|
|
decatur555
|
domenica 27 settembre 2026
|
quando avere tutto non basta a riempire niente
|
|
|
|
La mia prima reazione davanti a Daniel Plainview è stata di rifiuto. È un uomo difficile da sopportare: freddo, diffidente, aggressivo e mosso da un bisogno quasi patologico di dominare gli altri. Eppure proprio qui si trova gran parte della forza de Il petroliere. Paul Thomas Anderson non cerca mai di farci ammirare il protagonista né di offrirgli una giustificazione rassicurante. Ci costringe a trascorrere ore con un uomo la cui ambizione sembra crescere allo stesso ritmo della sua incapacità di entrare in relazione con gli altri.
Daniel Day-Lewis offre un''interpretazione monumentale. C''è qualcosa di quasi animalesco in Plainview: la voce, la postura, il modo di guardare e quella sensazione costante che stia calcolando ciò che può ottenere da ogni persona.
[+]
La mia prima reazione davanti a Daniel Plainview è stata di rifiuto. È un uomo difficile da sopportare: freddo, diffidente, aggressivo e mosso da un bisogno quasi patologico di dominare gli altri. Eppure proprio qui si trova gran parte della forza de Il petroliere. Paul Thomas Anderson non cerca mai di farci ammirare il protagonista né di offrirgli una giustificazione rassicurante. Ci costringe a trascorrere ore con un uomo la cui ambizione sembra crescere allo stesso ritmo della sua incapacità di entrare in relazione con gli altri.
Daniel Day-Lewis offre un''interpretazione monumentale. C''è qualcosa di quasi animalesco in Plainview: la voce, la postura, il modo di guardare e quella sensazione costante che stia calcolando ciò che può ottenere da ogni persona. A tratti la recitazione può sembrare eccessiva, ma quell''eccesso si adatta anche a un personaggio che sembra sempre sul punto di diventare una caricatura di se stesso. La sua presenza domina completamente il film.
La cosa più interessante è che l''ambizione non viene presentata solo come desiderio di denaro. Plainview vuole vincere. Il petrolio conta perché significa potere, ma ciò che sembra muoverlo davvero è dimostrare che nessuno può stare sopra di lui. Il successo economico non lo tranquillizza; al contrario, sembra alimentare il suo disprezzo per il resto del mondo.
Per questo funziona così bene il rapporto con Eli Sunday. Non sono semplici avversari. Sono due uomini ossessionati dall''esercitare autorità da posizioni diverse: uno attraverso il denaro, l''industria e la proprietà; l''altro attraverso la religione, la comunità e l''influenza. Hanno bisogno l''uno dell''altro, ma nessuno dei due sopporta di riconoscere il potere dell''altro. Ogni incontro diventa una battaglia di ego in cui umiliare l''avversario conta quasi quanto ottenere qualcosa.
Paul Dano regge molto bene quello scontro. Il suo Eli è irritante e fragile allo stesso tempo. Di fronte al peso fisico di Day-Lewis, rappresenta un altro tipo di dominio, più teatrale e spirituale, ma non necessariamente meno interessato. Anderson non presenta capitale e religione come due forze completamente opposte, bensì come due sistemi capaci di competere per le stesse persone e lo stesso territorio.
Il film possiede anche una enorme forza visiva. Robert Elswit trasforma i paesaggi secchi e aperti in qualcosa di quasi ostile, mentre il petrolio appare come una promessa di ricchezza che finisce per sporcare tutto. Alcune immagini sembrano parlare da sole di progresso, sfruttamento e distruzione senza bisogno di spiegare troppo.
La musica di Jonny Greenwood contribuisce enormemente a quella sensazione di minaccia. Non accompagna il film in modo convenzionale: inquieta, anticipa la tensione e trasforma alcuni momenti in qualcosa di quasi astratto. Il film sembra costantemente sul punto di spezzarsi, come se sotto ogni conversazione aspettasse una forma di violenza.
La durata si sente, e ci sono momenti in cui sostenere quella intensità così a lungo può risultare estenuante. Capisco anche chi vede una certa grandiosità eccessiva in Day-Lewis o nella messa in scena stessa. Ma anche quando esagera, il film possiede una personalità così forte che rimane difficile distogliere lo sguardo.
Ciò che mi resta soprattutto è l''idea di un uomo che ottiene sempre di più e sembra rimanere con sempre meno. La ricchezza non riempie il vuoto, la competizione non finisce mai e dominare gli altri non sostituisce un rapporto autentico con loro.
