L'incredibile Hulk

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Un film di Louis Leterrier. Con Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, Tim Blake Nelson, Ty Burrell.
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Titolo originale The Incredible Hulk. Azione, durata 114 min. - USA 2008. - Universal Pictures uscita mercoledì 18 giugno 2008. MYMONETRO L'incredibile Hulk * * - - - valutazione media: 2,47 su 218 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Così il mostro ha fatto diventare verde (e non solo per finta) Edward Norton

di Silvia Bizio La Repubblica

Il loquace Edward Norton stavolta tiene la bocca chiusa. L'attore americano, 38 anni, grande talento, ha deciso di non promuovere il kolossal di cui è assoluto protagonista, L'incredibile Hulk. Il nuovo adattamento da 150 milioni di dollari del leggendario fumetto della Marvel, che segue il parziale insuccesso dell'Hulk con Eric Bana firmato da Ang Lee nel 2003, esce sugli schermi americani il 13 giugno e il 18 su quelli italiani.
Il battage pubblicitario del kolossal diretto dal regista francese Louis Leterrier (Transporter) si ritrova quasi surclassato dai pettegolezzi che corrono a Hollywood sui diverbi «leggendari» tra Norton e i capi della Marvel Studios.
A riprese concluse, avvenute senza alcun problema e filate lisce come l'olio, così dice Leterrier, il tenace e artistoide Norton si sarebbe scontrato can i produttori in fase di montaggio per il taglio da dare al film. In accordo con il regista, l'attore aspirava a una versione più lunga, drammatica e psicologicamente sottile, mentre la Marvel ne voleva una più corta, veloce, con azione non stop. Un braccio di ferro vinto infine dallo studio. Norton, protagonista lo scorso anno di L'illusionista e Il velo dipinto, non nega i contrasti, ma cerca di smorzarne i toni. E se la prende soprattutto con la stampa, rea secondo lui di aver ingigantito in nome dello scoop a tutti i costi le dimensioni di «una normalissima disputa creativa», facendolo oltretutto passare per un «rompiballe». «Ogni film di buona qualità viene realizzato attraverso la collaborazione delle diverse idee di tutti coloro che vi si sono impegnati» ha detto seccato Norton. «Sfortunatamente il nostro "sano" processo creativo, che doveva comunque rimanere materia privata, è stato distorto e falsamente bollato come una lite furiosa. Creando così il rischio di distrarre l'attenzione dal film, cosa che sia io che la Marvel cercheremo di evitare ad ogni costo. Auguro al film nient'altro che il grande successo che si merita, anche se diverso da come lo avevo immaginato».
Insomma, com'è questo film che ancora prima di uscire ha scatenato tante polemiche? L'incredlblle Hulk non racconta le origini dei personaggio del supereroe, tendenza in corso tra i nuovi adattamenti cinematografici di fumetti come Superman Returns o Batman Begins. Così lo scienziato Bruce Banner (Norton) è da subito Hulk, la gigantesca creatura verde dotata di immane potenza in cui si trasforma quando è coito da attacchi di rabbia. Banner è adesso nascosto in Brasile, dove sta cercando una cura contro i raggi gamma cui era stato esposto da giovane e che lo mutano nella mostruosa figura. Ma viene rintracciato dal temibile Generale Ross (William Hurt), ed ecco che inizia una rocambolesca fuga. Bruce è braccato anche dal mercenario Emil Blonsky (Tim Roth). Liv Tyler è Betty Ross, la figlia del generale, di cui Hulk s'innamora, ricambiato. «Per me questo film è stato una sorpresa» dice l'attrice, 31 anni, mamma di Milo, quattro anni, avuto dal marito, il cocker inglese Royston Langdon da cui si è appena separata. «In genere leggo un copione e me ne innamoro. Questa volta è arrivata una telefonata del mio agente che mi ha chiesto di andare a Los Angeles per fare un provino per Hulk. Non sapevo niente del film, solo che c'era Edward, e quella era una sicurezza per me. E poi ho sempre adorato la serie televisiva di Huk Ricordo che io e mia madre la guardavamo sulla nostra piccola tv in bianco e nero, e quel ricordo mi ha aiutato a capire il personaggio di Betty, che è l'unica a vedere sempre il vero Bruce dietro il mostruoso Hulk». Il film, dunque, non solo promette fedeltà al fumetto originale di Stan Lee, ma anche alla vecchia serie tv con Lou Ferrigno (che appare varie volte): molta azione e poca riflessione.
Ed è questo che non è andato a genio a Norton. L'attore è famoso per sceglie con molta cura i film da interpretare e per questo non ha condiviso l'enfasi dei film sugli effetti speciali a scapito della riflessione sul rapporto fra scienza e spiritualità. Anche perché la Marvel lo aveva assunto non solo come attore ma anche come produttore e sceneggiatore per riscrivere partì del copione e dare il suo contributo creativo. «Chi crede che, a Hollywood, un attore possa fare quello che vuole solo perché ha recitato in un paio di bei film ed è stato candidato all'Oscar, si sbaglia di grosso» ha spiegato Norton. «II cinema è un business spietato: se l'executive dello studio non capisce il valore del tuo progetto, non ti dà, certo i milioni di dollari che servono per realizzarlo. Ma io amo il cinema e non recito per denaro».
Così ha scelto di girare L'incredibile Hulk soprattutto perché tocca un tema che lo affascina da anni: l'ambiente. «Ho ereditato l'interesse per il rispetto della natura da mio padre, uno dei leader in questo campo (Edward Norton Sr., avvocato del National Trust for Historic Preservation)» ha detto l'attore durante le riprese. «Sono convinto che ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire alla causa ambientale. Quando vota, ad esempio, per il presidente. Ma non solo. Io ho avviato un programma ecologico il cui obiettivo principale è l'installazione di pannelli solari nelle nuove case popolari. Guido una Prius ibrida. E ho scoperto che esiste una nuova auto che va più veloce di una Porsche e ha un motore elettrico. Ora vorrei riuscire a portare questa mia passione nel cinema».
Forse per questo sta pensando a un possibile ritorno alla regia, in cui ha debuttato nel 2000 con Tentazioni d'amore. «Vorrei realizzare un film come Syriana o Babel, che faccia riflettere sull'epoca in cui viviamo. Sto lavorando da anni a un copione sulle comunità agricole in America, sul modo in cui produciamo il cibo e sulla distruzione dei valori familiari tradizionali. Insomma una cosetta leggera, leggera».
Da Il Venerdì di Repubblica, 23 maggio 2008

di Silvia Bizio, 23 maggio 2008

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