danyto
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lunedì 27 dicembre 2021
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film pro no vax?
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Da una parte i poteri forti: politica, industrie farmaceutiche e super ricchi che pensano ai propri interessi economici e il controllo delle persone.
Dall'altra la scienza che individua un problema imminete e non trova supporto concreto da chi dovrebbe fare qualcosa per salvare il pianeta.
Questo film rispecchia gli ultimi 2 anni.
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fulvio
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domenica 26 dicembre 2021
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un curato trash, banale.
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Film per nulla all'altezza delle aspettative date da un cast eccezzionale.
Vuole essere una satira rappresentativa delle storture tragicomiche della società odierna, ma lo fa ni maniera banale, senza fantasia nè acutezza.
le situazioni che si vengono a creare sono rappresentazioni stilizzate e semplificate della realtà, le interpretazioni degli attori ne risultano esasperate e senza sessore.
cerca di far ridere senza riuscirci. manca totalente di complessità. unico merito il portare sullo schermo, senza girarci intorno, alcuni tragici problemi che stiamo vivendo e la sfacciataggine con cui non li affrontiamo.
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donza
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domenica 26 dicembre 2021
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geniale
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Sul motivo della fine del mondo a causa di una stella cometa che impatterà sulla Terra in 6 mesi, la trama narra dell'idiozia umana a cui siamo arrivati.
La regia si alterna in modalità da commedia con altre da documentario, da trash film, fino al caricaturale; ne viene fuori un film dal ritmo spezzato che ho trovato molto coinvolgente.
Si comincia con una scienziata giovane e strafiga, cui viee dato in mano un telescopio di miliardi di dollari che scopre una stella cometa che viaggia verso il nostro pianeta. Tanto basterebbe per sbuffare e cambiare film, ma poi siccome lei è Jennifer Lawrence , e subito dopo arriva Leonardo di Caprio mi dico: "vabbè, ancora 5 minuti.
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Sul motivo della fine del mondo a causa di una stella cometa che impatterà sulla Terra in 6 mesi, la trama narra dell'idiozia umana a cui siamo arrivati.
La regia si alterna in modalità da commedia con altre da documentario, da trash film, fino al caricaturale; ne viene fuori un film dal ritmo spezzato che ho trovato molto coinvolgente.
Si comincia con una scienziata giovane e strafiga, cui viee dato in mano un telescopio di miliardi di dollari che scopre una stella cometa che viaggia verso il nostro pianeta. Tanto basterebbe per sbuffare e cambiare film, ma poi siccome lei è Jennifer Lawrence , e subito dopo arriva Leonardo di Caprio mi dico: "vabbè, ancora 5 minuti...poi cambio!" E così l'ho guardato fino alla fine
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domenica 26 dicembre 2021
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film coraggioso sul potere dei media e dei social
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Ho trovato il film efficace e godibile, nella sua caratteristica di commedia nera. Mette alla berlina il sistema di potere, la capacità dei media e dei social di influenzare e dividere l'opinione pubblica, la superficialità dello stile di vita americano. Interpreti straordinari, tutti. Non concordo che sia un film dai toni edulcorati, fatto per accontentare tutti.
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bonifazi01
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domenica 26 dicembre 2021
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un film a tratti grottesco a tratti serio, merita.
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Vedere un cast d'eccezione del genere prestarsi a un film così particolare è ciò che lo rende godibile. Due scienziati cercano di urlare al mondo il pericolo di un'imminente catastrofe che provocherà l'estinzione umana; ma le cose anziché andare come da copione d' un classico film americano, dove tutti sono eroi, seguono il corso dettato dalla mediocrità umana. Direi che è una situazione adattabile a quanto stiamo vivendo da due anni.
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giovanni_b_southern
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sabato 25 dicembre 2021
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ottimo
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Commedia pungente. Politica dal fiato corto , scienza, interessi. Ottimo film. Da vedere
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eugenio
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sabato 25 dicembre 2021
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una risata vi seppellirà
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Ci vuol coraggio a realizzare un film catastrofico intingendolo di una verve surreale e grottesca. Coraggio sì, ma anche bravura, acuta osservazione dello stato sociale e dei suoi mutamenti che anche la pandemia ha contribuito a cambiare. E Adam Mc Kay ha dimostrato con capacità, di riuscire a far satira, ahimè molto vicina alla realtà odierna, ironizzando sui momenti più critici e laceranti, persino riguardanti qualcosa di “poco conto” come la fine dell’umanità.