Il petroliere è oscuro, scomodo e a tratti grottesco, ma anche profondamente affascinante. Non mi emoziona quanto altri grandi film perché il protagonista mantiene sempre una distanza emotiva sgradevole, ma proprio quel disagio fa parte della sua identità. È il ritratto di un''ambizione che finisce per diventare non una forma di successo, ma una forma di isolamento.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a decatur555 »
[ - ] lascia un commento a decatur555 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tunaboy
|
martedì 29 giugno 2021
|
recensione il petroliere
|
|
|
|
Il titolo italiano, “Il Petroliere”, non rende minimamente l’epicità che ci viene offerta dalla versione inglese: la frase “there will be blood” (letteralmente “ci sarà del sangue”) suona come una profezia di biblica memoria, monito di ciò che sta per dispiegarsi sullo schermo.
“There Will Be Blood”, infatti, personifica i volti più oscuri dell’animo umano nel suo protagonista, Daniel Plainview: materialista e sociopatico, dedica la sua intera vita ad accumulare immense quantità di denaro grazie alla sua compagnia petrolifera.
[+]
Il titolo italiano, “Il Petroliere”, non rende minimamente l’epicità che ci viene offerta dalla versione inglese: la frase “there will be blood” (letteralmente “ci sarà del sangue”) suona come una profezia di biblica memoria, monito di ciò che sta per dispiegarsi sullo schermo.
“There Will Be Blood”, infatti, personifica i volti più oscuri dell’animo umano nel suo protagonista, Daniel Plainview: materialista e sociopatico, dedica la sua intera vita ad accumulare immense quantità di denaro grazie alla sua compagnia petrolifera. Quello a cui lui aspira, però, si spinge molto più in là: vuole ergersi al di sopra di ogni altro sporco essere umano, isolandosi nella sua torre d’avorio costruita con gloria e rabbia. Così Plainview si trasforma in un uomo marcio, consumato dal suo stesso odio e abbandonato da chiunque.
“Magnum opus” del maestro del cinema contemporaneo Paul Thomas Anderson, “There Will Be Blood” è un’opera grandiosa in ogni suo aspetto: le ambientazioni western o la colonna sonora “alla Morricone” sono solo la cornice dell’immenso spettacolo che prende vita sullo schermo. Un magnetico Daniel Day-Lewis (interprete del Daniel Plainview di cui parlavamo prima) dà vita ad una delle sue interpretazioni più brillanti, creando un mostro di rabbia e odio che sembra uscito da un film horror; allo stesso modo, il resto del cast ci delizia con una recitazione da manuale: tra di loro spicca un Paul Dano al massimo delle proprie potenzialità, interprete di un ambizioso prete di provincia, principale antagonista del nostro anti-eroe.
Ogni altro aspetto di questo film aiutano ad ergerlo a quello che può essere considerato, a mio parere, uno dei più grandi capolavori di tecnica del cinema contemporaneo.
Inoltre, questa immensa maestria è messa al servizio di una grandissima storia: quella che ad un primo sguardo disattento può sembrare una semplice biografia dai sapori western, dopo una semplice analisi critica si trasforma in una immensa allegoria del capitalismo spietato che governa i nostri tempi. Plainview non è, infatti, un semplice magnate, ma è IL magnate, personificazione del capitalismo stesso, ormai trasformatosi in uno spietato mostro.
Anderson mette anche in ridicolo la natura stessa del capitalismo: l’incessante e morboso accumulo di beni sembra perdere qualunque senso razionale, se non quello di poter soddisfare l’istinto fine a sé stesso del voler prevalere sul prossimo.
Inoltre, è interessante notare quanto i due pilastri fondatori degli USA, ovvero, appunto, il capitalismo e il cristianesimo, sembrino essere in una inconciliabile contrapposizione: personificati nei personaggi di Day-Lewis e Dano, questi si trovano in un perenne ed inevitabile contrasto, data l’aspirazione che entrambi possiedono di voler prevalere sul rivale.
Così Anderson riesce a dare forma ad una pungente ed inaspettata critica all’America conservatrice in uno dei migliori film del secolo corrente.
Voto: 5/5
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a tunaboy »
[ - ] lascia un commento a tunaboy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
castelmagno
|
mercoledì 30 dicembre 2020
|
a proposito di corazzate.
|
|
|
|
Sicuramente i tuoi attori preferiti devono essere Boldi e Jerry Calà.
