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jonnylogan
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venerdì 17 ottobre 2025
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l''esercito dei non raccomandati
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Poco prima di Sidney Sibilia con l’inizio della trilogia di Smetto quando voglio (id.; 2014), il regista, sceneggiatore sia di cinema e ancor prima di fumetti, Giambattista Avellino decise di parlare di laureati sottopagati e con carriere sottodimensionate, scatenandosi ancora una volta all’interno del medesimo genere che gli ha fruttato successi di critica e incassi con il duo Ficarra e Picone, ovvero la commedia all’italiana che non s’abbandona alla facile risata. Perché per quanto il film firmato assieme all’autore e sceneggiatore Fabio Bonifacci, possa risultare sia surreale che macchiettistico, riesce a narrare efficacemente una vicenda che sa intercettare gran parte dei mali dell’Italia d’oggi, ovvero il malcostume di raccomandare parenti e amici senza verificarne le capacità.
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Poco prima di Sidney Sibilia con l’inizio della trilogia di Smetto quando voglio (id.; 2014), il regista, sceneggiatore sia di cinema e ancor prima di fumetti, Giambattista Avellino decise di parlare di laureati sottopagati e con carriere sottodimensionate, scatenandosi ancora una volta all’interno del medesimo genere che gli ha fruttato successi di critica e incassi con il duo Ficarra e Picone, ovvero la commedia all’italiana che non s’abbandona alla facile risata. Perché per quanto il film firmato assieme all’autore e sceneggiatore Fabio Bonifacci, possa risultare sia surreale che macchiettistico, riesce a narrare efficacemente una vicenda che sa intercettare gran parte dei mali dell’Italia d’oggi, ovvero il malcostume di raccomandare parenti e amici senza verificarne le capacità. E non importa che si stia parlando di didattica, giornalismo o della sanità. Ed è per questo che seguiamo le vicende di tre ex compagni di classe, ottimamente interpretati da Paolo Ruffini, in un ruolo che lo allontana dai film di matrice natalizia, dalla comicità più grassa, e per una volta in grado di esaltarne le capacità attoriali; da Luca Argentero e da Paola Cortellesi. Tutti e tre bravi ma sfortunati perché non raccomandati e per questo regolarmente penalizzati nelle rispettive vite lavorative, tutte abbracciate e fotografate da una battuta al vetriolo di Giorgio Albertazzi che, nel ruolo di preside di facoltà, si trova a domandare se ci fosse mai stato un concorso non pilotato o “aggiustato” con favori ai soliti noti.
Il resto del cast, composto da ottimi attori, fra i quali spiccano il già citato Albertazzi, alla sua terzultima pellicola, e Roberto Citran, uniti ad altrettanti solidi caratteristi, come il duo di poliziotti composto da Max Mazzotta ed Edoardo Gabbriellini, si muove veloce e attento all’interno di una sceneggiatura ben strutturata e incapace di momenti di pausa, nella quale tutte le tessere del puzzle orchestrato da Bonifacci e Avellino s’incastrano perfettamente portando a un epilogo non buonista, ma realista e al tempo stesso carico di speranza.
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fabio1957
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lunedì 30 marzo 2015
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carino
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Divertente commedia che affronta un tema attuale e pernicioso nel nostro belpaese:la piaga delle raccomandazioni.La trama è fluida e scorrevole,Gli attori simpatici e nella parte.Certo la faccenda è affrontata con ironia e leggerezza,ma la storia regge fino all'ultimo, anche se con un finale un pò improbabile.
carino
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marco petrini
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mercoledì 11 luglio 2012
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raccomandazioni?
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Buona l'idea, anche se in Italia lo spunto è facile! I protagonisti fanno benino la loro parte, la storia è gradevole, inutile dire che è verosimile, il film è curato al punto giusto. Sembra solo...non del tutto finito, dorse non del tutto compiuto: sembra sempre che manchi qualcosa. Comunque è discreto.
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fede81
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giovedì 29 dicembre 2011
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c'è chi dice no
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Questo film ha alcuni pregi che mi spingono a consigliare di guardarlo:
- è divertente. le trovate e le gag sono spassose e mai volgari.
- alcuni particolari (soprattutto nei dialoghi tra i "baroni" dell'università) testimoniano una buona conoscenza del settore. per esperienza vi posso dire che alcune cose accadono realmente in quel modo, non sono nemmeno tanto "gonfiate" per far ridere...
- il fondo è amaro, non c'è un finale consolatorio né facili assoluzioni.
Il principale difetto è nella recitazione, soprattutto perché si fanno recitare in toscano attori non toscani, che appaiono in difficoltà nel ruolo. Se riuscite a resistere ai primi 10 minuti di film, un po' forzati e banali, dopo vedrete che ne vale la pena!
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vittorio
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giovedì 8 dicembre 2011
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italia paese di m.....
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Gran bel film....interessante, audace, ben recitato...
