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giovanni morandi
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martedì 25 agosto 2026
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un ricco che si merita il successo
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L'Urlo dell' Odio -Tamahori 1997
Molti hanno negativamente criticato questa pellicola, considerandola a "meta' strada" tra Robinson Crusoe e Un tranquillo weekend di Paura.
Forse, in parte, è vero, ma il paragone non mi pare così negativo, si tratta di due capolavori...
In realtà forse non hanno però ben compreso i significati all'interno dell'avventura nei boschi dell' Alaska.
C'e' un primo significato: "mai fidarsi" per un ricco di quei "falsi amici" che ti circondano per interesse...
Secondo significato: quasi sempre, chi ha successo nella vita ha qualcosa in più degli altri.
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L'Urlo dell' Odio -Tamahori 1997
Molti hanno negativamente criticato questa pellicola, considerandola a "meta' strada" tra Robinson Crusoe e Un tranquillo weekend di Paura.
Forse, in parte, è vero, ma il paragone non mi pare così negativo, si tratta di due capolavori...
In realtà forse non hanno però ben compreso i significati all'interno dell'avventura nei boschi dell' Alaska.
C'e' un primo significato: "mai fidarsi" per un ricco di quei "falsi amici" che ti circondano per interesse...
Secondo significato: quasi sempre, chi ha successo nella vita ha qualcosa in più degli altri...
Il bel Alec (Baldwin) che ha una relazione con la bellissima moglie di Hopkins (il Ricco) capirà quest'ultima realtà, nella lotta con un orso; sara' lui che troverà il modo di spuntarla.
Non ritengo affatto questa una pellicola di serie B, anzi è molto avvincente e ricca di suspense, a prescindere dai significati, fin troppo ovvi.
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giovanni morandi
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martedì 25 agosto 2026
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un ricco che si merita il successo
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L'Urlo dell' Odio -Tamahori 1997
Molti hanno negativamente criticato questa pellicola, considerandola a "meta' strada" tra Robinson Crusoe e Un tranquillo weekend di Paura.
Forse, in parte, è vero, ma il paragone non mi pare così negativo, si tratta di due capolavori...
In realtà forse non hanno però ben compreso i significati all'interno dell'avventura nei boschi dell' Alaska.
C'e' un primo significato: "mai fidarsi" per un ricco di quei "falsi amici" che ti circondano per interesse...
Secondo significato: quasi sempre, chi ha successo nella vita ha qualcosa in più degli altri.
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L'Urlo dell' Odio -Tamahori 1997
Molti hanno negativamente criticato questa pellicola, considerandola a "meta' strada" tra Robinson Crusoe e Un tranquillo weekend di Paura.
Forse, in parte, è vero, ma il paragone non mi pare così negativo, si tratta di due capolavori...
In realtà forse non hanno però ben compreso i significati all'interno dell'avventura nei boschi dell' Alaska.
C'e' un primo significato: "mai fidarsi" per un ricco di quei "falsi amici" che ti circondano per interesse...
Secondo significato: quasi sempre, chi ha successo nella vita ha qualcosa in più degli altri...
Il bel Alec (Baldwin) che ha una relazione con la bellissima moglie di Hopkins (il Ricco) capirà quest'ultima realtà, nella lotta con un orso; sara' lui che troverà il modo di spuntarla.
Non ritengo affatto questa una pellicola di serie B, anzi è molto avvincente e ricca di suspense, a prescindere dai significati, fin troppo ovvi.
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giancarlo.rizzo
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giovedì 15 gennaio 2026
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un cumulo di stronzate
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Da uno sceneggiatore come David Mamet non ti aspetti una simile cretinata. Non c'è molto altro da dire; ho mollato dopo venti minuti perchè quando è troppo è troppo. Mi dispiace che un attore come Anthony Hopkins si sia prestato a un'opera così ridicola.
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giulio andreetta
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domenica 13 settembre 2020
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ottimo film d''avventura
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Dire che Anthony Hopkins sia un genio della recitazione appare assolutamente banale e scontato, ma vale la pena ribadirlo, soprattutto per questo bel film d'intrattenimento e d'avventura. I bellissimi paesaggi dell'Alaska fanno da sfondo ad una prova di sopravvivenza in cui sarà messa a repentaglio da un orso assassino la vita di un gruppo di persone. Hopkins impersona la parte di un ricco miliardario, ma umile e addestrato per affrontare una situazione difficile come quella in cui si viene a trovare la spedizione. Il fotografo, Alec Baldwin, è invece più spavaldo, meno prudente e meno cosciente del pericolo rispetto a Hopkins.
