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cecco
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martedì 4 novembre 2008
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indagini sporche nella giungla del south bronx
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Pride & Glory – Il Prezzo dell’Onore è sicuramente un film riuscito, con un ritmo incalzante e un fotografia innovativa utilizzati per dare freschezza ad una trama che altrimenti risulterebbe soltanto un collage di lavori già visti.
I protagonisti appartengono ad una famiglia che da due generazioni è simbolo del 31° distretto di polizia di New York. Papà Freddie (Jon Voight) è un poliziotto vicino alla pensione e con qualche problema di alcoolismo, che però non nasconde una grande ammirazione per i propri figli Freddie Jr (Noah Emmerich) e Ray (Edward Norton), poliziotti come lui e per la figlia Megan (Lake Bell), il cui marito Jimmy (Colin Farrell) dirige la sezione narcotici nello stesso distretto dei suoi due cognati.
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Pride & Glory – Il Prezzo dell’Onore è sicuramente un film riuscito, con un ritmo incalzante e un fotografia innovativa utilizzati per dare freschezza ad una trama che altrimenti risulterebbe soltanto un collage di lavori già visti.
I protagonisti appartengono ad una famiglia che da due generazioni è simbolo del 31° distretto di polizia di New York. Papà Freddie (Jon Voight) è un poliziotto vicino alla pensione e con qualche problema di alcoolismo, che però non nasconde una grande ammirazione per i propri figli Freddie Jr (Noah Emmerich) e Ray (Edward Norton), poliziotti come lui e per la figlia Megan (Lake Bell), il cui marito Jimmy (Colin Farrell) dirige la sezione narcotici nello stesso distretto dei suoi due cognati.
I tre uomini hanno vite private molto differenti, ciò che le unisce è il rapporto di proporzionalità inversa rispetto al rigore che mostrano sul lavoro: Jimmy è un ottimo padre di famiglia, poliziotto impavido ma mortalmente legato alla malavita del suo distretto, Freddie Jr è sposato con figli ad una malata terminale ma vede la sua brillante carriera vacillare per uno scandalo del quale si è più o meno volontariamente disinteressato fino a che questo è diventato incontrollabile, Ray sta per divorziare e porta in faccia le cicatrici della sua abnegazione verso un’istituzione alla quale tanto ha dato e poco ha ricevuto.
Le mogli rivestono ruoli di contorno, donne dedite alla cura dei figli che sanno anche percepire i tormenti dei mariti ed intuirne gli errori, senza per questo intromettersi nel loro lavoro: il vincolo della famiglia per il regista è sacro tanto quanto quello della polizia.
Gavin O’Connor ha preso spunto da tanti successi del passato più o meno recente per realizzare il suo film: c’è un pò di Serpico per l’omertà che regna tra i poliziotti (Edward Norton in parte ricorda il personaggio introverso, restio nel coltivare rapporti umani duraturi e destinato a non avere dalla vita ciò che meriterebbe che fu di Al Pacino) ; torna alla memoria Il Braccio Violento Della Legge per la violenza nelle aree metropolitane ; si rivede Il Principe della Città nel tormento che si prova nel denunciare i propri compagni; riecheggia I Padroni della Notte, dove i legami familiari si scontrano con l’integrità morale che (in teoria) contraddistingue i tutori dell’ordine.
Nemmeno l’ambientazione gode di assoluta originalità, ma i piccoli universi paralleli del Bronx animato da spacciatori, tossici e prostitute di origine latina è l’usato sicuro che non tradisce mai il pubblico pagante.
La bontà della pellicola risiede nel ritmo incalzante e nell’uso frenetico della cinepresa da parte del regista, oltre all’utilizzo di attori che interpretano ruoli aderenti alle loro caratteristiche, Edward Norton su tutti.
La storia, anche se non originale, tocca diverse tematiche e suscita emozioni contrastanti, lo spettatore è diviso tra il vedere trionfare la giustizia oppure la conservazione di una tranquillità apparente ma quantomeno più rassicurante. Il finale, poi, non tradisce le aspettative senza rinunciare a lanciare il messaggio della giustizia sommaria contrapposta a quella dei burocrati e dei tribunali.
Da vedere, ma anche e soprattutto confrontare con altre pellicole del genere.
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cronix1981
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sabato 9 ottobre 2010
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il prezzo dell'onore
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Qual'è il prezzo dell’onore? Non è certo una cifra quantificabile in moneta. È forse il prezzo da pagare alla propria coscienza per continuare a mantenere nascosta una verità. Una verità che se rivelata potrebbe infangare l’onore.
Ebbene Pride and Glory è il racconto di una scelta di coscienza. Una scelta difficile. Una famiglia di poliziotti: padre (Jon Voight) pezzo da novanta della polizia; due figli (Edward Norton e Noah Emmerich) anch’essi poliziotti; una terza figlia (Jennifer Elhe) sposata con un poliziotto(Colin Farrell). Ma in un quadro che all’apparenza può sembrare perfetto, guardando a fondo si vedono le crepe e le incrinature.
Nel film ogni personaggio verrà posto di fronte ad una scelta tra l’onore e la verità, sotto forma di giustizia.
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Qual'è il prezzo dell’onore? Non è certo una cifra quantificabile in moneta. È forse il prezzo da pagare alla propria coscienza per continuare a mantenere nascosta una verità. Una verità che se rivelata potrebbe infangare l’onore.
