Il ragazzo con la bicicletta

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Un film di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Fabrizio Rongione, Olivier Gourmet, JÚrÚmie Renier, Egon Di Mateo, Thomas Doret.
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Titolo originale Le Gamin Au VÚlo. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 87 min. - Belgio, Francia, Italia 2011. - Lucky Red uscita mercoledý 18 maggio 2011. MYMONETRO Il ragazzo con la bicicletta * * * - - valutazione media: 3,39 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Il "solito" francese. Valutazione 2 stelle su cinque

di Boyracer


Feedback: 1019 | altri commenti e recensioni di Boyracer
martedý 31 maggio 2011

Il cinema francese è sempre un'incognita. Accanto a grandi maestri universalmente riconosciuti,
specialmente nel passato (Jean-Luc Godard, François Truffaut, Claude Chabrol, Eric Rohmer...), si sono più recentemente affiancati altri registi che potremmo definire più "popolari", i quali hanno forse leggermente abbassato il livello artistico ma decisamente aumentato gli introiti in tutto il mondo (Luc Besson, Patrice Leconte, Jean-Pierre Jeunet, Mathieu Kassovitz...).
Ma in molti di loro è spesso sempre presente un'accezione prettamente francese, una sorta di stile comune, che sinceramente risulta poco digeribile allo spettatore italiano.
I film introspettivi, infatti, portano sempre con se dialoghi faticosi e un po' logorroici, narrazioni poco avvincenti e un po' piatte, interpretazioni rigorose al limite del mono tono, fotografie e scenografie molto "naturali" che risultano spesso opprimenti per quanto sono squallide e depressive.
E' vero che il genere richiede quello, ma lo stesso genere girato in Italia, per esempio, quando ovviamente a girarlo sono i nostri migliori registi, acquista un respiro più poetico e "movimentato", pur affrontando storie di disperazione e di disagio sociale/psicologico.
Per i film di altro genere, che strizzano l'occhio ai blockbuster americani, resta comunque quel senso di incompiuto o di maldestro che non permette un sincero apprezzamento dell'opera.
In questo ambito i fratelli Dardenne sono gli eredi naturali dei registi del primo gruppo citato (in particolare Rohmer e Chabrol), ed evidenziano esattamente gli stessi loro pregi e difetti.
Rigore stilistico, narrativo e interpretativo, sono un pregio fino a quando non diventano manierismo e freddezza (o addirittura monotonia), perchè comunque lo scopo del cinema, dell'arte in generale, è emozionare e stimolare chi ne fruisce.
Il "ragazzo volutamente e freddamente abbandonato dal padre" (della madre non si sa nulla) può essere certamente un tema forte degno di essere rappresentato con toni dimessi e malinconici, ma un'intera comunità di contorno che non sorride mai (mai!) e un adolescente "difficile" che in pochi giorni diventa con disarmante naturalezza un "criminale" convinto (e solo perchè gli viene chiesto dall'ultimo venuto), sono due pilastri del film minati alla base, e, insieme a tutti gli altri aspetti stridenti, fanno crollare la base stessa del film, che dovrebbe essere la verosimiglianza di una comune ma intensa storia di disagio sociale.
Jean Pierre Junet (Delicatessen, Il favoloso Mondo di Amelie) è tutta un'altra storia, esattamente agli antipodi.

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mrc72 domenica 5 giugno 2011
preferisco loro
64%
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36%

Non Ŕ il miglior film dei fratelli Dardenne (che per la precisione sono Belgi, anche se in effetti il film Ŕ una coproduzione), ma a me Ŕ piaciuto. Non mi sembra di vedere un crollo della base del film, la quale non credo sia la verosimiglianza, anche perchŔ, come in tutti i loro precedenti film, non si tratta di un documentario, ma di una storia inventata, di un romanzo, ancorchŔ nato da riflessioni sulla realtÓ, con figure la cui personalitÓ viene spesso tratteggiata in maniera decisa. Ci sono registi italiani di oggi che ammiro, ma nessuno riesce a comunicarmi le loro stesse emozioni.

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epidemic sabato 18 giugno 2011
emozioni?
67%
No
33%

di quali emozioni si parla?

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francsi lunedý 18 luglio 2011
non Ŕ francese
74%
No
26%

Ŕ belga!

[+] non cambia nulla... (di boyracer)
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luana venerdý 2 settembre 2011
lascia fuori leconte
55%
No
45%

Che Ŕ un fior d'autore. Poi mettere insieme Godard, Truffault e Rohmer con Chabrol ( altre epoche!!!) dimostra che per te il cinema francese non Ŕ una incognita ma qualcosa di sconosciuto. Nelle mele marce personalmente ci metto Ozon e Resnais. Qualcuno ti ha ricordato che di cinema bega si tratta e i Dardenne di orrori ne hanno fatti ( Rosette cosý esaltato Ŕ inguardabile)... ma ti vorrei ricordare che il cinema francese Ŕ ancora una marca nel mondo... il cinema italiano MAMMA MIA....

[+] rosetta inguardabile? (di francesco2)
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mrc72 lunedý 3 ottobre 2011
rosetta
45%
No
55%

"Rosetta" Ŕ un film splendido, come "Il Figlio" e come "L'enfant".L'ho visto e rivisto pi¨ volte e per me Ŕ guardabile.Trovo che il personaggio della protagonista, cosý forte e aspro, sia tratteggiato con straordinaria bellezza.In ogni caso, lungi da me convincere chi la pensa diversamente.

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dofu76 venerdý 18 novembre 2011
peccato che sia belga...
54%
No
46%

Una recensione a dir poco imbarazzante e confusa a livello geografico.I Dardenne possono anche non piacere, ma i francesi se li sognano due registi del loro calibro.Se la parte finale non ha emozionato il critico, sinceramente non so che altro aggiungere...

[+] ma poi..... (di francesco2)
[+] rispondo a francesco2: (di boyracer)
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lamarck lunedý 14 maggio 2012
il "solito" qualunquista.
61%
No
39%

No comment. Semplificare e banalizzare in questo modo il cinema dei Dardenne Ŕ aberrante.

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lamarck lunedý 14 maggio 2012
...
63%
No
38%

E comunque si scrive Lecomte (tra l'atro raffinatissimo regista) e non Leconte. E si scrive Jeunet (che mi Ŕ piuttosto indifferente), non Junet.

[+] lecomte? (di kimkiduk)
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kimkiduk giovedý 10 ottobre 2013
belgi
0%
No
100%

Sono Belgi. E dire che il cinema francese ecc. ecc. ......Mah guarda pure gli italiani chi si contenta gode.

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