Battle Royale

   
   
   
d.gray venerdì 5 settembre 2008
stupendo stupendo Valutazione 5 stelle su cinque
93%
No
7%

Il film è stato oggetto, in Giappone, di discussioni parlamentari e, in altri paesi, è stato bandito o censurato a causa della sua eccessiva violenza. In realtà l'intenzione del regista non è mai stata quella di mostrare violenza o bagni di sangue fini a sé stessi che, anzi, sono mostrati solo in piccola quantità. Il film, al contrario, riduce i momenti di pura violenza a episodi "fumettistici", piccole sequenze figlie della cultura anime di cui il Giappone è patria natale, in cui il sangue è sempre troppo rosso e la morte tarda ad arrivare, permettendo ai personaggi di parlare, esprimere pensieri più o meno profondi e accendere l'ultima sigaretta prima di spirare. La violenza vera del film sta nella crudezza e velocità con cui quasi tutti i ragazzi reagiscono alla situazione in cui sono stati catapultati, senza concedere sconti a quei pochi che, al contrario, vorrebbero cercare un modo non violento per sopravvivere. [+]

[+] ottima recensione (di peter2001)
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zeno sabato 31 dicembre 2005
che triste il nostro belpaese... Valutazione 5 stelle su cinque
87%
No
13%

Nessuno ha mai pensato di distribuire questo film grandioso in Italia... Perché? E' così traumatizzante? E' così sconvolgente per i cervelli di noi poveri italiani? E' uno scandalo che in Italia film di questo genere non vengano importanti, e a noi tocca trovare la versione in giapponese e, grazie a qualche bravissimo volenteroso, scaricarci da Internet i sottotitoli. Italia, sveglia!!!!!!!!

[+] battle royale (di serene)
[+] pienamente d'accordo.... (di unità di produzione)
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yawgmoth giovedì 28 settembre 2006
corri! non c'è tempo! non fermarti! Valutazione 5 stelle su cinque
89%
No
11%

Eccolo qua! Il grande capolavoro di Kinji Fukasaku. Battle Royale act: l'economia giapponese è andata a puttane, i disoccupati abbondano e i giovani boicottano le scuole... I giovani sono divenuti un problema, troppo indisciplinati, ribelli, troppo irrispettosi degli "adulti" Battle Royale è un film folle, pazzesco e psicotico, un film che porta ai più impensabili estremi la "fretta" e l'ideale del lavoro/efficienza che permea la società giapponese (non per nulla nella madrepatria il film è scampato per un soffio alla censura). Una classe numerosa viene sequestrata, gli alunni portati in un luogo sconosciuto, un loro vecchio professore (un grandissimo Takeshi Kitano) dice loro cosa dovranno fare. [+]

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tsugumi martedì 10 maggio 2005
battle royale Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

Ogni tanto fa piacere sentire che una pellicola ha osato talmente tanto da interpellare il governo, poi però scopriamo che non è un film di Boldi e De sica ma un film made in japan. Stiamo parlando del violentissimo Battle royale un film dell’ottantenne regista Fukasaku Kinji morto nel 2003. Il film estremizza tutto ciò che va di moda oggi : dal grande fratello ai teen-moovie. Nel terzo millennio in Giappone, secondo il regista ,per dare freno alla delinquenza giovanile verrà attivata la Battle royale act. : un gruppo di studenti a caso verrà portato con un sotterfugio in un isola deserta e in tre giorni, con armi impari ( bastoni contro mitra, forchette contro coltelli) dovrà uccidersi barbaramente. [+]

[+] informati (di davide)
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[+] potevi evitare di scrivere come andava a finire (di cristalline)
[+] potevi evitare di scrivere come andava a finire (di cristalline)
[+] potevi evitare di spoilerare il finale. (di cristalline)
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laurence316 sabato 4 febbraio 2017
l'aranca meccanica del sol levante Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Koushun Takami, che egli stesso ha adattato poi in un manga, pubblicato dal 2000 al 2005, per i disegni di Masayuki Taguchi, diretto da Kinji Fukasaku (famoso in Occidente in particolare per aver diretto le sequenze giapponesi di Tora! Tora! Tora!) e scritto dal figlio Kenta, Battle Royale è un film lucido e brutale, iperviolento e a tratti raccapricciante, dal taglio quasi documentaristico. Il cui tema portante e i modi in cui viene trattato non possono che riportare alla mente l’Arancia meccanica di Kubrick, anche se il film di Fukasaku tenta un discorso proprio e più legato alle problematiche del suo paese di origine. [+]

