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steffa
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domenica 23 marzo 2025
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vedibile
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tralasciando la consueta componente "ammericanata" il film risulta comunque gradevole grazie al cast ed un minimo di storia umana, incredibile vedere Olga Kurylenko sprecata in quel modo recitare per poche decine di secondi
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eressm
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sabato 1 aprile 2023
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da guardare e amare ancora di più natasha
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Un film che se può risultare, all’inizio, spento e troppo cupo, alla fine ci si accorge rispecchia perfettamente le dinamiche e i principi che fanno parte della vita della Vedova Nera: violenza, conflitti, bambine spaventate, libertà e indipendenza femminile.
Una pellicola con al suo interno una morale, quello dell’amore, della fiducia e della collaborazione; perché come nel caso di Natasha Romanoff la sua famiglia originaria e gli stessi Avengers sono per lei una casa ma anche una squadra con cui affrontare il nemico.
Natasha è ormai da considerare la madre di tutti gli eroi, le fondamenta di un gruppo che assorbe i dolori e i legami spezzati che molto spesso hanno sofferto insieme.
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Un film che se può risultare, all’inizio, spento e troppo cupo, alla fine ci si accorge rispecchia perfettamente le dinamiche e i principi che fanno parte della vita della Vedova Nera: violenza, conflitti, bambine spaventate, libertà e indipendenza femminile.
Una pellicola con al suo interno una morale, quello dell’amore, della fiducia e della collaborazione; perché come nel caso di Natasha Romanoff la sua famiglia originaria e gli stessi Avengers sono per lei una casa ma anche una squadra con cui affrontare il nemico.
Natasha è ormai da considerare la madre di tutti gli eroi, le fondamenta di un gruppo che assorbe i dolori e i legami spezzati che molto spesso hanno sofferto insieme. E questo film penso lo dimostri chiaramente grazie alla storia turbolenta di Nat. Non farlo significava mancare di rispetto a Black Widow alle sue lotte e soprattutto al suo grande sacrificio.
Un film da vedere e non farsi ingannare dagli altri.
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alessandro
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venerdì 27 maggio 2022
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film eccellente
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Un film a mio modo molto interessante e penso che la generazione di oggi abbia tanto materiale per apprendere gli eroi della Marvel.
penso che sia un film che comunque sia molto semplice e devo dire la verità mi ha colpito sia la trama ma soprattutto gli effetti speciali che hanno impiegato per farlo. Penso per l'appunto che sia un film bellissimo e che auguro a tutti di vederlo.
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fermat
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sabato 24 luglio 2021
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senza infamia e senza lode
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Film abbastanza insipido, che dice poco su Yelena Belova (la nuova Widow) e ancora meno su Natasha. La trama è piena di forzature e passaggi senza senso, tipo uno scienziato che ha dedicato tutta la sua vita ad un progetto, non andrebbe improvvisamente contro di esso senza una buona ragione, ma nel film...
Triste che abbiamo ridicolizzato un personaggio storico dei fumetti come Red Guardian, comparsa senza alcun ruolo, un pò comeTaskmaster, ridotto al ruolo di personaggio secondario, mentre "il vero" antagonista non è per niente riuscito.
A parte questo e il fatto che le scene d'azione non siano il massimo, il film è godibile, gli effetti speciali sono belli e sarei di parte se non gli dessi almeno la sufficienza.
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Film abbastanza insipido, che dice poco su Yelena Belova (la nuova Widow) e ancora meno su Natasha. La trama è piena di forzature e passaggi senza senso, tipo uno scienziato che ha dedicato tutta la sua vita ad un progetto, non andrebbe improvvisamente contro di esso senza una buona ragione, ma nel film...
Triste che abbiamo ridicolizzato un personaggio storico dei fumetti come Red Guardian, comparsa senza alcun ruolo, un pò comeTaskmaster, ridotto al ruolo di personaggio secondario, mentre "il vero" antagonista non è per niente riuscito.
A parte questo e il fatto che le scene d'azione non siano il massimo, il film è godibile, gli effetti speciali sono belli e sarei di parte se non gli dessi almeno la sufficienza. Non aspettatevi però un film all'altezza della Marvel.