|
|
|
[+] lascia un commento a castelmagno »
[ - ] lascia un commento a castelmagno »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesco
|
lunedì 27 luglio 2020
|
film sopravvaluto
|
|
|
|
È un film che non dice nulla
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco »
[ - ] lascia un commento a francesco »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
samkok88
|
mercoledì 20 febbraio 2019
|
per ora il mio preferito
|
|
|
|
Fino a questo momento è il livello più alto di cinema raggiunto (ovviamente per i miei gusti). Le emozioni che mi manda questo film sono forti, la tecnica del regista è straordinaria, l'interpretazione di DDL è da Oscar. Niente da aggiungere
|
|
|
[+] lascia un commento a samkok88 »
[ - ] lascia un commento a samkok88 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cinephilo
|
venerdì 16 novembre 2018
|
il capolavoro di tutti i capolavori
|
|
|
|
Premetto una cosa : siamo di fronte a due capolavori assoluti : il film e l'interpretazione di Daniel Day Lewis. Il film di P.T. Anderson, perfetto nella regia e nella sceneggiatura, è quello che io reputo il più grande film mai girato in assoluto. Una spettacolare quanto mai originale deuncia del rapporto malato tra evangelismo e capitalismo, tra le due forme più grandi di potere e manipolazione delle masse. Il rapporto tra i due protagonisti ,un cinico e spietato petroliere senza scrupoli ed un predicatore della terza rivelazione (l'ottimo Paul Dano), che delinea e caratterizza tutto il film è a dir poco esaltante (talvolta esilarante) geniale e pieno di colpi di scena.
[+]
Premetto una cosa : siamo di fronte a due capolavori assoluti : il film e l'interpretazione di Daniel Day Lewis. Il film di P.T. Anderson, perfetto nella regia e nella sceneggiatura, è quello che io reputo il più grande film mai girato in assoluto. Una spettacolare quanto mai originale deuncia del rapporto malato tra evangelismo e capitalismo, tra le due forme più grandi di potere e manipolazione delle masse. Il rapporto tra i due protagonisti ,un cinico e spietato petroliere senza scrupoli ed un predicatore della terza rivelazione (l'ottimo Paul Dano), che delinea e caratterizza tutto il film è a dir poco esaltante (talvolta esilarante) geniale e pieno di colpi di scena. Il male, l'avidità e l'eco-distruzione avanzano imperterriti mentre l'ipocrisia di chi manipola subdolamente le masse offre tutto il suo appoggio non vede l'ora di scendere a compromessi, La performance di Daniel Day Lewis nei panni del petroliere Daniel Plainview è quella che può essere tranquillamente considerata la migliore performnce di recitazione nella storia del cinema. Letteralmente mai euguagliata e ineguagliabile per l'eternità. Consiglio vivamente la visione del film in lingua originale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a cinephilo »
[ - ] lascia un commento a cinephilo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tmpsvita
|
lunedì 7 agosto 2017
|
tecnicamente perfetto ma manca un po' di emozione
|
|
|
|
Un incredibile performance di Daniel Day-Lewis e di Paul Dano, una fotografia travolgente, una colonna sonora particolare e che, proprio nella sua particolarità trova il suo punto di forza, ed una regia caparbia sono i pilastri portanti di un film che, nonostante ciò, l'ho trovato sopravvalutato e per questo motivo trovo davvero molto difficile riuscire a valutarlo.
Mi è piaciuto praticamente tutto ma è come se non fossi stato mai, eccetto per alcune scene, veramente interessanto abbastanza ad esso e per questo non sono riuscito emotivamente ed empaticamente legato alla storia e anche a i suoi personaggi, anche se oggettivamente li ho trovati molto ben caratterizzati (come in ogni film di Paul Thomas Anderson).
[+]
Un incredibile performance di Daniel Day-Lewis e di Paul Dano, una fotografia travolgente, una colonna sonora particolare e che, proprio nella sua particolarità trova il suo punto di forza, ed una regia caparbia sono i pilastri portanti di un film che, nonostante ciò, l'ho trovato sopravvalutato e per questo motivo trovo davvero molto difficile riuscire a valutarlo.
Mi è piaciuto praticamente tutto ma è come se non fossi stato mai, eccetto per alcune scene, veramente interessanto abbastanza ad esso e per questo non sono riuscito emotivamente ed empaticamente legato alla storia e anche a i suoi personaggi, anche se oggettivamente li ho trovati molto ben caratterizzati (come in ogni film di Paul Thomas Anderson).
Però non riesco né a dire che sia un brutto film, perché è stato fatto in maniera impeccabile, meglio non poteva essere fatto, ma neanche riesco a definirlo un capolavoro, probabilmente la storia non è proprio per me.
VOTO: 7/10
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a tmpsvita »
[ - ] lascia un commento a tmpsvita »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
aruda
|
sabato 25 marzo 2017
|
meraviglioso
|
|
|
|
C'e proprio poco da commentare riguardo a film come questi in cui regia, interpretazioni, fotografia, scenari e musica perfetti si fondono tra di loro e arrivano a toccare le corde più stridenti dell'animo umano, regalandoci la parabola inquietante di un cuore nero. Sicuramente uno dei film più belli e freschi degli ultimi anni che il tempo non mancherà di promuovere a classico.
|
|
|
[+] lascia un commento a aruda »
[ - ] lascia un commento a aruda »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
khaleb83
|
mercoledì 18 maggio 2016
|
un magnifico affresco
|
|
|
|
Daniel Day Lewis lavora molto poco, ma quando lo fa raramente manca il colpo, e questo film ne è l'ennesima conferma.
