bravo Nolan hai fatto centro ancora una volta . Finchè ci sranno registi ed autori come te il "vecchio" cinema , per la data della sua invenzione , esisterà e ci farà passare ottimi momenti della nostra giornata , insomma alla prossima e continua così !
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franco bartoli
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martedì 21 luglio 2026
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l?odissea di omero, l?odissea di nolan
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Nessuno oggi è in grado come Nolan di coniugare la padronanza assoluta del mezzo filmico, nella sua declinazione tecnica più avanzata, con la capacità di scrivere storie che toccano corde psicologiche profonde.
Quella che oggi è nelle sale non è solo l’Odissea di Omero, è l’Odissea di Nolan. Un film che ci riconcilia con il Cinema della grande tradizione, quello capace di meravigliare, emozionare e commuovere.
Chi si aspettasse un action movie hollywoodiano in salsa peplum o approcciasse il film testo alla mano, cercandone la messa in scena didascalica, resterebbe deluso.
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Nessuno oggi è in grado come Nolan di coniugare la padronanza assoluta del mezzo filmico, nella sua declinazione tecnica più avanzata, con la capacità di scrivere storie che toccano corde psicologiche profonde.
Quella che oggi è nelle sale non è solo l’Odissea di Omero, è l’Odissea di Nolan. Un film che ci riconcilia con il Cinema della grande tradizione, quello capace di meravigliare, emozionare e commuovere.
Chi si aspettasse un action movie hollywoodiano in salsa peplum o approcciasse il film testo alla mano, cercandone la messa in scena didascalica, resterebbe deluso.
Il nucleo dell’Odissea, il tema eterno del viaggio dell’uomo dentro sé stesso, viene interpretato da Nolan con un lavoro profondo sulla sceneggiatura e la regia attoriale senza cedere alla tentazione di attualizzare temi che accompagnano l’uomo da sempre.
Per questo ci identifichiamo ancor di più in questo Ulisse, reso umano e credibile da un magnifico Matt Damon, nel suo viaggio fra eventi e simboli, entriamo nel suo continuo riflettere sul senso del vivere, sugli affetti, sulla responsabilità come uomo e come comandante.
La realizzazione filmica è di una qualità altissima ma la tecnica più moderna non è mai finalizzata all’effetto wow, serve invece ad elaborare visivamente i simboli estraendone il significato profondo, a volte inconscio.
La scena del cavallo arenato sulla spiaggia rende il senso della sfida estrema dell’inganno, anche morale, con le inquadrature all’interno sui greci ammassati e semiannegati ma determinati nel loro compito di morte. E i troiani trascinano l’enorme cavallo in città con uno sforzo collettivo che è psicologico, il voler credere all’inganno, all’illusione della pace, prima ancora che fisico.
Colpo di vero genio aver modellato il ciclope sul Saturno di Goya, un’operazione visiva meta-culturale che rende memorabile un momento che nelle varie edizioni dell’Odissea si è sempre scontrato con l’impossibilità della resa realistica.
E questa rielaborazione simbolica e psicologica culturalmente mediata è la cifra che caratterizza anche altri episodi del film.
La maga Circe è una donnetta tranquilla e inoffensiva che trasforma gli uomini in bestie non tanto per la potenza della magia, qui occultata in un disarmante quotidiano, ma perché sa vedere gli aspetti bestiali nascosti nel loro profondo.
Calipso è l’oblio che tanti vorrebbero, trovandolo nei fiori di loto che Ulisse mangia avidamente per cercare pace dai suoi tormenti morali, e nella dolce, lenta, serena accoglienza che la ninfa, resa perfettamente dal viso chiaro e intenso di Charlize Theron, gli offre su spiagge assolate senza confini, su un mare calmo dove il tempo non scorre.
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luciano sibio
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mercoledì 22 luglio 2026
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ulisse il super eroe
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Diciamo la verità ma a Hollywood i film servono a fare soldi in termini di profitti e stipendi per chi ci ha messo del suo,e per fare soldi significa chiamare più gente a vedere il film perchè la gente ci si diverta. Quindi qui, chi rimarca gli strappi dall'originale di Omero, o alcune sviste nella sceneggiatura oppure nella scenografia per cui, non so, si usano navi vichinghe con sopra gli antichi greci, sta solo perdendo tempo e lo sta facendo perdere a chi legge. Il film sotto il punto di vista della gradevolezza scenica e dell'azione è appena sufficente,sicuramente al disotto del "Gladiatore". Alcuni effetti sono simpatici, anche se le ricostruzioni scenografiche alcune volte lasciano un pò a desiderare e si nota troppo il posticcio.