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umberto
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mercoledì 21 luglio 2021
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il tassello che mancava
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BLACK WIDOW... Dopo più di un anno, finalmente è arrivato il momento di poter vedere questo stand alone su uno dei principali personaggi dell'Infinity Saga. Il rischio di rimanere deluso ovviamente era alto, vista la grande attesa che avevo e il momento in cui il film usciva, ampiamente dopo Endgame. Alla fine Cate Shortland è riuscita a tirar fuori un buon prodotto, più vicino ad uno stile "Mission impossible" che al classico Marvel, viste anche le caratteristiche del personaggio. La regista racconta bene la nascita e l'evoluzione della Romanoff come Vedova Nera, mettendo bene in risalto la famosa "nota rossa" più volte nominata in altri film della saga.
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BLACK WIDOW... Dopo più di un anno, finalmente è arrivato il momento di poter vedere questo stand alone su uno dei principali personaggi dell'Infinity Saga. Il rischio di rimanere deluso ovviamente era alto, vista la grande attesa che avevo e il momento in cui il film usciva, ampiamente dopo Endgame. Alla fine Cate Shortland è riuscita a tirar fuori un buon prodotto, più vicino ad uno stile "Mission impossible" che al classico Marvel, viste anche le caratteristiche del personaggio. La regista racconta bene la nascita e l'evoluzione della Romanoff come Vedova Nera, mettendo bene in risalto la famosa "nota rossa" più volte nominata in altri film della saga. Bello anche il rapporto/confronto con Yelena (probabilmente la futura Vedova Nera tra gli Avengers) interpretata da una brava Florence Pugh che da un taglio al personaggio più da maschiaccio e meno femme fatale rispetto alla Johansson. Effetti speciali molto naturali e non invasivi contornano scene d'azione fatte molto bene e coinvolgenti, anche se, il vero effetto speciale è sempre lei.... Natasha Romanoff.
Voto:9
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umberto
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mercoledì 21 luglio 2021
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il tassello che mancava
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BLACK WIDOW... Dopo più di un anno, finalmente è arrivato il momento di poter vedere questo stand alone su uno dei principali personaggi dell'Infinity Saga. Il rischio di rimanere deluso ovviamente era alto, vista la grande attesa che avevo e il momento in cui il film usciva, ampiamente dopo Endgame. Alla fine Cate Shortland è riuscita a tirar fuori un buon prodotto, più vicino ad uno stile "Mission impossible" che al classico Marvel, viste anche le caratteristiche del personaggio. La regista racconta bene la nascita e l'evoluzione della Romanoff come Vedova Nera, mettendo bene in risalto la famosa "nota rossa" più volte nominata in altri film della saga.
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BLACK WIDOW... Dopo più di un anno, finalmente è arrivato il momento di poter vedere questo stand alone su uno dei principali personaggi dell'Infinity Saga. Il rischio di rimanere deluso ovviamente era alto, vista la grande attesa che avevo e il momento in cui il film usciva, ampiamente dopo Endgame. Alla fine Cate Shortland è riuscita a tirar fuori un buon prodotto, più vicino ad uno stile "Mission impossible" che al classico Marvel, viste anche le caratteristiche del personaggio. La regista racconta bene la nascita e l'evoluzione della Romanoff come Vedova Nera, mettendo bene in risalto la famosa "nota rossa" più volte nominata in altri film della saga. Bello anche il rapporto/confronto con Yelena (probabilmente la futura Vedova Nera tra gli Avengers) interpretata da una brava Florence Pugh che da un taglio al personaggio più da maschiaccio e meno femme fatale rispetto alla Johansson. Effetti speciali molto naturali e non invasivi contornano scene d'azione fatte molto bene e coinvolgenti, anche se, il vero effetto speciale è sempre lei.... Natasha Romanoff.
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frankmoovie
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lunedì 19 luglio 2021
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il futuro con i piedi per terra ...
