C'è chi dice no

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Un film di Giambattista Avellino. Con Luca Argentero, Paola Cortellesi, Paolo Ruffini, Myriam Catania, Claudio Bigagli.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 95 min. - Italia 2011. - Universal Pictures uscita venerdì 8 aprile 2011. MYMONETRO C'è chi dice no * * 1/2 - - valutazione media: 2,63 su 51 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,63/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Max, Samuele e Irma sono tre giovani promettenti, ex compagni di classe che si troveranno ad affrontare un male comune: i raccomandati!
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primo piano
Una commedia di grande appeal 'civica e democratica'
Marzia Gandolfi     * * - - -

Max è un precario di talento impiegato presso un quotidiano locale dove sogna di essere assunto ma viene ancora una volta scalzato dal raccomandato di turno. Samuele insegna diritto penale mentre aspira al posto da ricercatore e assiste un barone universitario che gli preferisce da sempre segnalati incapaci. Irma è una dottoressa appassionata in attesa di un contratto, soffiato in zona Cesarini dalla procace fidanzata del primario. Ex compagni di liceo, ritrovatisi a una cena commemorativa, Max, Samuele e Irma si scambiano difficoltà e dilemmi e decidono di fare fronte comune contro la piaga della raccomandazione. Fondatori di un movimento virtuale, "I pirati del merito", diventeranno le (lunghe) ombre nere della coscienza dei 'segnalanti', incalzandoli con molestie e rappresaglie decisamente creative.
Il cinema italiano ha evidentemente scoperto la drammaticità del precariato e di conseguenza l'urgenza di affrontare sul grande schermo la vita di chi tira avanti con contratti a progetto, collaborazioni a termine, lavori a tempo determinato. Lo ha fatto Paolo Virzì con Tutta la vita davanti, poi Anna Negri con Riprendimi e Massimo Venier con Generazione 1000 euro e ancora Ascanio Celestini col documentario Parole sante, raccontando con toni e stili diversi il cul de sac in cui sembra essersi infilato il mondo del lavoro nell'era della globalizzazione.
Il film di Giambattista Avellino non fa eccezione ma introduce una variante, è una commedia sociale abitata da tre giovani precari che questa volta non ci stanno e puntano il dito contro la raccomandazione, ovvero quella odiosa forma di segnalazione 'autorevole' che mira ad agevolare un favorito 'figlio di' naturalmente incompetente. Avvalendosi di un cast assortito che sfrutta abilmente la duplice notorietà cinematografica e televisiva dei suoi attori (l'inflazionata Paola Cortellesi e lo sfruttatissimo Luca Argentero), C'è chi dice no si inserisce nella nutrita schiera della nuova commedia nazionale, 'civica e democratica', in grado di intercettare i gusti del pubblico, il mood sociale e un tema corrente e dibattuto su giornali e mass media. Se il film ha l'indubbio merito di introdurre un motivo di crisi (la pratica della raccomandazione o quella endemica degli scambi di favore) e addirittura di costringere uno dei nobili protagonisti ad abbandonare la nave 'pirata del merito' quando quest'ultima sta per affondare per salvare se stesso e il proprio vantaggio, l'ecumenismo buonista ha la meglio sulla tentazione drammatica e trascina sul fondo commedia e 'morale'. Insomma c'è sempre una ragione (umana) alla base dei comportamenti, anche quelli più indegni, e così due dei tre raccomandati si discolperanno ravvedendosi e lasciando finalmente il posto ai meritevoli, e il terzo, eroe da cinepanettone stereotipato e improbabile, finirà per eliminarsi da solo. Il criticismo nei confronti dei personaggi viene immediatamente riassorbito e annullato da uno sguardo partigiano e consolatorio, che rimedia anche il tracollo morale del giornalista di Argentero, costretto insieme agli impavidi compagni agli arresti domiciliari e a una partita a subbuteo, prima di ripiegare all'estero o in un giornalino locale.
C'è chi dice no è un film sproblematizzante e sconsolante, che non difende la serietà dell'esperienza morale dei suoi pirati-precari ma anzi nutre e approva la tendenza degli italiani a prendere il mondo com'è senza mai invertire la tendenza. Il sistema non si abbatte e chi (fuori dalla finzione) è ingranaggio ben lubrificato di quel sistema produce un cinema normalizzato che non trova mai la rabbia e l'indignazione e soffoca sul nascere ogni tentativo di perseguire idee e modelli di cinema (e di vita) diversi. Il sistema è chiuso. Fuori la visione dissidente, dentro la domanda sovrana. Confezionata naturalmente in una commedia di grande appeal.