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Dire che Anthony Hopkins sia un genio della recitazione appare assolutamente banale e scontato, ma vale la pena ribadirlo, soprattutto per questo bel film d'intrattenimento e d'avventura. I bellissimi paesaggi dell'Alaska fanno da sfondo ad una prova di sopravvivenza in cui sarà messa a repentaglio da un orso assassino la vita di un gruppo di persone. Hopkins impersona la parte di un ricco miliardario, ma umile e addestrato per affrontare una situazione difficile come quella in cui si viene a trovare la spedizione. Il fotografo, Alec Baldwin, è invece più spavaldo, meno prudente e meno cosciente del pericolo rispetto a Hopkins. Inoltre ha una relazione extraconiugale proprio con la moglie del miliardario. Insomma, mi pare che ci possano essere tutti gli ingredienti per un sicuro divertimento, con un finale che non lascerà deluso il pubblico. Fotografia bellissima, anche grazie alle scenografie naturali dell'Alaska, attori veramente bravissimi e professionali, e tanta avventura sono gli ingredienti di questa ottima pellicola. 4 Stelline.
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thesenderminator
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mercoledì 9 ottobre 2019
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quasi di genere comunque di spettacolo.
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questo sembra di interesse, un ricco signore con sembianze
da ritardato quasi per quel suo savoir fair sfuggente, porta con
sè la specie di famiglia che sembra avere, in un posto di montagna
per quella che sembra una vacanza nella natura,
senza sapere che sua moglie e il suo più stretto collaboratore,
sembrano avere ardito un piano nel tentativo di eliminarlo, d'altra
parte il colto e ricco signore sembrerebbe interessarsi a
altrettante cose, sicchè salendo su un aereo comincia la
loro disavventura nella foresta, dove imprevisti difficoltà
e un orso bruto fanno da condimento alla storia, con
improvvisate tecniche di resistere a condizioni di
sfavore in mezzo alle foreste dell'impervio posto, il caso vuole
briciola dopo briciola seguendo una specie di manuale di archimede non
perdendosi d'animo, che il ricco signore a
orologeria nella disavventura conosce l'ardimento nei suoi
confronti, trovando il modo casuale per liberarsi
dell'orso bruto e infine di essere il solo sopravissuto dell'incredibile
vicenda, e dei malcapitati macchiatisi dell'ardimento
nonchè di tali dissennatezze, sentimento pragmatismo e avventura
sembrano rendere di spettacolo e piacimento il film.
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questo sembra di interesse, un ricco signore con sembianze
da ritardato quasi per quel suo savoir fair sfuggente, porta con
sè la specie di famiglia che sembra avere, in un posto di montagna
per quella che sembra una vacanza nella natura,
senza sapere che sua moglie e il suo più stretto collaboratore,
sembrano avere ardito un piano nel tentativo di eliminarlo, d'altra
parte il colto e ricco signore sembrerebbe interessarsi a
altrettante cose, sicchè salendo su un aereo comincia la
loro disavventura nella foresta, dove imprevisti difficoltà
e un orso bruto fanno da condimento alla storia, con
improvvisate tecniche di resistere a condizioni di
sfavore in mezzo alle foreste dell'impervio posto, il caso vuole
briciola dopo briciola seguendo una specie di manuale di archimede non
perdendosi d'animo, che il ricco signore a
orologeria nella disavventura conosce l'ardimento nei suoi
confronti, trovando il modo casuale per liberarsi
dell'orso bruto e infine di essere il solo sopravissuto dell'incredibile
vicenda, e dei malcapitati macchiatisi dell'ardimento
nonchè di tali dissennatezze, sentimento pragmatismo e avventura
sembrano rendere di spettacolo e piacimento il film.
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rikitikitawi
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giovedì 20 luglio 2017
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l'urlo dell'odio è purtroppo di origine umana
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Film bellissimo a 360° Magistrali gli interpreti , ambientazioni mozzafiato , regia impeccabile .Il vero orso che insegue i dispersi è la parte oscura ma ben viva della natura umana e l'enorme animale che da loro la caccia sembra essere solo una metafora della vera essenza dell'essere umano , pronto a sacrificare tutto e tutti alla sua ingordigia ed al suo meschino tornaconto.
Fantastica la figura del protagonista con la sua visione positiva e redentrice del male.
Un film da vedere e rivedere , come una donna affascinante.
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elgatoloco
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domenica 25 giugno 2017
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"the edge"uno dei film"clou"anni '90
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Lee Tamahori regista e David Mamet sceneggiatore meritano un posto di riguardo nella(forse non ricchissima)"first list"del cinema anni Novanta, dove qui il contrasto tra Eric Baldwin e Anthony Hopkins, qui"meno cattivo"del solito(erano già stati realizzati film che lo "sfruttavano"quale vilain durissimo), emerge in pieno, con la componente"money"che nel materialismo"basso e volgare"made in USA-ma ovviamente non solo, anzi...-gioca un ruolo del tutto speciale e peculiare; ma in più c'è l'aggiunta del vecchio, anzi in realtà eterno tema(Jack London impazzirebbe di gioia, anche se in lui l'elemento natura è visto ben più positivamengte anche proprio rispetto all'uomo, oltre alla declinazione comunque"socialista"che dà al tutto oltre che all'anzidetto contrasto)della sfida uomo-natura, che in Melville aveva trovato la consacrazione più ampia e vera-qui non a caso è un letterato, anche se sul co^té prevalentemente teatrale come Mamet a riprendere in mano la storia, eterna, appunto, associandola a quella del denaro, della ricchezza, della donna-ma in subordine-dove Elle Macpherson gioca un ruolo importante nella prima parte-poi, a emblematizzare la natura"matrigna"(co^té Leopardi per la cultura italiana, co^té Melville per quella nordamericana)ma non solo, cìè il bellissimo orso Bart, che si ringrazia nei titoli di coda.