Ebbene Pride and Glory è il racconto di una scelta di coscienza. Una scelta difficile. Una famiglia di poliziotti: padre (Jon Voight) pezzo da novanta della polizia; due figli (Edward Norton e Noah Emmerich) anch’essi poliziotti; una terza figlia (Jennifer Elhe) sposata con un poliziotto(Colin Farrell). Ma in un quadro che all’apparenza può sembrare perfetto, guardando a fondo si vedono le crepe e le incrinature.
Nel film ogni personaggio verrà posto di fronte ad una scelta tra l’onore e la verità, sotto forma di giustizia. Ognuno sceglierà una strada diversa, ma l’epilogo sarà lo stesso per tutti. In questa storia non ci sono poliziotti buoni o cattivi. Ci sono delinquenti, poliziotti corrotti e una New York infernale e anch’essa compromessa.
In questo quadro a tinte scure emergono i drammi dei vari protagonisti. E non sembra esserci possibilità di redenzione. Per nessuno. Perché il finale lascerà sporca la coscienza di chi sarà sopravvissuto.
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marlon brando
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lunedì 9 agosto 2010
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poliziesco dove non esiste né il bene e il male
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Due squadre diverse di poliziotti si sfidano ad una partita di football americano e la vittoria è ottenuta grazie alla brillante bravura di Jimmy Egan (Colin Farrell) cognato di due fratelli poliziotti: Francis jr (Noah Emmerich) e Ray (Edward Norton). Essi però ricevono una chiamata: quattro agenti sono morti caduti in un’imboscata durante le indagini su un traffico di droga e tre poliziotti si recano nel luogo del bagno di sangue.La realtà, nel corso delle indagini verrà a galla: Jimmy, ha mandato egli stesso i quattro agenti defunti per uccidere un boss della droga, Tezo, prenderne i soldi e mettersi in affari con un altro boss della malavita spagnola, quindi Jimmy è corrotto.Ray, sarà costretto a prendere l’amara decisione fra il proteggere il cognato e l’arrestarlo.
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Due squadre diverse di poliziotti si sfidano ad una partita di football americano e la vittoria è ottenuta grazie alla brillante bravura di Jimmy Egan (Colin Farrell) cognato di due fratelli poliziotti: Francis jr (Noah Emmerich) e Ray (Edward Norton). Essi però ricevono una chiamata: quattro agenti sono morti caduti in un’imboscata durante le indagini su un traffico di droga e tre poliziotti si recano nel luogo del bagno di sangue.La realtà, nel corso delle indagini verrà a galla: Jimmy, ha mandato egli stesso i quattro agenti defunti per uccidere un boss della droga, Tezo, prenderne i soldi e mettersi in affari con un altro boss della malavita spagnola, quindi Jimmy è corrotto.Ray, sarà costretto a prendere l’amara decisione fra il proteggere il cognato e l’arrestarlo.Robusto dramma poliziesco medio, il lavoro di O’Connor trova il suo posto navigando tra le coordinate di genere, apre con un delitto scatenante che sembra di Ellroy, poi si sviluppa ricordando il recente I padroni della notte di James Grey che vede anch’esso due fratelli ai lati opposti della scacchiera: uno poliziotto, l’altro criminale. Rispetto a quest’ultimo, Pride and Glory smussa sia gli alti sia i bassi, rinuncia al respiro tragico (i protagonisti sono più romanzeschi, e più legati al genere stesso rispetto a quelli di Gray). In compenso torna al poliziesco puro, alla componente procedurale, ed è ammirevole per il paziente affetto con cui segue i personaggi da vicino, dedicando molto spazio alla semplicità d’azione, sia essa familiare o investigativa, o entrambe. Quella che resta sullo sfondo è una New York notturna, dal look cupo. Una Babilonia, meraviglia del mondo moderno, insozzata di criminalità e corruzione che espande i suoi tentacoli anche verso i difensori della legge.La sceneggiatura di Joe Carnahan (autore dell’unico poliziesco di rilievo non riconducibile a Ellroy degli ultimi anni, Narc) fa un buon lavoro, se non fosse per un paio di scivoloni nel finale (uno dei quali gioca un po’ troppo con il cliché degli sbirri irlandesi ). Allo script hanno lavorato anche lo stesso O’Connor e suo fratello, evidentemente molto interessati a svolgere tematiche personali, come appunto il rapporto tra fratelli e l’ambiente di polizia in cui sono cresciuti, anche visto che il loro padre era un poliziotto della Grande Mela. Più film drammatico che thriller, Pride and Glory si concentra sullo sviluppo interiore dei personaggi che sulle indagini e gli eventi sanguinari collegati alla corruzione del dipartimento di polizia. Un ottimo Farrell in stato di grazia, per il ruolo del protagonista dando vita ad un autentico anti-eroe disposto a vendere il distintivo al miglior offerente per giungere ad una pulizia facile dal crimine, ricevendo egli stesso licenza di commettere crimini più o meno gravi. Buoni anche i non protagonisti dall’intenso Norton, combattuto moralmente a Jon Voight nel ruolo del patriarca dai profondi ideali etici e legato strettamente alla famiglia. Il bello di Pride and Glory è che si mostra l’eterno conflitto fra giustizia e crimine, senza mostrare né il bene e né il male. Infatti nel film non ci sono buoni o cattivi, ognuno fa le proprie scelte, e per ogni scelta c’è un prezzo da pagare e Jimmy paga quello più alto per l’aver insozzato l’onore di una famiglia di poliziotti che rispettava e faceva rispettare la giustizia seguendo la retta via oltre che l’aver compiuto violenze ai danni degli spagnoli: muore e lascia moglie e due figli piccoli, soli.
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