Non è una pellicola per tutti i palati: è lento, apparentemente inconcludente fin quando tutta la storia non trova finalmente senso nel finale, esplodendo e lasciando con la sensazione di aver avuto un occhio superficiale per tutto il tempo, quasi con un senso di colpa davanti alla maestosa prestazione del protagonista, supportato da un comprimario assolutamente capace di instillare reazioni e da una sceneggiatura semplicemente perfetta. Spesso un film deve scegliere se basarsi sull'intreccio o sui personaggi. Il Petroliere sceglie invece di puntare tutto quanto direttamente sulle emozioni, seminandole, lasciando che si rafforzino sotto terra poco per volta, quasi lontane dall'occhio per poi lasciarle esplodere.
[+]
Daniel Day Lewis lavora molto poco, ma quando lo fa raramente manca il colpo, e questo film ne è l'ennesima conferma.
Non è una pellicola per tutti i palati: è lento, apparentemente inconcludente fin quando tutta la storia non trova finalmente senso nel finale, esplodendo e lasciando con la sensazione di aver avuto un occhio superficiale per tutto il tempo, quasi con un senso di colpa davanti alla maestosa prestazione del protagonista, supportato da un comprimario assolutamente capace di instillare reazioni e da una sceneggiatura semplicemente perfetta. Spesso un film deve scegliere se basarsi sull'intreccio o sui personaggi. Il Petroliere sceglie invece di puntare tutto quanto direttamente sulle emozioni, seminandole, lasciando che si rafforzino sotto terra poco per volta, quasi lontane dall'occhio per poi lasciarle esplodere.
Non c'è molto da dire: è qualcosa che si può soltanto provare. Ed è una cosa che va assolutamente fatta, perché ne vale la pena.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a khaleb83 »
[ - ] lascia un commento a khaleb83 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
stefano capasso
|
domenica 11 ottobre 2015
|
alle origini della società moderna
|
|
|
|
Agli inizi del ‘900 nell’ovest degli Stati Uniti Daniel Plaiview è un cercatore d’argento che casualmente trova il petrolio. Di lì a breve diverrà un esperto di trivellazioni e da uomo spietato qual’ è non avrà difficoltà ad arricchirsi. Fino a che si scontrerà con un giovane predicatore al quale vorrebbe compare la terra per dare il via al più grande affare della sua vita. Tra i due ha inizio un conflitto che durerà nel tempo e che avrà conseguenze tragiche.
Un film molto duro questo di Paul Thomas Anderson con i primi 20 minuti privi di dialogo che indicano il tipo di racconta che farà. Molto fisico, basato sulla lotta continua, sotto e sopra la terra, nel fango e nel petrolio, che i protagonisti fanno per trovare soddisfazione alle proprie aspirazioni di gloria e ricchezza e in definitiva al bisogno di placare quella grande inquietudine che li spinge nelle loro azioni.
[+]
Agli inizi del ‘900 nell’ovest degli Stati Uniti Daniel Plaiview è un cercatore d’argento che casualmente trova il petrolio. Di lì a breve diverrà un esperto di trivellazioni e da uomo spietato qual’ è non avrà difficoltà ad arricchirsi. Fino a che si scontrerà con un giovane predicatore al quale vorrebbe compare la terra per dare il via al più grande affare della sua vita. Tra i due ha inizio un conflitto che durerà nel tempo e che avrà conseguenze tragiche.
Un film molto duro questo di Paul Thomas Anderson con i primi 20 minuti privi di dialogo che indicano il tipo di racconta che farà. Molto fisico, basato sulla lotta continua, sotto e sopra la terra, nel fango e nel petrolio, che i protagonisti fanno per trovare soddisfazione alle proprie aspirazioni di gloria e ricchezza e in definitiva al bisogno di placare quella grande inquietudine che li spinge nelle loro azioni. Un film che mantiene un’alta tensione narrativa per tutte le 2 ore e mezza della sua durata e che in qualche modo ci riporta alle origini della società moderna, al momento in cui qualcuno comincia a sfruttare le risorse del pianeta, e gli esseri umani cambiando per sempre gli le tradizioni e i costumi in uso fino a quel momento
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a stefano capasso »
[ - ] lascia un commento a stefano capasso »
|
|
d'accordo? |
|
|
|