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paolo 67
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giovedì 9 febbraio 2012
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il capolavoro di blake edwards
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Uno dei film-chiave del 1968, HOLLYWOOD PARTY è uno dei più grandi film americani degli anni sessanta. Una divertentissima commedia vecchia maniera (Edwards ha una qualità visiva da comiche del muto che in tempi recenti pochi hanno potuto vantare), una successione irresistibile di gag, che hanno la caratteristica di essere sostenute, basate sulla durata e il prolungamento in un via via sempre più congestionato e surreale fino a un finale onirico, in una specie di estasi delirante. In modo raffinato ma spietato, Edwars satireggia il mondo del cinema, una Hollywood ricca e fasulla descritta in tutta la sua superficiale volgarità. Alcune situazioni e personaggi (dal padrone di casa sempre col sigaro in bocca al maggiordomo che si scola tutti i drink) sono indimenticabili.
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Uno dei film-chiave del 1968, HOLLYWOOD PARTY è uno dei più grandi film americani degli anni sessanta. Una divertentissima commedia vecchia maniera (Edwards ha una qualità visiva da comiche del muto che in tempi recenti pochi hanno potuto vantare), una successione irresistibile di gag, che hanno la caratteristica di essere sostenute, basate sulla durata e il prolungamento in un via via sempre più congestionato e surreale fino a un finale onirico, in una specie di estasi delirante. In modo raffinato ma spietato, Edwars satireggia il mondo del cinema, una Hollywood ricca e fasulla descritta in tutta la sua superficiale volgarità. Alcune situazioni e personaggi (dal padrone di casa sempre col sigaro in bocca al maggiordomo che si scola tutti i drink) sono indimenticabili. Il film è una delle migliori interpretazioni di Peter Sellers, sempre straordinario e inimitabile: la sua storia con la Longet sprigiona grande tenerezza e un sottotono che è la più grande qualità del film (e forse anche la causa del suo insuccesso).
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nalipa
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mercoledì 4 maggio 2011
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divertimento puro!
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La coppia Edwards-Sellers é legata alla fortunata serie della Pantera Rosa, ma Hollywood party a mio parere resta il loro lavoro più alto.
Hrundi V:Bakshi, attore indiano (Peter Sellers) durante la lavorazione di un film per il quale si trova a fare la comparsa, suo malgrado ne combina una grossa...Viene cacciato , ma caso vuole che venga invitato a un party nella megavilla del potente produttore al quale ha causato il grosso danno: gag a non finire, personaggi assolutamente perfetti - in particolare il cameriere che dopo aver bevuto molti drink rifiutati dagli ospiti, ormai ubriaco diventa esilerante - un ritmo forse un po' esagitato, alternato a terribili rallentamenti, come la lunga scena in cui il protagonista cerca i servizi.
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La coppia Edwards-Sellers é legata alla fortunata serie della Pantera Rosa, ma Hollywood party a mio parere resta il loro lavoro più alto.
Hrundi V:Bakshi, attore indiano (Peter Sellers) durante la lavorazione di un film per il quale si trova a fare la comparsa, suo malgrado ne combina una grossa...Viene cacciato , ma caso vuole che venga invitato a un party nella megavilla del potente produttore al quale ha causato il grosso danno: gag a non finire, personaggi assolutamente perfetti - in particolare il cameriere che dopo aver bevuto molti drink rifiutati dagli ospiti, ormai ubriaco diventa esilerante - un ritmo forse un po' esagitato, alternato a terribili rallentamenti, come la lunga scena in cui il protagonista cerca i servizi. Insomma, si ride molto ma elegantemente.
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lisbeth
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mercoledì 16 settembre 2009
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un intramontabile cult del comico
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Peter Sellers fa l’indiano,Hrundi Bakshi,una comparsa che suona la tromba durante un assalto a fuoco nel deserto.Colpito a morte, suona fino allo sfinimento. Il bello è che non doveva continuare a suonare,ma lui lo fa,e l’effetto comico cresce fin dalla prima sequenza.Poco dopo distrugge il set perché si allaccia la scarpa poggiando il piede sul detonatore e allora non c’è tregua,le gags si susseguono senza posa,ma a combustione lenta, slow burning, Edwards lascia il tempo di assorbire la carica comica di una scena per poi passare all’altra, in un crescendo insostenibile, fino all’apoteosi finale.Il party nella villa del produttore hollywodiano è il nuovo set,ma reale,delle mirabolanti imprese di Hrundi, invitato per uno di quei meccanismi di ribaltamento del normale corso delle cose che sono alla base della fenomenologia del comico.
