Empire of Light

   
   
   
ludovico morandi mercoledý 8 marzo 2023
mendes non riesce a trasmettere i temi trattati. Valutazione 2 stelle su cinque
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Film del 2022 scritto e diretto da Sam Mendes, ambientato nel 1980 in Inghilterra il film racconta la vita di Hilary Small, direttrice di un cinema sulla costa orientale. Essa soffre di depressione ma l'incontro con Stephen, il nuovo bigliettaio, sembra dargli una nuova energia.
 
Il film brilla di una fotografia ammaliante dall'alta vividezza e una regia che (esteticamente) lascia respirare molto l'immagine ma oltre a questo non riesce ad arrivare allo spettatore.
La sceneggiatura non rende chiaro che strade vuole intraprendere e quando lo fà, non riesce a comunicarle con forza fecendole rimanere scialbe, per via di una scrittura dei personaggi non funzionante e di una regia poco ispirata. [+]

[+] piacevole ma poco incisivo (di antonio montefalcone)
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paolp78 domenica 12 marzo 2023
riflessioni impegnative e conformismo Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Pellicola sentimentale con risvolti drammatici, diretta magistralmente sul piano formale dal bravissimo Sam Mendes, che con quest’opera torna ad un cinema complesso molto simile a quello della sua pellicola d’esordio, “American Beauty”, dal quale invece l’autore inglese si era distaccato con i film più recenti.
Mendes tratta tematiche di impegno sociale e denuncia civile, tanto di moda oggi, utilizzandole come spunto per riflessioni alte che sono il vero obiettivo del regista; la pellicola parla più di stati mentali come la solitudine, l’emarginazione e la depressione, piuttosto che di mobbing, razzismo o malattie mentali. Mendes mira ambiziosamente a indagare il senso della vita ed a spiegare come deve essere affrontata, in particolare quando si è di fronte alle difficoltà che questa immancabilmente pone sul cammino di ognuno. [+]

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gabriella sabato 22 aprile 2023
la vita Ŕ uno stato mentale Valutazione 4 stelle su cinque
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 Un'altra dichiarazione d'amore al cinema, una forma più sommessa di Chazelle e meno spettacolare di Spielberg, del resto, nel film di Sam Mendes la vicenda è ambientata negli anni 80, in una cittadina del Kent, nel Regno unito, periodo turbolento dal punto di vista politico e sociale, una crisi reale e percepita che fotografa l'identità smarrita di un popolo. Un'aria di decadenza che si manifesta anche all’Empire , dove si svolge l'intreccio narrativo, una sala cinematografa sul lungomare , luogo di lavoro di Hilary, una cinquantenne con problemi di depressione, sola, fragile, emotiva, fintanto non arriva Steven , un ragazzo nero che l’affiancherà nella biglietteria del cinema. [+]

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francesca meneghetti giovedý 17 agosto 2023
due oscar a olivia colman e a roger deakins Valutazione 0 stelle su cinque
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 Quando vidi il trailer, mi attrasse la fotografia, che enfatizzava la vista sul lungomare, a partire da un cinema in decadenza, l’Empire. Si intuiva poi che questa era la scena in cui si sviluppava una storia d’amore tra due persone molto diverse tra loro, entrambe segnate dalla solitudine: Hilary, vicedirettrice dell’Empire, cinquantenne, e Steven, un giovane nero che non è riuscito a entrare nel college. Poi, che si voleva rendere omaggio alla magia del cinema, come hanno fatto altri registi prima di Sam Mendes (Tornatore, Spielberg…).
La visione del film in parte conferma le aspettative, in parte no. Dieci e lode, anzitutto, alla fotografia di Roger Deakins (candidato all’Oscar). [+]

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eugenio mercoledý 8 marzo 2023
lĺamore di sam mendes per il cinema Valutazione 3 stelle su cinque
40%
No
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Il tempo che passa e l’aura dannata del cinema con le sue pellicole in grado di fermare in maniera immemore qualcosa che scorre via ineluttabile. Sam Mendes e il suo omaggio al cinema, che fa un po' come il fabelmans di Spielberg senza autocitarsi e in fondo risultando più vero, i sommi capi di un Empire of light, sua ultima fatica.
Siamo sulle coste meridionali dell’Inghilterra, a Margate nei primi anni Ottanta. Là nella contea nel Kent, vicino a Londra, in un non luogo vacanziero per la natura salina delle sue spiagge, ventoso e freddo nei mesi estivi, sta proprio l’Empire of Light, un cinema simbolo in declino.
Superstite alla crisi in un’Inghilterra permeata dal razzismo, il maestoso ambiente dal vago sapore liberty e art decò, sopravvive con due piccole salette organizzate da Mister Ellis (Colin Firth) e soprattutto da Hilary Small (una convincente Olivia Colman), una segretaria reduce da un esaurimento nervoso, depressa, irosa e dedita al solo lavoro con una relazione sessuale assai problematica. [+]

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