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giovanni
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giovedì 23 luglio 2020
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i due mostri sacri della recitazione
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Ho visto per la prima volta questo film nei giorni scorsi, alla mia tenera età di 66 aa. Sono rimasto stupefatto ed estasiato, e mi sono pentitoo di aver aspettato così tanto tempo prima di vederlo: mai mi sarei aspettato una piéce così pregnante e una capacità recitativa come quella dei 4 protagonisti. Tanto di cappello al regista, al suo primo film. La Taylor e Burton sono due mostri sacri di recitazione, commoventi nei loro personaggi. Penso che anche Burton avrebbe meritato l'Oscar. Merita sicuramente di entrare nella lista dei 100 film da non perdere.
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stenoir
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venerdì 4 marzo 2016
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guerra totale, martha?
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George e Martha, una coppia di mezza età appena rientrata a casa da una festa, iniziano immediatamente a insultarsi e il meglio (o sarebbe giusto dire il peggio) lo danno alla presenza di due giovani sposi invitati precedentemente da Martha. Si rinfacciano in continuazione ciò che sono, quello che hanno fatto e soprattutto che non hanno fatto fino a raggiungere il climax riguardante quel "piccolo bastardo" del figlio, per poi arrivare apparentemente ad una riconciliazione finale. Tratto da un opera teatrale di Edward Albee, il film risente in parte del mezzo secolo trascorso; quello che a suo tempo fu un' opera "rivoluzionaria" per gli standard Hollywoodiani con una sceneggiatura colma di linguaggio scurrile, rancore e odio fece a suo modo scalpore.
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George e Martha, una coppia di mezza età appena rientrata a casa da una festa, iniziano immediatamente a insultarsi e il meglio (o sarebbe giusto dire il peggio) lo danno alla presenza di due giovani sposi invitati precedentemente da Martha. Si rinfacciano in continuazione ciò che sono, quello che hanno fatto e soprattutto che non hanno fatto fino a raggiungere il climax riguardante quel "piccolo bastardo" del figlio, per poi arrivare apparentemente ad una riconciliazione finale. Tratto da un opera teatrale di Edward Albee, il film risente in parte del mezzo secolo trascorso; quello che a suo tempo fu un' opera "rivoluzionaria" per gli standard Hollywoodiani con una sceneggiatura colma di linguaggio scurrile, rancore e odio fece a suo modo scalpore. Ora, a distanza di tutto questo tempo, l'impatto del film si è logicamente attenuato, ma rimangono comunque alcune cose notevoli come la performance della Taylor, premiata con l' oscar e la fotografia in bianco e nero di Haskell Wexler (anch'egli vincitore della statuetta). Tre stelle e mezzo
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il befe
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domenica 1 marzo 2015
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capolavoro
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radiante
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sabato 8 ottobre 2011
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gioco di ruolo: la vita all'inferno
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Se c'è qualcuno che pensa che i "giochi di ruolo" siano nati negli ultimi decenni, guardi questo film: avrà modo di ricredersi.
Un film che mette in bella mostra la follia, l'assurdità, il dolore che, delle vite apparentemente normali, possono celare sotto un esile strato di epidermide.
E, levata l'epidermide, c'è tanto dolore.
Una coppia, in cui marito e moglie sono cilicio l'un per l'altro. Tanto da sembrare due anime all'inferno, condannate a stare incatenate insieme e a tormentarsi vicendevolmente.
Una sera, nel loro girone, si imbatte un'altra coppia, la cui epidermide verrà altrettanto scorticata. Il tutto assume i contorni fumosi e angoscianti di un sabbah, di un'orgia di alcool e disperazione, in cui gli argini della normalità, nonostante le resistenze, sono fatalmente destinati a saltare.
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Se c'è qualcuno che pensa che i "giochi di ruolo" siano nati negli ultimi decenni, guardi questo film: avrà modo di ricredersi.
Un film che mette in bella mostra la follia, l'assurdità, il dolore che, delle vite apparentemente normali, possono celare sotto un esile strato di epidermide.
E, levata l'epidermide, c'è tanto dolore.
Una coppia, in cui marito e moglie sono cilicio l'un per l'altro. Tanto da sembrare due anime all'inferno, condannate a stare incatenate insieme e a tormentarsi vicendevolmente.
Una sera, nel loro girone, si imbatte un'altra coppia, la cui epidermide verrà altrettanto scorticata. Il tutto assume i contorni fumosi e angoscianti di un sabbah, di un'orgia di alcool e disperazione, in cui gli argini della normalità, nonostante le resistenze, sono fatalmente destinati a saltare.
Solo la luce del giorno rimette tutto sotto l'apparenza rassicurante della ragione.