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Non sono un appassionato di film futuristici da supereroi, né conoscevo gli Advanger al contrario della mia consorte che con entusiasmo ha scelto di tornare a cinema con questo film. Ammetto che l'adrenalina prende lo spettatore e molte scene sono fatte veramente bene, come i colori e i suoni. La storia è sembrata interessante ma alla fine mi è è sembrata un "già visto" e anche il trucchetto di collegare la trama al passato e finire con una preparazione di un nuovo episodio in futuro lascia perplessi. Non aspettavo invece i momenti di forti emozioni e l'inno alla famiglia: sentimenti che fanno sempre bene a chi guarda una pellicola.
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Non sono un appassionato di film futuristici da supereroi, né conoscevo gli Advanger al contrario della mia consorte che con entusiasmo ha scelto di tornare a cinema con questo film. Ammetto che l'adrenalina prende lo spettatore e molte scene sono fatte veramente bene, come i colori e i suoni. La storia è sembrata interessante ma alla fine mi è è sembrata un "già visto" e anche il trucchetto di collegare la trama al passato e finire con una preparazione di un nuovo episodio in futuro lascia perplessi. Non aspettavo invece i momenti di forti emozioni e l'inno alla famiglia: sentimenti che fanno sempre bene a chi guarda una pellicola. Forse si poteva fare meglio. Certamente la regia di è superba e gli attori sono bravi con tre stelle splendenti Scarlett Johansson, la giovane Florence Pugh, Rachel Weisz e poi William Hurt, David Harbour, Jade Ma, Ray Winstone, O-T Fagbenle, Olivier Richters, Michelle Lee ... Che dire? Un film di fantascienza con i piedi per terra: mi sembra la definizione giusta.
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inesperto
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sabato 17 luglio 2021
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sorelle all''attacco
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Il film racconta la vita della Romanoff, the Black Widow, membro effettivo degli Avengers, cominciando da quando era una bambina che viveva con la fittizia famiglia sotto copertura negli USA. Padre (un Red Guardian grossolanamente vituperato, classico atteggiamento di supponenza yankee...) e madre erano agenti infiltrati mentre lei e la sorellina erano state prescelte per diventare Vedove Nere (un programma nel quale veniva selezionata 1 bambina su 20 e le altre 19 venivano uccise). Scoperti, fuggono a Cuba, dove le due bimbe sono catturate per i suddetti fini. Stacco. Dopo 21 anni, lei già membro effettivo degli Avengers nel momento in cui gli stessi si spaccano dopo gli accordi di Sokovia, viene ricercata dallo S.
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Il film racconta la vita della Romanoff, the Black Widow, membro effettivo degli Avengers, cominciando da quando era una bambina che viveva con la fittizia famiglia sotto copertura negli USA. Padre (un Red Guardian grossolanamente vituperato, classico atteggiamento di supponenza yankee...) e madre erano agenti infiltrati mentre lei e la sorellina erano state prescelte per diventare Vedove Nere (un programma nel quale veniva selezionata 1 bambina su 20 e le altre 19 venivano uccise). Scoperti, fuggono a Cuba, dove le due bimbe sono catturate per i suddetti fini. Stacco. Dopo 21 anni, lei già membro effettivo degli Avengers nel momento in cui gli stessi si spaccano dopo gli accordi di Sokovia, viene ricercata dallo S.H.I.E.L.D.. Proprio nel lasso di tempo tra la separazione e la riunificazione dei Vendicatori, Natasha vive questa avventura in reunion con la vecchia famiglia. Insieme cercheranno di far giustizia del responsabile della creazione delle black widows, che, rispetto ai tempi della Romanoff, quando venivano condizionate solo psicologicamente ad obbedire (lei si riscosse dopo aver contribuito a far esplodere una bomba che uccise la figlia piccola dell'uomo a cui sta dando la caccia), adesso invece sono influenzate chimicamente, quindi molto più in profondità. Naturalmente la family riuscià nell'impresa.
Sono presenti momenti divertenti (come quelli in cui la sorellina prende in giro la nostra eroina per le "pose" che assume in combattimento) e toccanti. Scene di lotta di buon livello. Pellicola blockbuster abbastanza godibile, che consente di passare un paio d'ore staccando il cervello.
Apprezzabile il pezzo dei Nirvana rielaborato come colonna sonora ai primordi della vicenda.