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Peter Sellers fa l’indiano,Hrundi Bakshi,una comparsa che suona la tromba durante un assalto a fuoco nel deserto.Colpito a morte, suona fino allo sfinimento. Il bello è che non doveva continuare a suonare,ma lui lo fa,e l’effetto comico cresce fin dalla prima sequenza.Poco dopo distrugge il set perché si allaccia la scarpa poggiando il piede sul detonatore e allora non c’è tregua,le gags si susseguono senza posa,ma a combustione lenta, slow burning, Edwards lascia il tempo di assorbire la carica comica di una scena per poi passare all’altra, in un crescendo insostenibile, fino all’apoteosi finale.Il party nella villa del produttore hollywodiano è il nuovo set,ma reale,delle mirabolanti imprese di Hrundi, invitato per uno di quei meccanismi di ribaltamento del normale corso delle cose che sono alla base della fenomenologia del comico.L’intento derisorio di un certo ambiente del cinema è evidente, comico è eversione o non è, dunque il bersaglio è scontato, sono i riti e i miti di quel mondo di cartapesta, ma guai se l’intento didascalico si mostrasse prevalente, non staremmo a ridere a crepapelle a quarant’anni di distanza.Chiediamoci invece quale sapiente mistura di ingredienti, capaci ancora oggi di divertirci, fanno di questo film un capolavoro del comico cinematografico, degno di stare alla pari con gli stracult del genere.Innanzitutto lui,Peter(doppiato egregiamente dal grande Rinaldi) con la sua aria candida,surreale,gestualità perfetta per ogni occasione,mimica facciale al giusto dosaggio,accessori glamour (vestito della festa con pantalone che si è fatto corto, cravatta-lenzuolo in tinta coi calzini arancio fosforescente, mocassino bianco che dà il via ai disastri in villa con piscina).A far da corona,una serie di personaggi spalla,a loro volta generatori di comico:il cameriere beone che barcolla ma tiene fino all’ultimo, il maitre che lo vuol strangolare,l’attor giovane e macho con loock alla Elvis,il padrone di casa che si preoccupa di salvare i quadri (uno Chagall l’aveva piazzato sopra il water e Hrundi lo fa cadere nello sciacquone!), la moglie che cade a ripetizione nella piscina invasa da una schiuma che dilaga ovunque, bioccoli di sapone come neve,il tutto per lavare un elefantino, arrivato sulla scena al seguito dei boys di casa,di ritorno dalla manifestazione (poteva mancare? siamo nel ’68). Hrundi protesta per le scritte hippy sull’elefante, il suo animale sacro (“immaginate se mettessi barba e baffi al ritratto della moglie di Nixon?”),e tutti a lavarlo.L’orchestrina suona imperterrita,la schiuma lambisce i suonatori ma nulla può fermarli e la musica di Henry Mancini firma una colonna sonora gradevolissima,Nothing to lose. Hrundi trova l’amore nella dolce Michéle Monet e quando tenteranno di acchiapparlo,perché finalmente il tizio col parrucchino, sì, il regista che l’aveva radiato dagli studios dopo il disastro del set distrutto,l’ ha riconosciuto,volerà via con lei sul suo buffo macinino,un momento prima dell’arrivo degli inseguitori,senza rendersi conto del macello alle sue spalle (davvero una coppia alla Chagall).C’è leggerezza in tutto il film,c’è il gioco dell’intelligenza ad inventare un mondo che ha per fine ultimo la gioia del riso spontaneo e combina infinite possibilità di rifrazione, infrazione ed espansione dell'esperienza reale.C’è quello che il meccanismo del comico deve avere nel rappresentare situazioni provviste di autonoma vitalità inventiva e che sono al tempo stesso interventi critici sulla realtà.
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mr brown
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giovedì 2 luglio 2009
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perfect
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porzius
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martedì 9 giugno 2009
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si ride
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Blake edwards e Peter Sellere ancora insieme dopo la Pantera rosa in un film nel quale si ride dall'inizio alla fine , davvero un gran film forse un pò sottostimato dai critici e dalle tv ( è da tanto che non viene trasmesso in tv, almeno quelle non sat) . Particolare encomio va al Cameriere ubriacone ... davvero esilarante !!!!!
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marvelman (quello vero!)
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domenica 22 marzo 2009
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penoso !!!
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mario vadala'
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giovedì 18 dicembre 2008
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un capolavoro che vi svelera' il mondo "lounge"
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Bellissima espressione di atmosfere lounge 60'.
Un insostituibile Peter Seller accompagnato dalla colonna sonora di henry mancini fanno un connubio
che non poteva essere piu' azzeccato.
Vi suggerisco vivamente di conoscere questo capolavoro
che nella versione originale prende il nome "the party"
Da anni sono alla ricerca del lp, vi invito a darmi info se lo trovate in qualche angolo del mondo.
Il cd....c'e' l'ho gia', ma una seconda copia la comprerei volentieri
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carlo - 34anni
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mercoledì 1 ottobre 2008
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delusione
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Adoravo da bambino peter sellers della la pantera rosa. Non avevo ancora visto questo film. ARGH, che delusione! L'ho trovato ridicolo e noioso, non mi ha fatto ridere per niente. Boh, saro' io diverso...dubito...
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(di luc66)
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luca66
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mercoledì 21 maggio 2008
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esilarante
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mi sono veramente divertito!!! Le trovate comiche sono veramente originali ed esilaranti e la colonna sonora di Henry Mancini (che è lo stesso di Colazione da Tiffany e de La pantera rosa) non è da meno.
Tra le altre da scompisciarsi è la scena di Bakshi (Sellers) che fa i versi al microfono e quella del lavaggio con acqua e (molto) sapone dell'elefante che culmina nel gran casino finale!!!
Più vedo questo film e più me lo godo.....
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soulandbrain
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domenica 22 aprile 2007
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mito
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un mito del cinema..una risorsa infinita di gag esilaranti..Sellers meraviglioso come sempre..un film che non può mancare nella cineteca personale di ogni persona..la massima espressione della commedia comica..capolavoro..irripetibile..
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