La protagonista Mabel, una giovane amante della natura, utilizza una tecnologia rivoluzionaria per trasferire la propria mente in animali robotici, esplorando il mondo naturale e vivendo un’avventura dal forte sapore ecologico.
Torna la Pixar con una nuova pellicola che già dalla sinossi lascia intuire chiaramente dove vuole andare a parare: vivere in armonia con la natura potrebbe essere l’unica via di fuga da un’epoca fatta di soprusi, incarnati dal personaggio del sindaco, e di cieca fame di potere, rappresentata dalla farfalla.
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La protagonista Mabel, una giovane amante della natura, utilizza una tecnologia rivoluzionaria per trasferire la propria mente in animali robotici, esplorando il mondo naturale e vivendo un’avventura dal forte sapore ecologico.
Torna la Pixar con una nuova pellicola che già dalla sinossi lascia intuire chiaramente dove vuole andare a parare: vivere in armonia con la natura potrebbe essere l’unica via di fuga da un’epoca fatta di soprusi, incarnati dal personaggio del sindaco, e di cieca fame di potere, rappresentata dalla farfalla.
Uno degli aspetti più interessanti del film è l’assenza di una divisione netta tra buoni e cattivi. Persino la protagonista, nonostante le sue nobili intenzioni, commette errori che rischiano di provocare conseguenze irreparabili. Un’idea interessante sulla carta, che però non sempre trova una piena realizzazione sullo schermo.
Il problema è che, nel tentativo di ribadire il messaggio a tutti i costi, la struttura del film finisce per scricchiolare. Il ritmo è zoppicante e i personaggi sembrano uscire da uno stampo ormai troppo riconoscibile: gli anziani sono immancabilmente saggi e un po’ svitati, i ricchi sempre arroganti e viziati, mentre i protagonisti restano i soliti solitari presi di mira da tutti.
Serve un cambio di marcia. In Jumpers, così come nel precedente Elio, si ha spesso la sensazione di assistere a un film che procede con il pilota automatico. La creatività e la freschezza che per anni hanno reso Pixar uno studio capace di sorprendere sembrano, almeno per ora, un po’ appannate.
In attesa di Toy Story 5, con il timore che possa trasformarsi nell’ennesima critica alla tecnologia, resta la speranza di ritrovare presto la Pixar dei tempi migliori: quella capace di regalarci opere come Coco, Inside Out e Wall-E.
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