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hathi
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martedė 23 ottobre 2012
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arrivarono, e purtroppo si fermarono
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Immonda goliardata, questo film, nel quale le scene sono alternatamente dominate dal monsignore pauroso, mangione e infine omosessuale non avendo trovato nulla di meglio in giro, dalla moglie del principe, infedele, futura immobiliarista (unica nota probabile, solo che a rovinare Roma contribuì tutta la massoneria d'Italia, non tanto i patrizi romani), il nobile partenopeo dissipatore, il bersagliere allocco, naturalmente di Desenzano del Garda, la ragazzina insolente e ingenuamente confidente nelle 'magnifiche sorti e progressive' dell'Italia futura, ed un padrone di casa sciocco, fanfarone e in perenne ritardo sui tempi. L'unico carattere che si salva è effettivamente quello della servente, magnifica Giovanna Ralli, che dell'Italia futura giustamente diffida e nello spettatore fa nascere il rimpianto di un'Italia saggiamente divisa in tre macroregioni, come diremmo oggi.
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Immonda goliardata, questo film, nel quale le scene sono alternatamente dominate dal monsignore pauroso, mangione e infine omosessuale non avendo trovato nulla di meglio in giro, dalla moglie del principe, infedele, futura immobiliarista (unica nota probabile, solo che a rovinare Roma contribuì tutta la massoneria d'Italia, non tanto i patrizi romani), il nobile partenopeo dissipatore, il bersagliere allocco, naturalmente di Desenzano del Garda, la ragazzina insolente e ingenuamente confidente nelle 'magnifiche sorti e progressive' dell'Italia futura, ed un padrone di casa sciocco, fanfarone e in perenne ritardo sui tempi. L'unico carattere che si salva è effettivamente quello della servente, magnifica Giovanna Ralli, che dell'Italia futura giustamente diffida e nello spettatore fa nascere il rimpianto di un'Italia saggiamente divisa in tre macroregioni, come diremmo oggi. Comunque, film da evitare accuratamente. Alberto.
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lukytells
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lunedė 25 ottobre 2010
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arrivano i bersaglieri?
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non sono d'accordo con la trama Tognazzi interpreta una splendida parte di un uomo il cui mondo sta crollando, e lui non puòfare niente, e assieme a lui crollano le sue illusioni. Vittorio Mezzogiorno idem, le cerca invano, dopo aver scoperto di aver ucciso per sbaglio suo figlio, un momento di riscatto. lo trova alla fine del film. Giovanna Ralli è bravissima, ma anche Pippo Franco e non dimentichiamo il bersagliere che cerca invano di portare la notizia della morte del figlio al principe, ed è costretto a dirlo alla figlia, di cui è segretamente innamorato. è una commedia all'italiana nel vero senso del termine con sprazzi drammatici, e se uno lo guarda attentamente prima di un interrogazione di storia, come ho fatto io, può anche pigliare un bel voto.
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raffaele bracale
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sabato 12 febbraio 2005
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porta pia=buffonata
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Ennesima grande prova di Luigi Magni, che rifā le pulci al Risorgimento e si prova a toglierne le scorie romantiche della storiografia di regime. Che questo film sia la prova generale di una dissacratoria pellicola sul 1860 e sulla guerra di conquista operata da - come dice il protagonista don Prospeo/Tognazzi - quel tanghero di Giuseppe Garibaldi?
Sceneggiatura fedele e puntuale, dialoghi accativanti e plausibili; ottime le prove di Tognazzi, Mezzogiorno,Colli, Pippo Franco finalmente non costretto nella "macchietta"; piacevolissima la giovane Grifeo e superba Giovanna Ralli; un po' troppo accademico Enrico Papa
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