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Lee Tamahori regista e David Mamet sceneggiatore meritano un posto di riguardo nella(forse non ricchissima)"first list"del cinema anni Novanta, dove qui il contrasto tra Eric Baldwin e Anthony Hopkins, qui"meno cattivo"del solito(erano già stati realizzati film che lo "sfruttavano"quale vilain durissimo), emerge in pieno, con la componente"money"che nel materialismo"basso e volgare"made in USA-ma ovviamente non solo, anzi...-gioca un ruolo del tutto speciale e peculiare; ma in più c'è l'aggiunta del vecchio, anzi in realtà eterno tema(Jack London impazzirebbe di gioia, anche se in lui l'elemento natura è visto ben più positivamengte anche proprio rispetto all'uomo, oltre alla declinazione comunque"socialista"che dà al tutto oltre che all'anzidetto contrasto)della sfida uomo-natura, che in Melville aveva trovato la consacrazione più ampia e vera-qui non a caso è un letterato, anche se sul co^té prevalentemente teatrale come Mamet a riprendere in mano la storia, eterna, appunto, associandola a quella del denaro, della ricchezza, della donna-ma in subordine-dove Elle Macpherson gioca un ruolo importante nella prima parte-poi, a emblematizzare la natura"matrigna"(co^té Leopardi per la cultura italiana, co^té Melville per quella nordamericana)ma non solo, cìè il bellissimo orso Bart, che si ringrazia nei titoli di coda. Film dalla fotografia tra tersa e cupa, anche per simboleggiare gli stati d'animo dei due(tre, ma Harold Perrineau a un certo punto esce di scena...), in una prospettiva che non esiterei a definire"post-romantica", non fosse che per l'accennata presenza del citato"primo"non "terzo"incomodo, ossia, appunto l'argent, la plata... El Gato
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totybottalla
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martedì 21 marzo 2017
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hopkins contro gli orsi e i suoi soldi!
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Una storia avventurosa che si porta dietro strascichi di vita mondana dove i soldi danno autostima, l'amicizia è un'utopia e l'amore un inganno, certo, Hopkins che lotta contro gli orsi feroci e vince è credibile quanto l'amore di una modella per un miliardario attempato, ma nel film c'è di più: c'è un uomo alla ricerca della verità sulla sua vita, non certo del tradimento della moglie che aveva già intuito, c'è il desiderio di credere nell'amicizia, il coraggio di affrontare il pericolo senza delega e la forza del perdono nonostante il dolore, il film è ben diretto e ben interpretato, un lavoro considerevole che merita 3,5 stelle.
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Una storia avventurosa che si porta dietro strascichi di vita mondana dove i soldi danno autostima, l'amicizia è un'utopia e l'amore un inganno, certo, Hopkins che lotta contro gli orsi feroci e vince è credibile quanto l'amore di una modella per un miliardario attempato, ma nel film c'è di più: c'è un uomo alla ricerca della verità sulla sua vita, non certo del tradimento della moglie che aveva già intuito, c'è il desiderio di credere nell'amicizia, il coraggio di affrontare il pericolo senza delega e la forza del perdono nonostante il dolore, il film è ben diretto e ben interpretato, un lavoro considerevole che merita 3,5 stelle. Saluti.
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rikitikitawi
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mercoledì 23 dicembre 2015
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un capolavoro
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In questo film tovate tutto : ambientazione stupenda , superba regia per non parlare della recitazione .
La trama è sopraffina ed originale : pellicola da rivedere di quando in quando.
In una parola : IMPERDIBILE !
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onufrio
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martedì 19 marzo 2013
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travolti da un insolito destino sui monti d'alaska
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Ricco miliardario in vacanza in Alaska con giovane e bellissima moglie (modella infatti), assieme ad altri amici, o presunti tali. Durante un escursione, alla ricerca di un indiano per poterlo fotografare, accade l'imprevisto, ed ha inizio così una lotta alla sopravvivenza in mezzo alle montagne rocciose dell'Alaska per i tre uomini dispersi: Charles (Il miliardario), Robert (il fotografo) e Stephen; tra orsi assassini, freddo glaciale, e confessioni pericolose, ne rimarrà solo uno a salvarsi.
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