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alessandro spata
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mercoledì 14 luglio 2021
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natasha come “nikita” e così per sempre
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Sinceramente mi sono annoiato non poco alla visione di questo film e la noia mi ha preso proprio dinnanzi alle scene d’azione con le sparatorie e le esplosioni e gli inseguimenti e gli effetti speciali che a tratti lasciavano un tantino a desiderare. La verità è che non sanno più cosa inventarsi per stimolare ancora l’attenzione del pubblico. Ma è fatale. Troppa confusione, troppi intrecci, troppi rimandi, troppi salti temporali. Insomma alla fine per goderti la storia (ma quale storia?) devi essere uno sfegatato fan e un po' nerd anche dell’intera collezione Marvel Cinematic Univers (aridatece “Iron Man”, il primo, e per me si potevano anche fermare lì).
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Sinceramente mi sono annoiato non poco alla visione di questo film e la noia mi ha preso proprio dinnanzi alle scene d’azione con le sparatorie e le esplosioni e gli inseguimenti e gli effetti speciali che a tratti lasciavano un tantino a desiderare. La verità è che non sanno più cosa inventarsi per stimolare ancora l’attenzione del pubblico. Ma è fatale. Troppa confusione, troppi intrecci, troppi rimandi, troppi salti temporali. Insomma alla fine per goderti la storia (ma quale storia?) devi essere uno sfegatato fan e un po' nerd anche dell’intera collezione Marvel Cinematic Univers (aridatece “Iron Man”, il primo, e per me si potevano anche fermare lì). Ttutto ormai sembra stucchevole, ripetitivo. È la formula secondo me che non regge più. Troppi supereroi tutti insieme. Un’inflazione di super dotati. Lo scavo psicologico del super eroe ormai è stato ultimato. Si è toccato il fondo forse e non c’è più niente da scavare?
Tuttavia, permane l’afflato pedagogico tipico dei fumetti. Il messaggio per le bambine in particolare è chiaro: ciò che conta, nella vita, è che potete vincere, che avete tutto quello che vi serve per lottare con costanza e senza arrendervi mai. Fatevi rispettare. La protagonista diviene un modello di comportamento per le bambine, ma anche per i maschietti che faranno bene fin dalla più tenera età ad abituarsi al nuovo corso. Peccato che la funzione pedagogica esercitata dal messaggio serva contemporaneamente a orientare le leggi di mercato e del merchandising, ma questa è un’altra storia.
In linea generale trattasi di un classico film d’azione al femminile dove imperano donne letali più degli uomini e dove gli uomini fanno la figura degli imbecilli (Alexei Shostakov sembra perennemente ubriaco se non proprio indementito) o dei sadici maniaci (il “super criminale” è pur sempre necessario per l’economia della “storia”) E poi c’è la metafora della solidarietà femminile che vince in un mondo dominato tendenzialmente dagli uomini. E col dovuto addestramento le donne possono diventare più distruttive degli uomini più nerboruti. Ergo, pure nel campo della violenza le differenze di genere non contano più. Anche le donne possono essere capaci di nefandezze inaudite seppure obbligate dalle circostanze, a volte. La parità consiste nel diventare più disumane degli uomini, alla fine? Quindi lo standard maschile in fondo viene pur sempre riconfermato a voler proprio essere pignoli.
Gli elementi educativi che dal fumetto si veicolano al cinema sono qui ancora una volta l’idea della coralità, gli eroi non vincono mai da soli anche se il loro contributo per l’innesco della (re)azione è imprescindibile. Tuttavia, viene riconfermato il mito o l’archetipo dell’eroina/eroe che libera le “masse” (femminili, in questo caso) dal lavaggio del cervello del maschio di turno sadico e piuttosto arcaico. Ma nel mondo reale è proprio così: pieno di maschi senza scrupoli che occupano posti di potere che esercitano non soltanto sulle donne, ma sui più deboli in generale.