Una storia che diventa da commedia a drammatica....un film che lascia nel finale l'impotenza di non poter cambiare le cose....alla fine vincono sempre loro!!
Piacevole sorpresa...da vedere e far vedere!!
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scarlett007
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giovedì 17 novembre 2011
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95minuti di pena
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Questo è il tipico film che mai e poi mai avrei scelto di visionare di mia spontanea volontà: già vedere il trailer sarebbe stato un supplizio.
Dal momento che partecipo ad un progetto Cinema per accumulare crediti, sono stata costretta e le mie supposizioni si sono rivelate veritiere.
L'idea iniziale era buona, la lotta contro i raccomandati è un tema poco affrontato al cinema, ma lo sviluppo della vicenda sfiorava l'inverosimile...per non parlare della scelta del cast: Luca Argentero mi faceva quasi ridere quando fingeva di essere arrabbiato. Sì, ho detto bene: "fingeva"...perché è questa l'impressione che mi hanno dato sia lui che tutti gli altri "attori".
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Questo è il tipico film che mai e poi mai avrei scelto di visionare di mia spontanea volontà: già vedere il trailer sarebbe stato un supplizio.
Dal momento che partecipo ad un progetto Cinema per accumulare crediti, sono stata costretta e le mie supposizioni si sono rivelate veritiere.
L'idea iniziale era buona, la lotta contro i raccomandati è un tema poco affrontato al cinema, ma lo sviluppo della vicenda sfiorava l'inverosimile...per non parlare della scelta del cast: Luca Argentero mi faceva quasi ridere quando fingeva di essere arrabbiato. Sì, ho detto bene: "fingeva"...perché è questa l'impressione che mi hanno dato sia lui che tutti gli altri "attori".
Assolutamente sconsigliato a chi ama il cinema.
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cenox
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venerdì 4 novembre 2011
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la rivincita del merito
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Buona commedia italiana, che tende ad analizzare la società nostrana, in cui al merito viene di gran lunga preferito chi alle spalle ha una raccomandazione da parte di persone influenti. La concezione è: io faccio un favore ad un mio amico così se ne avrò bisogno, questo mi sarà ricambiato in futuro. A questo pensiero si oppongono i tre protagonisti (Argentero, Ruffini e Cortellesi), che dopo una cena di ritrovo delle classi superiori, scoprono di avere in comune, a differenza degli altri compagni, di essere gli unici a non avere ancora un contratto di lavoro, poichè pur essendone meritevoli, son stati scavalcati da persone con conoscenze importanti.
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Buona commedia italiana, che tende ad analizzare la società nostrana, in cui al merito viene di gran lunga preferito chi alle spalle ha una raccomandazione da parte di persone influenti. La concezione è: io faccio un favore ad un mio amico così se ne avrò bisogno, questo mi sarà ricambiato in futuro. A questo pensiero si oppongono i tre protagonisti (Argentero, Ruffini e Cortellesi), che dopo una cena di ritrovo delle classi superiori, scoprono di avere in comune, a differenza degli altri compagni, di essere gli unici a non avere ancora un contratto di lavoro, poichè pur essendone meritevoli, son stati scavalcati da persone con conoscenze importanti. Da quel momento in poi, decideranno di fondare un gruppo attivista, sotto il nome di "pirati del merito", col quale attaccheranno senza risparmiarsi, i tre raccomandati che li hanno preceduti, per dimostrarne l'incompetenza.
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peppe.simeone
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martedì 11 ottobre 2011
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ambiguamente "merito"
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banale e retorico nella critica, manca anche quell'elemento comico promesso dal trailer che avrebbe potuto allegerire un film pesante, soprattutto per "merito" dei "pirati del merito", Cortellesi in testa. fortunatamente questa volta il box-office non ha premiato. stupisce come il ministero dei beni culturali lo abbia potuto giudicare di "pubblico interesse"... chissà!
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aleproia
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giovedì 22 settembre 2011
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cortellesi vai a lavorare!
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Ne ho viste di attrici penose: M. Arcuri, N. Estrada, G. Pession, M. Stella..., ma questa le batte tutte!
Cortellesi, ti prego, torna a Zelig e ringrazia il signore che ti fanno lacciano lavorare almeno lì, e anche pagandoti profumatemente.
Il film non merita nemmeno un commento, come l'altro della solita attrice da quattro soldi: "Nessuno mi può giudicare".
Non ci sono parole...
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aleproia
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giovedì 22 settembre 2011
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cortellesi vai a lavorare
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Ne ho viste di attrici penose: M. Arcuri, N. Estrada, G. Pession, M. Stella..., ma questa le batte tutte!
Cortellesi, ti prego, torna a Zelig e ringrazia il signore che ti fanno lacciano lavorare almeno lì, e anche pagandoti profumatemente.
Il film non merita nemmeno un commento, come l'altro della solita attrice da quattro soldi: "Nessuno mi può giudicare".
Non ci sono parole...
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