Incassi C'è chi dice no
Primo Weekend Italia: € 549.000
Incasso Totale* Italia: € 1.855.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 5 giugno 2011
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Pirati del merito: l'italia delle raccomandazioni

domenica 10 aprile 2011 di Riccardo76

Pirati del merito: la maledizione del paese delle raccomandazioni: potrebbe essere questo il titolo in stile Disney dell'ultima pellicola di Giovanbattista Avellino, una commedia a toni amari sulla situazione attuale dei lavoratori italiani. Il film si presenta infatti come un'aperta denuncia alla condizione di perenne precariato che vige tra la maggior parte dei lavoratori, oltre al sistema ormai da tempo corrotto che predilige le assunzioni in virtù, anzichè del merito, delle continua »

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W i pirati di avellino!

domenica 10 aprile 2011 di il Brandani

Tre giovani professionalmente brillanti si vedono soffiar via il posto di lavoro ed il contratto ad esso annesso da tre incapaci. Ritrovatisi ad una cena di classe, in quanto ex compagni di liceo, discutono tra di loro scoprendo che la causa dei loro problemi è la medesima: il maledetto regime della raccomandazione. A fregar loro il posto sono stati infatti tre raccomandati: la figlia di papà, la donna del capo e il moroso della figlia di papà. Decidono dunque di allearsi e continua »

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Beh, perche' no? ***

venerdì 15 aprile 2011 di giacomogabrielli

Piacevole commedia italiana dai toni brillanti. Interessante il soggetto. Anche la sceneggiatura non è male, se non fosse per il secondo tempo, di gran lunga più lento e vuoto del primo. Nel complesso il film tiene bene. A tratti la comicità sfiora situazioni e tempi tipici delle commedie americane, con momenti sopra le righe e freddure che sposano bene le situazioni. I protagonisti se la cavano. La Cortellesi è sempre brava, anche in versione toscana. Il regista -che continua »

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Questa è una sconfitta per il paese!

venerdì 29 aprile 2011 di Cassanonat

"Da quando vince il merito?" E' la domanda che si pone un occhialuto Paolo Ruffini, insegnante di diritto penale, stanco di essere per l'ennesima volta sorpassato in una promozione da un raccomandato. In questa frase si racchiude non solo il senso del film 'C'è chi dice no', ultimo capolavoro di Giambattista Avellino, ma anche il grido di rivolta di un'Italia ormai stanca dei 'figli di...' La trama segue le vicende di tre protagonisti: Max (Luca continua »

De Rolandis (Giorgio Albertazzi)
"Dove andrà a finire questo paese? Nessuno studia più un cazzo!"
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Irma (Paola Cortellesi)
"Il furto di merito è furto di vita... non ti rubano solo il lavoro, ti rubano sogni, figli, dignità, tutto"
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"Mangia una tartina, che è meglio!"
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DVD | C'è chi dice no

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 21 settembre 2011

Cover Dvd C'è chi dice no A partire da mercoledì 21 settembre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd C'è chi dice no di Giambattista Avellino con Luca Argentero, Myriam Catania, Marco Bocci, Paola Cortellesi. Distribuito da Universal Pictures, il dvd è in lingue e audio italiano, DTS 5.1. Su internet C'è chi dice no (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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APPROFONDIMENTI | Giovedì 7 aprile i tre protagonisti del film hanno incontrato i lettori.

Su mymovies live!chat

mercoledì 30 marzo 2011 - a cura della redazione

C'è chi dice no su MYmovies LIVE!Chat Giovedì 7 aprile i lettori di MYmovies hanno avuto la possibilità di chattare con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini, i protagonisti del film C'è chi dice no di Giambattista Avellino, nelle sale da venerdì 8 aprile. Un nuovo evento che ha portato i protagonisti del cinema a contatto diretto con il pubblico: durante l'appuntamento i partecipanti hanno potuto chattare e porre liberamente domande agli ospiti i quali hanno risposto in video dalla piattaforma MYmovies LIVE!.

   

INCONTRI | Cortellesi e Argentero in un film di denuncia sulle raccomandazioni.

Anche alla commedia all'italiana

martedì 5 aprile 2011 - Ilaria Ravarino

Si può dire no: anche alla commedia all'italiana C’è chi dice no, un titolo che è tutto un programma. In sala dall’otto aprile, il film di Giambattista Avellino con Luca Argentero, Paola Cortellesi e Giorgio Albertazzi, dice no a molte cose. No alla risata fine a se stessa e no alla stucchevole leggerezza con cui da tempo si dipinge la giungla del precariato, bomba sociale addomesticata dalla nuova commedia all’italiana che in questo film non esplode ma scoppietta, meno innocua del normale. No ai raccomandati nel cast, e la garanzia è nei nomi: prima di tutti quelli di Paola Cortellesi e Luca Argentero, due vittime del piccolo schermo abilitate con sospetto al cinema dalla lunga gavetta delle fiction.

   

NEWS | L'opera prima di Giambattista Avellino fa incetta di premi.

Vince

giovedì 19 aprile 2012 - a cura della redazione

N.I.C.E. Russia 2012, vince C'è chi dice no Unica commedia del Festival, C'è chi dice no, opera prima di Giambattista Avellino, già vincitore a N.I.C.E. San Pietroburgo, fa man bassa di premi a Mosca aggiudicandosi il "Premio del Pubblico N.I.C.E. Russia 2012" e il Premio "Bozzetto d'Oro" per la scenografia di Marco Belluzzi assegnato da una giuria presieduta da Naum Kleiman, direttore del Museo Kino di Mosca. Il successo della commedia intelligente e raffinata del regista livornese di nascita, approdato alla regia dopo una lunga esperienza come sceneggiatore di fumetti, miniserie tv, programmi televisivi e commedie cinematografiche, è l'ennesima conferma che la commedia italiana, quando affronta un tema drammatico come la raccomandazione e il precariato, rinuncia all'happy-ending rassicurante ed evita la risata fine a se stessa riesce a parlare un linguaggio che valica i confini nazionali.