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Diciamo la verità ma a Hollywood i film servono a fare soldi in termini di profitti e stipendi per chi ci ha messo del suo,e per fare soldi significa chiamare più gente a vedere il film perchè la gente ci si diverta. Quindi qui, chi rimarca gli strappi dall'originale di Omero, o alcune sviste nella sceneggiatura oppure nella scenografia per cui, non so, si usano navi vichinghe con sopra gli antichi greci, sta solo perdendo tempo e lo sta facendo perdere a chi legge. Il film sotto il punto di vista della gradevolezza scenica e dell'azione è appena sufficente,sicuramente al disotto del "Gladiatore". Alcuni effetti sono simpatici, anche se le ricostruzioni scenografiche alcune volte lasciano un pò a desiderare e si nota troppo il posticcio. Quello che mi ha colpito invece è che nonostante quanto sopra Nolan fa una scelta di montaggio che mi ha lasciato molto perplesso perchè rinuncia alla consecutio temporum, per cui passato, presente e futuro si intrecciano.Questo succede sempre quando si privilegiano le tematiche o le descrizioni psicologiche, cose che entrano in aperto conflitto però con tutto il resto rendendo meno fluida l'azione e la storia stessa.Anche perchè,Nolan come qualsiasi regista che abita dalle parti di Hollywood non ha nè le capacità intellettuali per farlo in maniera accettabile, nè i giusti appoggi della produzione. Quindi non mi attarderò a sottolineare la pateticità e ruffianeria di certi richiami alle denunce della guerra,all'amore per la pace e per la famiglia. Un discorso a parte merita invece il finale da super eroe di Ulisse ma si sa che chi di Hollywood si ciba di Hollywood deve anche saper digerirne il vacuo .
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marcus
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domenica 19 luglio 2026
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la mia odissea mentale e il gigantismo di nolan
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Avevo pensato in realtà ad un altro titolo per questo post: Dal Kolossal al "Molossal": ma perché Nolan mi vuole togliere il ruolo di spettatore?
E vi spiegherei anche la ratio di questo mio sconcerto di seguito.
E che ci posso fare? Questa ennesima fantasmagoria cinematografica di Nolan proprio non mi va giù. L’odissea di Nolan può risultare indigesta ai puristi e a tutti quelli che aborrono i kolossal o, come dice qualcuno in senso dispregiativo, i "molossal" — un'orrenda crasi tra molosso e colossal per indicare “una gran cagnara di film”, o un "film da cani", se volete. Mi scuso con gli amanti dei cani per l’indebito accostamento (indebito per i cani ovviamente) Una volta si diceva: "Ammirate questo film in tutto lo strabiliante sfavillio del Cinemascope".
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Avevo pensato in realtà ad un altro titolo per questo post: Dal Kolossal al "Molossal": ma perché Nolan mi vuole togliere il ruolo di spettatore?
E vi spiegherei anche la ratio di questo mio sconcerto di seguito.
E che ci posso fare? Questa ennesima fantasmagoria cinematografica di Nolan proprio non mi va giù. L’odissea di Nolan può risultare indigesta ai puristi e a tutti quelli che aborrono i kolossal o, come dice qualcuno in senso dispregiativo, i "molossal" — un'orrenda crasi tra molosso e colossal per indicare “una gran cagnara di film”, o un "film da cani", se volete. Mi scuso con gli amanti dei cani per l’indebito accostamento (indebito per i cani ovviamente) Una volta si diceva: "Ammirate questo film in tutto lo strabiliante sfavillio del Cinemascope". Oggi si dovrebbe dire: "Rifatevi gli occhi con le mirabilie dell'IMAX". E già, perché se non si ha la possibilità di visionare quest'opera nelle sale in grado di proiettarla nel formato originale IMAX 70mm su pellicola, il film perde gran parte del suo fascino. Diciamo che in questo genere di "molossal" l'immagine prevale nettamente sui contenuti, ma per chi ama questo tipo di cinema sarà di sicuro una gran goduria. Trattandosi di "cinema" qualcuno dirà che è l'immagine a dover prevalere su tutto il resto. Non sono d'accordo o meglio l'immagine non deve prevalere ma dovrebbe essere al servizio dei contenuti semmai.