Don’t Look Up, dal 23/12 su Netflix, sembra in qualche sintomatico dei tempi odierni esasperati dalla pandemia, dalla disperazione, dalla profusione di inconcludenti ipocrisie, incertezze nella scienza ma anche di ricognizioni sulle pestilenze, da Omero a Camus; quasi tutte accomunate dalla caratteristica della precarietà. Una precarietà linguistica, istituzionale, politica che coinvolge ogni parte della carta stampata arrivando persino ad attecchire il libero arbitrio rendendolo annichilente.
Suona amaro sapere che dinanzi a dati scientifici e inoppugnabili sulla fine dell’umanità a causa di un evento “imprevisto”, le reazioni siano prettamente utilitaristiche o farsesche, eppure Mc Kay ne è convinto. E come dargli torto?
Dopo la crisi finanziaria del 2008 con La grande scommessa, e il più ridicolo degli uomini politici americani degli ultimi anni, Dick Cheney, in Vice - L’uomo nell’ombra, Don’t look up in qualche modo riprende il filone delle persone “nell’ombra” in tempi assai delicati e controproducenti.
Nella storia della scoperta di Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence), dottoranda astronoma, di una cometa di nove chilometri di diametro che nel giro di sei mesi spazzerà via la Terra dal sistema solare con una probabilità prossima al 100% e del tentativo di fermarla alla Armageddon, si legge ahimè il totale disinteresse all’ascolto della scienza oggigorno, al massimo appendice priva di autorevolezza di qualche talk show da gossip.
In questo modello circolare della comunicazione aprono i confini tra i dispositivi, senza divisioni tra informazione, intrattenimento e dialogo interpersonale. Ecco quindi che la parola chiave diviene da cronaca narrazione: la sete di informazione che è cresciuta negli utenti ha richiesto che tutta la trasmissione e la ritrasmissione di parole e immagini assumesse la struttura di una messa in scena, quasi un unico grande spettacolo che attraversa diagonalmente tutti i media. In questo modello il ruolo originale, naturalmente, è quello svolto dalla rete, anche se per certi versi, paradossalmente, accade anche che sia la vecchia tv a colonizzare internet, che finisce per essere lo strumento di ritrasmissione di quello che nasceva nei mezzi tradizionali. E a questo fascino nessuno ne è esente, persino il professor Randall Mindy (un occhialuto Leonardo Di Caprio) dalla fobia della camera da presa tale da indurlo a balbettamenti e crisi di stomaco dinanzi al fascino della giornalista Brie Evantee (la provocante Cate Blanchett), e divenire, per converso, adagiato su questa poltrona d’alloro, sex symbol della nuova lotta alla calamità naturale. Con buona pace della dottoranda zittita e vessata per la sua impulsiva quanto veritiera e sconcertante dichiarazione tormentata da milioni di like di disappunto e scherno.
In fondo Don’t Look Up non è il classico film che denuncia un evento catastrofico per far riflettere sul terrorismo ambientale o sulla retorica del buonismo di fondo umano, ma è una satira verace talune volte esagerata di una donchisciottesca scienza incapace di far fronte al ripiegamento umano, a una vita algoritmica che nega l’ascolto oltre la caverna platoniana in cui tutti noi siamo relegati.
Ed ahimè, il quadro politico che emerge non è confortante: l’alta carica istituzionale il Presidente degli Stati Uniti, anzi la presidente, perché è una Lei, interpretata forse dalla migliore attrice del film, una esilarante Meryl Streep è interessata più a nomine governative improbabili e scandaletti sessuali che al rischio della fine del mondo. E il capo del Gabinetto, tra l’altro il figlio, non ne è esente da questa stupidità.
Ci salveremo in fondo?
Come ci ricorda una citazione di inizio film dell’umorista Jack Hardey: quando muoio, voglio farlo serenamente nel sonno come mio nonno. Non urlando di terrore come i passeggeri della sua macchina, la speranza è l’ultima a morire ma alla fine, muore, anche lei lo stesso inevitabilmente. Non prima però di averci fatto ridere di terrore per la nostra miseranda (auto)distruzione.
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[+] una risata vi seppellirà...
(di luca80)
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fabio silvestre
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sabato 25 dicembre 2021
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cast sprecato per una sceneggiatura senza idee
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il film di Natale su Netflix ha un cast di primissimo piano, Leonardo di Caprio interpreta il professor Mindy che insieme alla dottoranda Dibiasky (Jennifer Lawrence) dal centro di osservazione astronomico del Michigan scoprono che una cometa del diametro di 10 km è in rotta di collisione con la Terra e che l'impatto avverrà dopo 6 mesi. Lo riferiscono alla Presidente degli Stati Uniti (Meryl Streep) che sembra pero più preoccupata per le elezioni di medio termine. Lo ribadiscono in uno show televisivo dove però i toni sono leggeri e divertenti da parte dei loro 2 conduttori, un uomo di colore e la raggiante e sexy Cate Blanchett. In buona sostanza nessuno è davvero preoccupato per la fine del mondo ma i followers dei social lo sono di più per la fine della storia di amore tra una cantante e un dj.