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giusepped88 mercoledì 3 giugno 2009
un film che lascia il segno Valutazione 5 stelle su cinque
73%
No
27%

Kinji Fukasaku realizza un film basato su un romanzo uscito in Giappone di Kōshun Takami. Alla base di tutto c'è l'idea che un gruppo di ragazzini si dovrà uccidere. Idea che ha sollevato un caso nazionale in Giappone e nel nostro paese ha portato alla censura. Il manga è davvero brutale, i disegni puntano molto sul sangue e la violenza perpetrati su una sfortunata scolaresca di terza media. Il film è un po' diverso, meno incentrato sulla violenza più sull'intento satirico della moderna società Giapponese. I ragazzini nel film sono un po' più grandi e non ci sono teste che scoppiano, ma pur sempre si tratta di un film crudele. Nell'anno 2010 il Giappone è in crisi, un governo autoritario ha preso tutto il potere, la disoccupazione è a livelli mai raggiunti prima. [+]

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bras0la martedì 4 settembre 2012
da vedere Valutazione 5 stelle su cinque
83%
No
17%

Film malato che traspone il romanzo omonimo. Che l'autrice di Hunger Games lo ammetta o meno, è chiaro che quest'ultimo è perlomento fortemente ispirato a Battle Royale, pur non raggiungendo la sua qualità. Lo spettatore è indotto a riflettere sulla natura umana quando è spinta al limite e, con echi che rimandano al libro "Signore delle Mosche" di Golding ( lettura consigliatissima ), ciò che avviene non è certo piacevole. Una visione del genere doveva arrivare dall'Oriente, che come già in altri film appare più interessato al problema. Per fortuna un po' di speranza e di umanità traspaiono nel finale, ma c'è da chiedersi, dopo la visione, se l'uomo sia veramente quell'essere superiore che pensa o solo un animale che maschera ma non riesce ad estirpare i suoi istinti e che dispone di armi più potenti? Infine una critica al sistema italiano. [+]

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dandy martedì 5 giugno 2012
cosa non si fa per sopravvivere. Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Uno dei più grandi successi giapponesi al botteghino di inizio millennio(e non solo).Al suo ultimo film,il veterano Fukasaku si ispira al romanzo omonimo di Koushun Takami(adattato per lo schermo dal figlio del regista Kenta),che poi è diventato anche un manga.Un pò la versione nipponica de "Il signore delle mosche" con ovvia frecciata ai danni della società mediatica e a quella giovanile,cinica e insensibile.Allo spettatore italiano non può non venire in mente "L'isola dei famosi" in questo caso in versione anonima e perversa(e sarebbe bello se ci leggesse[sebbene qui siamo in tutt'altro campo e in tutt'altro luogo] una critica ai reality-spazzatura,che allora erano prossimi a imperare nelle nostre tv). [+]

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cinisellobalsamo venerdì 29 febbraio 2008
ulalà ulalà Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

Nel Giappone di un futuro prossimo viene emanato dal Governo il Battle Royale Act. Questa legge prevede che ogni anno sia scelta a caso una classe e che i componenti di questa siano portati su un'isola, fatta evacuare per l'occasione, su cui saranno costretti a combattersi ed uccidersi l'un con l'altro, fino a che non rimarrà solamente un superstite. Tempo limite tre giorni, al termine dei quali, se vi saranno più sopravvissuti, saranno eliminati facendo esplodere il collare applicato al loro collo (il quale collare permette di sapere se sono ancora in vita o meno e dove si trovano). Inoltre, ogni ora (con qualche pausa come il pranzo o la notte) verrà comunicata una "danger zone" all'interno della quale non si deve entrare, pena l'esplosione del collare. [+]

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d.gray venerdì 5 settembre 2008
stupendo stupendo Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

Questo è il capolavoro di Kinji Fukasaku. Il film è stato oggetto, in Giappone, di discussioni parlamentari e, in altri paesi, è stato bandito o censurato a causa della sua eccessiva violenza. In realtà l'intenzione del regista non è mai stata quella di mostrare violenza o bagni di sangue fini a sé stessi che, anzi, sono mostrati solo in piccola quantità. Il film, al contrario, riduce i momenti di pura violenza a episodi "fumettistici", piccole sequenze figlie della cultura anime di cui il Giappone è patria natale, in cui il sangue è sempre troppo rosso e la morte tarda ad arrivare, permettendo ai personaggi di parlare, esprimere pensieri più o meno profondi e accendere l'ultima sigaretta prima di spirare. [+]

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