Si dice che la pellicola coinvolga lo spettatore fino a farlo sentire dentro le immagini, dentro lo schermo; insomma, lo spettatore è sempre meno spettatore e si ritrova quasi protagonista del film. Ma può davvero essere questo il futuro del cinema? La distinzione tra attori e spettatori cadrà inesorabilmente e saremo tutti dentro il film? L'abbattimento definitivo della quarta parete sembra ormai alle porte.
Ma è davvero auspicabile una simile prospettiva? E l'assottigliamento sempre più marcato tra rappresentazione e realtà, tra fantasia e vita vera, è davvero da salutare con così grande entusiasmo?
Nessun "cinema" potrà mai rendere perfettamente una storia scritta. Le trasposizioni cinematografiche di un libro ma di un opera scritta in generale, sono fatalmente deludenti, e l'odissea di Nolan non fa eccezione. Dell'Odissea ciascuno di noi si è già fatto il proprio film nella testa, e da un pezzo ormai.
Consiglio invece l'ultimo film di Uberto Pasolini sul tema (Itaca - Il ritorno), dove almeno si può continuare a essere spettatori di un film, l'esame di realtà resiste alla fascinazione di certa tecnologia e la nostra identità è ancora al sicuro.
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[+] e quindi?
(di finmat92)
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(di elhen)
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[+] ulisse come bambino
(di lucio9597)
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ruger357mgm
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sabato 18 luglio 2026
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odisseo che visse molte volte
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Immaginiamo per un attimo che questo film non avesse immagini.Come era nella notte dei tempi quando un aedo, cieco come il padre Tiresia, indovino che fu uomo e donna, cominciò a declamare a sola voce, in rima e cantando, l'eterna lotta tra il bene e il male, tra amore e morte, tra Achei e Troiani, tra i bizzosi Dei e un uomo recalcitrante al fato.E immaginiamo adesso che il film che abbiamo appena visto fosse invece privo del sonoro, moncò cioé di una non indimenticabile sceneggiatura. Grazie alle magie holliwoodiane le immagini della storia che giá sappiamo ci arrivano potenti, immediate, nitide, afferriamo anche Atena che veglia e protegge il suo favorito. Avremmo saputo cogliere lo stesso il racconto a più voci che si accavallano, quello di Ulisse a Calipso e viceversa, quello di Menelao a Telemaco, quello di Ulisse a Penelope.
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Immaginiamo per un attimo che questo film non avesse immagini.Come era nella notte dei tempi quando un aedo, cieco come il padre Tiresia, indovino che fu uomo e donna, cominciò a declamare a sola voce, in rima e cantando, l'eterna lotta tra il bene e il male, tra amore e morte, tra Achei e Troiani, tra i bizzosi Dei e un uomo recalcitrante al fato.E immaginiamo adesso che il film che abbiamo appena visto fosse invece privo del sonoro, moncò cioé di una non indimenticabile sceneggiatura. Grazie alle magie holliwoodiane le immagini della storia che giá sappiamo ci arrivano potenti, immediate, nitide, afferriamo anche Atena che veglia e protegge il suo favorito. Avremmo saputo cogliere lo stesso il racconto a più voci che si accavallano, quello di Ulisse a Calipso e viceversa, quello di Menelao a Telemaco, quello di Ulisse a Penelope. La fotografia di Nolan, che non smentisce le nouances tendenti al cupo, restituisce drammaticitá ai racconti, caratterizzando un rapporto claustrofobico con il mare giá emerso in Dunkirk. La narrazione dobbiamo immaginarla come la vivrebbe un borghese del Midwest e non noi colti europei con i nostri licei classici e l'epica insegnata alle Medie. Perdoniamo quindi sottigliezze che fanno storecere il naso agli addetti ai lavori e approviamo lo sforzo pedagogico che forse potrá portare al cinema anche quelli che guardano trasmissioni televisive trash in cui si parla di altre isole, complici una Charlize Theron da urlo e un Robert Pattinson cattivissimo e assetato di sangue...La durata del film giustifica il prezzo del biglietto e il profluvio di mari tempestosi e guerrieri spietati ci fanno tornare ad una dimensione fanciullesca, anche se qualche riflessione sulla decadenza del nostro mondo rimane impressa. Damon all'altezza della prova, omerica e in odor di statuetta. Penelope a noi piaceva di più francese.