Comunque persiste l’immagine della vincitrice umile e solitaria che dopo aver compiuto l’azione di salvataggio si prende l’aereo e in splendida solitudine sparisce tra le nuvole per tornare a casa (ma dove va esattamente?) completamente trasformata, meno sprezzante e indifferente, ma più in pace con se stessa e il mondo, forse (fino alla prossima battaglia almeno) E infatti aspettiamo il sequel o un altro prequel, semmai. Anzi no! Perché Scarlett Johansson non ne vuole più sapere di super eroine, ma lo spettacolo deve pur andare avanti. E allora eccola la scena dopo i titoli di coda, in cui vediamo la tomba di Natasha (???) Uccisa a suo tempo da Clint Barton alias “Occhio di falco”. Ho dovuto documentarmi un po' per rievocare l’evento mostrato nel film Avengers: Endgame (2019) per capirci qualcosa. Boh! Correggetemi se sbaglio riferimento.
E tuttavia una orrenda sensazione di déjà vu mi prende. Ma è possibile che al cinema non si possa andare oltre “Nikita” la ragazza ribelle di Besson? Lo schema è identico a grandi linee. Ragazza dal forte spirito libertario e anche un po' nichilista eventualmente, ma dotata di un patrimonio genetico adeguato cioè portata per fare l’assassina implacabileviene strappata alla sua vita di tutti i giorni (fin da piccina magari perché bisogna prenderli da piccoli) e trasportata in un mondo speciale, nuovo e spietato. Addestrata suo malgrado per trasformarsi in una macchina da guerra imbattibile. Alla rivelazione della posta in gioco e dello scopo la nostra eroina si rifiuta all’inizio di collaborare alla missione. Poi dopo l’incontro con il Maestro (in Nikita era Tchéky Karyo: Bob e Jeanne Moreau: Amande che addestra la sua pupilla alle armi della seduzione tra le altre e che sostiene la nostra eroina). In seguito vuoi per necessità vuoi per amore l’eroina accetta la sfida.
Qui in “Black widow” a semplificare le cose c’è un qualche espediente chimico/neurologico che favorisce il controllo mentale delle mal capitate “vedove”. Giusto per dare un tocco di originalità al plot.E non manca nemmeno l’espediente classico utilizzato per favorire l'identificazione nello spettatore e cioè la creazione di una doppia identità del personaggio: Natasha si rifugia in Norvegia a fare la semplice casalinga in una roulotte di tutto rispetto.
Ovviamente la nostra eroina quando deve combattere e uccidere soffre moltissimo perché ha comunque pur sempre il fottuto “istinto materno” che qua e là ci mette lo zampino o forse più semplicemente sa usare i neuroni meglio della media dei maschi in circolazione e allora è più facile che qualche senso di colpa affiori tra uno scannamento e l’altro. Chissà!
È davvero difficile ormai essere originali in questo settore cinematografico. È vero che i fumetti si caratterizzano per una struttura narrativa ripetitiva, ma dal cinema, visti anche i mezzi tecnologici di cui disponiamo, ci aspettiamo qualcosa di più. E gli effetti speciali invece sembrano messi lì a compensare la mancanza di una trama non dico credibile, ma almeno dignitosa trattandosi pur sempre di un film “fantastico”.
Gli effetti speciali nel cinema dovrebbero avere la funzioni di “immagini onomatopeiche” cioè svolgere il ruolo che le “onomatopee” hanno nei fumetti, vale a dire accentuare l’immedesimazione dello spettatore/lettore, esaltare la dinamicità dello spettacolo, restituire l’energia, ma anche l’intelligenza della storia.Nessuno ha voglia di guardare semplicemente un videogioco.Taskmaster a tratti mi ha ricordato il “Predator” di McTiernan. Giusto per rimarcare questa sensazione di “già visto”.
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xerox
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mercoledì 14 luglio 2021
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mah.....
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Tutte le volte che commento un film, e ne leggo le recensioni e le critiche, mi sembra di avere visto un'altra cosa... In Black Widow ho visto solo uno dei tanti schemini cinematografici americani. La storia della famigliola, (padre, madre, due figliolette) che si smembra e che dopo 20 anni si ricompone col solito corollario di accuse, colpe, pentimenti e perdoni. Grande pippone, nella parte centrale NOIOSISSIMA del film, quello della riconciliazione delle due sorelle. Tutto il resto della storia, inseguimenti e mazzate comprese, è contorno.
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