Questo film è un documentario sul movimento formatosi dal '68 giapponese e dai suoi sottoinsiemi più fanatici. Noioso perché troppo vicino a una realtà che, priva di artefazione, è soporifera, fastidioso il sottofondo di acid rock, cattiva l'interpretazione di buona parte degli interpreti-non dell'attore che interpreta Mori-; tuttavia questo film è da far vedere nelle scuole perché fortemente educativi.
Vado sul personale: per molti anni ho frequentato alcuni centri sociali in giro per l'Italia, ho anche occupato delle aree dismesse quando avevo l'età della maggior parte dei ragazzi citati nel film: ho sempre creduto, pur non essendo socialista né comunista né antagonista, che fosse importante creare dei presidi sociali e culturali sul territorio e, credetemi, i centri che frequentavo non erano né luoghi di spaccio né cellule terroristico-rivoluzionarie; vi ho assistito ad alcuni dei migliori cineforum e alcuni dei più bei concerti della mia vita, senza dimenticare le migliaia di iniziative per i quartieri dove i centri sociali sorgevano e le persone fantastiche che ho avuto la possibilità di incontrarvi.
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Questo film è un documentario sul movimento formatosi dal '68 giapponese e dai suoi sottoinsiemi più fanatici. Noioso perché troppo vicino a una realtà che, priva di artefazione, è soporifera, fastidioso il sottofondo di acid rock, cattiva l'interpretazione di buona parte degli interpreti-non dell'attore che interpreta Mori-; tuttavia questo film è da far vedere nelle scuole perché fortemente educativi.
Vado sul personale: per molti anni ho frequentato alcuni centri sociali in giro per l'Italia, ho anche occupato delle aree dismesse quando avevo l'età della maggior parte dei ragazzi citati nel film: ho sempre creduto, pur non essendo socialista né comunista né antagonista, che fosse importante creare dei presidi sociali e culturali sul territorio e, credetemi, i centri che frequentavo non erano né luoghi di spaccio né cellule terroristico-rivoluzionarie; vi ho assistito ad alcuni dei migliori cineforum e alcuni dei più bei concerti della mia vita, senza dimenticare le migliaia di iniziative per i quartieri dove i centri sociali sorgevano e le persone fantastiche che ho avuto la possibilità di incontrarvi.Però...c'erano loro.
Loro, generalmente un direttivo con un qualche nome di anarchico, erano quattro o cinque in ogni centro, non partecipavano alle attività, non ridevano mai e, soprattutto, erano sempre in guardia: mi ricordo, ragazzino di 16 anni, che uno di questi mi fece il terzo grado perché arrivai nello spazio autogestito con una maglietta della nike-fu condotto a più miti consigli da alcuni sharp del luogo che mi conoscevano-. Loro non erano black block ,non avevano orecchini, tatuaggi e dread,andavano alle manifestazioni e aspettavano la rivoluzione. Li ho sempre considerati pericolosi.
I personaggi che formavano la United Red Army erano terribilmente simili a queste figure che mi è capitato di incontrare: in questi giorni il mondo si prepara a un'instabilità che la mia generazione-ho 31 anni- non ha vissuto, stiamo in guardia, il paese del boom divenne quello delle br, chissà cosa può succedere nel post-berlusconismo
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