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rosmersholm
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sabato 18 luglio 2026
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baracconata manierista
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Naturalmente nessuno può imputare a Nolan di avere fatto la sua versione dell'Odissea, con un cast che è un meltig-pot di attori bolsi ed indadeguati, scelti sulla base delle regole commerciali e di convenienza hollywoodiane. Con delle scelte scenografiche e costumistiche che sfondano il muro del ridicolo: dall'armatura di Menelao a quelle dei Lestrigoni, i compagni di Odisseo perennemente con corazze ed elmi anche quando vogano su navi vichinghe, Calipso vestita come una frequentatrice dei un bagno di lusso a Forte dei Marmi, ecc. Ma davvero non si può essere indifferenti di fronte alla mistificazione ideologica di Odisseo, che qui diventa un uomo moderno tormentato dal rimorso per il dolore inferto con la distruzione di Troia.
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Naturalmente nessuno può imputare a Nolan di avere fatto la sua versione dell'Odissea, con un cast che è un meltig-pot di attori bolsi ed indadeguati, scelti sulla base delle regole commerciali e di convenienza hollywoodiane. Con delle scelte scenografiche e costumistiche che sfondano il muro del ridicolo: dall'armatura di Menelao a quelle dei Lestrigoni, i compagni di Odisseo perennemente con corazze ed elmi anche quando vogano su navi vichinghe, Calipso vestita come una frequentatrice dei un bagno di lusso a Forte dei Marmi, ecc. Ma davvero non si può essere indifferenti di fronte alla mistificazione ideologica di Odisseo, che qui diventa un uomo moderno tormentato dal rimorso per il dolore inferto con la distruzione di Troia. E' una mistificazione dettata forse dall'ignoranza o forse dalle convenienze produttive, che stravolge completamente il senso dell'opera ed il motore drammaturgico che ha il punto focale nell'hybris di Odisseo quando si manifesta col suo nome al Ciclope, figlio di Poseidone, rompendo così l'equilibrio con gli dei. E lo costringe poi a percorrere la strada inversa a Itaca, dove deve continuamente negare il suo nome fino al riconoscimento di Penelope con l'espediente del letto nuziale (patetica la trovata della spilletta di Nolan). Varrebbe la pena ricordare che dopo la strage dei Proci, Telemaco ed Odisseo scatenano la vendetta anche sulle ancelle, sterminandole con atroci tormenti... ma era davvero troppo per l'inane critica cinematografica. Quello su cui sono però abili i collaboratori del regista, è nel montaggio in una sorta di media-res ripetuta e sostenuta da un bombardamento sinestetico, che induce lai narcosi dello spirito analitico dello spettatore. Rossi e Bava (ed anche l'amato Piavoli) battono Nolan dieci a zero.
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muttley72
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sabato 18 luglio 2026
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l''amatriciana scomposta di nolan
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Parto dal presupoposto che sapevo vagamente delle critiche su questo film e che ho cercato di non tenerne conto per non farmi influenzare troppo quando oggi mi sono recato a vederlo, premetto altresì che ho visto in vita mia sia l Ulisse con kirk Douglas protagonista che quello della Rai con Irene Papas nei panni di Penelope (....e di entrambi ho il dvd). Mi paiccino anche se sono manieristici e forse per le mode di oggi troppo "banali" Premetto infine che quando ci si trovi davanti all'Odissea (racconto lunghissimo e ricco di vicende e dettagli) è ovvio che occorra sempre fare una "sintesi" e lasciare qualcosa fuori dal film e questo è appunto il mestiere dello sceneggiatore e/o del regista.
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Parto dal presupoposto che sapevo vagamente delle critiche su questo film e che ho cercato di non tenerne conto per non farmi influenzare troppo quando oggi mi sono recato a vederlo, premetto altresì che ho visto in vita mia sia l Ulisse con kirk Douglas protagonista che quello della Rai con Irene Papas nei panni di Penelope (....e di entrambi ho il dvd). Mi paiccino anche se sono manieristici e forse per le mode di oggi troppo "banali" Premetto infine che quando ci si trovi davanti all'Odissea (racconto lunghissimo e ricco di vicende e dettagli) è ovvio che occorra sempre fare una "sintesi" e lasciare qualcosa fuori dal film e questo è appunto il mestiere dello sceneggiatore e/o del regista.
