Grindhouse - A prova di morte |
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Un film di Quentin Tarantino.
Con Kurt Russell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Tracie Thoms.
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Titolo originale Grindhouse - Death Proof.
Horror,
durata 116 min.
- USA 2007.
uscita venerdì 1 giugno 2007.
- VM 14 -
MYMONETRO
Grindhouse - A prova di morte ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
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Stiamo sempre parlando di Tarantino!!!
di AlonzoFeedback: |
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lunedì 4 giugno 2007 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Da accanito fan del profeta del pulp, Quentin Tarantino, entrato in sala ero ancora assorto nel dubbio che il suo ultimo capolavoro potesse essere un tipico tentativo per far rimbombare il suo nome su tutti i giornali, come provocazione verso tutti coloro che lo hanno definito piu banale che geniale. Speravo che terminato il film potessi uscire nuovamente orgoglioso di non essermelo piratamente scaricato a casa e goduto sul divano. Volevo dargli fiducia. Già dalle prime scene si intuisce chi c'è dietro la macchina da presa, inquadrature e colonne sonore tipiche del profeta. Il film procede lentamente, molti dialoghi, la trama non è ancora molto chiara. Tre ragazze si riuniscono in un bar per bere e fare due chiacchiere da vecchie amiche. Ci si aspetta che non sia tuttocosi tipicamente normale come sembra. Ovvio. Entra in scena StuntMike, Kurt Russel, un vecchio amico del barman, interpretato da Quentin. Non promette niente di buono con la sua Mustang nera e la cicatrice in faccia, ma ancora mi rimane il dubbio se lui possa essere veramente piu pericoloso delle tre giovani da cui è stato attratto: ubriache e disinvolte non sembrano essere le brave ragazze della porta accanto. Poco dopo mi sono dovuto ricredere. Una dolce biondina decide di farsi accompagnare a casa dal nostro amico che, con un sorrisino rivolto verso la cinepresa fa intuire a tutto il pubblico in sala che non è stata la scelta migliore accettare quel passaggio. Ora si che inizia il film. La ragazza viene massacrata a forza di impatti contro la barriera di protezione nella quale era stata rinchiusa, fino al colpo finale, una brusca frenata che le fa spaccare il naso contro il cruscotto.La preda non era lei, sembrava un assaggio per far capire ai diffidenti come me di ciò che era capace. Rincorre le tre ragazze, le supera e una volta distaccate decide di fare un testa coda, spegnere i fari e andare contromano. Cavolo. Ciò che succede poi non lo augurerei al mio peggior nemico. Vi anticipo solamente di fare attenzione alla gamba, non posso dirvi altro, è una scena da gustarsi inconsapevoli di ciò che sta per accadere. Cambia scenario, e sembra che stia per iniziare un altro film. Cambia anche il montaggio, fino ad ora è sembrato di assistere ad un vecchio film anni sessanta, con i classici errori di cambio scena, niente di che come innovazione, anzi dopo un pò infastidisce. Sempre delle ragazze, ora sono in quattro, un auto d'epoca e nuovamente StuntMike. Sempre giovani spigliate, ma non hanno niente in comune con le altre tre. Curiosa la scelta di menzionare Kill Bill con la suoneria del cellulare e l'adesivo Pussycat sul portabagagli dell'auto. Due di loro sono stuntgirl e coinvolgono le altre ad andare a provare una Mustang 440 cv per poter fare un vecchio gioco, diciamo non adatto a tutti coloro che non sono del mestiere: sdragliarsi sul cofano della macchina e reggersi a delle cinture incastrate agli sportelli, mentre la macchina sfreccia a tutta velocità. Pericoloso, ma non del tutto impossibile se non contiamo il fatto che " casualmente" passava da quelle parti il vecchio Mike. Come al luna park inizia una gara alle macchine da scontro, fino a quando i ruoli non si capovolgono e StuntMike, ferito ad un braccio, diventa la preda delle tre ragazze che sembrano aver ricevuto il dono di essere le vendicatrici di tutti i mali che Mike aveva fatto, punendolo a forza di calci e pugni. Non siamo ai livelli de Le Iene o Pulp Fiction ma è sempre un film del genio tarantiniano
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