Un film profondo e angosciante, ma lontano, non immediato. Nonostante la qualità elevatissima e la prova indimenticabile degli attori, rischia in più punti, a mio avviso, di risultare sonnolento.
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ralphscott
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lunedì 8 febbraio 2010
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sublime delirio
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Ordinario e straordinario delirio di una coppia di naufraghi. Burton e la Taylor sono gli eccezionali interpreti,alla deriva in un mare di alcol e disperazione,tenerezza,atrocità. Nel gioco al massacro coinvolgono una coppia di giovani (in realtà le due donne hanno quasi la stessa età,ma il trucco inganna),esaltandone ben presto il lato oscuro. Recitazione sopra le righe,costantemente,ma mai Oscar furono più meritati. Divertente per via delle numerose battute al fulmicotone. Ipnotico. Indimenticabile
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stefano
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mercoledì 28 gennaio 2009
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chi ha paura di virginia woolf
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vorrei sapere se il film esiste in versione DVD
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(di ralphscott)
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io
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venerdì 16 gennaio 2009
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chi ha paura del lupo cattivo?
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Film sicuramente particolare le scene si susseguono velocemente toccando dei picchi estremi: scene in cui il ritmo è lento (come ad esempio il dialogo dei due uomini in giardino), e scene che accelerano gradualmente fino al punto in cui i personaggi sfiorano (o forse la raggiungono) la follia.
Durante tutto il film non si può fare altro che assistere al teatro messo in scena da marito e moglie,e forse noi spettatori ci sentiamo un pò come quella giovane coppia: inizialmente avvertiamo il disagio, successivamente restiamo stupiti ed infine siamo solo confusi. Si segue la trama credendo alle parole dei protagonisti senza però mai trovare il punto focale, come se qualcosa ci stesse sfuggendo; per poi arrivare alla fine e capire che tutto non è stato altro che la costruzione assurda di una coppia stanca (lui appare da subito come un frustrato che subisce la figura della moglie, e lei invece è un'alcoolizzata senza alcun equilibrio) una coppia che invita dei perfetti estranei in casa (per una notte che pare interminabile) e gioca, gioca ad iventare una vita che non esiste, una vita nella quale si immedesima così tanto che alla fine quando il marito "uccide" l'invenzione del figlio, la moglie è veramente disperata.
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Film sicuramente particolare le scene si susseguono velocemente toccando dei picchi estremi: scene in cui il ritmo è lento (come ad esempio il dialogo dei due uomini in giardino), e scene che accelerano gradualmente fino al punto in cui i personaggi sfiorano (o forse la raggiungono) la follia.
Durante tutto il film non si può fare altro che assistere al teatro messo in scena da marito e moglie,e forse noi spettatori ci sentiamo un pò come quella giovane coppia: inizialmente avvertiamo il disagio, successivamente restiamo stupiti ed infine siamo solo confusi. Si segue la trama credendo alle parole dei protagonisti senza però mai trovare il punto focale, come se qualcosa ci stesse sfuggendo; per poi arrivare alla fine e capire che tutto non è stato altro che la costruzione assurda di una coppia stanca (lui appare da subito come un frustrato che subisce la figura della moglie, e lei invece è un'alcoolizzata senza alcun equilibrio) una coppia che invita dei perfetti estranei in casa (per una notte che pare interminabile) e gioca, gioca ad iventare una vita che non esiste, una vita nella quale si immedesima così tanto che alla fine quando il marito "uccide" l'invenzione del figlio, la moglie è veramente disperata.
bel film :-D
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antonella
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lunedì 21 aprile 2008
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grandissimo in un interno
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film culto, grandissimo e fascinosissimo per testo di Albee, regia,interpreti, è un bianco e nero anni '60 tutto da godere e da soffrire. Realistico e vitale, ammorbato di parole al curaro e rimpianti alcolici ma tenero come la luna piena che perseguita le loro notti. Marta e George Washington sono più sexy delle coppie d'oggi...
Assolutamente imperdibile. Teatrale come pochi, Liz e Dick superbi padroni di casa.
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sixoclock
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giovedì 17 aprile 2008
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hei
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Se non per la sua trama, poco chiara e molto contorta, il film brilla per le ottime interpretazioni degli attori. Tutto si svolge in poche ore in una sola notte. I vocaboli usati ed i registri sono sintomi di un'america che guarda al progresso ma rimane ben ancorata agli schemi del passato.
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stefania
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sabato 19 gennaio 2008
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tutti gli aspiranti attori dovrebbero averlo visto
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Nonostante le tematiche del tutto sorpassate,Burton e Taylor danno per tutto il lungo film, prova di straordinarie capacità interpretative,ed espressive, che regalano al film un ritmo quasi frenetico,pur mancando l'azione. Un saggio di bravura su cui ogni aspirante attore dovrebbe soffermarsi.
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