Ebbene avendo a disposizione un cast di buoni attori (almeno 5-6) e ben 3 ore di film (...tanto dura la pellicola che forse si intitola Odissea per questo) Nolan avrebbe potuto tentare di fare un suo film abbastanza fedele alla storia originale (tanto ci si aspetta se si intitola "Odissea", parla di Ulisse e non è una storia "ispirata a"...), invece si cimenta in una storia che si sviluppa con molti deja-vu e con pochi episodi tra tutti quelli principali e comunque anche quelli che narra li LUI storpia (Circe la maga non si immanora di Ulisse, Penelope lo riconosce da una spilla e non dal famoso letto-talamo costruito su una base di alberto posto nella loro stanza, non c'è Nausica regina dei Feaci e Ulisse lo ritroviamo a Itaca subito dopo i "fiori di loto" datigli dalla Ninfa Calipso (....e non dai Lotofagi), Polifemo non viene. ubricato (forse sono tutti astemi) ma solo accecato senza averci nemmeno parlato un pò non sembra un pastore ma un alieno di Alien e l unico occhio lo ha verticale e non orizzontale (forse era troppo banale) . Non sono "licenze" ma vere storpiature gravi e QUINDI una scolaresca non potrebbe andare al cinema a vedere il film perchè se non avesse letto prima il libro ne uscirebbe con una memoria totalmente falsata. Poi ci sono alcune licenze anche nelle armi e nelle armature e forse anche nelle navi...per non farsi mancare nulla.
Ci sarà chi difende Nolan dicendo che è la sua versione "non banale", ma io preferisco l'amatriciana originale a quella c.d. "scomposta" in cui ti portano l'uovo dentro una scodella a parte, un paittino separato col guanciale e la pasta lessa in un terzo piatto (magari anche poca e messa a riccio).
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[+] errata corrige
(di muttley72)
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finmat92
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lunedì 20 luglio 2026
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il film epico che non mi ha deluso
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Un ottimo fim, veramente con certi picchi che non sono comuni lato tecnico, e pellicole così non escono tutti i giorni. Sono contento di esserlo andato a vedere in una sala IMAX e non aver ceduto alle critiche che i detrattori(?) di Nolan, prima dell'uscita in sala, hanno mosso andando ad ingigantire certi piccoli difetti. Non è un capolavoro in senso assoluto, è certamente un film epico a cui non manca l'epicità, non è solenne come può essere Dune, il che per me è solo che un bene, ma sa mantenere un buon ritmo dall'inizio alla fine spezzando le scene ed intervallandole con intelligenza.
A livello tecnico primo film girato interamente in IMAX e su questo nulla da dire, un film da esperienza cinema al 102%.
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Un ottimo fim, veramente con certi picchi che non sono comuni lato tecnico, e pellicole così non escono tutti i giorni. Sono contento di esserlo andato a vedere in una sala IMAX e non aver ceduto alle critiche che i detrattori(?) di Nolan, prima dell'uscita in sala, hanno mosso andando ad ingigantire certi piccoli difetti. Non è un capolavoro in senso assoluto, è certamente un film epico a cui non manca l'epicità, non è solenne come può essere Dune, il che per me è solo che un bene, ma sa mantenere un buon ritmo dall'inizio alla fine spezzando le scene ed intervallandole con intelligenza.
A livello tecnico primo film girato interamente in IMAX e su questo nulla da dire, un film da esperienza cinema al 102%. Purtroppo l'audio sparato a palla ha fatto si che i miei timpani esplodessero in determinati punti, non se è stato dovuto ad una pessima gestione dell'audio da parte dei gestori della sala o del team sonoro di Nolan.
Parlando brevemente della trama senza fare spoiler per chi conosce l'opera di Omero, per me è riuscita. Ciò che mi preoccupava tanto, ascoltando e leggendo le critiche mosse, prima dell'uscita in sala, era che Nolan si fosse preso così tante libertà creative che avrebbe stravolto il senso dell'opera originale andando ad intaccare gli elementi critichi dell'avventura di Ulisse, quando così non è stato. Come chi vuol farti credere che, andando in un certo ristorante, ti verrà servito un merdone gigante, ma andandoci e provando di persona noti un piatto masterchef con un piccolo pelo, il pelo è presente e dà fastidio, certo, ma è un pelino in un piatto da 3 stelle michelin. Vero, i costumi non sono accurati al 100%, un po' come gli spartani in 300, ma non stonano. L'armatura pacchiana simil Batman ci sta per il personaggio che la indossa, ed è una sola.
