Si vive una volta sola

Un film di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora, Mariana Falace.
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Commedia, durata 105 min. - Italia 2021. - Vision Distribution uscita mercoledì 28 aprile 2021. MYMONETRO Si vive una volta sola * * - - - valutazione media: 2,24 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

L’amicizia salverà il mondo Valutazione 3 stelle su cinque

di Eugenio


Feedback: 27727 | altri commenti e recensioni di Eugenio
venerdì 14 maggio 2021

Un film di Carlo Verdone, checchè si dica,  è da vedere. Non solo perché il “Carletto” nazionale fa sorridere, divertire e al tempo stesso riflettere nei suoi film imperniati sui vizi e le rare virtù di noi, fiero popolo italiano, ma anche perché ogni sua pellicola è capace di raccontare uno spaccato di vita sociale, regalandoci in ogni occasione, una risata grazie alla preziosa “arma” dell’ironia.
Perché dal coatto Enzo che si metteva l'ovatta nei pantaloni o dal figlio dei fiori Ruggero, Carlo Verdone è sempre stato  lì, presente a delineare figure maschili dagli inaspettati tic e donne candide, spesso oggetto dei loro irraggiungibili desideri. Il tutto permeando ogni commedia con una sana dose di malinconica elegia e goffi e assai nevrotici personaggi, osteggiati talune volte da una società che non è mai capace di comprenderli pienamente.
Così, tolta la maschera ai proprietari di negozi di oggetti e paramenti sacri, agli eterni sfigati di sempiterna memoria di Un sacco bello,  Verdone torna da ipocondriaco cittadino a indagare su un settore, quello della medicina, oggigiorno cruciale. E lo fa, chiaramente, non prendendosi mai sul serio ma anzi, interpretando in Si vive una volta sola il protagonista, un noto chirurgo di fama internazionale, Umberto Gastaldi che, con la sua equipe, un assistente fedele Corrado Pezzella (Max Tortora) e la strumentista Lucia Santini (la brava Anna Foglietta), si diverte a prendere di mira con scherzi mica tanto simpatici, l’anestesista Amedeo Lasalandra (il bravissimo Rocco Papaleo vero motore del film). Finchè un giorno, lo scherzo supera ogni immaginazione nell’amaro specchio della realtà e nella ferale notizia di un male incurabile a cui i tre di cui sopra vengono a conoscenza durante una visita di controllo: un tumore maligno che colpisce proprio il “tapino” bersaglio Amedeo.
Consci che alla loro vittima preferita non resta molto da vivere, decidono di assecondare, non senza sospetto, ogni desiderio più recondito dell’amico-collega, accettando quindi di partire verso sud, verso la costa salentina profondamente amata dall’anestesista. E chiaramente nel viaggio, la benedetta follia sarà solo il prestesto per, ancora una volta, un bilancio sull’esistenza del quartetto e su una famiglia (per chi di loro l’ha), non propriamente così felice. Se da un lato, infatti Umberto ha una figlia col pallino di fare la soubrette che mostra il suo bel didietro per quindici minuti di celebrità senza che il padre riesca a comprenderla, dall’altro  Corrado è tradito dalla moglie per il suo miglior amico mentre Lucia ricerca l’amore eterno scoprendo solo uomini che vogliono tutt’altro.  Insomma, i quattro cavalieri dell’apocalisse, professionalmente ingabbiati nella loro mansione di “taglia e cuci”, non sono meramente gli stinchi di santo e forse, in qualche modo, ricercano nello scherzo, un’evasione dalla loro alienante esistenza. Con conseguenze tuttavia non sempre piacevoli.
Se il  riferimento evidente di Si vive una volta sola è la satira socio-politica pungente di Monicelli (come dimenticare Amici miei?), Verdone, in questo film gigioneggia con una commedia tutto sommato prevedibile ma apprezzabile nei suoi cinici scherzi, nella sua zingarata salentina, nel suo quartetto affiatato di attori che regge bene l’ora e quaranta della pellicola intrattenendo e coinvolgendo. Eppure c’è più di un grosso ma. Ma come mai Verdone devia spesso dall’intento lodevole di consumato cinismo, volendo apparire volgare? Ma perché delle volte si ha l’impressione di assistere a un film dei fratelli Vanzina con un umorismo più becero che raffinato?  
Ma perché Verdone inserisce spesso delle parole che non appartengono al suo vocabolario attenendosi a una logica meramente sessualistica e godereccia?
Misteri di marketing ma in fondo poco importa. Traspare cristallino, puro e soprattutto corale il messaggio di Si vive una volta sola ovvero che l'amicizia salverà il mondo. Anche se si hanno delle carogne travestite da uomini perché si sa anche loro, in fondo, ma molto in fondo, possono provare dei sentimenti.
 

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