   

NEWS | A Il primo incarico il Premio Miglior Regia.

Vince il premio del pubblico n.i.c.e. russia

mercoledì 28 marzo 2012 - a cura della redazione

C'è chi dice no vince il Premio del Pubblico N.I.C.E. Russia La commedia C'è chi dice no, opera prima di Giambattista Avellino, travolge la platea sanpietroburghese e vince il Premio del Pubblico N.I.C.E. Russia 2012 – San Pietroburgo. Il pubblico di questa fredda ed elegante città russa che per otto giorni ha affollato tutte le proiezioni della storica sala cinematografica del Cinema Rodina - dove all'inizio degli anni '20 il compositore e pianista Dmitrij Dmitrievic Šostakovic accompagnava al piano la proiezione di film muti - ha scelto l'unica commedia della selezione N.

   

VIDEO | Una clip esclusiva anticipa la battaglia sociale dei protagonisti.

Meritevoli di tutto il mondo unitevi!

mercoledì 30 marzo 2011 - Nicoletta Dose

C'è chi dice no, meritevoli di tutto il mondo unitevi! All'invadenza della raccomandazione arrogante c'è chi manda a quel paese e gira i tacchi. I tre protagonisti di C'è chi dice no, il nuovo film di Giambattista Avellino (finora visto alla regia dei comici Ficarra e Picone ne Il 7 e l'8 e La matassa), in uscita nelle sale l'8 aprile, sono stanchi di subire la prepotenza di chi, grazie a un cognome importante, o un conto in banca consistente, ruba i posti di lavoro migliori a chi invece se li meriterebbe. Luca Argentero è un giornalista di talento che scrive con passione ma guadagna quel che basta per sopravvivere, Paola Cortellesi è un medico riconosciuto che si vede soffiare ingiustamente una promozione e Paolo Ruffini è un genio del diritto penale che, dopo anni di assistenza a un barone universitario, viene sorpassato dal genero impreparato di quest'ultimo.

   

La Cortellesi guida la lotta ai soliti raccomandati

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Inutile scandalizzarsi sulla raccomandazione. È un peccato del quale, bene o male, si finisce tutti per essere vittime o beneficiati. A parole siamo tutti contrari e poi, magari, andiamo al ristorante e diciamo con tono solenne al proprietario quel «Mi manda Pino» con l’intesa che tanto basta per avere prezzo e trattamento di favore. La realtà insomma supera abbondantemente e quotidianamente la fantasia ma ben venga un film come C’è chi dice no che almeno ha il privilegio di spostare l’obiettivo della telecamera dalla solita coppia che scoppia per indirizzarlo su un peccato che tanto veniale non è. »

Più cattivi contro i raccomandati

di Roberto Nepoti La Repubblica

Che a inizio anno il cinema italiano sia riuscito a conquistarsi il 65% del mercato è una buona notizia. Lo è un po’ meno che l’abbia fatto con film consolatori e anestetizzanti. Vero che il soggetto di “C’è chi dice no” si presenta più impegnato: trombati dai soliti raccomandati — figli, amanti, generi di chi ha potere decisionale — tre antichi compagni di scuola si coalizzano in una vendetta trasversale, prendendo di mira ciascuno un raccomandato “altrui”. Come già qualche tempo fa Virzì con “Tutta la vita davanti”, mettere in commedia la denuncia di un cancro sociale non è una cattiva idea. »

Un tema serio per un film leggero

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

C’è una dittatura in Italia su cui nessuno discute: quella dei raccomandati. Non v’è regione o sfera professionale esclusa da questa piaga umiliante che ieri passava per tradizione ma ormai è una metastasi. Non conta quanto siete bravi o preparati, conta chi avete alle spalle, in che famiglia siete nati o magari con chi andate a letto (fin qui però «C’è chi dice no» non arriva). Che fare? I precari protagonisti del film di Avellino (già sciolto co-regista dei lavori di Ficarra e Picone), il giornalista Max, la dottoressa Irma e il giurista Samuele, inventano nuove forme di lotta. »

Brillanti raccomandati ma non ride nessuno

di Marco Giusti Il Manifesto

«Siamo in un paese di merda!, Siamo in un paese del cazzo!». Più che condivisibile. Ma quando dei tentenni pronunciano queste parole in un film e per contrastare l’ascesa al potere dei raccomandati all’università formano delle nuove brigate terroristiche, che vengono poi ribattezzate «Pirati del merito» («no... brigate è meglio di no»), e compiono infine delle azioni di stalking e di violenza contro i suddetti raccomandati, beh, allora è difficile far percepire al pubblico che siamo in una commedia romantica giovanile. »

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