Il cast? unici due nei sono Ellen Page e Lupita Nyong'o, però entrambi appaiono in 2-3 scene per poco tempo che, in 172 minuti di film, te li fai scorrere senza troppi problemi. Una è un personaggio totalmente secondario e l'altra è Elena di Troia, forse il difetto più grande del film. Tuttavia sono convinto che con una discussione faccia a faccia con il caro Menelao tutti starebbero zitti quando il re di Sparta tuonerebbe "state dicendo che mia moglie non è la più bella?". Riderei. Io ben accetto che, in una cultura multietnica e meticcia come quella mediterranea e greca, qualche pelle scura possa apparire ANCHE per ruoli importanti. Se si accetta che esistano due interpretazioni rappresentative per Scilla (idra a 6 teste o corpo femminile), si può anche dire che non è il colore bianco della pelle a rendere universalmente bella una donna.
Trovo che è mancata anche un po' di cura nel dettaglio fisico degli attori, laddove ti aspetti barbe incolte, capelli lunghi, pelle ustionata dal sole, corpi dimagriti e deperiti a causa del digiuno trovi uomini palestrati in forma con capelli e barba ordinati, si poteva lavorare di più su questo aspetto. Il film manca anche di certe scene coreaografiche o iconiche che sappiano regalare una immortalità alla Il Gladiatore o Troy per capirci, almeno secondo me.
Pellicola, al netto dell'audio spaccatimpani, da 9+/9,5, ergo 5 stelle.
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lauraslener@yahoo.it
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martedì 21 luglio 2026
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il ritorno dalla guerra
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Tanto è stato pubblicato sull'ultima opera di Nolan e tanti spettatori sono corsi a vede Odissea. Il successo di Nolan però é la riconferma del successo dell' intramontabile opera omerica che dopo 3000 anni riesce ancora a suscitare stupore e meraviglia : un plot perfetto.
Ma Nolan sarà stato fedele all'originale? Impossibile porsi questa domanda perché ogni traduzione e trasposizione diventa opera a sé, autonoma e libera.
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Tanto è stato pubblicato sull'ultima opera di Nolan e tanti spettatori sono corsi a vede Odissea. Il successo di Nolan però é la riconferma del successo dell' intramontabile opera omerica che dopo 3000 anni riesce ancora a suscitare stupore e meraviglia : un plot perfetto.
Ma Nolan sarà stato fedele all'originale? Impossibile porsi questa domanda perché ogni traduzione e trasposizione diventa opera a sé, autonoma e libera. L'originale è lo spunto , l'ispirazione, ma non sarà mai l'archetipo da riprodurre con fedeltà assoluta.
Non ho mai visto un'Edipo uguale all'altro, o una Medea uguale all'altra.
L'Odissea omerica è un'opera ricca e sfaccettata che si presta a infinite interpretazioni e lettura: il viaggio, la metafora della vita, la vendetta, l'amore appassionato dei personaggi femminili, l'avventura, il Mediterraneo, l' esilio, il desiderio di conoscenza, il rapporto padre- figlio, gli incontri con il diverso, la guerra ecc. Nolan ha colto un aspetto dell'opera, più vicino alla sua sensibilità, e lo ha enfatizzato, reso tema fondante del suo lavoro.
La vera domanda non è se è stato fedele all'originale, ma se è riuscito a comunicare la sua intuizione, la sua personale lettura dell'Odissea. L'Odissea di Nolan ci ha conquistati? Cosa resterà di questo film nel tempo?
Opere fantastiche create con tecnologie straordinarie e costosissime possono risultare datate tra 50 anni, perché la tecnica offre soluzioni sempre più sofisticate per stupirci. Nolan ha voluto solo farci dire wow con la sua IMAX o qualcosa di più che resterà nella storia del cinema?
Io credo che i sensi di colpa di Odisseo per aver conquistato Troia con l'inganno e le immagini devastanti della guerra, la crudeltà dei guerrieri, il fuoco, il sangue che pulsano nella memoria di Odisseo, siano il tema centrale dell'opera di Nolal. La perenne solitudine e il rimorso del guerriero-eroe danno a quest'opera una dimensione universale e attuale.
Vivere la distruzione violenta di uno scontro bellico, la carneficina, lo sventramento di una città, non dà possibilità di scampo nemmeno ai sopravvissuti. I veri morti sono coloro che restano.
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