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il film di Natale su Netflix ha un cast di primissimo piano, Leonardo di Caprio interpreta il professor Mindy che insieme alla dottoranda Dibiasky (Jennifer Lawrence) dal centro di osservazione astronomico del Michigan scoprono che una cometa del diametro di 10 km è in rotta di collisione con la Terra e che l'impatto avverrà dopo 6 mesi. Lo riferiscono alla Presidente degli Stati Uniti (Meryl Streep) che sembra pero più preoccupata per le elezioni di medio termine. Lo ribadiscono in uno show televisivo dove però i toni sono leggeri e divertenti da parte dei loro 2 conduttori, un uomo di colore e la raggiante e sexy Cate Blanchett. In buona sostanza nessuno è davvero preoccupato per la fine del mondo ma i followers dei social lo sono di più per la fine della storia di amore tra una cantante e un dj. Da questo spunto il regista e sceneggiatore Adam McKay porta lo spettatore in un mix di conversazioni che vorrebbero essere grottesche e far ridere ma senza riuscirci. i toni della commedia sono spesso banali e ai limiti del demenziale. Infine la durata del film (2 ore e 12 minuti) risulta assolutamente eccessiva senza che la trama si evolva in modo avvincente dopo l'iniziale prologo. Insomma ci si trova di fronte ad un ottimo cast di attori che si immedesimano egregiamente nei rispettivi ruoli ma ciò nonostante la storia risulta debole e priva di emozioni. Voto finale: 6/10.
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(di manolo perkins)
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(di jagofilm)
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maria novella
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sabato 25 dicembre 2021
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..e con questo, è stato detto tutto!
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Ho visto il film e l'ho trovato straordinario, veramente "geniale" perché con il pretesto della stella cometa che sta per impattare la terra non ci troviamo di fronte ad un film catastrofista (tipo inferno di cristallo o altri bei film che fanno emozionare il pubblico lasciandolo con il fiato sospeso) bensì ad una fotografia di come è ridotta oggi la nostra società, le nostre relazioni, la nostra cultura, la nostra capacità di pensare, il nostro sentire. Ho pensato alle riflessioni di Edgar Morin che ha appena espresso le considerazioni personali in occasione del compimento dei suoi 100 anni di vita: bisogna ricominciare dalla scuola, dalla cultura, a sviluppare il senso "critico" basato sulla capacità di autocritica, d'interrogarsi, sul dubbio.
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Ho visto il film e l'ho trovato straordinario, veramente "geniale" perché con il pretesto della stella cometa che sta per impattare la terra non ci troviamo di fronte ad un film catastrofista (tipo inferno di cristallo o altri bei film che fanno emozionare il pubblico lasciandolo con il fiato sospeso) bensì ad una fotografia di come è ridotta oggi la nostra società, le nostre relazioni, la nostra cultura, la nostra capacità di pensare, il nostro sentire. Ho pensato alle riflessioni di Edgar Morin che ha appena espresso le considerazioni personali in occasione del compimento dei suoi 100 anni di vita: bisogna ricominciare dalla scuola, dalla cultura, a sviluppare il senso "critico" basato sulla capacità di autocritica, d'interrogarsi, sul dubbio.
Meno male che ci sono persone che ancora "gridano" e denunciano quanto accade. Mi chiedevo con curiosità come sarebbe finito il film dopo uno svolgimento di questo genere; per fortuna non c'è un lieto fine da favola ma comunque la grazia dell'ironia che pervade con il suo codice tutto il film e riesce a far sorridere nella durezza di quanto esposto, continua fino ai titoli di coda ed anche oltre.
Complimenti a chi ha avuto il coraggio di produrlo, e tanti complimenti a Di Caprio che si sta impegnando da tempo, per quanto gli è possibile, per aiutare l'umanità di oggi.
Un film che bisognerebbe far veder a tutti ed a tutte le età.
Maria Novella Tacci
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[+] la satirica fotografia di un mondo alla deriva
(di tom87)
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melania
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domenica 19 dicembre 2021
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banalissimo
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solito disaster movie con tutti gli stereotipi del caso.
Bella la confezione ma non basta
[+] strano
(di tool27)
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